Archivio per giugno 2013

Piccola storia della danza… in particolare di quella medievale…   1 comment

 
 
 
 

 
 
 
 

Non preoccupatevi eh eh… non è un post lungo e barboso…
 
Ci consente però una sbirciatina sulla storia della danza

 
 
 
 

 
 
 
 

BREVE STORIA DELLA DANZA
ED IN PARTICOLARE DI QUELLA MEDIEVALE

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il medio evo è stata un’epoca che,
al contrario di quanto comunemente si crede,
non fu un periodo davvero oscuro,
 ma di preparazione dello splendore del successivo Rinascimento…
e che forse proprio per questo personalmente mi affascina molto.



Giovanni Guidi – 1450 – “Adimari cassone”


 
 
Ascolteremo anche una musica forse non proprio medievale
ma certo molto vicina a quel periodo…
e vedremo un video che ci consentirà di farci un'idea
della danza dell'epoca.
 
 
Ma prima un cenno sul significato e sulla storia della danza…
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
Cos’è la danza?
 
 
Gli esseri umani si esprimono naturalmente attraverso il movimento.
 
 
 
 

Incisione di una figura danzante da AddauraLa Danza è la trasformazione di ordinari movimenti funzionali e espressivi in movimenti straordinari per scopi straordinari. Molte specie animali eseguono danze di corteggiamento o per altri scopi, ma la danza umana differisce da quello di altri animali per l’uso consapevole di simboli.

La danza va oltre gli scopi funzionali dei movimenti usati nel lavoro o nello sport, per esprimere emozioni, stati d’animo, o idee; raccontare una storia; o semplicemente creare un’esperienza che sia piacevole, eccitante, esteticamente valida.

Movimenti del corpo umano in disegni ritmici sono stati usati per dare espressione a esperienze di vita prima ancora dell’uso di sostanze materiali o della parola scritta. Incisioni nelle Grotte di Addaura, vicino a Palermo, testimoniano l’esistenza della danza nel Neolitico (circa 12.000 anni fa).

 

 

 

 

 

 

Figura danzante dal Tempio del Toro del villaggio di Catal Huyuk in Anatolia, Turchia circa 6500-5500 a.C.

Esistono due principali tipi di danza:

– danze di partecipazione, che consistono in movimenti codificati eseguiti in determinati situazioni sociali,

 – e danze di presentazione, che sono create per un pubblico di spettatori.

 

Il secondo tipo di danza è considerata una delle maggiori forme di arte.








La danza occidentale che conosciamo oggi ha le sue origini nel Medioevo; della danza praticata nell’antichità rimangono alcune tracce archeologiche, analizzate solo negli ultimi secoli.

.

.

 

Danza Antico Egitto

.

.

.

Il corpo umano può eseguire molti movimenti come piegamenti, salti, stiramenti, giri. Ogni stile di danza privilegia certi tipi di movimenti anziché altri, ed è ciò che caratterizza lo stile. Combinando i vari movimenti contemplati da uno stile di danza e usando dinamiche diverse, si può creare un infinità di passaggi. Gradualmente i movimenti stilizzati che compongono il balletto classico occidentale sono stati codificati in un sistema ben definito.

 

 

 

 

 

 

Siccome la codificazione del balletto è stata compiuta in Francia, molti passi e movimenti hanno nomi francesi. Questi nomi sono stati usati successivamente per indicare gli stessi movimenti anche nella danza moderna.

 

 

 

 

 

 

Attraverso un lungo periodo di studio, la potenzialità di movimento del corpo può essere aumentato per ottenere effetti più spettacolari o espressivi.

I costumi possono aumentare la potenzialità del corpo, come accade con le scarpe da punta in danza classica.




 

 

 

 

 

 

 

La Danza nel Medioevo

 

 

 

 

 

Durante il Medioevo europeo la chiesa cristiana disapprovava la danza come ricordo di manifestazioni pagane.

Due principali tipi di danze di partecipazione erano praticate:

– danze di isterismo religioso, come il ballo di San Vito, e

– danze popolari nel solco delle antiche tradizioni contadine.

 

 

 

Nota
 
 
 
 
 

 

Le danze erano in genere presenti durante le feste popolari ed erano eseguite anche per intrattenere un pubblico.

