Archivio per 21 luglio 2013

Il sole in poesia arte aforismi canzoni e… – Il tema di questa settimana…   2 comments

 
 

 
 
 
Il tema poetico di questa settimana è il sole…
e con esso iniziamo una trilogia
che possiamo definire… astrale
dato che proseguiremo con la Luna e le stelle…
 
 
 
 
IL SOLE IN POESIA ARTE AFORISMI E… CANZONI (2013)
a cura di Tony Kospan

 

 

 
 
 
 
Parlare del sole è quasi inutile tanto è ovvio che è la nostra stella grazie alla quale è possibile la vita nel nostro pianeta…ed intorno alla quale ruotano 8 pianeti e tanti altri pianetini… con i loro satelliti.
 
Il Sole è sì una stella medio-piccola di colore giallo e senza nulla di particolare ma per noi è come una grande madre dato che senza la sua luce e il suo calore la vita non sarebbe mai sorta nel nostro pianeta nè potrebbe più proseguire se si spegnesse.
 
 
 
 

 
 
 
 
Dipinge divinamente il rapporto tra noi umani e la nostra amata stella questa mitica mini poesia del premio Nobel… Quasimodo…
 
 
 
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
 
 
 

 
 

Prima di passare alle poesie ecco alcuni aforismi…
 
 
 
Il sole non dimentica alcun villaggio.
Proverbio africano
 
 
Accada quel che accada,
anche il sole del giorno peggiore tramonta.
Proverbio cinese
 
 
Anche il sole ha le sue macchie.
Napoleone Bonaparte
 
 
Il medesimo sole fa conoscere ed onora le gesta di uno,
espone al biasimo le azioni di un altro.
Giordano Bruno
 
 
Il sole stesso fu un tempo una novità,
e fu una novità la terra,
e una novità l’uomo.
Jean Jaurès
 
 
 
 
MANICIELO.jpg CIELO NELLE MANI picture by orsotony21
 
 
 
Ma veniamo alle poesie prescelte quest'anno.
 
Con esse vi auguro tanto sole fuori e dentro i vostri cuori….e come sempre mi piacerebbe leggere quelle che, sul tema, amate voi…
 
 
 
 
 
 
 
 
clicca per vedere l'immagine a dimensioni normali(Pooh – La casa del sole)

Vincent Van Gogh – Il seminatore

 
 
 
INNO AL SOLE
Indiani Zuni
 
Di buon ora, al mattino,
Noi ci svegliamo, noi ci svegliamo,
Quando la madre Dio-Sole sorge.
Noi la salutiamo con gioia.
Lei ci accoglie con un viso radioso.
Lei ci incontra con un caldo bacio.
Così dolcemente, così dolcemente…
Ascoltate, ascoltate soltanto!
Da dove vengono quei suoni lontani?
Echi da dove la luce abbonda,
Torrenti di cristallo dal pallido mormorìo
Scintillante senza ritegno.
Sono i semi d’oro del pensiero,
I mormorii silenziosi, appena percepiti,
Che ci riempiono di gioia e di contentezza,
I sentieri per i quali l’anima si eleva.
 
 
 

clicca per vedere l'immagine a dimensioni normali (Al Bano – Nel sole)

Edvard Munch – Il sole (1912)

 

 

GLORIA DEL DISTESO MEZZOGIORNO
Eugenio Montale
 
Gloria del disteso mezzogiorno
quand'ombra non rendono gli alberi,
e piú e piú si mostrano d' attorno
per troppa luce, le parvenze, falbe.
Il sole, in alto, – e un secco greto.
Il mio giorno non è dunque passato:
l'ora piú bella è di là dal muretto
che rinchiude in un occaso scialbato.
L'arsura, in giro; un martin pescatore
volteggia s'una reliquia di vita.
La buona pioggia è di là dallo squallore,
ma in attendere è gioia piú compita.
 
 
 

clicca per vedere l'immagine a dimensioni normali(Pavarotti – 'O Sole Mio)

Lisa Lancaster – Risplenda la vostra luce – 2011

 

 

INNO AL DIO SOLE
Akhenaton (Faraone della della XVIII dinastia)
 
Come è bella la tua aurora all’orizzonte,
Oh Aton vivente, iniziatore della vita!…
Quando ti levi al bordo del cielo,
Oh Aton radioso, Oh Aton radioso,
Il mondo si illumina!…
Gli uomini si svegliano e si alzano,
Alla vista della tua aurora le loro braccia
Si levano per adorare la tua venuta…
Benché tu sia così lontano,
i tuoi raggi cadono sulla terra
e i volti degli uomini ne sono il riflesso.
 
