Archivio per 6 agosto 2013

Felice notte con la bella minipoesia “Notturno” di J. R. Jimenez   1 comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 
NOTTURNO
Juan Ramon Jimenez
 
La via lattea
sorge da me, passa per te,
e torna a me, circolo unico.
– Che colonne noi due
nel sostenere l’universo !
E che luce timida,
che argento tranquillo,
per annullare quello che non è !
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
by Tony Kospan
 
 
 
 
 

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Pubblicato 6 agosto 2013 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA, Senza categoria

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La vedova allegra – Storia trama e video della più nota tra le operette   5 comments

 

 

L'immagine può contenere: una o più persone e persone in piedi

 

 

 
COS'E' L'OPERETTA?
 
La domanda se rivolta ai più giovani sicuramente
rimarrebbe senza risposta…
ma chi ha qualche annetto in più ricorda
certamente le magnifiche ed allegre serate
a guardar le operette alla TV e sa bene quindi cosa sono…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
L'operetta è una commedia, in parte recitata e in parte cantata,
che, per l'importanza delle parti musicali,
viene in genere considerata come una filiazione del teatro musicale
e, in particolare, dell'operà-comique francese
 
 
Quella che leggeremo e ricorderemo ora
è una tra le più classiche e più amate di sempre…


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

LA VEDOVA ALLEGRA

a cura di Tony Kospan

 
 
 

 

 
 
 
LA STORIA
 
 
La Vedova Allegra  di Franz Lehár è da sempre considerata
il primo e più importante titolo della storia dell'operetta.
 
 
 
Il titolo originale dell'operetta in tre atti è “Die lustige Witwe“.
 
Fu fu musicata da Lehàr su libretto di Victor Léon e Leo Stein basato sulla trama della commedia “L'attaché d'ambassade” di Henri Meilhac.
 
Debuttò con immediato grande successo il 30 dicembre 1905 al Theater an der Wien di Vienna.
 

Ha attraversato tutto un secolo di cambiamenti profondi, eppure il suo successo non si è mai appannato ed è sicuramente destinato a rinnovarsi nel terzo millennio.
 
Basti pensare che quest'operetta è a tutt'oggi uno dei titoli più rappresentati nelle Stagioni Teatrali di tutto il mondo.
 
 
 
 

L'immagine può contenere: una o più persone e persone in piedi

 
 
 
 
LA TRAMA
 
 
 
All’ambasciata del Pontevedro a Parigi, c’è grande fermento.
Sta arrivando la Signora Anna Glavari , giovane vedova del ricchissimo banchiere di corte.
L'ambasciatore, il Barone Zeta, ha ricevuto l'incarico di trovare un marito pontevedrino alla vedova e questo per conservare i milioni di dote della signora, in patria. Infatti se la signora Glavari passasse a seconde nozze con un francese, il suo capitale lascerebbe la Banca Nazionale Pontevedrina e per il Pontevedro sarebbe la rovina economica.
Njegus, cancelliere dell'ambasciata, é un po' troppo pasticcione per una simile impresa ma c'é il conte Danilo che potrebbe andare benissimo. Njegus e Zeta tentano di convincerlo ma lui non ne vuole sapere. Tra Danilo e Anna c'era stata una storia d'amore finita male a causa della famiglia di Danilo. Da parte sua la vedova, pur amando Danilo, non lo vuole dimostrare e fa di tutto per farlo ingelosire. Frattanto si snoda un'altra storia d'amore che vede protagonisti Valencienne, giovane mogliettina di Zeta, e Camillo de Rossillon, un diplomatico francese che la corteggia con assiduità . I due si danno convegno in un chiosco. Li sta per sorprendere il barone Zeta quando Njegus riesce a fare uscire per tempo Valencienne ed a sostituirla con Anna.
 
 
 
 

L'immagine può contenere: 5 persone, persone in piedi e matrimonio

 

 

 
La vedova sorpresa con Camillo! Tutti sono sconvolti, Danilo furioso abbandona la festa. Tutto ormai sembra compromesso ma Njegus, vero Deus ex-machina, riesce a sciogliere gli equivoci e a far confessare ad Anna e Danilo il loro reciproco amore. La patria é salva. D'ora in poi la signora Glavari non sarà  più “La vedova allegra” ma la felice consorte del conte Danilo Danilowitch.
 
