Archivio per 6 febbraio 2013

IL MARE – R. BATTAGLIA – FELICE NOTTE IN MINIPOESIA   5 comments

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
IL MARE
 
R. Battaglia
 
 
 
Il mare spesso parla con parole lontane,
 
dice cose che nessuno sa.
 
Soltanto quelli che conoscono l’amore
 
possono apprendere la lezione dalle onde,
 
che hanno il movimento del cuore.
 
 
 
 
 

Dalì – Donna alla finestra
 
 
 
 
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by Tony Kospan
 
 
 
 

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UN MODO DIVERSO DI VIVER
LA POESIA (E NON SOLO)
NELLA PAGINA
 
 

Pubblicato 6 febbraio 2013 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA

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IL ROMANTICISMO CON DELACROIX BEETHOVEN E FOSCOLO   2 comments

 
 
 
  Eugène Delacroix – Il cesto di fiori

 
 
 
 
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MUSICA CLASSICA ARTE E.. POESIA…
 
 
 
 
 
 
DELACROIX BEETHOVEN E FOSCOLO
 
 
 

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Stavolta dunque il libero legame
tra diverse forme d’arte di cui tratterò
è a… tre…
 
ARTE MUSICA E POESIA
 
 
 
 

Eugène Delacroix – La liberté guidant le peuple

 

 

Delacroix

 

 

 
 
 
NOTTURNO
Ugo Foscolo 

Quando la terra è d’ombre ricoverta,
E soffia ’1 vento, e in su le arene estreme
L’onda va e vien che mormorando geme,
E appar la luna tra le nubi incerta;

Torno dove la spiaggia è più deserta
Solingo a ragionar con la mia speme,
E del mio cor che sanguinando geme
Ad or ad or palpo la piaga aperta.

Lasso! me stesso in me più non discerno,
E languono i miei dì come viola
Nascente ch’abbia tempestata il verno;

Chè va lungi da me colei che sola
Far potea sul mio labbro il riso eterno:
Luce degli occhi miei, chi mi t’invola?

 

 

Foscolo 

 

 

 

 

 Nota

 Beethoven 

 

 

 

 

Ma cos’hanno in comune ?

 

 

 

 

 

IL ROMANTICISMO…

Eccone alcune definizioni ed aspetti…

in sintesi

 

 

 

Caspar David Friedrich

 

 

 

I tratti comuni dei diversi movimenti romantici sono stati comunque molti: l’ideale della libertà creativa e della spontaneità; la concezione di una letteratura e di una poesia come espressione del sentimento; una polemica vivace contro i generi, le regole; una esaltazione della fantasia; uno spiccato interesse per il mito e i simboli; l’esplorazione del sogno e di altre manifestazioni dell’inconscio; la tendenza ad abolire le distinzioni tra poesia e prosa.

Il vocabolo “Romanticismo” deriva dal francese “roman” designante un racconto di avventure, in prosa o in versi. Nella seconda metà del ’700, in Inghilterra, l’aggettivo “romantic” ebbe una connotazione negativa e fu adoperato per indicare cose fantastiche ed irreali evocanti motivi ed ambienti medievali.

Rousseau usò l’aggettivo “romantique” privato di ogni intendimento negativo, per indicare uno stato d’abbandono sognante dell’anima.

Anche in Germania il termine “romantisch”, indicante il romanzesco ed il patetico della letteratura medioevale, perse, gradatamente, l’accezione negativa, senza però acquisire un preciso significato semantico. Solo nel 1798 Schlegel, nella rivista Athenaeum, definì lo “stato d’animo romantico” e la poesia che ne era emanazione: essa doveva combinare poesia e prosa, critica e genialità, arte e spontaneità, doveva essere sociale, viva, pregna delle istanze contemporanee e l’arbitrio del poeta non doveva subire costrizioni. (dal web)

 
 
 
 
 

Eugène Delacroix – La barca di Dante

 

 

Ciao da Orso Tony

 

 

 

 IN FACEBOOK
UN… SALOTTINO… CULTURALE… 
 
 
 
 
 
 

L’EMPATIA E… NOI – TEST PER SCOPRIRE SE SIAMO IN SINTONIA CON GLI ALTRI   3 comments

 

 

ECCO UN NUOVO TEST DA FARE TUTTI INSIEME

 

SIAMO EMPATICI O NO?

 

 

 

 

 

 

MA PRIMA… DOMANDIAMOCI…

COS'E' L'EMPATIA?

