Archivio per 21 gennaio 2014

Il saggio consiglio di F. Alberoni quando perdiamo la fiducia in noi stessi   Leave a comment

 

 

 

 

 

PERSA LA FIDUCIA?  GUARDARE AVANTI!

 

ECCO UNA INTERESSANTE RIFLESSIONE DI ALBERONI…

CHE PUO'  AIUTARCI A STAR MEGLIO…

 

 

 

 
 
 
 
COSA FARE QUANDO PERDIAMO LA FIDUCIA IN NOI STESSI?
 
Francesco Alberoni
 
 
 
 
 
  
 
 
 
 
barrag53.gif folhas picture by RaiodeLuar
 
 
 
 
Noi non possiamo darci valore da soli.
Ce lo danno gli altri fin da bambini amandoci, apprezzandoci, dicendoci bravo.
In realtà non possiamo dare valore a nulla perché sono gli altri che, con il loro comportamento o le loro parole, ci dicono cosa è buono o cattivo, cosa è desiderabile.
Se prendete due fratellini e mettete davanti a loro un qualsiasi oggetto, non appena uno lo prende in mano, l’altro lo vuole anche lui.
Ha imparato a desiderarlo dal primo.
Esiste poi, in ogni essere umano, una spinta interiore a creare, ad agire, a costruire, cioè a oggettivare tutto ciò che sente e pensa.
C’è chi suona uno strumento musicale, chi apre una pizzeria, chi diventa insegnante, chi scrive libri e chi costruisce grattacieli.
Sono tutte oggettivazioni del suo spirito: l’uomo si realizza in ciò che fa.
Ma quando abbiamo creato una nostra opera, abbiamo anche bisogno di vederla riconosciuta, apprezzata dagli altri.
Il musicista la sua musica, l’architetto la sua costruzione, lo scienziato la sua ricerca.
Perché nessuno può dirsi bravo da solo.
Possiamo costruire, realizzare, fare cose stupende ma, per sapere che valgono, per sapere che abbiamo meritato, bisogna che qualcuno ce lo dica.
 
 
 
Il bisogno di riconoscimento non è vanità.
 
 
 
 

 

 



Che cosa avviene allora quando una persona ha dedicato anni e anni a costruire qualcosa di stupendo per la sua comunità, il suo Paese, e non solo nessuno l’apprezza, ma la ostacola e gliela distrugge?
Come può conservare la fiducia in se stessa, trovare la forza di vivere e creare?
 
 
 
 
La risposta è una sola: devi ricominciare da capo.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Allontanarti dal vecchio mondo, andare in esilio, affrontare la solitudine.

E vedere nuova gente, quella che non hai mai frequentato, quella che non conoscevi che non capivi e di cui magari diffidavi.
Avere nuove esperienze, fino a che non cambi interiormente, fino a che non ti importa più nulla di ciò che è accaduto e scopri nuovi piaceri e nuovi interessi.
Finché non ritrovi il gusto di ridere e non torni a vedere il mondo con l’occhio ingenuo, fresco del bamhino. Allora ti accorgi che non hai poi perso molto, che ci sono altri modi di vivere ed altre cose da fare e da inventare.
Certo è una cosa più facile da fare da giovani e che diventa sempre più difficile da vecchi perché si diventa schiavi delle proprie abitudini e del passato.
Ma è l’unica salvezza.
 
 
 
 
Chi si ferma a guardare indietro diventa una statua di sale
come è successo – ci racconta la Bibbia – alla moglie di Lot.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Francesco Alberoni
 
 

 
 
CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 
 
 

SE IL BLOG TI PIACE
I S C R I V I T I
 
 

Buon martedì in poesia – I miei incantesimi di E. A. Poe – arte.. A. Lynch – canzone.. Every breath you take – e..   1 comment

 

 

Albert Lynch – Fiori freschi dal giardino

 

 

 

 

 
Nessuna paura che mi calpestino.
Calpestata, l'erba diventa un sentiero.
Blaga Dimitrova

 
 
 
 barra__7hrts.gif picture by indiaguerreira
 
 
 
 
Albert Lynch – L'ora del tè
 
 
 
 
 
 
 
 
feIb5uisbrkY.gif picture by Juliza_05
 
 
 
 
 
I MIEI INCANTESIMI
Edgar Allan Poe
 
I miei incantesimi sono infranti.
La penna mi cade,
impotente,
dalla mano tremante.
Se il mio libro é il tuo caro nome,
per quanto mi preghi,
non posso più scrivere.
Non posso pensare,
né parlare,
ahimé non posso sentire più nulla,
poiché non é nemmeno un'emozione,
questo immobile arrestarsi sulla dorata
soglia del cancello spalancato dei sogni,
fissando in estasi lo splendido scorcio,
e fremendo nel vedere,
a destra e a sinistra,
e per tutto il viale,
fra purpurei vapori,
lontano
dove termina il panorama
nient'altro che Te. 
 
 
 
 
 

Albert Lynch – L'allegra barca

 

 

 
 
 
 

 
 
par Orso Tony
 
 
 
 
 
POESIE?
UN MODO DIVERSO DI VIVERLE
 
 
 

Pubblicato 21 gennaio 2014 da tonykospan21 in BUON.. SALUTO IN POESIA ARTE AFORISMA E MUSICA

Taggato con

Buonanotte con la bella minipoesia… Lei… di Tagore   2 comments

 

 

 

 

LEI

Tagore

 

 

Lei è vicina al mio cuore

come un piccolo fiore alla terra.

 

Lei è dolce come il sonno che viene

per il corpo stanco.

 

 

 

 (535x662, 177Kb)

Francois Martin-Kavel – Lettera d'amore

 

 

 

 

 

 

by Tony Kospan

 

 

IL GRUPPO DI CHI AMA L'ARTE
E NON SOLO
Ripped Note

 

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: