Archivio per 5 febbraio 2014

Buonanotte con la bella minipoesia… Ho avuto in dono… di Carlo Bramanti   1 comment

 

 

 

 

 

 

HO AVUTO IN DONO

Carlo Bramanti

 

 

Ho avuto in dono una porzione di cielo,

ci ho messo dentro i pensieri più neri

e ora aspetterò che diventino stelle.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ARTE MUSICA POESIA ETC…
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Pubblicato 5 febbraio 2014 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA

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Un antifurto super economico ed autenticamente geniale!   Leave a comment

 


 No… no… non è quello dell'immagine…



 
 
 
 
 
 
 
QUESTO SI' CHE E' UN VERO ANTIFURTO!!!
 
 
 
Quello che vedrete nel video
è davvero simpaticamente geniale!  
 
 
 
 
Guarda il video…
 
(le foto che vedi non sono significative)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CIAO DALL'ORSO…
 
 
 
 
 

Biografia… poetica… e poesie del mitico Garcia Lorca   Leave a comment


 

 
 
 
 
 
 
 
Chi ama la grande poesia e la cultura in genere
non può non ammirare il poeta e l'autore teatrale spagnolo
considerato tra i grandissimi del '900
 
 
 
 
 

FEDERICO GARCIA LORCA






Fuentevaqueros 5/6/1898 – Viznar 19/8/1936

 

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BREVE BIOGRAFIA

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Federico Garcia Lorca nasce il 5/6/1898 a Fuentevaqueros, vicino a Granada in una famiglia benestante.

Nonostante qualche lieve difetto fisico che gli procura qualche difficoltà nei rapporti con gli altri ragazzi vive un'infanzia felice.

A 7 anni accadono 2 episodi importanti e che avranno sviluppi futuri. Vide un teatrino di marionette che l'appassionò enormemente ed assistette alla morte di un collaboratore del padre.







A scuola andò maluccio perché non era interessato alle materie d'insegnamento e perché risultava antipatico a qualche professore benché apparisse evidente la sua intelligenza.

Iniziò da adolescente a studiare musica e divenne anche un ottimo pianista.

A 17/18 anni, studente non brillante, di filosofia iniziò a frequentare il circolo culturale d'avanguardia di Granada dove fece grande amicizia con molti giovani intellettuali della città e soprattutto con Melchor Fernández Almagro, futuro critico teatrale e saggista, con cui rimase sempre in contatto.

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Inizia anche a far viaggi ed in uno di questi s'innamora di una giovane pianista.

Comincia a scrivere i primi articoli in cui i temi più frequenti sono l'insofferenza verso la Chiesa e problematiche sessuali.

Dopo i 20 anni in concomitanza con gli scarsi risultati scolastici diventa sempre più frequenti le sue pubblicazioni ma nel contempo per la grande sua riservatezza ed il suo comportamento “manieroso”  iniziò a girare la voce che fosse omosessuale… cosa all'epoca gravissima… che lo fece arrabbiare molto.

La vita provinciale di Granada gli va sempre più stretta ma non riesce ad allontanarsi per motivi economici ma a 28 anni invitato all’Ateneo di Valladolid tenne una memorabile lettura di sue poesie che ebbe grande rilevanza per la sua vita futura.

Trasferitosi a Madrid dal a  1919 al 1934  entra a far parte dell'élite culturale spagnola frequentando letterati ed artisti della sua generazione, come Salvador Dalí, Luis Buñuel, Vicente Aleixandre  e Rafael Alberti.


 

 

 

 

 

 

 Dopo diverse alterne vicissitudini in cui si occupa di canzoni teatro poesie conferenze etc. finalmente nel 1928 il primo successo teatrale a Madrid con “La calzolaia prodigiosa”.

Inizia così ad esser sempre più famoso e migliorano anche le condizioni economiche.

Le sue opere teatrali hanno sempre più successo ma sono nel contempo osannate dagli ambienti progressisti e però odiate dai monarchici.

A 35 anni è il primo firmatario di un manifesto contro Hitler ed i fascisti e fa un viaggio in Argentina dove viene accolto entusiasticamente e dove le sue conferenze hanno un successo strepitoso.

Qui conosce Neruda di cui diventa grande amico ma anche Borges.

Dopo 2 mesi di continui successi torna a Madrid e mentre la Spagna è in totale subbuglio le sue opere hanno sempre più successo ma spesso interrotte dall'intervento di manipoli fascisti.

