Archivio per aprile 2013

MUGHETTO E 1° MAGGIO – ORIGINE E STORIA DI QUESTA BELLA USANZA EUROPEA   3 comments

 
 
 



Origine, storia e leggenda,
della bella tradizione di donare
il mughetto il 1° Maggio
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
Però prima appare opportuno
innanzitutto rivolgere il nostro pensiero alla
Festa del Lavoro
ed a tutti coloro che si sono battuti perché esistesse…
un giorno dedicato alla dignità del lavoro





 
 
Ed un altro bisogna rivolgerlo a tutti quelli che lavorando…
perdono la vita o si feriscono gravemente…
Ed infine, a tutti coloro che
cercano davvero un lavoro senza però riuscirci
con la speranza che questa difficoltà possa presto ridursi per tutti
nonostante l'attuale tremenda situazione.
 
 
 
 


 


  


Ma veniamo a questa storica e suggestiva tradizione,
diffusa in varie parti d’Europa,
di regalare il 1° maggio dei mughetti alle signore.
 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
IL MUGHETTO
LEGGENDA… STORIA E…1° MAGGIO
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 

 
 
 
 

LA LEGGENDA DEL MUGHETTO


Il  Mughetto è considerato sinonimo di felicità che ritorna e di portafortuna.
Secondo la leggenda San Leonardo dovette combattere contro il demonio con le sembianze del diavolo.
Egli vinse, ma il combattimento fu difficile e le gocce del suo sangue sul terreno si trasformarono in bianchi campanellini.
In Francia durante la festa del primo maggio si offre mughetto per buon augurio. 
 

 
 
 
 
 

 

 
 
LA STORIA DEL “LEGAME”
TRA IL MUGHETTO
ED IL 1° GIORNO DI MAGGIO
 
 

 


Il primo maggio del 1561, Carlo IX introdusse la tradizione d’offrire un rametto di mughetto come porta fortuna.

Tradizione ancora più antica… e del tutto pagana… era poi il celebrare l’arrivo della primavera offrendo tre rami di mughetto alla persona amata, agli amici, ed alle donne come segno d’amicizia.

 

 

 

 

 

 

Nei tempi antichi poi questa era la data in cui i naviganti uscivano in mare.

Per i Celtici, il 1° maggio era poi l’inizio della prima metà del loro anno.

Nel Medio Evo col 1° maggio iniziava il mese dei fidanzamenti.

 
 
 
 

 
 
 
Nel Rinascimento, il mughetto era un amuleto portafortuna associato alla celebrazione del Primo giorno di Maggio.
Tenere in grande considerazione il primo giorno di Maggio dunque risale ad ancor prima che diventasse la festa del lavoro e dei lavoratori.

 
 
 
 

 


 
  
 

IL MUGHETTO IL 1° MAGGIO
E LA FESTA DEL LAVORO

 
 
 
Dal 1889 infine il 1° maggio è stato universalmente conosciuto come il Giorno della Festa del Lavoro.

Il primo maggio del 1895, al cantante Mayol fu presentato un mughetto dalla sua amica Jenny Cook, e quella sera lo mise all’occhiello al posto della tradizionale camelia.
Nel 1900, il primo maggio, il capo delle sartine offrì ai suoi clienti e lavoratori dei mughetti.
Da allora la tradizione di associare mughetto,  1° maggio e Festa del Lavoro si è estesa in diversi paesi occidentali… ma resta diffusissima soprattutto in Francia… e nei paesi francofoni.

 

 

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PERCHE’ IL MUGHETTO?

 


Perché è sinonimo di ritorno della felicità e di portafortuna.

Trasmette un messaggio d’amore perché fiorisce all’inizio della primavera e l’atto di cercarlo nelle foreste ombreggiate è un’opportunità per le prime passeggiate dell’anno per i boschi ed all'aperto.

Ha un profumo così delizioso che è anche usato per creare profumi.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

L’OMAGGIO DI ORSO TONY

 
 
L’Orso quindi non può non offrire,
per la festa del 1° Maggio…
come ogni anno, un bel mazzo di mughetti,
benché virtuali… a tutte le signore,
amiche o meno, reali o virtuali che leggeranno questo post.
 