 

clicca per vedere l'immagine a dimensioni normali(Un raggio di sole – Jovanotti )

David Caspar Friedrich – Donna di fronte al sole

 

 

BIMBA BRUNA E FLESSUOSA
Pablo Neruda
 
Bimba bruna e flessuosa, il sole che fa la frutta,
quello che riempie il grano, quello che piega le alghe,
ha fatto il tuo corpo allegro, i tuoi occhi luminosi
e la tua bocca che ha il sorriso dell’acqua.
Un sole nero e ansioso si attorciglia alle matasse
della tua nera chioma, quando allunghi le braccia.
Tu giochi con il sole come un ruscello
e lui ti lascia negli occhi due piccoli stagni scuri.
Bimba bruna e flessuosa, nulla mi avvicina a te.
Tutto da te mi allontana, come dal mezzogiorno …
Sei la delirante gioventù dell’ape,
l’ebbrezza dell’onda, la forza della spiga.
Eppure il mio corpo cupo ti cerca,
e amo il tuo corpo allegro,
la tua voce disinvolta e sottile.
Farfalla bruna dolce e definitiva
come il campo di grano e il sole, il papavero e l’acqua.
 
 
 
clicca per vedere l'immagine a dimensioni normali(Lucio Battisti – La Canzone del Sole )
Monet – Impressione del sole nascente – 1872
 
 
 
IL SOLE
Charles Baudelaire
 
Lungo il vecchio sobborgo, ove le persiane pendono dalle
catapecchie rifugio di segrete lussurie, quando il sole
crudele batte a raggi raddoppiati sulla città e i campi, sui
tetti e le messi, io mi esercito tutto solo alla mia fantastica scherma,
annusando dovunque gli imprevisti della rima,
inciampando nelle parole come nel selciato, urtando
qualche volta in versi a lungo sognati.
Questo padre fecondo, nemico di clorosi, sveglia nei campi
i vermi e le rose, fa svaporare gli affanni verso il cielo,
immagazzina miele nei cervelli e negli alveari. è lui a
ringiovanire coloro che vanno con le grucce e a renderli
allegri, dolci come fanciulli, lui a ordinare alle messi di
crescere e maturare entro il cuore immortale che vuol
sempre fiorire.
Quando, simile a un poeta, scende nelle città, nobilita le
cose più vili e s’introduce da re senza rumore, senza paggi,
entro tutti gli ospedali e tutti i palazzi.
 
 
 
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Che il sole sia dentro e fuori di voi…
 
Tony Kospan
 
 
 
 
 
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Cosa fare quando perdiamo la fiducia? Ce lo dice F.sco Alberoni   1 comment


 

 

 

 

 

PERSA LA FIDUCIA?  GUARDARE AVANTI!


 


ECCO UNA INTERESSANTE RIFLESSIONE DI ALBERONI…


CHE PUO’  AIUTARCI A STAR MEGLIO…

 

 

 

 
 
 
 

COSA FARE QUANDO PERDIAMO LA FIDUCIA IN NOI STESSI?


Francesco Alberoni
 
 
 



Borgonovo Val Tidone 31 dicembre 1929

  
 
 
 
 
barrag53.gif folhas picture by RaiodeLuar

 
 
 
 
Noi non possiamo darci valore da soli.


Ce lo danno gli altri fin da bambini amandoci, apprezzandoci, dicendoci bravo.


In realtà non possiamo dare valore a nulla perché sono gli altri che, con il loro comportamento o le loro parole, ci dicono cosa è buono o cattivo, cosa è desiderabile.


Se prendete due fratellini e mettete davanti a loro un qualsiasi oggetto, non appena uno lo prende in mano, l’altro lo vuole anche lui.


Ha imparato a desiderarlo dal primo.


Esiste poi, in ogni essere umano, una spinta interiore a creare, ad agire, a costruire, cioè a oggettivare tutto ciò che sente e pensa.


C’è chi suona uno strumento musicale, chi apre una pizzeria, chi diventa insegnante, chi scrive libri e chi costruisce grattacieli.


Sono tutte oggettivazioni del suo spirito: l’uomo si realizza in ciò che fa.


Ma quando abbiamo creato una nostra opera, abbiamo anche bisogno di vederla riconosciuta, apprezzata dagli altri.