 

 

 

 

 

 

L'empatia è la capacità di comprendere

cosa un'altra persona sta provando

ed entrare in sintonia con lei…

 

 

 

 

 

NON E' FACILE ESSER DAVVERO VICINI AGLI ALTRI,

SAPER ASCOLTARLI E CAPIRLI. 

 

SCOPRIAMO DUNQUE CON QUESTO TEST
QUANTO SIAMO CAPACI
D'ESSER IN SINTONIA CON GLI ALTRI!

 

 

 

 

 

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Un pò di musica

mentre rispondiamo alle domande…?

 

 

 

Si risponde in questo modo

 ad ogni affermazione per dichiararsi… 

 

0 se si è  POCO D'ACCORDO 

1 se si è  D'ACCORDO COSI' COSI' – 

 2 se si è  MOLTO D'ACCORDO.

 

 

 

 

Al termine bisogna sommare tutti i numeri delle risposte

ed indicare  il totale.

 

 

 

 

 

Si parte…

 

 

a. Penso di riconoscere i miei sentimenti e di saperli esprimere, se sono turbato so perché: 0 – 1 –  2 

b. Riesco ad immedesimarmi nella persona con cui parlo, a capire il suo punto di vista: 0 – 1 –  2

c. So riconoscere se una persona vicina attraversa momenti difficili: 0 – 1 –  2 

d. Apprezzo i diversi i modi con cui le persone guardano alla realtà: 0 – 1 –  2 

e. Quando parlo con gli altri mi sintonizzo sui loro stati d'animo, mi contagiano gioia, malumore o tristezza: 0 – 1 –  2 

f. Mi sento spinto ad aiutare gli altri (chi soffre, chi è in pericolo, chi è in difficoltà): 0 – 1 –  2 

g. Mi commuovo se una persona vicina sta soffrendo: 0 – 1 –  2 

h. Non esprimo valutazioni, approvazioni i giudizi sui sentimenti degli altri: – 1 –  2 

i. Le mie relazioni (amici, familiari, partner) sono intense e strette: 0 – 1 –  2 

l. Gli altri mi cercano per parlare, sfogarsi, esprimere dolore: 0 – 1 –  2 

m. Penso di saper intuire cosa prova la persona con cui parlo, come si sente al di là delle parole: 0 – 1 –  2 

n. Gli altri mi considerano una persona sensibile: 0 – 1 –  2 

o. Mi capita di soffrire per il dolore delle altre persone: 0 – 1 –  2 

p. Penso di capire le persone vicine, partecipo e condivido con loro sentimenti profondi come dolore, gioia, rabbia: – 1 –  2 

q. Gli altri si fidano di me, riesco a rassicurarli e a metterli a proprio agio: 0 – 1 –  2 

 

 

 

 

 

Fatta la somma?

 

Ora sulla base del totale 

guardate il responso qui giù

 

 

 

 

 
 
PROFILO 1
 
Meno di 12 punti:
 
POCO EMPATICO
 
 
Quando non siamo attenti a ciò che gli altri provano
probabilmente questa disattenzione è anche verso noi stessi,
una sorta di superficialità, distacco o inesperienza
nel percepire ciò che si prova.
Se siamo sordi dal punto di vista emotivo, ci si perde,
siamo confusi e lontani dagli altri.
La base dell'interesse per l'altro consiste nell'entrare
in sintonia emozionale… in empatia.
Capire cosa prova l'altro è fondamentale in ogni tipo
di relazione.
Come essere empatici si apprende in modo implicito
da quando si nasce ma è una capacità
che si può incrementare per garantire
la nostra salute emotiva.
 
 
 

 
 
PROFILO 2
 
Tra 12 e 24 punti
 
EMPATICO
 
 
Se siamo attenti al nostro mondo interiore, percependo e
riconoscendo i sentimenti
che proviamo, possiamo capire e stare vicino alle persone
che ci stanno accanto.
Tra l'altro l'empatia porta simpatia, estroversione, sensibilità,
adeguatezza emotiva, stabilità nelle relazioni.
E' una risorsa che si riflette in positivo anche nel lavoro
e nel rendimento scolastico.
L'empatia come l'autocontrollo sono 2 competenze sociali
che rendono ricca ed emotivamente soddisfacente
la vita di relazione che, a sua volta,
influenza positivamente il benessere psico-fisico.
 
 
 

 
 
 
PROFILO 3
 
Oltre 24 punti
 
MOLTO EMPATICO
 
 
L'empatia si basa sull'autoconsapevolezza, più aperti siamo
verso le nostre emozioni più siamo in grado di leggere
i sentimenti degli altri, di essere sensibili e profondi.
Riconoscere il proprio stato d'animo è necessario
per poi cercare di non esserne…vittima e potersene liberare.
Se siamo attenti a ciò che che gli altri provano possiamo
essere possiamo entrare in sintonia con loro,
e star vicini nel modo più adeguato.
Tutto questo però se riusciamo a mantenere un dato controllo
sulle emozioni e non sfociamo in coinvolgimenti eccessivi
che danneggiano il nostro equilibrio senza aiutare le altre persone.
 