 
 
 
 
 
 
 
AUGURO ANCORA A TUTTI…
 
 
 
TONY KOSPAN
 
 
 
 
 
   


PER LE NOVITA' DEL BLOG


.

.







SOLAMENTE UNA VEZ – BELLISSIMA CANZONE POESIA MESSICANA DI AGUSTIN LARA   1 comment

 

 

 

 

 

“Solamente una Vez” significa “una sola volta”,

ed è una canzone… una canzone poesia… 

meglio conosciuta come YOU BELONGS TO MY HEARTH

cantata da Elvis Presley, Connie Francis

e tanti altri in tutto il mondo.

 

 

 

 

 

 

Ma essa è tutta messicana,

in quanto opera del compositore e poeta

Agustin Lara.

 

 

Tlacotalpan 30 10 1900 – Città del Messico 6 11 1970

 

 

Questo autore è stato davvero molto prolifico

ed innumerevoli sono stati i suoi successi…

 

Ricordiamo ad esempio la mitica GRANADA

che fu il cavallo di battaglia di Claudio Villa

 

 

 

 

Le immagini del video (dipinti e murales)

sono poi del grande pittore Diego Rivera

anch'egli messicano.

 

 

 

Ritratto di Diego Rivera

 

 

 

Qui nel 1° video è solo in versione strumentale

ma esso è davvero molto bello ed inconsueto…

nonché… bellissimo…

 

 

 

 

Mentre nel secondo possiamo ascoltar la canzone in una stupenda

interpretazione di Andrea Bocelli…

 

 

 

 

 

 

 

Ciao da Tony Kospan

 

 

 

 

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OMAGGIO ALL’AMICO GATTO IN POESIA ARTE GIF E… VIDEO   1 comment

 

 

 

 

 

Abbiamo dedicato un post all'amico cane qualche tempo fa…

e non può quindi, per par condicio,

mancar un post sul nostro simpatico (e birichino) felino…

 

 

 

IL NOSTRO AMICO… GATTO

 

 

 

 

Emile Vernon – Estate in campagna

 

 

 

UNA POESIA DI NERUDA…

 2 DIPINTI DI RENOIR… ED 1 DI GODWARD

INSIEME A BELLE IMMAGINI ED UN… VIDEO…

 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
LA POESIA
 
 
 
 
 
 
 
 

Anche il grandissimo Pablo Neruda amava i gatti

ed ad essi dedicò questa poesia.

 

 

 

 

ODE AL GATTO

 

Gli animali furono imperfetti
lunghi di coda
plumbei di testa
piano piano si misero in ordine
divennero paesaggio
acquistarono nèi grazia volo
il gatto
soltanto il gatto
apparve completo
e orgoglioso
nacque completamente rifinito
cammina solo
e sa quello che vuole.

L'uomo
vuole essere pesce e uccello
il serpente vorrebbe avere ali
il cane è un leone spaesato
l'ingegnere vuol essere poeta
la mosca studia per rondine
il poeta
cerca di imitare la mosca
ma il gatto
vuol solo essere gatto
ed ogni gatto è gatto
dai baffi alla coda
dal fiuto al topo vivo
dalla notte
fino ai suoi occhi d'oro.

Non c'è unità come la sua
non hanno
la luna o il fiore
una tale coesione
è una sola cosa
come il sole o il topazio
e l'elastica linea de suo corpo
salda e sottile
è come la linea della prua
di una nave
i suoi occhi gialli
hanno lasciato una sola fessura
per gettarvi
le monete della notte.

