Archivio per 7 giugno 2013

Con “Mi rimbocco il cielo” di R. Montagnoli auguro a tutti una felice notte in… minipoesia   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
MI RIMBOCCO IL CIELO
Renzo Montagnoli
 
Mi rimbocco il cielo
per sognar le stelle
m'avvolge la notte
e la stringo a me
lontana è l'eco
dell'universo
un carillon infinito
che accompagna
il calar del sonno
sulla mia serenità.
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
da Tony Kospan
 
 
 
 

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Pubblicato 7 giugno 2013 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA

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Cecco Angiolieri e S’i’ fosse foco – Nasce la poesia… controcorrente   3 comments

 
 
 
 
 
 
 
 

Nel vasto mondo della poesia un posto non secondario
ce l’ha la poesia dissacrante, controcorrente, originale, sorprendente
ed uno degli antesignani è l’autore di cui vado a parlarvi…
soprattutto in relazione alla sua poesia più nota…
grazie alla sua sorridente originalità…

 
 
 
 
   
 
 
 
 
 

UN POETA – UNA POESIA
CECCO ANGIOLIERI
a cura di Tony Kospan

 
 
 
 
 
 
 
 
Ecco la sua… autopresentazione
 
 
“Tre cose solamente m’énno in grado
[…] cioè, la donna, la taverna e ‘l dado”…
 
 
Certo come presentazione non è delle più tranquille,
eppure così Cecco Angiolieri (1260-1311)
si descrive in uno dei suoi sonetti:
“tre cose soltanto mi piacciono: le donne, la taverna
(cioè, il vino) e il dado (cioè, il gioco)”.
 
 
 
 
John William Waterhouse – Decamerone
 
 
 
 
Nasce a Siena intorno al 1260.
 
Si conosce poco della sua vita, ma, da testimonianze dell’epoca, si sa di una vita sregolata e dissipata.

Nel 1281, ad esempio, fu multato tre volte per disturbo della quiete pubblica e nel 1291 fu implicato nel ferimento di un uomo.
 
Nel 1296 venne allontanato da Siena, per cause politiche. Nel 1302, per bisogno di soldi, fu costretto a vendere un suo podere.
 
Alla sua morte, avvenuta forse nel 1312, i cinque figli rinunciarono all’eredità perché gravata da troppi debiti.
 
I sonetti dell’Angiolieri sono circa 150 e sono eseguiti nella tipica tradizione goliardica della poesia giocosa.
 
 E’ da considerare uno dei primi poeti in volgare ed è, sicuramente, uno tra i più amati dai giovani (ancora oggi) proprio per il suo il suo modo di vedere la vita in maniera così gaia e priva di alcun freno
 
Certo la sua vita fu del tutto fuori degli schemi dell’epoca… e la sua poesia nella sua massima originalità e vivacità è appunto espressione di ciò… anche se forse si divertiva anche ad esagerare un pochettino… e per questo amata ancor oggi da chi desidera visioni inconsuete della realtà…
 
 

 
 
 

Nota (musica medievale)
 
 
 
 
 

Ma ora eccola… questa poesia che l’ha reso immortale… e che in molti abbiamo amato fin dai tempi scolastici per lo spirito ribelle e controcorrente… ma anche originale e simpaticamente guascone.
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
S’i’ fosse foco, arderei ‘l mondo
 
S’i’ fosse foco, arderei’ il mondo;
s’i’ fosse vento, lo tempestarei;
s’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei;
s’i’ fosse Dio, mandereil en profondo;
s’i’ fosse papa, serei allor giocondo,
ché tutti ‘ cristiani embrigarei;
s’i’ fosse ‘mperator, sa’ che farei?
a tutti mozzarei lo capo a tondo.
S’i’ fosse morte, andarei da mio padre;
s’i’ fosse vita, fuggirei da lui:
similemente faria da mi’ madre.
S’i’ fosse Cecco com’i’ sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le vecchie e laide lasserei altrui.
 
