L’uomo che non credeva nell’amore – Davvero un bel racconto…   23 comments

 

 

 
 
 
 
Perdete qualche minuto a leggere questa storia, è molto bella e mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.
 
Non so chi ha scritto questo racconto…. so solo che mi piace molto…. e mi appare molto meno banale di quanto sembra…
 
Leggetelo,  fino alla fine… perché è lì… alla fine… la seconda chiave del racconto…
 
 
 
 

    
 
L’UOMO CHE NON CREDEVA NELL’AMORE 
 
 
Voglio raccontarvi una storia molto antica su un uomo che non credeva nell’amore.
Si trattava di un uomo comune, proprio come voi e me, ma ciò che lo rendeva speciale era il suo modo di pensare: era convinto che L’AMORE NON ESISTESSE.
Naturalmente l’aveva cercato a lungo, aveva osservato le persone intorno a sé, trascorrendo gran parte della vita in cerca d’amore, solo per scoprire che l’amore non esisteva.
Dovunque andasse, diceva a tutti che l’amore è soltanto un’invenzione dei poeti e delle religioni, usata per manipolare la debole mente umana, per controllare le persone. Diceva che l’amore non è reale, e per questo è impossibile trovarlo quando lo si cerca.
Era un uomo molto intelligente e riusciva ad essere convincente. Lesse una quantità di libri, frequentò le migliori università e diventò un rinomato studioso. Poteva parlare ovunque, davanti a qualunque pubblico, e la sua logica era inoppugnabile. Diceva che l’amore è come una droga: ti fa sentire bene, ma crea una dipendenza.
E cosa succede se una persona diventa dipendente dall’amore, e poi non riceve la sua dose quotidiana? Quell’uomo diceva che la maggior parte dei rapporti d’amore è come il rapporto che c’è tra un tossicodipendente e il suo spacciatore.
Quello dei due che ha il bisogno maggiore è il drogato, e l’altro assume il ruolo dello spacciatore. Quest’ultimo è quello che controlla il rapporto.
è una dinamica facilmente osservabile, perché in ogni relazione di solito c’è uno che ama di più e un altro che si limita a ricevere, ad approfittare di chi gli ha donato il suo cuore. è facile vedere come si manipolano a vicenda, tramite le loro azioni e reazioni, proprio come un drogato e uno spacciatore.
Il tossicodipendente, quello che ha il bisogno maggiore, vive con il timore costante di non ricevere la prossima dose d’amore.
Pensa: “Cosa farò se mi lascia?”. E tale paura lo rende possessivo. Diventa geloso ed esigente. Lo spacciatore comunque può sempre manipolarlo, dandogli dosi maggiori o minori, oppure negandogliele del tutto. La persona con il bisogno maggiore si arrende ed accetta di fare qualunque cosa pur di non essere abbandonata.
L’uomo della nostra storia continuava a spiegare a tutti perché l’amore non esiste.
“Ciò che gli uomini chiamano amore è solo una relazione basata sul controllo e sulla paura. Dov’è il rispetto? Dov’è l’amore che dichiariamo di provare? Non esiste.”
Le giovani coppie, davanti a un simulacro di Dio, e davanti alle loro famiglie e agli amici, si scambiano una quantità di promesse: di vivere insieme per sempre, di amarsi e rispettarsi l’un l’altro, di restare uniti nella salute e nella malattia. Promettono di amare e onorare l’altro… promesse e ancora promesse.
La cosa stupefacente è che credono davvero in ciò che promettono.
Ma dopo il matrimonio, dopo una settimana, un mese o alcuni mesi, le promesse vengono infrante una dopo l’altra.
Scoppia una guerra di potere, di manipolazione, per stabilire chi è il drogato e chi lo spacciatore. Pochi mesi dopo le nozze, il rispetto che avevano giurato di mantenere l’uno per l’altra è scomparso. Resta il risentimento, il veleno, il modo in cui si fanno male a vicenda, finché ad un certo punto, senza che se ne rendano conto, l’amore finisce.
I due restano insieme perché hanno paura di restare soli, temono i giudizi degli altri e anche i propri. Ma dov’è l’amore?
Quell’uomo sosteneva di conoscere molte coppie anziane che avevano vissuto insieme per trenta o quarant’anni, e ne erano molto fiere.
Ma quando parlavano del loro rapporto dicevano: “Siamo sopravvissuti al matrimonio”. Ciò significava che uno dei due a un certo punto si era arreso all’altro. La persona con la volontà più forte aveva vinto la guerra. Ma dov’era la fiamma che chiamavano amore? Si trattavano come una proprietà, l’uno dell’altro. “Lui è mio”. “Lei è mia”.
L’uomo spiegava senza fine tutte le ragioni per cui non credeva nell’esistenza dell’amore, e diceva: “Io ho già vissuto situazioni del genere e non permetterò più a nessuno di manipolare la mia mente, di controllare la mia vita in nome dell’amore”.
Le sue argomentazioni erano logiche e convincevano molte persone.
 