Oh piccolo
imperatore senz'orbe
conquistatore senza patria
minima tigre di salotto
nuziale sultano del cielo
delle tegole erotiche
il vento dell'amore
all'aria aperta
reclami
quando passi e posi
quattro piedi delicati
sul suolo
fiutando
diffidando
di ogni cosa terrestre
perché tutto
è immondo
per l 'immacolato
piede del gatto
oh fiera indipendente
della casa
arrogante vestigio della notte
neghittoso ginnastico
ed estraneo
profondissimo gatto
poliziotto segreto
delle stanze
insegna
di un irreperibile velluto
probabilmente non c'è enigma
nel tuo contegno
forse non sei mistero
tutti sanno di te ed appartieni
all'abitante meno misterioso
forse tutti si credono padroni
proprietari parenti di gatti
compagni colleghi
discepoli o amici
del proprio gatto.

Io no
io non sono d'accordo
io non conosco il gatto
so tutto
la vita e il suo arcipelago
il mare e la città incalcolabile
la botanica
il gineceo coi suoi peccati
il per e il meno
della matematica
gli imbuti vulcanici del mondo
il guscio irreale
del coccodrillo
la bontà ignorata del pompiere
l'atavismo azzurro
del sacerdote
ma non riesco
a decifrare un gatto
sul suo distacco
la ragione slitta
numeri d'oro
stanno nei suoi occhi.

 

 

 

Renoir – Giovane donna con gatto
 
 
 
 
 

Renoir – Ragazza con gatto

 

 

 

La favorita – John William Godward

 

 

 


Pierre Carrier Belleuse



 

 

 

 

Ecco che s'intrufola sua maestà…
il mio gatto, Kimba…
 

 
 
 

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INFINE IL VIDEO DIVERTENTISSIMO

(Gatti paperissimi)

 

 

 
 
 
 
 
Ciao da Tony Kospan
e da Kimba…
 
 
 
 

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FIORE DI LUCE – RUBEN DARIO – FELICE MARTEDI’ POMERIGGIO IN POESIA ARTE AFORISMA E…   3 comments

 
 

 
 

Peter Taylor Quidley

 

 

 

 

 

Abbiamo tutti le nostre macchine del tempo:
quelle che ci riportano indietro
chiamate… ricordi
e quelle che ci spingono avanti
chiamate… sogni.
Jeremy Irons

 

 

 

 

 

     

 
 
 

 Nota 
Peter Taylor Quidley
 
 

FIORE DI LUCE

 Ruben Dario

 
Si levò la mia anima come dalla corolla
di un giglio.
Sapeva restare nuda e sola.
Sola, come nell’acqua o nel vento.
Leggera,trasparente, sottile, meravigliosa.
Era quasi un divino fiore di luce,
o un divino uccello
che nell’aria appare all’improvviso.
Non sapeva ascoltare, comprendere, vedere;
non sapeva ove andava,
nè qual’era la materia qua in basso,
lassù in alto…
 
 
 
 

Peter Taylor Quidley

 
 
 
 
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LA TUA PAGINA DI… SOGNO?

 

 

 

 

IL SIGNORE NEL CUORE – V. LAMARQUE – FELICE NOTTE IN MINIPOESIA   5 comments

 

 

 

 

 

 

IL SIGNORE NEL CUORE

Vivian Lamarque

 

 

Le era entrato nel cuore.

 

 

Passando dalla strada degli occhi

e delle orecchie

le era entrato nel cuore.

 

 

E lì cosa faceva?

 

Stava.


 

Abitava il suo cuore come una casa.

 

 

 

 

 

 

 

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da Orso Tony

 

 

SIGNORE E SIGNORI… SILENZIO! SUONA NORA… LA GATTA… PIANISTA!   3 comments

 
 
 

A volte i nostri amici a 4 zampe
ci sorprendono davvero…
 
 
 
 
 
 

 
 
 
L’ORIGINALE MA VERA STORIA
DI NORA GATTA PIANISTA
 
 

 
 
Il talento di Nora, una gatta Grey Tabby di cinque anni che vive a Filadelphia,  non nasce per caso.
 
La sua padrona, Betsy Alexander, tiene lezioni di piano e la gatta ama imitare gli studenti.
 
Tuttavia Betsy non ha mai cercato di addestrarla.
 
Si accorse che sapeva suonare una sera di quattro anni fa, quando sentì qualcuno al piano e trovò Nora che accarezzava i tasti con le zampine.
 
