Archivio per 22 aprile 2014

Buonanotte con la bella minipoesia… Ieri notte… di Octavio Paz   1 comment

 

 

In occasione dell'anniversario della scomparsa

del grande poeta messicano Octavio Paz

 

 

(Città del Messico 31.3.1914 – 20.4.1998)

 

 

mi fa piacere dare oggi la buonanotte

con questa sua bellissima mini…

ma forse anche micro…

poesia

 

 

 
 
 
 
IERI NOTTE
Octavio Paz
 
 
Ieri notte
 
nel tuo letto
 
eravamo in tre:
 
tu io la luna.

 

 

 

Marc Chagall

 

 
 
 
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da Tony Kospan
 
 
 
 

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Pubblicato 22 aprile 2014 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA

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Nessun uomo è un’isola – Sublime mitica poesia morale di J. Donne – (1°)   Leave a comment

 


 
 
Ci sono 2 poesie di John Donne
che hanno lo stesso titolo…
e che sono apparentemente simili…

Esse però hanno significati e respiri diversi
benché entrambe siano veri inni all'amore universale

ed intrise da profonda spiritualità.
 
 
 
 
 
 
 
LA PRIMA
 
 
 
NESSUN UOMO E’ UN’ISOLA
JOHN DONNE – POESIA SUBLIME
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Questa prima è un fantastico breve inno all’Amicizia…
ed alla Fratellanza universale…
 
 
John Donne, poeta, studioso e religioso inglese,
è noto per le vette di altissima spiritualità…
e nel contempo per le umanissime e carnalissime tentazioni…
 
 
 
 
 

 Londra 1572 – Londra, 31.3.1631
 
 
 
 
A mio parere i versi manifestano una modernità di pensiero
davvero piacevolmente sorprendente…
 
 
Ma ora leggiamola ed immergiamoci in essa…
 
 
Se ci va… possiamo farlo
ascoltando questa musica new age
 
 
 
 
 
Nota
 
 
 
 
 
 
NESSUN UOMO E’ UN’ISOLA
John Donne
 
 
Nessun uomo è un’isola;
Nessun uomo sta solo.
 
Ogni uomo è una gioia per me;
Il dolore di ogni uomo è il mio dolore.
 
Abbiamo bisogno l’uno dell’altro,
perciò io difenderò
ogni uomo come mio fratello;
ogni uomo come mio amico.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Come sempre
mi piacerebbe conoscere il vostro pensiero.
 
 
 
Ciao da Orso Tony
 
 
 
 
 
FMP.jpg picture by orsosognante

 

 

Inviti superflui di Dino Buzzati – Quando un racconto è bello come una poesia…   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
Ho trovato questo racconto nel web… 
 
Mi ha davvero molto entusiasmato… 
e m'è apparso davvero fantastico…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Mi ha quindi fatto venir il desiderio ed il piacere
 di condividerlo con voi. 
 
Ma non voglio anticipare giudizi…
posso solo dirvi di leggerlo con calma
e di gustarlo con calma e fino in fondo…
 
 
 
 

 
 
 
INVITI SUPERFLUI
Dino Buzzati
 
 
 
Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo.
Per gli stessi sentieri fatati passammo infatti tu ed io, con passi timidi, insieme andammo attraverso le foreste piene di lupi, e i medesimi genii ci spiavano dai ciuffi di muschio sospesi alle torri, tra svolazzare di corvi.

Insieme, senza saperlo, di là forse guardammo entrambi verso la vita misteriosa, che ci aspettava.Ivi palpitarono in noi per la prima volta pazzi e teneri desideri. “Ti ricordi?” ci diremo l’un l’altro, stringendoci dolcemente, nella calda stanza, e tu mi sorriderai fiduciosa mentre fuori daran tetro suono le lamiere scosse dal vento.

 
 
 

 

 

 

Ma tu – ora mi ricordo – non conosci le favole antiche dei re senza nome, degli orchi e dei giardini stregati. Mai passasti, rapita, sotto gli alberi magici che parlano con voce umana, né battesti mai alla porta del castello deserto, né camminasti nella notte verso il lume lontano lontano, né ti addormentasti sotto le stelle d’Oriente, cullata da piroga sacra. Dietro i vetri, nella sera d’inverno, probabilmente noi rimarremo muti, io perdendomi nelle favole morte, tu in altre cure a me ignote. Io chiederei “Ti ricordi?”, ma tu non ricorderesti.