Il musicista la sua musica, l’architetto la sua costruzione, lo scienziato la sua ricerca.


Perché nessuno può dirsi bravo da solo.


Possiamo costruire, realizzare, fare cose stupende ma, per sapere che valgono, per sapere che abbiamo meritato, bisogna che qualcuno ce lo dica.
 
 
 

Il bisogno di riconoscimento non è vanità.

 
 
 
 

 

 



Che cosa avviene allora quando una persona ha dedicato anni e anni a costruire qualcosa di stupendo per la sua comunità, il suo Paese, e non solo nessuno l’apprezza, ma la ostacola e gliela distrugge?


Come può conservare la fiducia in se stessa, trovare la forza di vivere e creare?
 
 
 
 
La risposta è una sola: devi ricominciare da capo.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Allontanarti dal vecchio mondo, andare in esilio, affrontare la solitudine.


E vedere nuova gente, quella che non hai mai frequentato, quella che non conoscevi che non capivi e di cui magari diffidavi.
Avere nuove esperienze, fino a che non cambi interiormente, fino a che non ti importa più nulla di ciò che è accaduto e scopri nuovi piaceri e nuovi interessi.
Finché non ritrovi il gusto di ridere e non torni a vedere il mondo con l’occhio ingenuo, fresco del bamhino. Allora ti accorgi che non hai poi perso molto, che ci sono altri modi di vivere ed altre cose da fare e da inventare.
Certo è una cosa più facile da fare da giovani e che diventa sempre più difficile da vecchi perché si diventa schiavi delle proprie abitudini e del passato.


Ma è l’unica salvezza.





Chi si ferma a guardare indietro diventa una statua di sale
come è successo – ci racconta la Bibbia – alla moglie di Lot.

 
 
Francesco Alberoni



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Cosa ne pensate? 

 
 
CIAO DA TONY KOSPAN

 
 
 
 


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Il bene ed il male in una riflessione filosofica di Massimo Cacciari   3 comments

 

 

 

 

Una riflessione filosofica sui concetti di bene e male,
a mio parere molto interessante, di Massimo Cacciari…
 
 
 
 
 
 
IL BENE E IL MALE
~ Massimo Cacciari ~
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Dice Platone – e qui la sua risposta diventa canonica -: “del male, e quindi del nostro far male, il Dio non può essere ritenuto causa.
Dio è bene, Dio è immutabile, è semplice, è veritiero, ed è causa di tutti i beni. ‘Theòs anàitios’, Dio è innocente”.
Tutta la riflessione teologica successiva si fonda su questo presupposto platonico: Dio deve essere ritenuto innocente dei mali del mondo, del nostro far male; e quindi è per nostra scelta, è per nostra libertà che noi facciamo male.
Noi non siamo determinati dal Divino ad agire male; le nostre imperfezioni le nostre miserie sono frutto e prodotto della nostra libertà.
Dio è innocente, è l’uomo che è causa del male, è l’uomo – secondo il grande mito che Platone narra nella Repubblica – che si sceglie il proprio ‘dàimon’, il proprio carattere, il proprio demone.
Ma non solo nel momento della scelta nella cultura classica greca l’uomo è libero, non solo nel momento supremo – come lo chiama Platone -: il momento supremo in cui io scelgo il mio carattere, il mio ‘dàimon’.
Io sono in qualche modo libero anche durante la mia vita, e la mia libertà, però, coincide nel corso della mia vita con il conoscere; cioè io sono libero nel corso della mia vita di accumulare tutte le conoscenze necessarie perché poi nel momento supremo della decisione io possa essere consapevole del destino che scelgo.
Questo è un tema caratteristico della cultura greca, è la sua dominante – come dire – intellettualistica: la libertà dell’uomo si esplica essenzialmente nella sua volontà di conoscere.
Soltanto qui sta la mia – come dire – possibile salvezza: io posso conoscere il destino, posso conoscere ciò che mi destina.
Solo la conoscenza può salvarmi dal seguire – un’immagine che ricorre in tutta la cultura ellenistica, e anche nella cultura latina, non solo greca – il carro del destino in ceppi come uno schiavo oppresso.
Ciò che sta a me non ha nulla a che vedere con la possibilità di sfuggire il destino; ma ciò che sta a me è essenzialmente la possibilità di conoscere il destino, e dunque di seguirlo volentieri, non come gli schiavi seguono il carro dei vincitori, in catene.
Se la mia libertà consiste nel farmi una ragione dell’unica ragione, dell’unico ‘lògos’ che pervade tutto il cosmo?
Quando io mi son fatto questa ragione che cosa succede del male?
Il male non consiste più, perché tutto è ragione e male e bene non diventano altro che due punti di vista soggettivi: il male non diventa nient’altro che ciò che fa male a me, ma che non riguarda affatto la ragione del tutto; il bene diventa soltanto ciò che fa bene a me, ciò che mi aiuta a vivere, ciò che aiuta il mio benessere, ma non riguarda la ragione del tutto in cui il male e il bene cessano di avere alcun significato, perché ciò che ha significato è nient’altro che il necessario, il ‘lògos’ onnipervadente; male e bene hanno una consistenza veramente soggettiva.
In fondo, se noi rimanessimo fissi a valutazioni di male e di bene, non faremmo altro che dimostrare la nostra mancanza di sapere, perché colui che sa non sa né di male né di bene: sa il necessario.
 