 
I padroni di Nora non hanno perso tempo a farne un fenomeno anche commerciale.
 
Su YouTube il suo nome, «Nora the Piano Cat»,
è accompagnato dal marchio «trademark»
e con le sue foto sono stati realizzati un calendario e un manuale di musica.
 
 
Il video sta spopolando nel web…

 

 

 
   
 
 
 
 
 
Merita…….
 
Ciaooooooooooooooo
 
Tony Kospan
 
 
 
 
 

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PABLO NERUDA… LA SUA POETICA D’AMORE ED ALCUNE POESIE   Leave a comment


 

La poetica di Neruda in generale spazia
dal senso di vicinanza alla natura.. all'impegno sociale e politico,
dalla difesa del sud del mondo.. all'amore in ogni suo aspetto.
 
 
E' però quella che riguarda quest'ultimo tema

 che lo ha reso leggendario.

 

 

 

 

 

NERUDA
LA SUA POETICA D'AMORE
ED ALCUNE GRANDI POESIE
a cura di Tony Kospan

per il blog

 
 
 

 

  

 

LA POETICA DI NERUDA

 

 
Anche se, come abbiamo visto nella sua biografia, il mondo dei suoi versi spazia in molteplici ambiti ai quali negli ultimi anni si aggiunsero pure liriche e riflessioni che, sempre in modo sublime, affrontarono temi morali ed indagarono sul senso della vita, qui parleremo soprattutto della sua poetica d'amore pur con un accenno alla sua poetica generale.
 
Il bello (o il curioso) è che poi non era quella “d'amore” che apprezzava di più… essendo convinto che le sue poesie più importanti fossero quelle di natura sociale….
 
Eh sì… sono proprio le poesie d'amore invece che lo fanno ritenere oggi uno dei più grandi poeti di sempre ed in particolare… il più grande cantore dell'amore… .
 
Amore che lui canta in ogni suo aspetto… e senza confini… se non quelli… umani…
 
L’amore da vivere in modo intenso… totale… senza riserve… per un’ora… per un giorno o per la vita.
 
 
 
 

 
 

 

 

I suoi versi non presentano parole raffinate o difficili… nè paroloni… tantomeno misteriose contorsioni da decifrare… bensì vocaboli semplici… naturali a volte perfino umili… eppure però capaci di donarci, con la loro armonia e musicalità insieme alla bellezza delle immagini che evocano, grandiose coinvolgenti emozioni…
 
Tuttavia non possiamo, anche se solo per un attimo, non dare uno sguardo anche alla sua tematica poetica complessiva.
 
Egli appare nei suoi versi un osservatore della vita umana nei suoi vari aspetti… con passione, intensità ed in modo quasi incantato.
 
Ma è proprio “cantando” la “normalità” del vivere che i suoi versi acquistano significati universali.
 
Infatti viene da molti anche… definito “Il profeta dell'Uomo“…
 
Certo l’ideale sarebbe leggere le sue poesie in originale per coglierne al massimo la musicalità… – nonostante la massima libertà metrica – ma ritengo che la lettura in italiano non la danneggi poi molto vista la vicinanza linguistica con lo spagnolo.


Tornando alla sua poetica d’amore essa è caratterizzata anche da un ritmo incalzante che ci conquista… ci avvolge… ci coinvolge… ci prende l’anima… con stupore e calore.  
 
 
 
 

 

 

 

Neruda poi non ha alcuna remora a mostrare, quasi denudando il suo cuore ma anche il suo IO, il suo temperamento caldo e passionale.
 
Stupisce infine questo suo cantare l’amore in modo sempre giovanile ed emozionante… nonostante le grandi e gravi vicissitudini della sua vita… di cui abbiamo parlato nell'altro post.
 
Ma ora è giunto il momento di passare dalla teoria alla… pratica… e cioè di leggere ora diverse sue poesie d’amore… da me scelte per questa occasione… (tralasciando in questa sede quelle di genere più erotico che saranno eventualmente oggetto di un post ad hoc) alle quali mi piacerebbe che voi ne aggiungeste altre dal suo vastissimo repertorio.
 