I balli popolari di oggi sono proprio la continuazione di questa tradizione agreste.

Alcune danze dei sudditi divennero però popolari anche tra gli aristocratici.

Queste danze si sono evolute in danze di corte, e da queste danze è nato il balletto.

 

 

Degas – L'Opera

 

 

 

Testo dal web – Impaginazione T.K.

 

 

Concludo il post con questo interessante video che ci mostra,

dopo la presentazione,

 in modo indicativo com'era la danza medievale.

 

 

 

 
 
 
 
 
Ciao da Orso Tony che al massimo può far il…
ballo… dell’Orso A bocca aperta
 
 
Scherzo… ma mica tanto… eh eh…
 
 

 
 
 
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PSICHE E SOGNO
LA TUA PAGINA DI SOGNO

psicheesognodelfini8fd2.gif PSICHE E SOGNO picture by orsosognante

 
 
 

Piccola antologia sul… bacio… nelle varie arti…   1 comment

 

 
 
Mini antologia… di capolavori
antichi e moderni dedicati al bacio
nelle varie arti…
(la scelta è assolutamente soggettiva)
 
 
 

 
 

Giorgio Riva
 
 
 
 
 
 

IL BACIO NELLE VARIE ARTI
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
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G I F

 

 

 
 
 
 
 

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AFORISMA
 
 
E che cos’è un bacio?
Un apostrofo rosa fra le parole t’amo,
un segreto detto sulla bocca.
Edmond Rostand (Cyrano)

 
 
 

 
 
 

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PITTURA
 
 
Il noto dipinto di Toulouse Lautrec

 
 

 
 
 
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POESIA
 

La mitica poesia di Neruda

 
 
 

 
 
 
 IL BACIO
– Pablo Neruda –


Ti manderò un bacio con il vento
e so che lo sentirai,
ti volterai senza vedermi ma io sarò li
Siamo fatti della stessa materia
di cui sono fatti i sogni
Vorrei essere una nuvola bianca
in un cielo infinito
per seguirti ovunque e amarti ogni istante
Se sei un sogno non svegliarmi
Vorrei vivere nel tuo respiro
Mentre ti guardo muoio per te
Il tuo sogno sarà di sognare me
Ti amo perché ti vedo riflessa
in tutto quello che c’è di bello
Dimmi dove sei stanotte
ancora nei miei sogni?
Ho sentito una carezza sul viso
arrivare fino al cuore
Vorrei arrivare fino al cielo
e con i raggi del sole scriverti ti amo
Vorrei che il vento soffiasse ogni giorno
tra i tuoi capelli,
per poter sentire anche da lontano
il tuo profumo!
Vorrei fare con te quello
che la primavera fa con i ciliegi



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POESIA ANTICA
 
La mitica poesia di Catullo
MILLE BACI
 
 
Statua di Amore e Psiche
– Copia di originale greco del II sec. a. C.-
 
 
 
DAMMI MILLE BACI
– Catullo –
 
Dammi mille baci, poi cento
poi altri mille, poi ancora cento
poi altri mille, poi cento ancora.
Quindi, quando saremo stanchi di contarli,
continueremo a baciarci senza pensarci,
per non spaventarci e  perché nessuno,
nessuno dei tanti che ci invidiano,
possa farci del male sapendo che si può,
coi baci, essere tanto felici.



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CANZONE ITALIANA

La mitica canzone rock che consentì
l'inizio del mito di Adriano Celentano
24.000 baci


 
 

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CANZONE CLASSICA NAPOLETANA
 
 
Classicissima… poetica… canzone Napoletana
I’ te vurria vasà
(con storia atmosfera testo originale e tradotto)
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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SCULTURA
 
 
La famosissima opera di Rodin in cui sarebbe raffigurato
lui stesso con Camille Claudel, allieva e sua amante 
nonché grande scultrice anch'essa.
 