 
 
 

 

 

 

Per chi avesse difficoltà a comprendere il testo… ecco una traduzione in italiano moderno…
 
 
 
 
Se fossi fuoco, brucerei il mondo;
se fossi vento, lo sconvolgerei con tempeste;
se fossi acqua, lo annegherei;
se fossi Dio, lo farei sprofondare.
Se fossi papa, allora sarei allegro,
perché potrei mettere nei guai tutti i cristiani;
se fossi imperatore, lo saprei fare proprio bene;
taglierei la testa di netto a tutti quanti.
Se fossi morte, andrei da mio padre;
se fossi vita, non rimarrei con lui;
lo stesso farei con mia madre.
Se fossi Cecco, come sono e sono sempre stato,
terrei le donne giovani e belle,
e lascerei quelle zoppe e vecchie agli altri
.
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
Ma ora, se vogliamo, possiamo anche ascoltarla,
in una splendida e musicale interpretazione del grande De André…
grazie a questo video…
 
 
 




 
 
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
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Gauguin… esotismo sogno indipendenza e modernità nell’arte – II PARTE   Leave a comment

 
 
 

L'arte è un'astrazione,
spremetela dalla natura sognando di fronte ad essa
e preoccupatevi più della creazione che del risultato.
Paul Gauguin
 
 
 
 

Paul Gauguin – L'oro dei loro corpi – 1901
 
 
 
 


PAUL GAUGUIN
INDIPENDENZA SOGNO E RICERCA DELLA PUREZZA “PRIMITIVA”
 
 
II PARTE
 
 
 
Autoritratto
 
 
 
  
 
Tra le opere eseguite in Polinesia,
come “Fatata te mouà” o “Ai piedi della montagna” del 1892,
tutto il mistero si concentra
nella corsa sfrenata di un cavaliere
 sulla sinistra del quadro
e la minaccia che incombe con le nuvole sullo sfondo.
 
 
 
 
Fatata te mouà o ai piedi della montagna 
 

 
 
 
Le opere polinesiane di Gauguin sembrano intrattenere un rapporto
con la composizione dell’arte occidentale

 

 

 
I maiali neri
 
 
 

Ricordiamo la “Conversazione” del 1892
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Tra le opere che incantano ecco
anche il “Povero pescatore” del 1896.

 

 

 


Il povero pescatore
 
 
 
 
Quest’ultimo dipinto propone

uno straordinario momento di riflessione

presupponendo la silenziosa contemplazione

di un’età dell’oro ritrovata.

 
 
 
  
Cat toru potii
 
 
 
 
L’interesse di Paul Gauguin per la cultura polinesiana
si delinea attraverso la sua immensa produzione pittorica,
grafica e scultorea nella quale ha affrontato temi del quotidiano,
rituali religiosi, la bellezza e il costume locale.
 
 
 
 
 
Testa con le corna
 
 
 
 
Tra le sculture segnaliamo la dolcissima
Maschera di Tehamana
e la “Testa con le corna” del 1897
che sorprende per la sua incredibile modernità.
 
 
Le sculture di Gauguin preannunciano l’africanismo
del primo Novecento che portò agli sviluppi del cubismo.
 
 

 
 
Notte di Natale
 
 

 
Le opere polinesiane, dipinti e sculture,
esprimono la sua visione di questa terra nuova e selvaggia
e lo portano, pur nella stilizzazione delle figure,
ad esaltare i soggetti rappresentati
come i veri protagonisti di una terra “di mito e di sogno“.
 

La stessa agognata terra dove Gauguin
troverà però una solitaria morte,
debilitato nel corpo e fiaccato nello spirito. 

 

 

 
Maternità
 
 
 
 
 

Infine ecco un bel video che ci parla di lui e delle sue opere
soprattutto del periodo tahitiano…
 
 
 
 
 
 
 
 
Termino questo post su Gauguin,
autore così fortemente ed intimamente combattuto,
celebrandone la grandissima arte
e l'indubbio e riconosciuto amore
per la libertà di espressione, l'esotismo ed il sogno.