 
Tony Kospan




 
 
 
 
 
cuorecuorecuorecuorecuorecuore
 
 
 
 
 
 
 
ALCUNE GRANDI POESIE D'AMORE DI NERUDA
 
 
 
 
 

 
 
 
E’ OGGI
 


E’ oggi: tutto l’ieri andò cadendo
entro dita di luce e occhi di sogno,
domani arriverà con passi verdi:
nessuno arresta il fiume dell’aurora.
Nessuno arresta il fiume delle tue mani,
gli occhi dei tuoi sogni, beneamata,
sei tremito del tempo che trascorre
tra luce verticale e sole cupo,
e il cielo chiude su te le sue ali
portandoti, traendoti alle mie braccia
con puntuale, misteriosa cortesia.
Per questo canto il giorno e la luna,
il mare, il tempo, tutti i pianeti,
la tua voce diurna e la tua pelle notturna.
 
 
 
 
 


 
 
 
IL TUO SORRISO
 
Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l’ aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l’acqua che d’ improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d’argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d’ aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della
vita.
Amore mio, nell’ ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d’ improvviso
vedi che il mio sangue macchina
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.
Vicino al mare, d’autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera,
amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.
Riditela della notte,
del giorno, delle strade
contorte dell’isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l’aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.
 
 
 
 

 
 
 
XLIV SONETTO
 


Saprai che non t’amo e che t’amo
perché la vita è in due maniere,
la parola è un’ala del silenzio,
il fuoco ha una metà di freddo.
Io t’amo per cominciare ad amarti,
per ricominciare l’infinito,
per non cessare d’amarti mai:
per questo non t’amo ancora.
T’amo e non t’amo come se avessi
nelle mie mani le chiavi della gioia
e un incerto destino sventurato.
Il mio amore ha due vite per amarti.
Per questo t’amo quando non t’amo
e per questo t’amo quando t’amo.

 
da Cento sonetti d’amore

 
 
 
 
 
 
 
XVII SONETTO
 

Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l’ombra e l’anima.
T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.
T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
 
da Cento sonetti d’amore
 
 
 
 
 
 
 
 
XLVIII SONETTO
 


Due amanti felici fanno un solo pane,
una sola goccia di luna nell’erba,
lascian camminando due ombre che s’unisco,
lasciano un solo sole vuoto in un letto.
Di tutte le verità scelsero il giorno:
non s’uccisero con fili, ma con un aroma
e non spezzarono la pace né le parole.
E’ la felicità una torre trasparente.
L’aria, il vino vanno coi due amanti,
gli regala la notte i suoi petali felici,
hanno diritto a tutti i garofani.
Due amanti felici non hanno fine né morte,
nascono e muoiono più volte vivendo,
hanno l’eternità della natura.

 
da Cento sonetti d’amore  
 
 
 

 
 
 
 
 
IL RAMO RUBATO


Nella notte entreremo
a rubare
un ramo fiorito.
Passeremo il muro,
nelle tenebre del giardino altrui,
due ombre nell'ombra.
Ancora non se n'è andato l'inverno,
e il melo appare
trasformato d'improvviso
in cascata di stelle odorose.
Nella notte entreremo
fino al suo tremulo firmamento,
e le tue piccole mani e le mie
ruberanno le stelle.
E cautamente
nella nostra casa,
nella notte e nell'ombra,
entrerà con i tuoi passi
il silenzioso passo del profumo
e con i piedi stellati
il corpo chiaro della Primavera.

