Archivio per 16 dicembre 2013

Bonn 16.12.1770 – Vienna 26.3.1827
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Nell'anniversario della nascita di Beethoven
gli renderò omaggio attraverso una sua mitica musica
associata ad una grande opera di Klimt

Klimt – Il bacio
L'associazione tra arte e musica
non è di fantasia ma è in “re ipsa”.
Sì perché la monumentale opera di Klimt
di cui parleremo era proprio dedicata a Beethoven…
Klimt – Fregio di Beethoven – Parete A
IL FREGIO DI BEETHOVEN
Il Fregio, lungo 24 metri e sviluppato su tre pareti
fu eseguito in occasione della XIX mostra della Secessione
dedicata nel 1902 (e quindi 111 anni fa)
alla grande scultura di Max Klinger raffigurante l'apoteosi di Beethoven.
Il tema del Fregio è una interpretazione della Nona Sinfonia di Beethoven.
Klimt – Fregio di Beethoven – Parete B
Klimt dipinge direttamente sulla parete
senza preoccuparsi di cercare materiali capaci di durare nel tempo
penando che l'opera sarebbe stata eliminata alla fine della manifestazione.
Per fortuna nonostante ciò si è potuto conservar bene l'opera.
Klimt è un amante dei simboli
e qui vuol narrare la lotta tra bene e male…
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Klimt – Fregio di Beethoven – Parete C
E la musica?
Bè non può esser in questo caso che la
9° sinfonia
che possiamo ascoltare in questo bel video
che associa anch'esso i 2 grandi artisti…
BUONA VISIONE E BUON ASCOLTO DA TONY KOSPAN
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Charleville 20 10 1854 – Marsiglia 10 11 1891
BREVE BIOGRAFIA
Arthur Rimbaud il più maledetto dei poeti maledetti…
nacque a Charleville nel 1854 in una buona famiglia borghese
ma restò presto senza padre (scappato) e con una madre durissima.
Ebbe la classica educazione ma ben presto,
già a 10 iniziò a scriver poesie
ed a 16 si rivoltò contro le forme tradizionali
della buona società iniziando a vagabondare per la città
e vivendo esperienze di ogni tipo
comprese quelle della droga, delcool e del carcere
ma anche leggendo di tutto.
L'incontro con Paul Verlaine, di cui divenne amico,
rapresentò per lui un momento decisivo di consapevolezza
delle sue capacità poetiche e letterarie.
Nel 1870 fu ospitato a Parigi da Verlaine a casa sua
dove viveva con la moglie.
Arthur Rimbaud e Paul Verlaine
Verlaine l'introdusse negli ambienti letterari parigini
(circolo di poeti parnassiani)
ed ecco come lo definì tal Léon Valade
«poeta terrificante e selvaggio più che timido».
In pratica il poeta dalla faccia di bambino
affascinava e sconvolgeva il circolo
per le sue capacità artistiche e per la sua depravazione.
Henri Fantin Latour – I poeti maledetti – (Verlaine e Rimbaud a sinistra)
Proprio dal '70 e per 5 anni scrisse tutte le sue opere letteriarie
frequentando Verlaine, con cui fece dei viaggi a Londra e Bruxelles,
fino al 1873 quando l'amico poeta mise fine alla loro relazione
sparandogli un colpo di pistola e ferendolo.
Dopo di ciò abbandonò la poesia ed addirittura distrusse tutti i suoi scritti
iniziando una vita di avventure e peripezie… in giro per il mondo.
Fece l'insegnante, lo scaricatore di porto, il mercenario,
il capomastro etc… ed infine il commerciante in Abissinia
Intanto Verlaine pubblicava le sue “Illuminazioni” nel 1886.
Tornato in Francia per curar un tumore al ginocchio vi mori a 32 anni.
LA SUA RIVOLUZIONARIA POETICA
Oscillando tra Victor Hugo ed i parnassiani ma soprattutto
volendo cambiare tutti i canoni preesistenti
perfino quelli degli innovatori prima di lui come Baudelaire
giunse ad una poesia detta della sensazione
ovvero delle emozioni totali senza filtri nè controlli.
Nei suoi versi si uniscono pensieri odori musiche colori…
in modo talmente libero da farlo considerare assolutamente unico
e l'iniziatore dell'audacia assoluta in poesia…
ALCUNE SUE POESIE
SOGNATO PER L’INVERNO
Andremo, d’inverno, in un vagoncino rosa
con tanti cuscini blu.
Sarà dolce. Un nido di baci folli
posa nei cantucci molli.
Tu chiuderai gli occhi,
per non vedere dai vetri
smorfiare l’ombre delle sere,
la plebaglia di demoni e di lupi tetri,
mostruosità arcigne e nere.
Poi la tua guancia graffiare si sentirà…
un piccolo bacio, un ragno matto,
ti correrà sul collo…
Intanto tu mi dirai:
“Cerca!”, chinando a me la testa
prenderemo tempo a scovare quella bestia
che viaggia così tanto…