 
 
 

 
 
FONTI: VARI SITI WEB…
– RICERCHE, LIBERO ADATTAMENTO, COORDINAM. ED IMPAGINAZ. T.K. –
 
 
 
 

F I N E
 
 
 
Per chi desiderasse legger la
I PARTE

 

 

Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 

IL MONDO DEGLI ARTISTI
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Paul Gauguin… esotismo sogno indipendenza e modernità nell’arte…   2 comments

 
 
 
 
 
 
 
 
Ripropongo, in occasione dell'anniversario
della sua nascita, questo mio post con biografia,
analisi della sua arte e diversi dipinti
in onore di uno dei più grandi pittori di sempre
 
 
 
 
 
 
 
 

“Io dipingo ciò che sento
e non ciò che vedo”

 
 
 
 
I PARTE
 
 
 
 
 
 

Autoritratto
 
 
 
 
Singolare artista, inizialmente impressionista…
e poi animatore del gruppo Simbolista di Pont Aven,
precursore del Fauvismo… ma in realtà…
lontano dalla rigidità di schemi prefissati…
e con il sogno della purezza e della semplicità…
“primitive”.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

PAUL GAUGUIN
INDIPENDENZA E SOGNO
a cura di Tony Kospan
per il blog
 
 
 
 
 
 
 
 
La sua vita… è davvero una non comune… miscela.
 
Nascita in Francia, infanzia in Perù, e poi periodi parigini e periodi tahitiani ed ancora il tentativo di stabilirsi – e stabilizzarsi – in Bretagna… infine la morte nelle isole Marchesi…
 
 
 
 
 
Paul Gauguin (Parigi 7.6.1848 – Hiva Oa 8.5.1903)
 
 
 
Paul Gauguin: ancorato, e avvinghiato, al classicismo – alienazione sedativa contro un presente insoddisfacente, sogno costante, che resiste a tutte le maree dell'esistenza, e riemerge ogni volta più roccioso.
 
Paul Gauguin: simbolista folgorato dalla poetica di Cézanne e Pissarro, dominato dall'idea di una pittura pura e “sauvage”, e nella ricerca della fusione arte-vita.
 
 
 
 
 
Nudo di donna che cuce
 
 
 
Paul Gauguin: rifiutato dalla Francia e considerato sovversivo, parla con macchie di colore e contorni netti in atmosfere rarefatte, e fa abitare i suoi personaggi, primitivi e mitici, in un'Eden letterario ed insulare, forse nella continua ossessiva ricerca del Perù dell'infanzia…
 
 
 


Natura morta
 
 
 

Le opere di Paul Gauguin offrono sempre allo spettatore contemporaneo un'esperienza affascinante.

 
A fare presa sarà lo stereotipo dell'artista anticonformista, oppure l'idea di fuga dalla città alla ricerca di primitività e selvatichezza in una civiltà pura.
 
Oppure, più semplicemente, la bellezza delle opere: lo stile personalissimo, la ricerca cromatica, la composizione innovativa, i soggetti esotici.
 
 
 
 

Perché sei arrabbiata? – 1896

 

 

Davvero un artista di mito e sogno a partire dalle prime opere, in cui emerge il debito con Pissarro e soprattutto con Cézanne, l'ispirazione delle terre Bretoni e la complicata esperienza ad Arles con Van Gogh, la fuga a Tahiti.

Guardiamolo e comprendiamolo attraverso la sua poetica che risente anche delle vicende vissute.

Come per esempio in Bonjour Monsieur Gauguin, una vicina di Pouldu ricambia il saluto dell'artista con un freddo Bonjour rimanendo al di là della staccionata che li separa: lui, artista parigino, non apparterrà mai a quel luogo di sogno.
 
 
 
 
 
Bonjour Monsieur Gauguin
 
 

Eppure proprio in Bretagna Gauguin, dedicandosi pienamente all'arte, trova la giusta ispirazione ed elabora la sua particolare tecnica pittorica: linee che definiscono le figure – da qui la definizione di “cloisonnisme” per la ripresa dell'antica lavorazione dello smalto e delle vetrate medievali – a pennellate brevi, l'una vicino all'altra, con effetto zebrato, con uno studiatissimo uso dei colori, distribuiti sulla tela in modo da riproporne sempre la complementarietà, soprattutto tra i rossi e i verdi.
 
E'  principalmente l'uso del colore che fa la differenza con l'Impressionismo:
Gauguin non cerca l'intensità luminosa ma l'armonia generale dell'opera, compositiva e cromatica.
 