 
 
 
 

 
 
 
 
 
SETE DI TE M’INCALZA
 


Sete di te m’incalza nelle notti affamate.
Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.
Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.
Sete di metallo ardente, sete di radici avide.
Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano
in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora.
Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.
Mi segui come gli astri seguono la notte.
Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.
Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci.
Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.
Solco per il torbido seme del mio nome.
Esista una terra mia che non copra la tua orma.
Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.
Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.
Come poter non amarti se per questo devo amarti.
Se questo è il legame come poterlo tagliare, come.
Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.
Sete di te, sete di te, ghirlanda atroce e dolce.
Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.
Gli occhi hanno sete, perché esistono i tuoi occhi.
La bocca ha sete, perché esistono i tuoi baci.
L’anima è accesa di queste braccia che ti amano.
Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.
Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.
E in essa si distrugge come l’acqua nel fuoco.

 
da “Il Fromboliere Entusiasta”
 
 
 
 
 
 
Ed infine in formato  video…
 
 
 
 
 
 
 
 

 

F I N E
 

CIAO DA TONY KOSPAN

 
 
 
 
Chi desiderasse leggere la romanzesca
storia della vita di Pablo Neruda
con immagini sue ed altre poesie…

 
 
 
 
 

 

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GLI OCCHI DI UN GUERRIERO ED UN CENNO SULLA POESIA DEI NATIVI AMERICANI   Leave a comment

 

 

 

 

 

 

 

GLI OCCHI DI UN GUERRIERO

 

 

 

 

 
 
 
 
UN CENNO SULLA POESIA DEGLI INDIANI D'AMERICA

 
 
 
La poesia degli Indiani d’America
ha una storia ed un’identità diversa
rispetto alla poesia che conosciamo in occidente…
 
 
Essa, in origine,
è più vicina ai canti ed alle preghiere…
che i componenti delle tribù…
cantavano o recitavano insieme
la sera accanto al fuoco.





 

 
 
 
Solo in tempi recenti la loro poesia,
pur con le particolari connotazioni culturali di quel popolo,
ha assunto caratteristiche simili alle nostre…
 
 
Quello che unisce la poesia pellerossa antica
a quella moderna è l’alto valore morale
insito nei versi…
 
 
 
 
 
 
 
 
Si tratta infatti di riflessioni che, quasi sempre, si rifanno
ad una profonda conoscenza ed ad un profondo rispetto…
della natura e della vita….
 
 
Attenzione…
Il temine ”guerriero” non va inteso come
amante della guerra… bensì come difensore
della storia, della cultura e della libertà di un popolo.
 
 
Tony Kospan
 
 
 

 

 

 
 
 
GLI OCCHI DI UN GUERRIERO
(Canto dei nativi americani)
 

 

Gli occhi,
la porta dell’anima
il recipiente della verità
l’essenza dell’uomo.

 

Io guardo negli occhi di un guerriero e
vedo la gloria della nazione.


 

Un uomo, stà ritto, spalle larghe
sostenendo la storia e l’insita dignità
del suo popolo.

 

Io guardo negli occhi di un guerriero
e capisco l’onore della nazione
la moralità
l’umiltà
la spiritualità
di questo popolo.

 

Io guardo negli occhi di un guerriero
e vedo il protettore della nazione
la prima e l’ultima linea di difesa
per i bambini e per gli anziani
per le donne e i deboli.

 

Io guardo negli occhi di un guerriero
e vedo la fragilità dell’uomo
vacillare sotto il peso della sua responsabilità
e pur vacillante,
ancora fermo in piedi senza vergogna.

 

Io guardo negli occhi di un guerriero
e vedo la visione di un uomo
i suoi sogni corrono più veloci
può misurare la sua impaziente andatura.

 

Io guardo negli occhi di un guerriero
e vedo l’uomo.

 

 

 

Ciao da Tony Kospan

 

 

 

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SUSAN BOYLE – TUTTA LA STORIA DI UNA FAVOLA DEI NOSTRI TEMPI   1 comment

 

 

Di tanto in tanto

anche in questo nostro nevrotico affannato tempo…

accadono dei fatti davvero sorprendenti

che ci donano emozioni e speranze…

 

 

 

 

 

 

TUTTA L’INCREDIBILE STORIA DI SUSAN BOYLE
by Tony Kospan
 
 
 

 
 
 
 

Susan Boyle chi era?
 
Era una sconosciuta cantante scozzese, aveva  47 anni…
era sola, frustrata, brutta ed impacciata
e… mai era stata baciata.
 