 
Il Bacio – Rodin
 
 
 

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ARCHEOLOGIA
 
 

 

 

 



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FOTOGRAFIA
 
 
Il bacio fotografico più famoso…
quello opera di Robert Doisneau
 
 

 
 
 
 

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CINEMA
 
 
Clark Gable e Vivien Leigh in Via col vento
(vedi video)
 
 
 
 
 
 
 

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DOLCE
 
 
Infine… ebbene sì… 
non è certo un'opera d'arte in senso classico…
ma è indubbiamente amatissimo
dal nostro gusto e nel nostro immaginario…
il mitico…

 
 
 
 
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN CON…


 
 
Foto animata
 
 
 
 
 
 
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Buona domenica pomeriggio in poesia.. Cos’è l’amore di Alan Douar – arte.. Kaemmerer – canzone ..My love   2 comments

 
 
 
Frederik Hendrik Kaemmerer – Il minuetto
 
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sogna pure ma non stupirti se ti svegli piangendo.
 
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COS'E' L'AMORE ?
Alan Douar
 
 

Quando ti chiedi cos'è l'amore,
immagina due mani ardenti
che si incontrano,
due sguardi perduti l'uno nell'altro,
due cuori che tremano
di fronte all'immensità di un sentimento,
e poche parole
per rendere eterno un istante.
 
 
 
 
 

Frederik Hendrik Kaemmerer – Pomeriggio di pesca
 
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Felice notte in minipoesia con “Che sia l’amore tutto…” di E. Dickinson   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 

CHE SIA L’AMORE TUTTO CIO’ CHE ESISTE
Emily Dickinson

 
 
Che sia l’amore tutto ciò che esiste
 
è ciò che noi sappiamo dell’amore;
 
E può bastare che il suo peso sia
 
uguale al solco che lascia nel cuore.

 

 

 

 Irina Vitalievna Karkabi

 

 

 

 
 
 
 

 

 

by Tony Kospan

 

 

 

 

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UN MODO DIVERSO DI VIVER
LA POESIA (E NON SOLO)
NELLA PAGINA
 
 
 

‘A tazza ‘e cafè – La storia… la musica… l’allegra mitica canzone…   Leave a comment

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Una canzone simpatica ed allegra…
con alcuni doppi sensi… e dal ritmo incalzante.

Una canzone dal sapore vivace e forte…
come un buon caffè… 
e che, pur avendo quasi cento anni, 
appare sempre moderna ed attuale…
 
 
Conosciamone la storia, l'atmosfera ed il significato…
e poi soprattutto ascoltiamola!


 
 
 
 

A' TAZZA E' CAFE'
ATMOSFERE E NOTE… D'UN TEMPO…
a cura di Tony Kospan



 
 
 
 
 
 


Siamo nel 1918… la tremenda ed insensata “grande” guerra
è finalmente agli sgoccioli… l'Italia non ne può più…
ma la vita nelle città ferve comunque…







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E' in quest'anno che nasce questa canzone
che fa parte del grande repertorio
della canzone classica napoletana…


 
 
 
 
 
 
 
 
 
A' TAZZA E' CAFE'
 
 
 
 
 
 
 
 
 

STORIA DELLA CANZONE
(L'autore e… Brigida)

 
 
L'autore è Giuseppe Capaldo
cameriere del Caffè Portoricco di Napoli.
 
La cassiera di questo locale, una certa Brigida,
era un po' scontrosa… ma donna molto affascinante.
 
Tra i suoi tanti ammiratori c'era anche il giovane Giuseppe.

 
 
 

 
 
 
 
LA MUSICA
 
 
 
La musica è invece del Cav. Vittorio Fassone
che aveva l'hobby, soprattutto per la gran passione

verso le canzoni napoletane, di comporre musiche.
 

 
 

 
 
 
 
IL SIGNIFICATO
 
 
La canzone (un po' ottimistica)
ci vuol dire che una corte fatta bene e con costanza…
prima o poi farà crollare le resistenze dell'amata…
per quanto scontrosa e scostante possa essere…
 

Ed allora… dolcezze infinite saranno certo… garantite…

 

 

 
 
 
Dunque paragona la donna al caffè ancora amaro,
ma con lo zucchero depositato nel fondo

Caffè che però… girando il cucchiaino nella tazzina…
dolce diverrà… e tanto piacere donerà…
alle labbra e… non solo…
 
 
 
 


 
 
 
 
