Archivio per 19 marzo 2014

Buonanotte con la bella minipoesia… In un attimo… di Alda Merini   Leave a comment

 

 

 
 
 
 
IN UN ATTIMO
Alda Merini
 
 

O demone in un attimo
 
mi porti lontano verso di lui

 
che crudelmente mi bacia

 
in cerca di un'avventura.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
00000DIAMANTE00000DIAMANTE
 
 
 
 
 
 
 
 
da Tony Kospan
 
 
 
 
 

LA POESIA…
IL SUO FANTASTICO MONDO…
E LE SUE SUBLIMI EMOZIONI…
NELLA PAGINA FB
 
 

Pubblicato 19 marzo 2014 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA

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Rivergination – La Littizzetto attacca un certo tipo di chirurgia… estetica   1 comment

 
 
 




UN ESILARANTE BRANO

DAL LIBRO DELLA LITTIZZETTO…

RIVERGINATION
  
 

  
 


(La cover del libro)



 

MA TI SEI LESSATA I NEURONI COL PHON?



Senti qua. Non c'è proprio limite alla follia umana. Una modella svizzera, attraverso un delicato intervento di chirurgia plastica, s'è fatta allungare le gambe di tre centimetri. Motivo? Perché non rientrava nell'altezza delle modelle classiche. Per ora non cammina più ma è un dettaglio. Volete sapere quanto era alta prima dell'operazione? Un metro e settantadue. Pensa te. Modella? Ma ti sei lessata i neuroni col phon? E io cosa dovrei fare allora? Che nell'erba alta sparisco?! Che più basse di me ci sono solo le carote che vivono sotto terra e spunta solo il ciuffo?! Cosa mi devo far innestare io?! Un doppio femore? Tassellarmi nell'interno coscia un tubo della stufa? Farmi infilare un mappamondo al posto della rotula?
 
Io non mi farei mai allungare. Sono orgogliosa di essere ultracorta. L'unica cosa che mi dispiace è che ho un bel seno ma purtroppo se ne accorgono solo i cani volpini. E' incredibile come ormai la chirurgia plastica non abbia più confini. In America sta spopolando la rivergination. L'imenoplastica. La moda di farsi ricostruire una nuova verginità. Non sei più vergine? Mettici una toppa. La toppa sulla topa. Diciamo pane al pane. Praticamente la rivergination si fa per evitare la svalutation e incentivare la devolution. Funziona più o meno così: tu vai in America, ti ricoverano in clinica, ti danno due punti, ti rammendano come un calzino, ed esci pulzella. Nuova di pacca. Come quando vuoi vendere la macchina, che azzeri il contachilometri per farla sembrare nuova.
 
Peccato che duri poco. L'imene non è perenne. Tranne in alcuni casi. E non faccio nomi per rispetto della privacy. Un diamante è per sempre, quello dura un attimo e poi sei di nuovo da capo. Toccherebbe rifare l'imene come le porte dei saloon. Che spingi e… oplà, si apre e si richiude. Così quello che viene dopo deve solo stare attento a non prendersi lo sportello sul naso. Il problema sarà poi cosa rispondere quando ti chiederanno com'è stata la prima volta. D'ora in poi ti dovrai segnare quando è stata la prima volta, la prima volta della seconda volta, la prima volta della terza volta… dovrai munirti di un palmare per tenere il conto.
 
 
 
 

 

 

 

DA DAGOSPIA…IMPAGIN. ORSO TONY
 
 

 

 

 

LA PAGINA DI SOGNO DI FB
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La Primavera del Botticelli – Storia… personaggi e… segreti   Leave a comment

 

 

 

Un mitico dipinto, molto chiaro, perfino semplice…

ma che tuttavia, secondo lo stile dell'epoca,

nasconde tanti simboli ed il mistero del suo significato…

 

“Osserviamolo attentamente e…  da… vicino”

 

 

 

 

L’ENIGMA DELLA PRIMAVERA DEL BOTTICELLI

a cura di Tony Kospan
 
 
STORIA DEL DIPINTO


Raramente un dipinto che ha un oggetto così chiaro…, come questo…, nasconde invece tanti segreti interpretativi…

Commissionata al pittore fiorentino intorno al 1478, “La Primavera” è il più celebre dipinto mitologico del Quattrocento, ed è anche una delle creazioni più belle e più misteriose del Rinascimento.

Ancor oggi, nonostante i tantissimi studi da parte dei più grandi esperti d'arte, ci sfuggono sia la genesi precisa che i suoi veri significati

Nel 1498, pochi anni dopo la sua realizzazione, adornava il letto del giovane Lorenzo di Piefrancesco de’ Medici, nipote del Magnifico.