Scoppia la guerra civile e García Lorca viene arrestato a Granada, anche grazie ad un traditore, dai nazionalisti che lo fucilano a Viznar senza processo il 19 agosto 1936 a soli 38 anni.



 

 

 

 

 




POETICA

 

 

E' considerato il più grande poeta spagnolo e uno dei principali autori del teatro moderno.

I temi delle sue poesie sono quelli del destino, dell'amore doloroso e della morte e riflettono lo spirito andaluso
che è in pratica una commistione di aspetti arabi e gitani con l'animo spagnolo.

I suoi versi raccontano in modo semplice le umane passioni in un affresco in cui si mescolano sogno e realtà 
 
I lavori teatrali a ciò aggiungono il tema eterno della lotta tra la libertà dell'individuo e la necessità del rispetto delle
regole, spesso cieche ed assurde, della società.

La sua prosa è insieme spontanea e lirica con pennellate sorprendenti ed originali che creano figure inconsuete e allegorie originali.

Il suo teatro è ancor oggi rappresentato in tutto il mondo. 
 

 
 
 
 3 TRA LE SUE PIU' BELLE POESIE
 
 
 
 
 
 
 
 

POTESSERO LE MIE MANI SFOGLIARE

 

Pronunzio il tuo nome
nelle notti scure,
quando sorgono gli astri
per bere dalla luna
e dormono le frasche
delle macchie occulte.
E mi sento vuoto
di musica e passione.
Orologio pazzo che suona
antiche ore morte.

Pronunzio il tuo nome
in questa notte scura,
e il tuo nome risuona
più lontano che mai.
Più lontano di tutte le stelle
e più dolente della dolce pioggia.

Ti'amerò come allora
qualche volta?Che colpa
ha mai questo mio cuore?
Se la nebbia svanisce,
quale nuova passione mi attende?
Sarà tranquilla e pura?
Potessero le mie mani
sfogliare la luna!

 

 

 


Luce del mattino – William McGregor Paxton


 

 

LA LUCE

 

La luce, questo fuoco che divora.
Questo paesaggio grigio che m'attornia.
Questa pena per una sola idea.
Quest'angoscia di cielo, terra e d'ora.

Questo pianto di sangue che decora
lira senza timbro, torcia senza presa
Questo peso del mare che mi frusta.
Questo scorpione che attende entro di me.

Ghirlanda d'amore, letto di ferito
sono e di insonne, sogno la presenza
tua nel fondo in rovina del mio petto;

e se ricerco una vetta di prudenza
il tuo cuore mi dà una valle densa
di cicuta e passione d'aspra scienza

 

 

 

 

 

 

SOLO IL TUO CUORE ARDENTE

 

Solo il tuo cuore ardente…
niente più.
Il mio paradiso…
…un campo senza usignolo né lire,
con un fiume discreto e una fontanella.
Senza lo sprone del vento sopra le fronde
né la stella che vuole essere foglia.
Una grandissima luce
che fosse lucciola di un'altra,
in un campo di sguardi viziosi.
Un riposo chiaro e lì i nostri baci,
nèi sonori dell'eco,
si aprirebbero molto lontano.
Il tuo cuore ardente, niente più.

 

 

IL VIDEO

 

(Gazzella del ricordo d'amore)

 
 
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 
 
 
 

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La storia del faro maledetto di Tevennec e del suo fantasma…   2 comments



Ci sono luoghi poco noti che però
hanno delle caratteristiche… delle storie…
che suscitano grande curiosità…

Uno di questi è il faro di Tevennec col suo isolotto
situato in un mare spesso tempestoso
che sarebbe abitato da un fantasma.




 
 





La piccolissima isoletta su cui si trova il faro
è situata sulla punta occidentale della Bretagna (FR)
in una zona di mare che, per la sua configurazione
ed i vari stretti tra diverse altre isolette,
è quasi sempre schiaffeggiata da alte onde.







  






Da sempre gode di cattiva fama
per i molti naufragi avvenuti sulla sua costa
e gli anziani marinai della zona narravano che
guidando la barca da quelle parti
essa non teneva più la direzione
e si trovavano presto in difficoltà.




Ma forse il vero motivo per cui l'isolotto
peggiorò definitamente la sua reputazione
ha origine da un fatto tragico.