 
La canzone è anche intrisa di sensuali doppi sensi
e proprio il suo successo mondiale
ha contribuito a dare ai napoletani
la fama di massimi esperti ed estimatori
della nera bevanda…
 
 
 
 
 


 
 
 
 
 
Ma ora ascoltiamola cantata, anzi “cesellata”, da Roberto Murolo

 
 
 
 
LA CANZONE


 
 


 

 

CIAO DA ORSO TONY

 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
COPYRIGHT TONY KOSPAN 
 
 
 





 

 
 

Omaggio a Leopardi nell’anniversario della nascita   4 comments

 
 
 
 
 
 
LE PIU' BELLE POESIE DI LEOPARDI
 
 
 
 

GIACOMO LEOPARDI
(Recanati, 29 giugno 1798 – Napoli, 14 giugno 1837)
 
 
 
Parlare di Leopardi è per me come parlare di un proprio Padre spirituale … ma penso che questo non sia molto diverso per tutti coloro che sentono di far parte della grande e comune famiglia della Poesia.
 
Per questo… per la sua immensa grandezza… la sua intramontabile notorietà… e per la geniale profondità dei suoi versi… e delle sue opere in genere, qualunque cosa scriverei sembrerebbe vecchia e banale…
 
La sua infatti è una delle più grandi figure di tutti tempi nell'ambito della letteratura mondiale…
 
 
 

 
 
 
Mi astengo dunque, nel giorno in cui  cade l'anniversario della sua nascita… dal parlare della sua poetica e della sua biografia… e mi limiterò a condividere con te, lettore amante della poesia, alcune tra le sue più note e stupende liriche…
 
Aggiungo solo che da ragazzo mi sentivo tanto profondamente vicino a lui ed al suo animo da giungere a scrivere sulla copertina di un mio diario… questi miei modestissimi versi… (eravamo nell'epoca della contestazione giovanile e delle battaglie per il divorzio etc…)
 
 
 
Qui la sensibil alma
di colui che sigolar vita visse
nel borghese mondo
che la bestia umana crear seppe
per ritener valori
che pur già morti
vissero ancora a rovinar le genti
la fraterna dolorosa psiche
dell'amico Leopardi ammirando
all'ignara pagina
tutta si svelò…
 
 
Ma torniamo al sommo Giacomo… ed alle sue liriche…
 
 
 

 
 
 
Quelle che ho scelto e che possiamo leggere qui di seguito sono tra quelle che considero più belle.
 
Se vi va, qui o neigruppi di poesia, potete aggiungere le sue poesie che amate di più…
 
 

 
LA SERA DEL DI' DI FESTA
Dolce e chiara è la notte e senza vento,
E queta sovra i tetti e in mezzo agli orti
Posa la luna, e di lontan rivela
Serena ogni montagna. O donna mia,
Già tace ogni sentiero, e pei balconi
Rara traluce la notturna lampa:
Tu dormi, che t'accolse agevol sonno
Nelle tue chete stanze; e non ti morde
Cura nessuna; e già non sai nè pensi
Quanta piaga m'apristi in mezzo al petto.
Tu dormi: io questo ciel, che sì benigno
Appare in vista, a salutar m'affaccio,
E l'antica natura onnipossente,
Che mi fece all'affanno. A te la speme
Nego, mi disse, anche la speme; e d'altro
Non brillin gli occhi tuoi se non di pianto.
Questo dì fu solenne: or da' trastulli
Prendi riposo; e forse ti rimembra
In sogno a quanti oggi piacesti, e quanti
Piacquero a te: non io, non già, ch'io speri,
Al pensier ti ricorro. Intanto io chieggo
Quanto a viver mi resti, e qui per terra
Mi getto, e grido, e fremo. Oh giorni orrendi
In così verde etate! Ahi, per la via
Odo non lunge il solitario canto
Dell'artigian, che riede a tarda notte,
Dopo i sollazzi, al suo povero ostello;
E fieramente mi si stringe il core,
A pensar come tutto al mondo passa,
E quasi orma non lascia. Ecco è fuggito
Il dì festivo, ed al festivo il giorno
Volgar succede, e se ne porta il tempo
Ogni umano accidente. Or dov'è il suono
Di que' popoli antichi? or dov'è il grido
De' nostri avi famosi, e il grande impero
Di quella Roma, e l'armi, e il fragorio
Che n'andò per la terra e l'oceano?
Tutto è pace e silenzio, e tutto posa
Il mondo, e più di lor non si ragiona.
Nella mia prima età, quando s'aspetta
Bramosamente il dì festivo, or poscia
Ch'egli era spento, io doloroso, in veglia,
Premea le piume; ed alla tarda notte
Un canto che s'udia per li sentieri
Lontanando morire a poco a poco,
Già similmente mi stringeva il core.
 