Vorrei con te passeggiare, un giorno di primavera, col cielo di color grigio e ancora qualche vecchia foglia dell’anno prima trascinata per le strade dal vento, nei quartieri della periferia; e che fosse domenica. In tali contrade sorgono spesso pensieri malinconici e grandi, e in date ore vaga la poesia congiungendo i cuori di quelli che si vogliono bene.

 
 
 
 

 

 

Nascono inoltre speranze che non si sanno dire, favorite dagli orizzonti sterminati dietro le case, dai treni fuggenti, dalle nuvole del settentrione. Ci terremo semplicemente per mano e andremo con passo leggero, dicendo cose insensate, stupide e care. Fino a che si accenderanno i lampioni e dai casamenti squallidi usciranno le storie sinistre delle città, le avventure, i vagheggiati romanzi. E allora noi taceremo, sempre tenendoci per mano, poiché le anime si parleranno senza parola.

Ma tu – adesso mi ricordo – mai mi dicesti cose insensate, stupide e care. Né puoi quindi amare quelle domeniche che dico, né l’anima tua sa parlare alla mia in silenzio, né riconosci all’ora giusta l’incantesimo delle città, né le speranze che scendono dal settentrione. Tu preferisci le luci, la folla, gli uomini che ti guardano, le vie dove dicono si possa incontrar la fortuna. Tu sei diversa da me e se venissi quel giorno a passeggiare, ti lamenteresti di essere stanca; solo questo e nient’altro.

Vorrei anche andare con te d’estate in una valle solitaria, continuamente ridendo per le cose più semplici, ad esplorare i segreti dei boschi, delle strade bianche, di certe case abbandonate. Fermarci sul ponte di legno a guardare l’acqua che passa, ascoltare nei pali del telegrafo quella lunga storia senza fine che viene da un capo del mondo e chissà dove andrà mai. E strappare i fiori dei prati e qui, distesi sull’erba, nel silenzio del sole, contemplare gli abissi del cielo e le bianche nuvolette che passano e le cime delle montagne.

 
 
 

 

 

Tu diresti “Che bello!”. Niente altro diresti perché noi saremmo felici; avendo il nostro corpo perduto il peso degli anni, le anime divenute fresche, come se fossero nate allora. Ma tu – ora che ci penso – tu ti guarderesti attorno senza capire, ho paura, e ti fermeresti preoccupata a esaminare una calza, mi chiederesti un’altra sigaretta, impaziente di fare ritorno.

E non diresti “Che bello! “, ma altre povere cose che a me non importano. Perché purtroppo sei fatta così. E non saremmo neppure per un istante felici. Vorrei pure – lasciami dire – vorrei con te sottobraccio attraversare le grandi vie della città in un tramonto di novembre, quando il cielo è di puro cristallo. Quando i fantasmi della vita corrono sopra le cupole e sfiorano la gente nera, in fondo alla fossa delle strade, già colme di inquietudini. Quando memorie di età beate e nuovi presagi passano sopra la terra, lasciando dietro di sé una specie di musica.

Con la candida superbia dei bambini guarderemo le facce degli altri, migliaia e migliaia, che a fiumi ci trascorrono accanto. Noi manderemo senza saperlo luce di gioia e tutti saran costretti a guardarci, non per invidia e malanimo; bensì sorridendo un poco, con sentimento di bontà, per via della sera che guarisce le debolezze dell’uomo. Ma tu – lo capisco bene – invece di guardare il cielo di cristallo e gli aerei colonnati battuti dall’estremo sole, vorrai fermarti a guardare le vetrine, gli ori, le ricchezze, le sete, quelle cose meschine. E non ti accorgerai quindi dei fantasmi, né dei presentimenti che passano, né ti sentirai, come me, chiamata a sorte orgogliosa. Né udresti quella specie di musica, né capiresti perché la gente ci guardi con occhi buoni.

Tu penseresti al tuo povero domani e inutilmente sopra di te le statue d’oro sulle guglie alzeranno le spade agli ultimi raggi. Ed io sarei solo. è inutile. Forse tutte queste sono sciocchezze, e tu migliore di me, non presumendo tanto dalla vita. Forse hai ragione tu e sarebbe stupido tentare. Ma almeno, questo sì almeno, vorrei rivederti. Sia quel che sia, noi staremo insieme in qualche modo, e troveremo la gioia. Non importa se di giorno o di notte, d’estate o d’autunno, in un paese sconosciuto, in una casa disadorna, in una squallida locanda.