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Un naufrago, che era riuscito a salvarsi approdando lì,
vi morì di fame e di stenti dopo aver tentato inutilmente
per ben 5 giorni d'attirar l'attenzione
di qualche imbarcazione che passava nei paraggi.

Si narra che il suo fantasma ancora infesta il faro
facendo sentire continuamente i suoi lamenti.



 
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Per i frequenti naufragi in quel tratto di mare allora
le Autorità decisero di costruire un faro anche lì.


Ma la storia “nera” di questo isolotto
continuò anche durante i 5 anni della costruzione
dato che funestata da tante anomalie, incidenti vari,
dalla morte di diversi operai e dall'impazzimento di altri.




 
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Una volta messo in funzione le cose però non migliorarono
dato che  tutti i guardiani del faro poco tempo dopo il loro arrivo
scapparono e per questo l'isoletta prese il nome
 ” Kerz kuit ” (“andare via ” in bretone)
tranne uno che resistette 15 anni dal 1881 al 1896.

Furono allora offerti permessi, promozioni, illuminazione dell'isolotto,
riscaldamento e perfino la possibilità di portare con sé moglie e figli,
ma inutilmente, per trattenere i guardiani finché si decise,
per la prima volta in Francia, di render automatico il faro nel 1910.






 


Tornando alla leggenda del fantasma sembra che in realtà i suoni
provengano da un sifone costituito da una roccia cava
che diventa rumorosa per la marea che l'invade.

Ma a parte la storia vera e la leggenda del fantasma
ecco ora un video davvero affascinante e davvero emozionante
che ci mostra l'isolotto ed il suo faro
alle prese con una delle tante tremende tempeste
e che mi ha dato l'input per questo post.





 
 
CIAO DA TONY KOSPAN
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ARTE MUSICA POESIA ETC…
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Umanità e natura – Il saggio pensiero di Orso in piedi della tribù Lakota…   Leave a comment

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Questo pensiero di Orso in piedi penso che possa farci riflettere,,,

Forse è per il nostro allontanamento da madre Natura 
che il mondo appare come impazzito?







RIFLESSIONE DI ORSO IN PIEDI



Gli anziani Lakota erano saggi.

Sapevano che il cuore di ogni essere umano che si allontana dalla natura si inasprisce.

Sapevano che la mancanza di profondo rispetto per gli esseri viventi e per tutto ciò che cresce,
conduce in fretta alla mancanza di rispetto per gli uomini.

Per questa ragione il contatto con la natura, che rende i giovani capaci di sentimenti profondi,
era un elemento importante per la loro formazione.




Orso in Piedi – Lakota







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Buon mercoledì in poesia – Sei così bella di J. R. Jimenez – arte.. L. Ritman – canzone.. I dubbi dell’amore – e..   Leave a comment

 
 
 
Louis Ritman – Preparazione del vaso
 
 
 
 
 
Non tutto ciò che può essere contato conta
e non tutto ciò che conta può essere contato.
Albert Einstein
 
 
 
 
Louis Ritman – Donna alla finestra
 
 
 
SEI COSI’ BELLA
– Juan Ramon Jimenez –
 
Sei così bella
tu, come il morbido prato
dietro l’arcobaleno
nel meriggio silenzioso d’acqua e sole,
come l’increspamento della primavera
di fronte al sole dell’aurora
come l’avena fine del serraglio
di fronte al sole del tramonto dell’estate
come i tuoi occhi verdi
col mio sorriso rosso
come il mio cuore profondo
col tuo amore vivo
 
 
 
 

Louis Ritman – Riposo in giardino
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


LA POESIA…
IL SUO FANTASTICO MONDO…
LE SUE SUBLIMI EMOZIONI…
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Buonanotte con la bella minipoesia… Il mare… di Romano Battaglia   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
IL MARE
 
R. Battaglia
 
 
 
Il mare spesso parla con parole lontane,
 
dice cose che nessuno sa.
 
Soltanto quelli che conoscono l’amore
 
possono apprendere la lezione dalle onde,
 
che hanno il movimento del cuore.
 
 
 
 
 

Dalì – Donna alla finestra
 
 
 
 
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by Tony Kospan
 
 
 
 

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UN MODO DIVERSO DI VIVER
LA POESIA (E NON SOLO)
NELLA PAGINA
 
 

Pubblicato 5 febbraio 2014 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA

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