Archivio per 31 Maggio 2013

Compilation di annunci e cartelli super divertenti…   1 comment

 

 

 

 

 

ANNUNCI E CARTELLI SUPER ESILARANTI

 

 

 
 
 
 
Comprate “Gustoso”,il biscotto per cani che sa di gamba umana!
 
 
 
Gattini in vendita, cinque euro ciascuno….telefonare Bill.
Gattini gratis!….telefonare alla mamma di Bill !!!!
 
 
 
A.A.A.. cercasi escavatrice meccanica per effettuare tunnel lungo due metri.
Scrivere Luigi Salvini, fermo posta, Regina Coeli.
 
 
 
Vendesi carro funebre. Corpo in buone condizioni.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ministro del tesoro italiano cerca tesoro.
 
 
Circo cerca pagliaccio…. Massima serietà.

 

Smarrito bambino di dieci anni. Segni particolari graffia, morde, bestemmia e tira sassi. Chi lo avesse trovato è pregato di… tenerselo.

 

 

 

 

 

 

Infilatore d'aghi assume apprendista alla pari per succhiare il capo del filo.

 

Fabbrica esplosivi cerca operaio/a, per spostamenti rapidi.

 

Finalmente anche in Italia il deodorante “Stereo”. Non toglie il cattivo odore, ma fa capire da che parte arriva.

 

Signore con un tic, cerca signora con un tac per fare… sveglia.
 
 
 
 

 
 
 
 
 

Complesso musicale cerca batteria. Serve per far partire il pullmann.

 

Hostess cerca amica che la sappia capire al… volo.

 

Convento cerca barista per fare il… cappuccino.

 

Ritrovata una borsa di coccodrillo contenente… lacrime.

 

Cercasi persona immune da raffreddori e sinusiti da inserire nel nostro personale in qualità di… collaudatore di ventagli.

 

 

Prima aveva tanta sete…

 
 
 
 
 
Dattilografa bellissima, solo undici parole al minuto,
cerca impiego presso libero professionista…
balbuziente.
 
 
Vampiro cerca… purosangue.

 

Investimenti sicuri? Auto senza… freni!

 

Affitto appartamento con garage… al settimo piano.

 

E' stato smarrito un cane con orecchie a sventola
e il pelo lungo da Piazza Statuto a metà corso Francia.

 

 

 

 

 

 

La macelleria resterà chiusa per i “Santi”,ma sarà aperta per i ” Morti”.

 

Sconti solo per bambini e novantenni, purché accompagnati dai genitori.

 

Vendo cane lupo. Mangia di tutto. Gli piacciono i bambini.

 

 

 

 

 

 

 

 

Causa rinnovo tubazione, l'acqua calda sarà fredda per alcuni giorni.
 
 
Non fatevi imbrogliare dagli altri negozianti disonesti.
Venite da me!

 

 

 

 

 

 

Giovanotto bella presenza cerca ragazza proprietaria di un trattore, scopo matrimonio. Pregasi inviare la foto del trattore.

 

In un negozio di ventilatori: Comprate qui, starete freschi!

 

Qui si vendono costumi da bagno per donne in due pezzi.

 

Il possibile lo stiamo facendo, l'impossibile cercheremo di farlo, per i miracoli ci stiamo attrezzando.

 

All'ufficio oggetti smarriti:“Cerco mio marito. Non vale molto, ma è un caro ricordo di famiglia”.

 

 

 

 

 

 

In una lussuosissima vetrina di pellicceria è esposto questo avviso: “Le signore che si fermano a guardare sono pregate di non sospirare forte per non appannare il cristallo della vetrina.”

 

Nano offresi… quale esperto in colpi bassi.

 

Trielina cerca caffè macchiato.

 

Equilibrista cerca impiego… stabile.

 

Conte cerca contessa per fare… i conti.

 

Uomo ragno cerca… insetticida.

 

 

 

 

 

 

CIAOOOOOOOOOOOOOOO

 

 DA TONY KOSPAN

 

 

 

 

 

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Giacomo Puccini – Vita… amori… e musiche di un grandissimo compositore – II Parte   2 comments


 
 





In questa seconda parte conosceremo
soprattutto i suoi amori
insieme ad altre sue immortali musiche…


 
 
 
 
 
 
 

GIACOMO PUCCINI
UNO DEI MASSIMI COMPOSITORI MUSICALI DI SEMPRE
 

 
 

II PARTE
 
 
 
 
 
Nel 1884 Puccini conobbe Elvira Bonturi, moglie di Narciso Gemignani, un droghiere di Lucca, dal quale ebbe due figli, Fosca e Renato. I due s’innamorarono perdutamente.
 
Elvira decise di lasciare il marito per andare a vivere con Puccini; portò con sé solo Fosca, l’altro figlio, Renato, rimase con il padre.
 
Puccini si affezionò alla piccola come fosse figlia sua.
 
Nel 1886 dall’ unione con Elvira nacque l’unico figlio di Puccini, Antonio.
 