 
 
 
 
 
 
 

Mi basterà averti vicina. Io non starò qui ad ascoltare – ti prometto – gli scricchiolii misteriosi del tetto, né guarderò le nubi, né darò retta alle musiche o al vento. Rinuncerò a queste cose inutili, che pure io amo. Avrò pazienza se non capirai ciò che ti dico, se parlerai di fatti a me strani, se ti lamenterai dei vestiti vecchi e dei soldi. Non ci saranno la cosiddetta poesia, le comuni speranze, le mestizie così amiche all’amore. Ma io ti avrò vicina.

E riusciremo, vedrai, a essere abbastanza felici, con molta semplicità, uomo con donna solamente, come suole accadere in ogni parte del mondo. Ma tu – adesso ci penso – sei troppo lontana, centinaia e centinaia di chilometri difficili a valicare. Tu sei dentro a una vita che ignoro, e gli altri uomini ti sono accanto, a cui probabilmente sorridi, come a me nei tempi passati. Ed è bastato poco tempo perché ti dimenticassi di me. Probabilmente non riesci più a ricordare il mio nome. Io sono ormai uscito da te, confuso fra le innumerevoli ombre. Eppure non so pensare che a te, e mi piace dirti queste cose.

 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
Sì certo è un racconto…
ma come non accostarlo alle poesie sublimi?
 
Per me è straordinario il modo in cui,
pur non senza darlo a vedere… e quasi in sordina,
il racconto susciti in noi
emozioni… visioni… suggestioni… bellissime…
 
Ciao da Orso Tony 
 
 
 
 


 
 


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You Belong to My Heart – Il poetico testo e la grande canzone di Agustin Lara   Leave a comment

 

 

 

 

 

“Solamente una Vez” significa “una sola volta”,

ed è una canzone

meglio conosciuta come YOU BELONGS TO MY HEARTH

cantata da Elvis Presley, Connie Francis

e tanti altri in tutto il mondo.

 

 

 

 

 

E'  tutta messicana,

opera del compositore e poeta Agustin Lara.

 

 

 

 

 

 

IL TESTO

 

 

 

 

Non ho trovato una sola traduzione decente in italiano…

per cui, con mille difficoltà… e traduttori vari…,

 ho provato a farla io…

Se può, qualche amica/o di lingua spagnola

la migliori…

Grazie…

 

 

 

 

 

SOLAMENTE UNA VOLTA

Agustin Lara


 
Solamente una volta
Ho amato in vita mia
Solo una volta
E poi mai più.
 
Solamente una volta
nel mio giardino
splendeva la speranza
che illuminava la strada
della mia solitudine.

Solamente una volta
la mia anima si donava
in una dolce e totale rinuncia.
 
E quando questo miracolo…
l'incanto dell'amore
è avvenuto
c'erano campane a festa
che mi suonavano nel cuore

Traduzione Tony Kospan…

 

 

 

Ritratto di Diego Rivera

 

 

 

Questo primo video con la canzone solo in versione strumentale

è davvero molto interessante, inconsueto… e… bellissimo…

 

Le immagini del video (dipinti e murales)

sono del grande pittore Diego Rivera anch'egli messicano.

 

 

 

 

 

In quest'altro bel video poi possiamo, se ci va, 

 ascoltar la canzone nell'interpretazione di Bocelli…

 

 

 

 

 

Ciao da Tony Kospan

 

 

 

 

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Le nuove incredibili pazze invenzioni giapponesi   5 comments


 
 
 
Il panino per mangiare senza essere visti



NON POTREMO FARNE A MENO!!!!
 
 
 CORRIAMO A COMPRARLE!!! AH AH… Animoticon
 
 
 
 
Ombrello… TV
 
 
 
Ditemi qual'è per voi la più…
simpatica
 

 
 
 
La T-Shirt Gratta schiena!
Per indicare con esattezza
dove vi prude, e dove farvi grattare !!!

 
 
 
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Ombrello raccoglitore d'acqua…

 
 
 
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Comoda spalmatrice di burro
 
 
 
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Giacche con aria condizionata
 
 
 
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La maschera del proprio volto
 
 
 
 
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L’ombrello integrale…
 
 
 
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Quando manca la mamma…
 
 
 
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Come mettersi il collirio negli occhi
 
 
 
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Strisce pedonali portatili

 
 
 
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LevaScarpe
 
 
 
 
 
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Masticometro

 
 
 
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Rossetto a… timbro…

 
 
 

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Maschera per rossetto
(per non sbagliare)

 
 
 
 
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 Ombrellini proteggi scarpe
 

 
 
 
 
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Come pulire i pavimenti senza stancarsi 
 
 
 
 
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Per dormir sulle gambe di una ragazza
 
 
 
 
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Cuscini per donne che non amano dormir da sole
 
 
 
 
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Assolutamente necessario poi
l'astuccio porta…banane…
Questa è poi l'ultima novità…
La cravatta-ombrello!