 
 
 

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IL VIDEO – LA VEDOVA ALLEGRA 
 
 
 
Questo video ci consente un vero e proprio tuffo
nell'atmosfera e nelle note… magiche di questa operetta…
con una brillante Raffaella Carrà…
che ci riporta ai bei programmi televisivi di una volta…
 
 
 
 
 
 

 
 
FONTI: VARI SITI WEB –  IMPAG. T.K.
 

 
 
BUONA VISIONE… E BUON ASCOLTO…
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN 

 
 
 
 

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Breve ricordo di Andy Warhol vero mitico simbolo della Pop Art   Leave a comment

 
 
 
 
 
La “Pop Art” ovvero Arte Popolare
è una corrente artistica nata in Gran Bretagna
nella seconda metà del '900
ed Andy Warhol ne è stato uno dei principali maestri.
 

 
 
 
Pittsburgh 6.8.1928 – New York 22.2.1987
 
 
 
 
 
RICORDO DI ANDY WARHOL RE DELLA POP ART
a cura di Tony Kospan
 
 
 
BREVE BIOGRAFIA
 
 
Nato a Pittsburgh in una famiglia d'origine slovacca e
dopo essersi diplomato nel 1949 inizia a lavorare
come grafico pubblicitario per alcune note riviste
ma svolge anche l'attività di vetrinista e di scenografo.
 
Presto inizia a creare delle pubblicità tutte sue e nel 1952
tiene la sua prima mostra di disegni alla Hugo Gallery di New York.





Dal 1960 inizia a creare dipinti che si rifanno ai fumetti
ed alla pubblictà di grandi marche… ed inizia ad usare la serigrafia…

 
 
 
 

 
 
 
Successivamente affronta un'iniziativa molto più ampia la “Factory
una specie di officina creativa e collettiva d'arte di massa..
 
 
Iniziano anche i suoi rapporti con Leo Castelli che molta importanza avranno
nella diffusione sempre più ampia delle sue opere…
 
 
 
 
 
 
 
 
Intanto, per la sua “stranezza” nel proporre immagini consumistiche
la sua arte ebbe molte critiche negative.
 
 
Infatti il fenomeno Warhol era molto discusso
e negativamente considerato sia per la sua eccentricità
che per l’immagine trionfale del consumismo americano,
proprio negli anni in cui il mondo della cultura  
cercava di lottare contro di esso.
 
 
 
 
 
 
 
 
Ma le sue opere nonostante questo avevano un grande successo di mercato
forse perché appariva non molto nascosto il loro intento provocatorio,
e venivano esposte nelle mostre di tutto il mondo.
 
 
Nel frattempo si dedicava anche al cinema con 2 cortometraggi
 “Sleep” ed “Empire”.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il 3 giugno 1968, una fanatica femminista frequentatrice della 'Factory',
sparò a Warhol e al suo compagno di allora, Mario Amaya.
 
 
Non morirono ma Warhol si salvò proprio per un pelo.
 
 
 
 
 
 
 
 
Negli anni successivi e fino alla sua prematura morte,
in un ospedale di New York a seguito di un'operazione alla cistifellea,
si dedicò a creare degli happening multimediali in cui si associavano
varie forme d'arte ed a rivisitare famosi capolavori…
(l'ultimo prima di morire fu “L'ultima cena”).
 
 
 
 
 
 
 
 
Venne sepolto a Pittsburgh
 che nel 1990 creò in suo onore
l’Andy Warhol Museum.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
LA SUA VISIONE ARTISTICA
 
 
 
Egli cerca di evidenziare i simboli più evidenti della società del suo tempo
ma affronta anche temi sociali veri come gli incidenti stradali
e la sedia elettrica.

 
 
 

 
 
Il suo stile, sembra non differire molto dalla realtà visiva di ogni giorno
e  può anche apparire quasi indifferente e banale,
però colpì molto il mondo artistico e dei media del dopoguerra
e tuttora è molto apprezzato.

 


 
 
 
 
 
 
 

Andy fu ed è ancora considerato
il massimo esponente della Pop Art.