Dopo tanti anni di convivenza Puccini regolarizzò l’unione con Elvira, sposandola nel 1904.
 
 
 
 
La tempestosa moglie Elvira Bonturi
 
 
 


Elvira era una donna estremamente gelosa, irascibile e anche violenta, capace di compiere gesti estremi pur di non perdere il proprio compagno (l’affare Doria Manfredi accaduto nel 1909 è un esempio di quanto Elvira non riuscisse a dominare e la gelosia nei confronti di Giacomo).
 
Doria era una domestica di casa Puccini, una ragazza dolce, umile che non avrebbe mai pensato di sedurre Giacomo, figuriamoci poi davanti agli occhi dell’infuriata moglie; fatto sta che l’Elvira a forza di accusarla pubblicamente di essere l’amante del Maestro, portò la ragazza, anima fragile e sensibile, al suicidio.
 
 
 
 

 
 
 
 
Questa nefasta vicenda incise notevolmente sullo stato d’animo e fisico del compositore, incrinando anche i rapporti con la moglie.
 
Varie circostanze però scoraggiarono Puccini dal chiedere il divorzio, rimanendo così al fianco di Elvira, sebbene il loro rapporto si fosse molto raffreddato dopo quel triste episodio.

 

 

Rose Ader
 
 
 


Puccini ebbe anche varie storie extraconiugali, alcune importanti come quella con Corinna, studentessa di Torino, conosciuta nei primi del 900, che gli fece completamente perdere la testa.

 

 

 

Josephine von Stengel


 

 

La vera passione la conobbe con lei, mentre la storia con Josephine, baronessa austriaca, fu un sentimento più profondo, languido e romantico.

Puccini aveva bisogno di innamorarsi per poter comporre, per potersi sentire ispirato doveva provare quel sentimento forte, passionale, dolce e struggente che è l’amore.


 

 

Sybil Seligman

 

 

D’altronde, come lui, molti compositori si prendevano queste libertà e piccole trasgressioni; Giacomo li chiamava i “piccoli giardini”, delle evasioni innocenti, per poter avere sempre uno spirito ringiovanito e regalare sempre così al pubblico della musica viva ed appassionata.

 

 

(La Bohème – Che gelida manina)  (Pavarotti)
 
 
 
 

Con il passare degli anni Puccini si sentiva sempre meno motivato, più svuotato dagli avvenimenti, sia personali che generali.

C’era stata la guerra del 1915-18, tante cose erano cambiate, anche nei teatri, nel modo di comporre un’opera, ormai lo stile musicale stava mutando, il pubblico desiderava storie e musiche meno appassionate e Giacomo si sentiva molto lontano da questo nuovo modo di intendere la musica.


 

 

 
 
 



Con Turandot finalmente egli compì un notevole passo in avanti: c’è infatti in quest’opera un Puccini diverso, più all’avanguardia, più innovativo.

Ecco che quest’opera riuscì a dargli una carica che gli mancava da tempo, sentiva che la storia della gelida principessa che si trasforma per amore avrebbe mostrato al mondo un Puccini diverso, nuovo, sorprendente!

 

 

 (E lucevan le stelle)

 

 


Purtroppo il periodo della composizione di Turandot coincide anche con un aggravamento delle condizioni fisiche del Maestro; l’essere un fumatore incallito e l’infortunio di un osso d’oca inghiottito ed estratto con un piccolo intervento furono causa di un peggioramento delle sue condizioni di salute.

Gli avevano trovato un papilloma letale sotto l’epiglottide: nonostante l’intervento, durato più di tre ore e mezza, avvenuto a Bruxelles presso la clinica del dottor Ledoux, i medici non riuscirono a salvarlo.

Puccini così moriva il 29 novembre del 1924, a 66 anni, lasciando il mondo e il suo pubblico senza parole…


 

 

 
 
 
 


Se n’era andato un grande nel pieno della sua arte creativa, con un’ opera incompiuta…..

Tutto il mondo pianse il cantore di Mimì, Manon, Tosca, Butterfly, Turandot, il creatore di musica celestiale, accorata e sofferta.

La notizia lasciò tutti increduli e sbigottiti, ma la sua musica non si sarebbe mai spenta con lui, essa sarebbe sopravvissuta al tempo che fugge, Puccini avrebbe continuato a vivere con la sua musica, con le sue eroine, trionfando in tutto il mondo, commovendo il pubblico con il suo stile unico ed inconfondibile.