 
 2 anni fu ammessa alla  “Corrida” inglese…
e… salì sul palco.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La gente appena la vide si mise a sghignazzare…
 
 
Poi lei iniziò a… cantare…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ed ecco che nel breve spazio di qualche minuto…
la scena cambiò…
 
 
Per la bellezza della voce e per la sua interpreatzione
le sghignazzate lasciarono il posto all’interesse…
poi all'ammirazione… agli applausi…
 ed infine… perfino alle… lacrime…
 
 
La notizia fece subito  il giro del mondo…
anche di questo nostro… virtuale…
grazie a Youtube…
con oltre cento milioni di contatti…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Tutti pensammo 
alla materializzazione della favola del brutto anatroccolo
che diventa uno splendido cigno…
 
 
Ma bando alle ciance.
 
 
Rivediamo il video originale…
che, ricordo, mi fece venire i brividi…
 
 
 
 

 
 
 

 
 
Ma vi chiederete… e poi?
 
 
Cosa è successo dopo?
 

La seconda esibizione di alcuni giorni dopo…
con Memories, tratta dal musical Cats,
fu un nuovo successo e la catapultò in finale.
 
 
Qiui però Susan non riuscì a strappare la vittoria.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
A causa dell'enorme stress vissuto, il giorno dopo la finale,
 fu ricoverata in una clinica psichiatrica di Londra.
 

Nei 5 giorni di degenza le giunsero gli auguri del premier Gordon Brown
e l'invito alla festa dell'Indipendenza Americana, a Washington.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Poco dopo si legò alla Casa Musicale Syco Music…
ed il suo primo album ha venduto nel 2009 oltre 10 milioni di dischi
 
 
Ha partecipato come ospite al festival di Sanremo nel 2010 ed,
in quanto cattolica, ha cantato davanti a Papa Benedetto XVI
durante la sua visita a Glasgow il 16 settembre 2010.
 
 
Eccola in quest'altro video proprio a Sanremo
insieme alla presentazione della Clerici
e potremo già ammirarne la trasformazione…
in un… cigno
 
 
 
 
 
 
 
 
Alla fine del 2010 è uscito il suo secondo album…
ed il 7 novembre 2011 è uscito Someone to Watch Over Me
il suo terzo album
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 
 
 

I SENTIMENTI – F. HARDY – 1967 – LA STORIA… LA CANZONE   Leave a comment

 

 

Un tuffo nella musica e nel mondo degli anni '60

 

 

 

 
 
 
 
 
ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO
By Tony Kospan

 

 

 

 
 
 
I SENTIMENTI
Francoise Hardy

 
 
 
 
 
 
 
 
Anche stavolta la canzone e l’atmosfera
non sono proprio lontanissime dai nostri giorni…
 
 
Eppure son passati 46 anni in cui sono successe davvero
grandi trasformazioni epocali…
 
 
La dolcissima canzone di Francoise Hardy
è del 1966 ma giunse in Italia nel 1967
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il titolo originale è “ET MEME”
e gli autori sono Pallavicini e la stessa cantante…
 
 
La canzone fu presentata su RAI 1 ed ebbe gran successo…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Personalmente rimasi molto colpito dalla bellezza della voce
della cantante francese e da quella del testo.
 
 
Prima di ascoltarla in 2 versioni, una solo audio ma con testo,
e l’altra in video dell’epoca…
immergiamoci nel clima di quell’anno…
con alcune immagini degli accadimenti più importanti.
 
 
 
 
 
 
ATMOSFERA DEL 1967
 
 
 
 
Viene ucciso Che Guevara
 
 
 
 
 
Il dr Barnard esegue il primo trapianto di cuore
 
 
 
 
Gimondi vince il Giro d’Italia
 
 
 
 
Infuria la guerra in Vietnam
 
 
 
 
Pablo Neruda vince il primo Premio Viareggio
 
 
 
 
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LA CANZONE
 
 
Ma ora veniamo alla canzone
che possiamo ascoltare qui
 leggendo anche il testo…
 
 
 
 
 
 
e poi, se ci va, qui in questo video…
 
 
 

 
 
 

 
Ciao da Tony Kospan
 
 
 
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