 
 
 
 

 

 
 
 
Poi un giorno, mentre quell’uomo camminava in un parco, vide una bella donna in lacrime seduta su una panchina. Si incuriosì e avvicinatosi le chiese se poteva aiutarla.
Potete immaginare la sua sorpresa quando lei rispose che piangeva perché aveva scoperto che l’amore non esiste.
L’uomo disse: “Stupefacente. Una donna che non crede nell’esistenza dell’amore”.
Naturalmente volle subito sapere qualcosa di più.
“Perché dici che l’amore non esiste?” chiese.
“E’ una lunga storia” rispose lei. “Mi sono sposata molto giovane, piena di amore e di illusioni. Credevo che avrei condiviso tutta la vita con mio marito. Ci giurammo reciprocamente fedeltà e rispetto e creammo una famiglia. Ma presto tutto cambiò. Io ero la moglie devota che si occupava della casa e dei bambini. Mio marito continuò a seguire la sua carriera. Il suo successo e la sua immagine esteriore per lui erano più importanti della famiglia. Smise di rispettarmi e io smisi di rispettare lui. Ci facemmo del male a vicenda e un giorno scoprii che non lo amavo più e che neppure lui mi amava. Ma i bambini avevano bisogno di un padre e quella fu la scusa che adottai per non lasciarlo, facendo anzi di tutto per sostenerlo.
Ora i bambini sono diventati adulti e se ne sono andati. Non ho più scuse per restare con lui. Tra noi non c’è rispetto né gentilezza. So anche che se trovassi un altro sarebbe la stessa cosa, perché l’amore non esiste. Non ha senso cercare ciò che non esiste e per questo piango”.
L’uomo la comprendeva benissimo. L’abbracciò e disse: “Hai ragione, l’amore non esiste. Lo cerchiamo, apriamo il nostro cuore, ci rendiamo vulnerabili e troviamo solo egoismo. Questo ci fa del male anche quando pensiamo di esserne usciti indenni. Non importa quante volte ci proviamo, accade sempre la stessa cosa. Perché allora continuare a cercare l’amore?”.
Erano così simili che diventarono grandi amici.
Il loro era un rapporto meraviglioso. Si rispettavano e nessuno dei due cercava di prevalere sull’altro. Ogni passo che facevano assieme li rendeva felici. Tra loro non c’era invidia né gelosia, non c’era controllo né possesso.
La relazione continuava a crescere. Amavano stare insieme, perché si divertivano molto. Quando erano soli ciascuno sentiva la mancanza dell’altro.
Un giorno, mentre l’uomo era fuori città, gli venne un’idea assurda.
“Forse ciò che sento per lei è amore”, pensò.
 
 
 
 
 


 
 
 
“Ma è così diverso da ciò che ho provato in passato. Non è ciò che dicono i poeti, o la religione, perché io non mi sento responsabile per lei. Non le chiedo nulla e non ho bisogno che si occupi di me. Non sento la necessità di incolparla dei miei problemi. Insieme stiamo bene e ci divertiamo. Io rispetto il suo modo di pensare e lei non mi mette mai in imbarazzo. Non mi sento geloso quando è con altri e non invidio i suoi successi. Forse l’amore esiste davvero, alla fine, ma non è ciò che tutti credono che sia”.
Non vedeva l’ora di tornare a casa e parlare con la donna, per raccontarle dei suoi strani pensieri. Appena cominciarono a parlare, lei disse: “So esattamente a cosa ti riferisci. Forse dopotutto l’amore esiste, ma non è ciò che pensavamo che fosse”.
I due decisero di diventare amanti e di vivere insieme, e sorprendentemente le cose tra loro non cambiarono. Continuavano a rispettarsi e a sostenersi e l’amore cresceva sempre di più.
Anche le cose più semplici li facevano gioire, perché si amavano ed erano felici. Il cuore dell’uomo era così pieno d’amore che una notte accadde un grande miracolo. Era intento a guardare le stelle e ne vide una bellissima. Il suo amore era così forte che la stella scese dal cielo e finì nelle sue mani. Quindi accadde un altro miracolo e la sua anima si fuse con la stella.
La sua felicità era intensa, e andò subito dalla donna per mettere la stella nelle sue mani. Non appena lo fece, lei ebbe un momento di dubbio: quell’amore era troppo forte. Non appena quel pensiero le attraversò la mente, la stella le cadde di mano e si ruppe in un milione di pezzi.
Ora c’è un vecchio che gira per il mondo giurando che l’amore non esiste.
E in una casa c’è una donna anziana che aspetta un uomo, versando lacrime amare per il paradiso che aveva tenuto tra le mani, perdendolo in un momento di dubbio.
Questa è la storia dell’uomo che non credeva nell’amore.
Di chi fu l’errore? Cosa non funzionò?
 