 
 
 

Dettaglio dell'Apoteosi di Charles VI – Paul Troger (1739)

 
 
 
 
Il bene ed il male, secondo la tesi del filosofo veneziano,
non esisterebbero dunque quali realtà a sé stanti
ma solo nella misura in cui vengono percepiti da ciascuno…
 
 
Cosa ne pensate?
 
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 

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L’arte preromantica di Salvator Rosa e la musica di Domenico Scarlatti…   Leave a comment


 
 
 
Salvator Rosa – La poesia
 
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Salvator Rosa…
è stato un pittore, incisore e poeta italiano del '600
dal carattere ombroso e dallo spirito ribelle
che operò oltre che a Napoli,
sua città natale, anche a Roma e Firenze.




Salvator Rosa – Marina del Faro




 
 
E' considerato per diversi aspetti sia artistici,
che per la sua vita molto movimentata,
un precursore del romanticisimo
benché egli si muova nell'ambito del barocco.
 
 
 
 

Napoli 21.7.1615 – Roma 15.3.1673
 
 
 
 
E non solo i pittori eran poeti,
ma filosofi grandi, e fûr demonii
nel cercar di natura i gran segreti
Salvator Rosa
 
 
 
 
 
Salvator Rosa – Allegoria della Menzogna
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Salvator Rosa – Autoritratto
 
 
 
 
 
Dunque per ricordar in breve
questo artista dai multiformi interessi
e dalla complessa visione della vita
che però ci ha regalato dipinti
di grande equilibrio formale e limpidezza classica
in un tripudio di intensi chiaroscuri
mi fa piacere accostarlo virtualmente
alle bella musica di Domenico Scarlatti.




Frine e Xenocrate

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Anch'egli, pur muovendosi nelle atmosfere musicali barocche,
ne sostenne le innovazioni nascenti all'epoca
soprattutto nel campo delle tecniche orchestrali.

 
 
 

S. ROSA – Napoli 1685 – Madrid 1757    —             D. SCARLATTI – Napoli 1615 – Roma 1673
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Dunque  stavolta il “collegamento”
tra… Arte e Classica…
è tra 2 artisti partenopei, quasi coevi… del '600
 




Battaglia tra Turchi e Cristiani

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Ma non solo li unisce  la comune origine partenopea
bensì anche il loro viver e partecipar, nelle rispettive arti,
al mondo barocco dell'epoca.

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Salvator Rosa – Veduta del golfo
 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
 
 
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Infine ecco un midi legato a questo dipinto del Rosa
che sembra proprio volerci indicare
in modo ideale e simbolico
il collegamento tra pittura  e musica classica…
 
 


 


 

 



(midi)


Salvator Rosa – La musica

 

 

 

 

 

 

BUON ASCOLTO, SE VI VA,
E CORDIALI  SALUTI
DA TONY KOSPAN
 
 
 
 
 
 
SE AMI L'ARTE
 
 
 

Ecco i modi più divertenti per combattere il caldo… Quale preferite?   1 comment








Ecco i modi più originali e più divertenti
per combattere il caldo…








Si tratta di una collezione di immagini
 assolutamente scientifi/comica…
su come trovar refrigerio
quando il caldo diventa insopportabile.