 
A SILVIA
Silvia, rimembri ancora
Quel tempo della tua vita mortale,
Quando beltà splendea
Negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
E tu, lieta e pensosa, il limitare
Di gioventù salivi?
Sonavan le quiete
Stanze, e le vie dintorno,
Al tuo perpetuo canto,
Allor che all'opre femminili intenta
Sedevi, assai contenta
Di quel vago avvenir che in mente avevi.
Era il maggio odoroso: e tu solevi
Così menare il giorno.
Io gli studi leggiadri
Talor lasciando e le sudate carte,
Ove il tempo mio primo
E di me si spendea la miglior parte,
D'in su i veroni del paterno ostello
Porgea gli orecchi al suon della tua voce,
Ed alla man veloce
Che percorrea la faticosa tela.
Mirava il ciel sereno,
Le vie dorate e gli orti,
E quinci il mar da lungi, e quindi il monte.
Lingua mortal non dice
Quel ch'io sentiva in seno.
Che pensieri soavi,
Che speranze, che cori, o Silvia mia!
Quale allor ci apparia
La vita umana e il fato!
Quando sovviemmi di cotanta speme,
Un affetto mi preme
Acerbo e sconsolato,
E tornami a doler di mia sventura.
O natura, o natura,
Perchè non rendi poi
Quel che prometti allor perchè di tanto
Inganni i figli tuoi?
Tu pria che l'erbe inaridisse il verno,
Da chiuso morbo combattuta e vinta,
Perivi, o tenerella. E non vedevi
Il fior degli anni tuoi;
Non ti molceva il core
La dolce lode or delle negre chiome,
Or degli sguardi innamorati e schivi;
Nè teco le compagne ai dì festivi
Ragionavan d'amore.
Anche peria fra poco
La speranza mia dolce: agli anni miei
Anche negaro i fati
La giovanezza. Ahi come,
Come passata sei,
Cara compagna dell'età mia nova,
Mia lacrimata speme!
Questo è quel mondo? questi
I diletti, l'amor, l'opre, gli eventi
Onde cotanto ragionammo insieme?
Questa la sorte dell'umane genti?
All'apparir del vero
Tu, misera, cadesti: e con la mano
La fredda morte ed una tomba ignuda
Mostravi di lontano.
 

 
L'INFINITO
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s'annega il pensier mio:
E il naufragar m'è dolce in questo mare
 
 
ALLA LUNA
O graziosa luna, io mi rammento
Che, or volge l'anno, sovra questo colle
Io venia pien d'angoscia a rimirarti:
E tu pendevi allor su quella selva
Siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
Che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
Il tuo volto apparia, che travagliosa
Era mia vita: ed è, nè cangia stile
O mia diletta luna. E pur mi giova
La ricordanza, e il noverar l'etate
Del mio dolore. Oh come grato occorre
Nel tempo giovanil, quando ancor lungo
La speme e breve ha la memoria il corso
Il rimembrar delle passate cose,
Ancor che triste, e che l'affanno duri!
 
Infine il video della poesia LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA letta da Vittorio Gasmann
 
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 

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Ciao Margherita Hack… ora sei tra le tue amate stelle   4 comments

 
 
 
 
 
 
 
 
Margherita Hack ci ha lasciati
qualche ora fa…
 
 
Aveva 91 anni…
 
 
 
 
 
(Firenze 12 6 1922 – Trieste 29 6 2013)
 
 
 
 
E' stata una notissima astrofisica
e divulgatrice scientifica…
ma si è anche distinta per una strenua difesa
dei diritti civili e degli animali.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Fino alla fine è stata una figura prestigiosa e limpida
del mondo scientifico italiano,
ma anche, da sincera democratica, sempre in prima fila
per i diritti delle donne e per la laicità dello Stato.
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
Rivediamola in questo video relativo
ad una sua abbastanza recente partecipazione televisiva.
 