 
 
Oggi viene celebrato con manifestazioni in tutto il mondo.
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 
 
 

IL MONDO DEGLI ARTISTI
E DI CHI AMA L'ARTE
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Un ricordo della tragedia di Hiroshima… con una grande poesia ed una espressiva musica… ad essa dedicate…   2 comments

 
 
 
 
 
 
 
La Poesia non è fuori dal mondo… ed anche
se ne è una delle espressioni più belle e più alte…
vive nel mondo e col mondo…
nelle sue gioie e nei suoi dolori…
 
 
 
 
 
 
 
 

Ogni anno il leggero suono di una campana
ricorda al mondo
una delle più grandi tragedie dell'umanità

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Oggi 68° anniversario della tragedia di Hiroshima
non possiamo non rivolgere un pensiero a quel che
accadde allora…

 
 
 
 
 
 
 
 
E desidero farlo… per.. ed insieme…
a tutti gli amici che amano la poesia…
e come… se non con una poesia
tra l'altro di un grande autore?
 
 
 
 
 
 
 
 
 
LA BAMBINA DI HIROSHIMA
Nazim Hikmet
 
Apritemi sono io…
busso alla porta di tutte le scale
ma nessuno mi vede
perché i bambini morti nessuno riesce a vederli.
 
Sono di Hiroshima e là sono morta
tanti anni fa. Tanti anni passeranno.
Ne avevo sette, allora : anche adesso ne ho sette
perché i bambini morti non diventano grandi.
 
Avevo dei lucidi capelli, il fuoco li ha strinati,
avevo dei begli occhi limpidi, il fuoco li ha fatti di vetro.
Un pugno di cenere, quella sono io
poi anche il vento ha disperso la cenere.
 
Apritemi; vi prego non per me
perché a me non occorre né il pane né il riso :
non chiedo neanche lo zucchero, io :
a un bambino bruciato come una foglia secca non serve.
 
Per piacere mettete una firma,
per favore, uomini di tutta la terra
firmate, vi prego, perché il fuoco non bruci i bambini
e possano sempre mangiare lo zucchero.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Se ci fa piacere ascoltiamo anche questa musica
composta proprio per ricordare
l'immensità di questa tragedia…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Un pensiero commosso alle vittime di allora…
con la speranza che ciò non accada mai più…
 
 
 
 
 
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
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Felice martedì in poesia – I 5 sensi di J. B. A. Garrett – arte – T. De Lempicka – canzone – Venezia senza te di Aznavour – e   Leave a comment

 

 
 

Tamara de Lempicka – Autoritratto in Bugatti verde – 1932

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
L’amore è la chiave che apre i cancelli della felicità.
Oliver Wendell Holmes
 
 
 
 

 

 

 

 

Tamara de Lempicka – Giovane donna con i guanti – 1930

 

 

 

I CINQUE SENSI

Joao Baptista Almeida Garrett

 

Sono bellissime le stelle, lo so.

Mille colori divini hanno quei fiori,

ma io per essi non ho occhi, né amore.

Altra bellezza non vedo nella natura,

che te, mio bene, solo te!

Divina è la voce che suona triste

tra i rami che rivestono l'albero,

ma io nemmeno dell'usignolo

che trilla sento la melodia,

né odo altra armonia

che te, mio bene, solo te!

L'aria che bacia i bei fiori respira

celeste incenso di profumi agresti.

Io non sento, l'anima mia non coglie,

non avverte né aspira altro profumo fragrante

che te, mio bene, solo te!

Belli sono quei frutti saporiti,

prelibato il nettare del grappolo.

Ho fame e sete… assetato

affamato sono tanto… ma di baci

tuoi, mio bene, di te!

Tenera al tocco è una zolla fiorita

morbida al petto mio che si distende,

ma chi, vicino a te, ricerca ansioso un'altra carezza

o un altro piacere prova

che non sia tu, mio bene, solo tu?

A te tutti i miei sensi

accorrono fusi in uno solo.

Sento, odo, respiro,

in te, per te deliro.

Con te sta la mia morte,

a te la mia vita ho dato,

se giungerà la morte,

sarà un morire per te!

 

 

 

Tamara de Lempicka – Ritratto del marchese D'Afflitto – 1925

 
 
 
 
 
 
 
 
 
a tutti… da Tony Kospan
 

 

 

 

 
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Felice notte in minipoesia con “Perdonami” di Pedro Salinas   1 comment

 
 
 
 
PERDONAMI
Pedro Salinas

Perdonami se ti cerco
così dentro di te.
Perdonami il dolore.
è che da te
voglio estrarre
il tuo migliore tu.
Quello che non vedesti
e che io vedo,
immerso nel tuo profondo,
preziosissimo.
 
 
 
 
 
 
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by Tony Kospan
 
 
 
 
 
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