 
 
 
 
Te Avae No Maria o il mese di Maria
 
 
 

E, via via con lo scorrere delle opere, scorre anche il percorso verso l'utopia. è a Tahiti che la ricerca di Gauguin trova finalmente posa – anche se momentanea. Sotto la luce dei Tropici, la tavolozza si accende e contemporaneamente si semplifica; gli spazi sono definiti da ampie campiture e le linee più marcate; i soggetti sono quelli più noti: donne, fanciulli, piccoli animali domestici, natura lussureggiante.
 
 
 
 
 
Le Parau Parau o la Conversazione
 
 
 
 
Mirabili alcuni ritratti in mostra come Te Avea No Maria o il mese di Maria e Le Parau Parau o la Conversazione in cui emerge a pieno l'eclettico primitivismo della fase più matura: le donne tacitiane, evidentemente esotiche per colori e costumi, vengono occidentalizzate nell'atteggiamento.
 
 
 
 
 
La siesta
 
 
 
 
 
DA VARI SITI WEB – RICERCHE COORDINAM. LIBERE RIELABORAZ. ED IMPAGINAZIONE T.K.
 
 
 
CONTINUA…
 
 
 
 
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Venezia città del sogno… un omaggio con dipinti… musiche… video… e…   4 comments

 
 
 
 
Venezia – Dipinto di Robert Finale
 
 
 
 
Venezia la bella… dal fascino insuperabile…
 
 
La città della storia… del mito… del carnevale…
ma anche dell’arte e della musica…
 
 
La città davvero unica al mondo…

 
 
 
 
 
 
 
 
 
OMAGGIO A VENEZIA
IN IMMAGINI… MUSICHE… E NON SOLO…
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 
 
 
E’ a Venezia che questo post è dedicato…
 con tante belle immagini che potrete vedere qui
e nei diversi video associati a questo post
grazie ai quali potremo ascoltare anche
bellissime musiche classiche d'autori veneziani 
ed una mitica canzone a lei dedicata.
 
 
Dunque le immagini
– arte, bellezza e documento –
del Canaletto e non solo
e quelle del film Anonimo Veneziano…
oltre a tante altre…
 
 
 
 
Canaletto
 
 
 
 
Le musiche sono di Albinoni, Vivaldi e Alessandro Marcello
nonché di Stelvio Cipriani… unita ad una scena di
ANOMIMO VNEZIANO famosissimo film del 1970
ed infine la canzone COM'E' TRISTE VENEZIA… 
cantata da Aznavour….
 
 
 
 
 
 
 

Iniziamo dunque il nostro viaggio virtuale nel cuore
di questa super affascinante città…
con questo primo dipinto del
Canaletto
 IL PONTE DI RIALTO
unito a questa musica di
Vivaldi
 

 
 

Canaletto

 

proseguiamo con l'immagine del 
PALAZZO DUCALE…
unito ad un video che, sulle note  
dell'ADAGIO di Albinoni…,
ci dona pensieri ed immagini dedicate
alla Serenissima
 
 

Canaletto

 

 
Passiamo quindi alla musica di
Alessandro Marcello
Adagio dal concerto per oboe e archi
in questo video con bellissimi scorci di Venezia.
 
 
 

 
 
 
 
Qui possiamo invece ammirare il video
con alcune immagini e musiche, tra le più belle,
del film
ANONIMO VENEZIANO
 
 
 
 

 
 
 
 
 
ed infine concludiamo questo nostro tour 
con la mitica canzone… di
Aznavour…
COM'E' TRISTE VENEZIA
in un video che associa
 alla voce del grande cantante d'origine armena,
diversi dipinti
dedicati a quella che in molti di noi riteniamo
la città più bella del mondo….
 
 
 

 
 
 
 
 
Infine vi saluto con queste belle classiche
maschere del carnevale veneziano…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 

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Buddha Ananda ed il torrente… Raccontino di grande saggezza e… forum   5 comments

 

 

 

Davvero molto interessante e profondo

 il messaggio di  questo racconto…

 

Dirò però il mio parere alla fine.

 

 

 

 

 

 

BUDDHA ANANDA ED IL TORRENTE

 

 

Un giorno Buddha stava attraversando una foresta.