 
 
 
Ed infine il vero capolavoro…
Project Desk… che permette di guardare la tv sotto la scrivania
ed è stato realizzato da Saki Satom, nel 2005,
nella sua città  di residenza: Londra,
dove è ancora visibile presso la Gasworks Gallery.
 
 
 
 
 
 
Ciaoooooooooo e fatemi sapere…
quale preferite….
 
 
Nel caso… ve la… ordino… ah ah A bocca aperta
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 
 
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Avec le temps – Mitica canzone poesia del ’70 – Testo e interpretazioni di Ferré e Dalida   1 comment

 
 



Stavolta, nell'ambito delle grandi canzoni di un tempo,
non andremo molto lontani
(49 anni però non sono proprio pochi…)
ma la canzone è un vero mito mondiale.

 
 
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AVEC LE TEMPS
ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO…
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
Questa canzone che possiamo definir poesia…
poesia pura…
è sì.. certo un pò triste…
ma dolcissima, struggente e profondissima
in quanto tocca le nostre corde più vere…
e più intime…
 
 
E' una canzone davvero memorabile
ed ebbe un successo mondiale…
che però non è mai più tramontato.
 
 
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L'autore è Leo Ferré
cantante e musicista monegasco.
 
 
In Italia è stata interpretata da molti
grandi cantanti e ne segnalo solo alcuni…
Dalida… Paoli… Patty Pravo… Battiato…
 
 
Prima di passare alla canzone
entriamo nell’atmosfera di quell’anno…1970…
con alcune immagini penso significative…
 
 
 
 
 
 Fiat 500 del 1970
.
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La mitica semifinale dell'Azteca – Italia/Germania
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Bernardo Bertolucci – Il conformista
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Giro d'Italia – Gimondi e Merkx
 
 
 
 
 
Ma torniamo alla canzone… che possiamo definir 
Musica dell’Anima… e non servono altre parole.
 
 
Basta ascoltarla… leggerne il testo.
 
 
 
 



 
 



AVEC LE TEMPS (COL TEMPO)

Leo Ferré

Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
non ricordi più il viso
non ricordi la voce
quando il cuore ormai tace
a che serve cercare ti lasci andare
e forse é meglio così 
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
l’altro che adoravi che cercavi nel buio
l’altro che indovinavi in un batter di ciglia
tra le frasi e le righe e il fondotinta
di promesse agghindate per uscire a ballare
col tempo sai tutto scompare. 
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
ogni cosa appassisce io mi scopro a frugare
in vetrine di morte quando il sabato sera
la tenerezza rimane senza compagnia. 
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
l’altro a cui tu credevi anche a un colpo di tosse
l’altro che ricoprivi di gioielli e di vento
ed avresti impegnato anche l’anima al monte
per cui ti trascinavi alla pari di un cane
Col tempo sai tutto va bene. 
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
non ricordi più il fuoco
non ricordi le voci della gente da poco
e il loro sussurrare
non ritardare copriti col freddo che fa. 
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
e ti senti il biancore di un cavallo sfiancato
in un letto straniero ti senti gelato
solitario ma in fondo in pace col mondo
e ti senti tradito dagli anni perduti 
Allora tu col tempo sai
non ami più.

 
 
 
 

 

 

Ma eccola insieme al testo originale

cantata da Léo Ferré… 

 

 

    

 


e qui nell'interpretazione di Dalida… 

in un raro video


 

 

 
 
 
 

 
 
 
Buon ascolto e… ciaooooooooo da

TONY KOSPAN




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22 aprile – Oggi si festeggia la nostra casa.. la Terra… per salvarla – Storia.. poesia.. canzone e video dedicati al senso di questo evento   Leave a comment


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Oggi si celebra la Giornata della Terra
ed anche Google la festeggia con il doodle qui su…


 
 
 
 
 
22 APRILE – GIORNATA DELLA TERRA
 
Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
BREVE STORIA
 
 

Si tratta di un evento internazionale nato il 22 aprile 1970 quando 20 milioni di americani parteciparono a una grande manifestazione ambientalista, organizzata dal senatore del Wisconsin Gaylord Nelson, per sottolineare l’assoluta necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra.
  