 
 
 

 
 
 
 
 

Certamente
Margherita…
ora sarai tra le tue amate stelle
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 
 

Siedi qui in Paradiso… suggestiva ed affascinante poesia Sufi   5 comments

 
 
 
 
 
 
 
Torniamo, con questa, a leggere poesie Sufi…  
poesie suggestive e sublimi
che ci portano in mondi… ultraterreni…
pieni di amore…
 con leggerezza e soavità… facendoci volare…
oltre le miserie umane….
 
 
 
 
 
 
 
 
Ricordo che queste poesie affascinanti
e che hanno sempre avuto nel corso dei tempi…
stuoli di ammiratori…
hanno anche diverse chiavi di lettura
 
 
Ora però leggiamola con calma,

e… se vi va… poi… parliamone…

 
 
Tony Kospan…
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SIEDI QUI IN PARADISO

Omar Khayyam
 
 
 
 
 

Voglio un carico di vino di rubino, e un libro di versi.

 

 


Mi occorre appena lo stretto necessario, e un pezzo di pane.

 

Poi io e te seduti in un luogo deserto…

 

Questa è una vita superiore al potere d’ogni sultano.

 

Non t’affliggere così vanamente, vivi contento,


e nell’ingiusta via della tua sorte, vivi con giustizia.

 

Giacché in conclusione questo mondo è il nulla,

pensa di essere il nulla, e libero vivi.

 

Per quanto d’ogni lato io volga lo sguardo,

scorre nel giardino un rivo di paradiso.

 

La piana è divenuta un paradiso, non parlare d’inferno!

 

Siedi qui in paradiso, assieme a un volto di paradiso.

 

 

 

 

  

 


 

 

 

Cosa ne pensate?

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN

 

 

 

 

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Felice sabato in poesia (Le più belle poesie di A. Merini) arte (F. Fressinier) canzone (Tu nella mia vita) e…   Leave a comment

 
 
 
 
 
Francois Fressinier – Il mandolino
 
 
 
 
 
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Due sono le grandi gioie nella vita di un uomo:
la prima quando per la prima volta può dire “Amo”,
l'altra, ancora maggiore,
quando può dire “Sono Amato”.
Carlo Dossi
 

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Francois Fressinier – Bianco fiore
 
 
 
 
LE PIU’ BELLE POESIE
Alda Merini
 
 
Le più belle poesie
si scrivono sopra le pietre
coi ginocchi piagati
e le menti aguzzate dal mistero.
Le più belle poesie si scrivono
davanti a un altare vuoto,
accerchiati da agenti
della divina follia.
Cosi, pazzo criminale qual sei
tu detti versi all’umanità,
i versi della riscossa
e le bibliche profezie
e sei fratello a Giona.
Ma nella Terra Promessa
dove germinano i pomi d’oro
e l’albero della conoscenza
Dio non è mai disceso
né ti ha mai maledetto.
Ma tu si, maledici
ora per ora il tuo canto
perché sei sceso nel limbo,
dove aspiri l’ assenzio
di una sopravvivenza negata.
 
 
 
 
Francois Fressinier – L'ombrellino rosso
 
 
 

 
 
DA ORSO TONY
 
 
 
 

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Felice notte in minipoesia con “La notte” di Pedro Salinas   1 comment

 

 

 

 

 

 

LA NOTTE

Pedro Salinas

 

 

La notte è il grande dubbio

del mondo e del tuo amore.

Ho bisogno che il giorno,

ogni giorno mi dica

che è il giorno, che è lui

che è la luce: e lì tu.

Mi hai mai amato?

E mentre tu taci, ed è notte,

non so se luce, amore esistono.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto: Sognare è un atto di pura immaginazione, 
che attesta in ogni uomo il potere creativo
che se fosse presente al risveglio, 
farebbe di ogni uomo un Dante o uno Shakespeare.

*_*H. F. Hedge*_*

 

 

da Tony Kospan

 

 

 

 

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Pubblicato 29 giugno 2013 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA

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