Era assetato, per cui disse ad Ananda, il suo primo discepolo: “Ananda, torna indietro. A qualche miglio da qui abbiamo attraversato un torrente. Portami un po’ d’acqua”.

Ananda tornò indietro, ma quando raggiunse il torrente vide che alcuni carri che l’avevano attraversato ne avevano agitate le acque che erano ormai diventate fangose.

Ritornò da Buddha a mani vuote…

Ma Buddha insistette, e gli ripeté: “Torna indietro e portami dell’acqua da quel torrente”.

Ananda non comprendeva quell’insistenza, ma ritornò al torrente.

E mentre si stava incamminando, Buddha gli disse: “E non tornare, se l’acqua è ancora sporca. Se è sporca, siediti semplicemente sulla riva, in silenzio. Non fare nulla, non entrare nel torrente. Siedi sulla riva in silenzio e osserva”.

Ananda tornò al torrente.

Buddha aveva ragione. L’acqua era ora quasi limpida, le foglie erano ridiscese sul fondo e il fango si era sedimentato. Ma il torrente ancora non era cristallino, per cui Ananda si sedette sulla riva e osservò semplicemente lo scorrere dell'acqua. Pian piano il torrente diventò limpido come cristallo.

Allora tornò, danzando, porse l’acqua a Buddha e lo ringraziò: “Ora riesco a comprendere il messaggio: era ciò di cui avevo effettivamente bisogno in questo momento. La stessa cosa infatti è vera per la mia mente. Se mi butto nell’acqua tornerò a renderla fangosa. Se mi tuffo nella mente nasceranno più problemi, altri torneranno in superficie. Sedendo di fianco al torrente ho appreso la tecnica… ora mi siederò di fianco alla mia mente, ne osserverò tutta la sporcizia e tutti i problemi e tutte le foglie morte e le ferite e i rancori e i ricordi e i desideri. Senza farmi coinvolgere, distaccato, siederò sulla riva e aspetterò il momento in cui ogni cosa sarà limpida come cristallo”.

 

 

 


 


 
 
Grande saggezza… certo…

Quasi tutti ( o proprio tutti) ci tuffiamo nei problemi senza sforzarci di guardarli da fuori…  ed affrontarli così con più calma e più chiarezza…

Tuttavia quando siamo immersi… sommersi… dalle difficoltà… non è assolutamente facile estraniarci da noi stessi per esaminarle con animo limpido e sereno… benché sarebbe certamente meglio riuscire a farlo…

Consiglio di tentare almeno…

Ci sarà comunque di sicuro aiuto…

 

 

 

 

Cosa ne pensate?

 

Ciao da Tony Kospan

 

 

 

 


LA TUA PAGINA CULTURALE DI FB
 
 
 
 

Felice week end in poesia (Noi di P. Sueli) arte (J. W. Godward) aforisma e…   1 comment

 
 
 
 
 Godward John William –  Flabellifera al sole d'estate
 
 
 

 
 

 

 

 
Come ti vidi mi innamorai.
E tu sorridi perché lo sai.
Arrigo Boito
 
 

 
 
 Godward John William – Fiori d'estate
 
 
 
 
N O I . . .
Pat Sueli
 
 
Non dirmi mai ti amo
perché le parole sono false

Non dirmi mai ti sogno
perché i sogni svaniscono
Non dirmi mai sei il mio cielo
perché il cielo si rabbuia
Non dirmi mai sei il mio Angelo
perché gli Angeli volano via
Non dirmi mai ti desidero
perché i desideri finiscono
Non dirmi mai sei la mia vita
perché la vita si consuma
dimmi solamente… ascolta
perché il silenzio
parlerà per sempre di noi.
 
 
 
 

Godward John William – Giardino pompeiano

 
 
 
 
 
 
 

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DA ORSO TONY
 
 
 
 
 
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Con “La tua nudità” di Jimenez… auguro a tutti una felice notte in… minipoesia   3 comments

 

 

 

 

 

 

LA TUA NUDITA’
– Juan Ramon Jimenez –
 
 
 
La rosa:
la tua nudità fatta grazia.
La fonte:
la tua nudità fatta acqua.
La stella:
la tua nudità fatta anima….
 
Ti riconobbi

 

 

 

 

 

 

 

by Tony Kospan

 

 

 

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