Sessant’anni più tardi, avendola vista nella villa medicea di Castello, Giorgio Vasari ce ne parla in un passo del suo celebre “Le Vite” ed in pratica ci consegna il titolo dell'opera “… un’altra Venere, che le Grazie la fioriscono, dinotando la Primavera: le quali da lui (Botticelli) con grazia si veggono espresse”.

 

 

 

 

AMBIENTAZIONE E PERSONAGGI RAPPRESENTATI

 

 

Nell'opera sono rappresentati nove personaggi posti in un boschetto ombroso, che si presentano allineati su un prato tappezzato da decine di fiori di vario genere.

 

 

 

 

L'ambientazione ricorda gli arazzi fiamminghi, noti come “millefiori“, all’epoca molto diffusi nelle case aristocratiche fiorentine.

L’identità delle nove figure sembra però ormai definitivamente accertata.

 

 

Venere

 

 

Al centro della composizione c'è Venere (per altri potrebbe essere invece Giunone per la sua posa serena).

 

 

 

 

Accanto a lei le tre Grazie: Talia la prosperità, Eufrosine la gioia e Aglaia lo splendore

Sia la dea che le altre figure femminili appaiono chiaramente incinte.






Sulla destra c'è Zefiro, la ninfa Cloris che si trasforma in Flora dalla splendida veste bianca decorata di corolle.

 

 

Cupido

 

 

In alto poi c'è Cupido e sull'estrema sinistra Mercurio.

 

 

LETTURA DEL DIPINTO

 

Va fatta contrariamente al solito… da destra verso sinistra.

 

 

Zefiro Cloris e Flora (da dx verso sin)

 

 

 

Zefiro, vento primaverile agguanta la ninfa Cloris che poi si trasforma in Floradea della Primavera… e dei fiori… 

 

 

 

Flora

 

Flora, pur non essendo il personaggio centrale, spicca però per la sua bellezza… e dà anche il nome al dipinto.

Accanto a Flora… al centro dipinto… la dea Venere (o Giunone) con un atteggiamento sereno saluta con la mano le tre Grazie che danzano in cerchio un ballo dell'epoca coperte solo di veli trasparenti.

 

 

 

Mercurio

 

 

Dall’alto Cupido alato scocca uno strale infuocato, mentre Mercurio, assorto, volgendo le spalle agli altri personaggi, tocca (indica? disperde?) le nuvole col caduceo (bastone con due serpenti attorcigliati intorno a esso). 

 

I DUBBI

 

L'aver individuato tutti i soggetti presenti non ha tuttavia risolto la spiegazione del senso complessivo del dipinto ed infatti si è molto discusso sui seguenti punti:


– Qual è il vero significato dell'opera e cosa accomuna le nove figure?


– Perché la dea e le altre figure femminili sono tutte incinte?

 

 

 

 

 

 

ALCUNE TRA LE SPIEGAZIONI PIU' ACCREDITATE

 

Il primo che tentò di risolvere il problema fu lo studioso tedesco Aby Warburg che ipotizzò anche un titolo più preciso per il dipinto “Regno di Venere”. Questo perché appaiono riunite figure mitologiche che generalmente sono associate alla dea, la quale è anche la divinità della primavera.

L’inglese Charles Dempsey, invece, ritenne che il quadro fosse la raffigurazione non solo della stagione primaverile, ma anche dei tre mesi di cui essa è composta: il mese dei venti, marzo, sarebbe simboleggiato da Zefiro-Cloris-Flora; Venere, Cupido e le Grazie alluderebbero ad aprile, il mese dell’amore; mentre Mercurio rappresenterebbe maggio, dato che il nome di tale mese derivò anticamente da quello di Maia, madre di Mercurio.

Altri studiosi hanno cercato figure storiche nascoste sotto i panni mitologici e così sono stati fatti i nomi di dame fiorentine per Flora e le tre Grazie.

Altri ancora hanno ipotizzato spiegazioni di tipo filosofico.

Il critico d’arte tedesco Erwin Panofsky, per esempio, ricordando i diversi tipi di Amore e le relative Veneri del Neoplatonismo, ha contrapposto la Venere celeste raffigurata nella “Nascita di Venere” – altro capolavoro del Botticelli – alla Venere terrena de “La Primavera”.

Lo storico dell’arte austriaco Ernst Gombrich, invece, ha interpretato il quadro come la raffigurazione della Venus-Humanitas, figura che il filosofo Marsilio Ficino raccomandava come guida spirituale in una lettera al giovane Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, probabile destinatario del quadro.

“La Primavera”, dunque, è la visualizzazione di un dogma filosofico?

E' la rappresentazione di un ideale paradiso umanistico, immerso nella natura e abitato da un’umanità eternamente giovane e bella?