Daniela di Raimondo


 

 

 

 

Al termine di questa breve biografia
ascoltiamo il brano finale 
della sua mitica… incompiuta…
Turandot
 
 
 
 
 (Turandot – La scena finale)  

 
 
 
 
 
CON LA VISIONE E L’ASCOLTO DI QUESTO MITICO BRANO
VI SALUTO RINGRAZIANDO ANCORA L’AUTRICE DEL TESTO
DANIELA DI RAIMONDO
DI CUI MI ONORO ESSER AMICO IN FB
E VOI PER L’ATTENZIONE…
 

 
 
 
 
TONY KOSPAN


 
 
 
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Chi volesse legger la I Parte
 
 
 



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Seidou Keita – Il fotografo dell’anima africana…   1 comment

 

 

Uno dei più grandi fotografi africani del '900

 

 

 

 

 

SEYDOU KEITA

 

 

 

Fotografo – Bamako 1921 (MALI) – Parigi 21 novembre 2001

 

 

 

E' CONSIDERATO IL RITRATTISTA
DELL'ANIMA AFRICANA
 
 
 

 

 

Seydou Keita nato nel 1923 a Bamako cominciò a fotografare nel 1945, ritraendo i propri familiari e sviluppando le istantanee presso il laboratorio di Pierre Garnier.

Nel 1949 apre il suo studio e con una macchina acquistata d'occasione e pochi accessori fotograferà fino agli anni '70.



Dal 1962 al 1977 ha lavorato per l'amministrazione dello Stato,
come fotografo per la Sicurezza nazionale, anche se oggi non risulta alcuna documentazione di quel periodo.
 
 
 

 
 
Keita ha lasciato a Bamako, dove risiedeva, il suo grande archivio di negativi, da quando, nel 1977, ha lasciato l’attività.
 

Seydou Keita è forse il più grande tra i fotografi di studio africani.
Ciò che colpisce nelle sue fotografie è la grande abilità compositiva:
le pose dei soggetti ritratti, gli accessori, sempre decisivi nel caratterizzare ogni singolo scatto, e gli sfondi, semplici ma inconfondibilmente maliani, sono gli elementi che rendono unica l’opera di Keita, uno spaccato sociologico e antropologico del Mali che non ha sicuramente eguali.
 

 

 
 
La tecnica usata prevalentemente da Keita per lo sviluppo fotografico è quella della gelatina e dei sali d’argento, che permette un passaggio netto dal bianco a nero, donando nitidezza e contrasti molto netti alle immagini.
 
 
 

 
 
  
 
Egli cerca di immortalare in “stile esplicitamente africano” i soggetti fotografati, li inserisce in scenari particolari ed estremamente rappresentativi della cultura e del modo di vivere africani.
Le figure vengono spesso ritratte come modelli ideali per la collettività, leggermente sospesi al di sopra del quotidiano.
 
  
 

  

 
I singoli o i gruppi di persone che vengono immortalati negli studi fotografici di Bamko, desiderano fermare un’immagine ideale di se stessi, ed è per questo che sono spesso accostati ad oggetti ed abbigliamenti che non rappresentano affatto la vera quotidianità.
La realtà è volutamente tenuta fuori da questo tipo di espressione artistica, ciò che si desidera comunicare è fondamentalmente un messaggio simbolico esplicitato dall’utilizzo di particolari fondali con stampe bicromatiche, costumi, accessori e posture che rimandano ad uno specifico spaccato socio-culturale:
quello di una società investita dai mutamenti, una borghesia africana nascente,
l’arrivo della modernità e la contraddizione tra voglia di occidente e modernità e rispetto delle tradizioni locali . 
 
 
 

  

 

ECCO ORA UNA CARRELLATA DI SUE FOTO

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Testo da vari siti web – impaginaz. T.K.

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN

 

 

 

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Felice week end in poesia (B. Dimitrova… Tutto è amore) in arte (A. Lynch) aforisma e non solo…   4 comments

 

 
 
 
 
Albert Lynch – Ballo in maschera
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
L’amore è la più saggia delle follie,
un’amarezza capace di soffocare,
una dolcezza capace di guarire
William Shakespeare
 

 
 
 
 
 
Albert Lynch – Una serena lettura
 
 
 
www.krabbelme.nl

TUTTO E’ AMORE
Blaga Dimitrova
 
Non aver fretta!
– mi sussurrava una segreta voce. –
Non è matura l’ora dell’amore! –
Ed io, incorreggibile disubbidiente,
Soltanto a lei, Dio, ho dato ascolto –
né io stessa so il perché.
Non aver fretta! – E i grappoli tintinnano –
le campane di pioggia e di bronzo solare,
e nelle botti il vino sogna la tempesta,
si inaridiscono e si screpolano le labbra,
salate da una goccia di sangue.
Mistero d’amore, io non ti ho riconosciuto
nello sbocciare istantaneo della primavera.
Come è tangibile ciò che non sfioriamo,
come il calice non bevuto inebria,
come tutto è amore!
 
 
 
Albert Lynch – Fiori freschi dal giardino
 
 
 
 
 
 
a tutti da Orso Tony
 
 
 
 
 
 
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Andiamocene in viaggio – Villaurrutia – Felice notte in minipoesia   8 comments

 

 

 

 

 

ANDIAMOCENE IN VIAGGIO…

Xavier Villaurrutia

 

 

Andiamocene in viaggio,

senza muoverci,

per vedere la sera di sempre

con altro sguardo,

per vedere lo sguardo di sempre

con diversa sera.

 

Andiamocene in viaggio,

senza muoverci.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

by Tony Kospan

 

 

 

 

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