 
 
 
 

 

 
Fu l’uomo a sbagliare, pensando di poter dare alla donna la sua felicità.
La sua felicità era la stella e l’errore fu quello di mettere la stella nelle mani della donna.
La felicità non viene mai dal di fuori.
L’uomo era felice per tutto l’amore che proveniva da se stesso.
La donna era felice per tutto l’amore che proveniva da lei.
Ma appena lui la rese responsabile della propria felicità, lei ruppe la stella, perché non poteva farsi carico della felicità di un altro essere.
Indipendentemente da quanto lo amasse, non avrebbe potuto renderlo felice, perché non poteva sapere ciò che lui aveva in mente, non poteva conoscere le sue aspettative, i suoi sogni.
Se prendete la vostra felicità e la mettete nelle mani di un’altra persona, prima o poi quella persona la distruggerà.
Se la felicità invece vive dentro di voi, siete voi ad esserne responsabili.
Non possiamo rendere nessuno responsabile della nostra felicità, ma quando andiamo in chiesa e ci sposiamo, la prima cosa che facciamo è quella di scambiarci gli anelli.
Mettiamo la nostra stella nelle mani dell’altro, sperando che ci renda felici e che noi renderemo felici lui, o lei.
Ma indipendentemente da quanto amate un’altra persona, non sarete mai ciò che quella persona vuole che siate.
Questo è l’errore che quasi tutti facciamo fin dall’inizio.
Basiamo la nostra felicità sul partner.
Trovate la vostra stella e tenetela nel cuore… sarà la sua luce a trasmettere l’amore… perché…
 
 
L’AMORE ESISTE!
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ciao da Tony Kospan



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23 risposte a “L’uomo che non credeva nell’amore – Davvero un bel racconto…

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  1. si,l’amore esiste …bel racconto ,grazie Tony 🙂 ❤

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  2. L’ha ribloggato su scrutandorizzontie ha commentato:
    Una storia davvero convincente!

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  3. mah?! e se l’uomo avesse invece voluto condividere, anziché consegnare, la felicità della stella? e se la donna, nell’attimo di dubbio, fosse stata attraversata dal timore di una responsabilità? Nell’amore di lunga durata, certo vi è uni spontaneo appagamento reciproco; certo non deve esserci il disequilibrio fra spacciatore e drogato; il tutto deve fluire come fra vasi comunicanti. Ma sebbene ciascuno la felicità debba cercarla e averla in primis in se stesso, è innegabile che un/a compagno/a di vita va ad aggiungere altra felicità, che si pensa appunto di dare e ricevere. Tenersi fuori da questo che è naturalmente uno scambio, penso sottenda una incertezza, ovvero non essere sicuri di volere o potere essere parte attiva di detto scambio. La responsabilità, credo, stia proprio in questo punto saliente, simboleggiato – se vogliamo – dal tradizionale scambio di fedi.
    Mi sembrerebbe di poter dare questa interpretazione.

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    • Ottime e condivisibili considerazioni… Raffaella…
      In verità l’autore del racconto esprime alla fine solo le sue ehm ehm opinabili opinioni (sic).
      Di esse però condivido soprattutto la necessità di non delegare al partner la propria felicità. Questo anche a parer mio crea un disequilibrio nella coppia… una riduzione della propria personalità… ed alla fine, come la cronaca ci insegna, ahimè in caso di fine del rapporto porta alla colpevolizzazione (e perfino all’uccisione) del partner (enorme in particolare è in Italia il numero di femminicidi) perché responsabile della propria infelicità.
      Questo porterebbe però ad un’ampia analisi dell’ignoranza sentimentale ahimè molto diffusa nella nostra società, che non è il caso di fare ora.
      Debbo dire comunque che l’ultima parte, proprio perché si tratta di opinioni, la si può considerare scindibile dal racconto vero e proprio… che è comunque molto suggestivo.

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  4. Bellissimo..volevo dire riguardo allo spacciatore e il drogato..chi è secondo voi piu” cattivo”?. Esempio chiarissimo.per spiegare la relazione tra dipendente affettivo e narcisista….ma aggiungerei che mentre.lo spacciatore è molto chiaro ossia dice: o mi paghi o noente droga…il narcisista non è chiaro nelle sue richieste…cosa vuole esattamente che tu faccia o dica o sia?Non gli sta bene nulla!
    saluti.