PRIMA SERATA
Ella era ben poco vestita
E degli alberi grandi e indiscreti
Flettevano i rami sui vetri
Con malizia, vicino, vicino…
Seduta sul mio seggiolone,
Seminuda, giungeva le mani.
Al suolo fremevano lieti
i suoi piccolissimi piedi.
Io guardavo, colore di cera,
un piccolo raggio di luce
sfarfallare nel suo sorriso
e sul suo seno, mosca al rosaio.
Le baciai le caviglie sottili.
Ebbe un ridere dolce e brutale
Che si sciolse in un limpido trillo,
Un ridere grazioso di cristallo.
I suoi piedini sotto la camicia
Si salvarono: “Beh, vuoi finirla?”.
La prima audacia era stata permessa,
Ma ridendo fingeva di punirla!
Baciai, palpitanti al mio labbro,
I suoi timidissimi occhi;
Lei ritrasse la sua testolina
Esclamando: “Ma questo è ancor meglio!…
Signore, ho qualcosa da dirvi…”
Tutto il resto gettai sul suo seno
In un bacio, del quale ella rise
D’un riso che fu generoso…
Ella era ben poco vestita
E degli alberi grandi e indiscreti
Flettevano i rami sui vetri
Con malizia, vicino, vicino…

Donna Schuster – In The Garden – 1917
SENSAZIONE
Nelle azzurre sere d'estate, andrò per i sentieri,
punzecchiato dal grano, a pestar l'erba tenera:
trasognato sentirò la frescura sotto i piedi
e lascerò che il vento mi bagni il capo nudo.
Io non parlerò, non penserò più a nulla:
ma l'amore infinito mi salirà nell'anima,
e me ne andrò lontano, molto lontano come uno zingaro,
nella Natura, lieto come con una donna.
F I N E
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Ancora un grande insegnamento ci viene dalla cultura e dalla saggezza degli Indiani d'America che dimostra altresì la loro profonda spiritualità. L'uomo di cui parla questo breve brano non è il maschio ma in generale l'essere umano.
NASCERE UOMO
Shenandoah Onondaga
Nascere uomo su questa terra
è un incarico sacro.
Abbiamo una responsabilità sacra, dovuta a questo dono eccezionale che ci è stato fatto,
ben al di sopra del dono meraviglioso che è la vita delle piante,
dei pesci, dei boschi, degli uccelli
e di tutte le creature che vivono sulla terra.
Noi… siamo in grado di prenderci cura di loro.
Shenandoah Onondaga
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Un breve ricordo… nell'anniversario della nascita…

(El Puerto de Santa María 16.12.1902 – Cadice 28.10. 1999)
Rafael Alberti Merello è stato un poeta spagnolo di notevole levatura.
La città in cui nacque è in Andalusia…
ed il suo cognome rivela chiaramente la sua origine italiana
essendo stato suo nonno un garibaldino toscano.

I suoi inizi artistici furono nel campo della pittura
e partecipò anche ad una mostra.
Ma ben presto prevalse il suo amore per la poesia.