 

 
 
 
 
  
 
 
 
DI TUTTI QUESTI METODI “ALCUNI GENIALI”
POSSIAMO POI INDICARE…
QUELLO CHE… CI PIACE DI PIU'



Intanto pure i panni stesi…
protestano per il caldo








SIGNORE E SIGNORI
SI PARTE ALLA RICERCA
DEL REFRIGERIO




 
 
 
 Allora vediamo un pò…
 
c'è chi si tuffa nel frigo…


 
 
 
 
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chi abbraccia il ghiaccio


 
 
 
 
 
 
 
 



chi si mette dinanzi al ventilatore…










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chi si porta il frigo appresso

 
 
 
 
 
 
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 ma ecco dove ci consiglia d'andare l'ASL…

 
 
 




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chi se ne sta nudo in poltrona… al pc






 
 
 
 
 
 
 
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chi viaggia con la moto-vasca da bagno…





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chi gioca a ping pong in piscina…

 
 
 
 
 
 
 
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chi mangia 2 gelati alla volta…

 
 
 
 
 
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chi si mette nella vasca da bagno…
con lattine ghiacciate…





 
 
 
 

chi fa la doccia nel bidet…

 
 
 
 
 
 
 
 
 
e chi legge, seduta su una sedia, un libro a mare

 
 
 
  
 
 
 
 
 
 

chi, in un modo o nell'altro, fa la sauna

 
  
 
 
 
 
 

chi si arrangia con piscina e compagnia “fai da te”

 
 
 
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chi se ne sta sulle panchine asciugandosi la fronte…







chi si sventola come può…

 
 
 
 
 
 


chi si butta sotto il getto della fontanella…







chi gioca nelle fontane pubbliche

 
 
 
 
 
 

 

e quello che è forse il… miglior sistema…
starsene a mollo in un resort di lusso…

 
 
 
 
 
 
 
 
 
UN FRESCO (?) ABBRACCIO Sorpresa
DA TONY KOSPAN A bocca aperta
 
 
 
 
 
 
 
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Ricerche coordinamento ed impaginaz. t.k.
 
 
 
 

LA TUA PAGINA DI
CULTURA.. PSICHE E SOGNO
PER COLORARE LE TUE ORE…
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Felice notte in minipoesia con la simpatica “Fate piano” di Vivian Lamarque   2 comments

 

 

 


 

 

 

FATE PIANO

Vivian Lamarque

 

 

Fate piano si è addormentata

 

la televisione se l’è cullata

 

fate piano non sia svegliata

 

sta sognando di essere amata.

 

 

 

Michael e Inessa Garmash

 

 

 

 

 

 

 

 

by Tony Kospan

 

 

 

 

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La dolce leggenda dei lupi e della luna piena…   1 comment



Penso davvero che meriti d'esser letta e… gustata…
  
 
 

 
 
 
 
 
LA LEGGENDA DELLA LUNA PIENA
 
 
 
 
In una calda notte di luglio di tanto tempo fa un lupo, seduto sulla cima di un monte, ululava a più non posso.
In cielo splendeva una sottile falce di luna che ogni tanto giocava a nascondersi dietro soffici trine di nuvole, o danzava tra esse, armoniosa e lieve.
Gli ululati del lupo erano lunghi, ripetuti, disperati. In breve arrivarono fino all’argentea regina della notte che, alquanto infastidita da tutto quel baccano, gli chiese:
– Cos’hai da urlare tanto? Perché non la smetti almeno per un po’?-
– Ho perso uno dei miei figli, il lupacchiotto più piccolo della mia cucciolata.
Sono disperato… aiutami! – rispose il lupo.
 
 
 
 

 
 
 
 
La luna, allora, cominciò lentamente a gonfiarsi.
E si gonfio, si gonfiò, si gonfiò, fino a diventare una grossa, luminosissima palla.
– Guarda se riesci ora a ritrovare il tuo lupacchiotto – disse, dolcemente partecipe, al lupo in pena.
Il piccolo fu trovato, tremante di freddo e di paura, sull’orlo di un precipizio.
Con un gran balzo il padre afferrò il figlio, lo strinse forte forte a sé e, felice ed emozionato, ma non senza aver mille e mille volte ringraziato la luna.
Poi sparì tra il folto della vegetazione.
Per premiare la bontà della luna, le fate dei boschi le fecero un bellissimo regalo: ogni trenta giorni può ridiventare tonda, grossa, luminosa, e i cuccioli del mondo intero, alzando nella notte gli occhi al cielo, possono ammirarla in tutto il suo splendore.
I lupi lo sanno… 
e ululano festosi alla luna piena…
 
 
 
 
 

 

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN






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