E' la raffigurazione di un complesso messaggio simbolico?

Oppure rappresenta semplicemente – secondo un’opinione oggi poco seguita – una mascherata di giovani fiorentini in una festa dell’epoca?

Il mistero intorno a questo straordinario dipinto è ancora fitto.

 

 

UNA PERSONALE INTERPRETAZIONE

 

 

Botticelli

 

 

Riguardandolo ora di nuovo tutto insieme, a mio parere, il dipinto appare in modo evidente un inno al sorgere ed all'affermarsi della Primavera come la bella stagione che, rompendo le rigidità e le oscurità invernali e con il sorgere dei fiori e la rinascita della natura, prepara il trionfo dell'estate.

 

 

 

 

 

 

Nel rappresentar ciò il Botticelli utilizza i simboli della mitologia classica e, a conferma della mia interpretazione,   attraverso l'immagine delle donne incinte esalta la primavera quale momento di “gestazione della natura che darà presto tutti i suoi frutti… al sole dell'estate. 

 

 

TONY KOSPAN

 

FONTI: VARI SITI WEB

 

 

 

 

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Buon mercoledì ed auguri a tutti i Giuseppe ed ai papà in poesia Mi spiace papà di C. Bramanti   Leave a comment

 

 
 

 
 
 
 
 

di

 

 

a tutti i Giuseppe e le Giuseppine

a tutti i Pino… Pine… etc…

 

 

nonché

 

 

 

Non è difficile diventar padre…
essere un padre, questo è difficile.
Wilhem Busch

 
 
 

    

 
 

MI SPIACE PAPA'*
Carlo Bramanti

 

Non sono un muratore

– mi spiace papà –

non sono un poeta

non sono un adulto

ma neanche un bambino

forse lo so cosa sono

sono quel sorriso

appena accennato

sulle labbra di mia madre

sono l'ultimo vagone

di quel treno

fermo al tramonto

prima che il  mio cane

mi lecchi il viso

papà…

quando il gelo

si confuse con la bruma

e il luccicare del ghiaccio

lo scambiasti per l’infinito

cielo stellato.

 

 

 

 
 
 
 

 

 

 
E
 
 
A TUTTI
DA ORSO TONY
 
 
 

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Pubblicato 19 marzo 2014 da tonykospan21 in A U G U R I, Senza categoria

Il padre nelle poesie… nei dipinti… negli aforismi… e nelle canzoni   2 comments

 

 

Cari amici amanti della poesia… non posso non render omaggio

ai papà di oggi ed a quelli che ricordiamo e rimpiangiamo…

se non nel modo a me consueto…

e cioè con poesie, aforismi, dipinti e canzoni.

 

 

 

 

IL PAPA'

 IN POESIA… ARTE… AFORISMI… CANZONI… E…

a cura di Tony Kospan

 

 

Come le mamme…  i padri rappresentano il fulcro della famiglia

e se noi siamo qui… a scrivere o a leggere…

è solo perché abbiamo avuto un padre… tralasciando, oggi,

ogni separazione tra padri buoni e meno buoni

ricordandoci sempre che quello dei genitori

è un “mestiere” tremendamente difficile.





 

 

 

 

Penso proprio quindi che sia inutile e pleonastico

spiegare il perché ed il percome essi

rappresentino un aspetto importante della nostra vita

per cui mi limiterò a far parlare questi aforismi…

 

 

 

 

Un bambino sulle spalle di suo padre:

nessuna piramide o colonna dell’antichità è più alta

Fabrizio Caramagna

 

Non è difficile diventar padre;

essere un padre, questo è difficile.

Wilhelm Busch

 

La saggezza del padre

è il più grande ammaestramento per i figli.

Democrito

 

L'amore di tua madre non devi meritarlo,

mentre devi meritarti quello di tuo padre.

Robert Frost

 

Per quanto severo che sia un padre nel giudicare suo figlio,

non sarà mai tanto severo come un figlio che giudica il padre.

Enrique Jardiel Poncela

 

 

 

 

Per la verità non sono poi moltissime le poesie davvero belle scritte per i padri…

ma ci sono per fortuna, e quelle che ho scelto sono, a mio parere, tra le migliori.

 

 

 

 

Come sempre sarà bello leggere quelle che,

vostre o di altri, piacciono a voi…

 

I dipinti sono tutti di artisti che hanno inteso aver come soggetti

i propri padri.

 

 


Paul Cezanne

 

 

A MIO PADRE

Giammarco de Vincentis

 

Ciao papà, ti vedo stanco

sarà la sera che ti cade addosso,

oppure gli anni che si fan sentire.

E’ strano come le montagne,

si inchinino al passaggio della vita,

lasciando cadere a valle,

le sue rocce sgretolatosi nel tempo.