Fu amico di
Federico Garcia Lorca, Buñuel, Salvador Dalì e Pablo Picasso.
Ebbe una parte importante sia in ambito giornalistico che concreto
nella guerra civile spagnola in cui combatté il Franchismo.

Nel 1939 alla fine della guerra civile
riparò a Roma con la compagna Maria Teresa Leon.
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Qui frequentò circoli culturali progressisti
e si dedicò ad una multiforme attività letteraria
di cui è riconosciuta la grande qualità.

Nel 1977 tornò in Spagna…
Poco dopo si separò dalla moglie compagna da una vita
per unirsi ad una giovane intellettuale italiana
che l'assistette fino alla sua morte nel 1999.


UN RICORDO IN… POESIA…
Come ricordare un poste se non leggendo sue poesie?
Ecco quindi 4 sue poesie, 3 da leggere e 1 in video
La 2° è quella che personalmente amo di più…

I BAMBINI DELL'ESTREMADURA
I bambini dell'Estremadura
vanno scalzi
chi ha rubato loro le scarpe?
Li feriscono il caldo e il freddo
chi ha rotto loro i vestiti?
La pioggia
bagna loro il sonno e il letto
chi ha distrutto loro la casa?
Non sanno
i nomi delle stelle
Chi ha chiuso loro le scuole?
I bambini dell'Estremadura
sono seri
Chi è il ladro dei loro giochi?

Francois Martin-Kavel
SECONDO RICORDO
Anche prima,
molto prima della rivolta delle ombre,
e che nel mondo cadessero piume incendiate
e un uccello potesse essere ucciso da un giglio.
Prima,
prima che tu mi domandassi
il numero e il sito del mio corpo.
Assai prima del corpo.
Nell'epoca dell'anima.
Quando tu apristi nella fronte non coronata, del cielo,
la prima dinastia del sogno.
Allorché,
contemplandomi nel nulla,
inventasti la prima parola.
Allora,
il nostro incontro.


Van Gogh
BALLATA DI CIO' CHE DISSE IL VENTO
L’eternità potrebbe essere
Un fiume, semplicemente,
o un cavallo dimenticato
e il tubare
d’una colomba smarrita.
Appena l’uomo s’apparta
Dagli uomini, viene il vento
A dirgli ben altre cose,
aprendogli gli occhi
e gli orecchi a ben altro.
Oggi, appartato dagli uomini,
e solo, fra queste balze,
son stato a guardare il fiume
e ho visto solo un cavallo
e ho solo ascoltato
il tubare
d’una colomba smarrita.
E il vento passandomi accanto
Come di sfuggita
M’ha detto:
L’eternità potrebbe essere
Un fiume, semplicemente,
o un cavallo dimenticato
e il tubare
di una colomba smarrita.


QUANDO ROMA E'…
(letta da Vittorio Gassman)


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Emile Vernon





















Quando si è innamorati, basta un niente
per essere ridotti alla disperazione
o per toccare il cielo con un dito.
Giacomo Casanova















(Voyage, Voyage)


Emile Vernon – Fiori di ciliegio
COGLI L’ATTIMO
Daniela Moreschini
Una carezza non data
è una carezza perduta
nel tempo che non ritorna.
Una parola non detta
al momento giusto
è una parola persa nel vento.
Un bacio negato
è un bacio che vola via veloce
come farfalla sui fiori
in un giardino a primavera!
Cogli allor quell’attimo,
senza lasciarlo al tempo…
Dona la carezza e il bacio
quando il cuor lo sente…
e nel domani non ci sarà
pentimento alcuno!
Emile Vernon – Ragazza con rose
à tout le monde
par Ours Antoine
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TANTI DICONO DI NOTTE
Emily Dickinson
Tanti dicono di notte buonanotte;
io dico buonanotte quando è giorno.
Mi dice arrivederci chi va via.
Rispondo ancora buonanotte, io.
Perchè il distacco, quello si è la notte,
e la presenza, nient'altro che l'alba;
quel colore di porpora nel cielo
che si chiama mattino.

J. Vettriano – Mezzanotte blu


BY TONY KOSPAN
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