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  5. C’era un tovagliolino piegato a metà
    aspettando il caffè l’ho aperto: Amo te perchè hai capito che volevo essere amata così.
    Al di là del vetro uomini con i loro volti e le loro storie mi passano davanti.
    “Amo te perchè hai capito che volevo essere amata così.”
    Vorrei farne dei volantini di quel tovagliolino e distribuirli a tutti
    o magari farne un poster gigantesco da mettere all’uscita della metro.
    Il barista mi porta il caffè e il sorriso di servizio.
    “Senta, le posso chiedere una cortesia? una persona davvero speciale ha dimenticato questo biglietto qua.
    Io credo che tornerà a riprenderlo possiamo attaccarlo qua di lato in modo che possa riconoscerlo?”
    L’uomo non più giovane legge il tovagliolino, mi guarda e stavolta il suo sorriso è strettamente personale: – Le porto il nastro adesivo trasparente, lo mettiamo là di lato. guarderò che nessuno lo stacchi fino a quando non arriverà quella persona speciale.
    Esco e mi mescolo alla varia umanità oltre il vetro.
    Dal marciapiede di fronte vedo quel quadrettino bianco attaccato al vetro del bar.
    Ripenso ancora a quelle parole che mai dimenticherò, io che ignorante d’amore, credevo che fosse già amore amare come si poteva.
    Guardo avanti e un bruscolino mi entra negli occhi…

    Su un tovagliolino di carta…

    maria carmela miccichè

    spero non sia presuntuoso da parte mia ma volevo solo condividere una cosa che scrissi tempo fa, se vi fa piacere potete trovarla su http://www.mariacarmela.it

    complimenti per il racconto e per il messaggio che lascia, dovrebbe far riflettere. ciao e grazie

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  6. Io mi sono commossa 😥
    pensando alla mia storia che e andata in frantumi!
    ed e veramente così nel momento in qui noi mettiamo in mano alla propria meta il nostro amore il rapporto inizia ad avere delle scosse.
    L’AMORE ESISTE.

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  7. Bellissima storia, sono convinto che l’amore esista. Bisogna sempre rispettare il patner per poterlo amare.

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  8. tutte parole sante e vere ma sono convinto che x andare d accordo bisogna rispettarsi e pensare di perdere lui o lei ogni giorno

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  9. bellissima storia pure io sono convinta che l’amore esiste..perche la prima cosa e il aver rispetto l’uno dell’altro..la mia storia dura da 34 anni e amo ogni giorno di più il mio uomo..

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  10. per me l’amore esiste, l’ho provato, è una sensazione bellissima, anche a distanza di anni mi bastava sentirlo salire le scale per sentire il mio cuore aumentare i battiti, mi bastava accarezzarlo, guardarlo per stare bene, da un anno e mezzo è venuto a mancare, ma lui è con me, mi fa compagnia, vivo di rendita

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  11. Un racconto affascinante che mi ricorda il Comandamento: “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Il problema è amare se stessi, rispettare il proprio corpo e la propria coscienza, lasciar fluire l’amore senza alcuna pretesa di riceverne altrettanto. Mission impossible!
    Domanda: come si fa a condividere una stella senza che si frantumi?
    Misterioso e affascinante…

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  12. Bella storia e bella verità……… Ma l’essere umano continuerà sempre a fare questo errore è nella sua natura. Io stessa lo faccio ma la cosa piu bella e meravigliosa che mi fa ancora credere nell’amore è. Che io sono innammmmmorata dell’amore stesso.

    È l’unica cosa che mi fa vivere e mi ricorda che a volte sono umana anche io. Buongiorno a tutti.

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  13. Bei messaggi … grazie

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  14. Per mia esperienza personale debbo dire che l’amore esiste e si realizza con condivisioni, attriti, slanci, comunanza d’interessi ed anche a volte con sopportazioni reciproche. Nasce come torrente tumultuoso all’inizio pieno di passione anche e soprattutto fisica poi con il tempo scorre più dolce come calmo fiume. L’importante è stare insieme scambiarsi energia e amore, sentire il bisogno della persona amata e dire spesso se non c’è : mi manchi. L’amore astratto non esiste; l’amore individuale non esiste. L’amore vero, quello che resiste è quello condiviso e ricambiato, quello che rende la vita bastevole e fine a se stessa: è l’amore amato, l’amore difeso, l’amore conquistato con la dolcezza, con la comprensione ed anche con la tolleranza. Quest’amore ha radici profonde nella terra; spesso dà discendenza, c’insegna a sacrificare parte di noi e superare anche le nostre debolezze, resistere alle chimere e alle sirene.
    l’amore siamo noi che amiamo e dalla terra cerchiamo di abbracciare l’infinito cielo.

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