 
 




 
 
 
 
 
Sviluppatosi poi in ambito universitario, l’Earth Day (questo è il nome con cui è conosciuto a livello mondiale) col passar del tempo, è divenuto un avvenimento educativo ed informativo.
 
Oggi sono ben 175 le nazioni e oltre un miliardo le persone che festeggiano questo che è un giorno di conoscenza della reale salute del pianeta, nonché di speranza e d'impegno per la sua salvaguardia riconoscendo che la Terra è la casa comune di tutta l'Umanità.
 
 
In onore della Terra infatti oggi si tengono manifestazioni, concerti e dibattiti. 
 
 
 
 




 
 
 
 
 
Penso che sia assolutamente giusto riservare attenzione alla salvaguardia della Natura, e di conseguenza del Pianeta…, che è la nostra casa, e riflettere, in modo ampio, sulle problematiche più gravi che incombono… come… il cambiamento del clima, lo scioglimento dei ghiacci dei poli, la distruzione della foresta amazzonica…(vero polmone della Terra) il pericolo nucleare… sia quello delle centrali che quello delle bombe… etc… 
 
 




 





Dunque è sempre più indispensabile salvaguardare la salute delle foreste, dei mari, dei cieli, dei territori… etc… ed oggi possiamo e dobbiamo estendere l'impegno anche alla necessità di
– migliorare lo smaltimento dei rifiuti,
– produrre oggetti (ed imballaggi) sempre più eco-compatibili…
– investire nella ricerca e nella diffusione di energia pulita.
.

 
 
 
 





 
Festeggiamo allora anche noi la Terra… nostra casa… augurandole lunga e “sana” vita…secondo il nostro stile… con una poesia, una canzone ed un bellissimo video…
 
 
 
 
 
LA CANZONE
 
 
 

Nota

 
 
 
 
LA POESIA

 RINGRAZIAMENTO
Dolores La Chapelle
 

Rivolgiamo il nostro ringraziamento alla terra
che ci dona la nostra casa.
Rivolgiamo il nostro ringraziamento ai fiumi e ai laghi
che ci donano le loro acque.
Rivolgiamo il nostro ringraziamento agli alberi
che ci donano frutti e noci.
Rivolgiamo il nostro ringraziamento al sole
che ci dona calore e luce.
Tutti gli esseri sulla terra: gli alberi, gli animali,
il vento e i fiumi si donano l’un l’altro
così tutto è in equilibrio.
Rivolgiamo la nostra promessa di iniziare
a imparare come stare in armonia
con tutta la terra.

(da Earth Prayers, 1991)
 
 
 
 
 
 
 

IL VIDEO

Infine il bellissimo, brevissimo ed originalissimo video
contro la smania di ricchezza a discapito della natura… 
ed il cui messaggio si può così sintetizzare……
   


IO VOGLIO… IO VOGLIO… IO VOGLIO… IO VOGLIO…
SI'… POSSIAMO COSTRUIRE… CREARE… ETC…
MA SENZA ROVINARE IL PIANETA…



Give Earth a Hand (Diamo una mano alla Terra)




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CIAO DA TONY KOSPAN
 
 

 

 

 

 

 

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Buon martedì in poesia – In segreto di E. Lasker-Schuler – arte.. Hopper – canzone.. La nostra relazione – e..   Leave a comment

 
 
 
Edward Hopper
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Amare è mettere la nostra felicità nella felicità di un altro.
G. W. Von Leibnitz
 

 

 

Edward Hopper – Nottambuli
 
 
 
IN SEGRETO, DI NOTTE
Else Lasker-Schuler
 
In segreto, di notte
io t'ho prescelto fra tutte le stelle.
E sono sveglia – fiore attento,
fra il canto basso del fogliame.
Le nostre labbra per cercare miele,
le nostre notti lucenti sbocciate.
Alla luce gloriosa del tuo corpo
il mio cuore accende i cieli.
Tutti i miei sogni pendono al tuo oro.
Io t'ho prescelto fra tutte le stelle.
 
 
 

Compartment C Car 293

 
 

 
 
 
 

par Tony Kospan

 

 

 

PER CHI AMA VIVER L'ARTE…
I N S I E M E
 
 
 
 
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