Li hai passati tutti i tuoi momenti,

restando sempre attento ai tuoi presenti,

e restare con lo sguardo al tuo passato

di cui a noi figli molto hai dedicato.

Mi hai fatto grande ma non solo fuori,

io di te ho molto dentro.

Quel che è stata la tua vita

per contarla non bastan le dita

di tutta quella gente che ti ha visto crescere

e lottare contro la tua sorte.

Starei una vita a raccontarmi di te,

che oggi mi guardi con lo sguardo di un bambino

e con il coraggio di darebbe la sua vita,

per farti vivere, la tua, un po' di più.

grazie papà.

 

 

Frida Khalo

 

 

SEMPRE

Sibilla Aleramo

 

Sempre che un giardino m'accolga

io ti riveggo, Padre, fra aiuole,

lievi le mani su corolle e foglie,

vivo riveggo carezzare tralci,

allevi rose e labili campanule,

silenzioso ti smemorano i giacinti,

stai fra colori e caldi aromi, Padre,

solitario trovando, ivi soltanto,

pago e perfetto senso all'esser tuo.”

 

 


Achille Funi

 

 

PADRE SE ANCHE TU NON FOSSI IL MIO

Camillo Sbarbaro

 

Padre, se anche tu non fossi il mio…

Padre se anche fossi a me un estraneo,

per te stesso egualmente t'amerei.

Ché mi ricordo d'un mattin d'inverno

Che la prima viola sull'opposto

Muro scopristi dalla tua finestra

E ce ne desti la novella allegro.

Poi la scala di legno tolta in spalla

Di casa uscisti e l'appoggiasti al muro.

Noi piccoli stavamo alla finestra.

E di quell'altra volta mi ricordo

Che la sorella mia piccola ancora

Per la casa inseguivi minacciando

(la caparbia aveva fatto non so che).

Ma raggiuntala che strillava forte

Dalla paura ti mancava il cuore:

ché avevi visto te inseguir la tua

piccola figlia, e tutta spaventata

tu vacillante l'attiravi al petto,

e con carezze dentro le tue braccia

l'avviluppavi come per difenderla

da quel cattivo che eri il tu di prima.

Padre, se anche tu non fossi il mio

Padre, se anche fossi a me un estraneo,

fra tutti quanti gli uomini già tanto

pel tuo cuore fanciullo t'amerei.

 

 

Mary Cassatt – Alexander J. Cassatt con il figlio

 

 

A MIO PADRE

Antonio Machado

 

Io ho quasi un ritratto

del mio caro padre, nel tempo,

ma il tempo se lo porta via…

Mio padre nel giardino di casa nostra

mio padre tra i suoi libri, che lavora.

Gli occhi grandi, la fronte spaziosa,

il viso scarno, i baffi lisci.

Mio padre nel giardino di casa nostra

riflette, sogna, soffre, parla ad alta voce.

Passeggia.

Oh padre mio, ancora ti vedo

e il tempo non ti ha cancellato!

Ormai sono più vecchio di te, padre mio,

quando mi baciavi.

Ma nel ricordo

sono ancora il bambino che tu prendevi per mano.

 

 

Dalì

 

A MIO PADRE

Alfonso Gatto

 

Se mi tornassi questa sera accanto

lungo la via dove scende l’ombra

azzurra già che sembra primavera,

per dirti quanto è buio il mondo e come

ai nostri sogni in libertà s’accenda

di speranze di poveri di cielo

io troverei un pianto da bambino

e gli occhi aperti di sorriso, neri

neri come le rondini del mare.

Mi basterebbe che tu fossi vivo,

un uomo vivo col tuo nome è un sogno.

Ora alla terra è un’ombra la memoria

della tua voce che diceva ai figli:

“Com’è bella la notte e com’è buona

ad amarci così con l’aria in piena

fin dentro il sonno”. Tu vedevi il mondo

nel plenilunio sporgente a quel cielo,

gli uomini incamminati verso l’alba.

 

 

 

  

 

 

Bè non posso non concludere che con un  augurio

a tutti i papà…

 

 

 

 

ed un affettuoso ricordo dei papà che non ci sono più…

con questo bel video…

 

 

Guttuso

 

 

Orso Tony papà

ed ora anche… nonno…

 

Buonanotte con la bella minipoesia… Fate piano… di V. Lamarque…   Leave a comment

 

 

 


 

 

 

FATE PIANO

Vivian Lamarque

 

Fate piano si è addormentata

la televisione se l’è cullata

fate piano non sia svegliata

sta sognando di essere amata.

 

 

 

Michael e Inessa Garmash

 

 

 

 

 

 

  

by Tony Kospan

 

 

 

 

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