 
 
 
 
 
 
 
CIAOOOOOOOOOOOO
 
 
Se avete dubbi o perplessità scrivete pure…
così pure se volete rivelare il vostro responso…
 
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 

 
 
 
Ciaooooooooooooooooooooooo
 
da Orso Tony (Orso Test)
 
 
 
 
 
 
Test… dal supplemento “Salute”
 
 
 
 
 
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UNA PICCOLA… GRANDE… RIFLESSIONE DI PLOTINO…   1 comment

 

 

 

 

 

 

L'idea che siamo sommersi da sovrastrutture mentali… culturali… tradizionali…

e che questo ci impedisce d'arrivare al nucleo più intimo e vero di noi stessi 

di cui ci parla Plotino

mi piace moltissimo… e la ritengo modernissima…

 

 

 

 

 

 

 

Per questo mi fa piacere condividerla con voi.

 

 

 

 

 

 

UNA RIFLESSIONE DI PLOTINO

 

 

 

Ritorna in te stesso e guarda.

 

Se non ti vedi ancora interiormente bello,

fai come lo scultore di una statua che deve diventar bella.

 

Egli toglie, raschia, liscia, ripulisce finché nel marmo appaia la bella immagine.

 

Come lui, leva tu il superfluo, raddrizza ciò che è obbliquo,

purifica ciò che è fosco e rendilo brillante e non cessare di scolpire la tua propria statua,

finché non ti si manifesti lo splendore divino della virtù

e non veda la temperanza sedere su un trono sacro.

 

 

 


Plotino – Filosofo greco
(Licopoli, 203/205 – Minturno, 270)

 

 

 

Ciao da Tony Kospan

 

 

 

 

UNO SPAZIO VIRTUALE COMUNE
D’ARTE POESIA MUSICA SOGNI
RACCCONTI RIFLESSIONI ETC
AMICI DI PSICHE E SOGNO

 

 

 

IL CASTELLO E LA BARONESSA DI CARINI – LA STORIA – LA CRUDELTA’ – IL MISTERO – LA LEGGENDA   1 comment

 

 

 

 

 

Non so più quale amica mi raccontò della sua visita

a questo famoso castello

e della mano impressa nel muro…

 

Fatto sta che la cosa mi incuriosì…

e da lì nacque questa mia ricerca…

 

 

 

 

Albanese Leonardo – La Baronessa di Carini e Luca

 

 

 

LA BARONESSA DI CARINI

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LA STORIA – LA CRUDELTA' – IL MISTERO – LA LEGGENDA

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La leggenda narra la morte di Donna Laura Lanza che a soli 14 anni andò sposa, per volere del padre, al barone di Carini. Ben presto, delusa dalla vita matrimoniale e dai continui abbandoni del marito impegnato nella cura della sua proprietà, la baronessa si innamora di Ludovico Vernagallo, e ne diventa l'amante. Scoperta dal marito e dal padre, Laura viene uccisa insieme a Ludovico. La stanza dell'assassinio, situata nell'ala ovest del castello, è crollata completamente e si narra che su una parete vi fosse l'impronta insanguinata della baronessa.
Adesso tutto ciò che resta della leggenda sono: il fantasma di Laura, che si dice si aggiri ancora senza pace nel castello e un'enigma particolare… in una delle metope del torrione principale, proprio in direzione del luogo ove sorgeva l'ala ovest, è scolpita… una manina!!!!

Fuori dalla leggenda si può affermare che Laura era una ragazza che poteva dar lustro sia ai La Grua – Talamanca che ai Vernagallo, ma i La Grua bruciano i tempi la chiedono in sposa per il figlio Vincenzo. All'età' di quattordici anni, il 21 dicembre 1543 viene celebrato il matrimonio. Non era possibile farsi precedere dai Vernagallo, anche se era nota a tutti la grande tenerezza di Laura per Ludovico. Tuttavia il fatto, almeno in apparenza, non turbò l'amicizia fra le famiglie. Infatti, nonostante tutto, Ludovico era considerato come uno di famiglia.
A poco a poco però, gelosie e vecchi rancori emersero fra i La Grua, Lanza e Vernagallo, ed ecco le insinuazioni, le calunnie ed infine il tragico evento.

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Nella realtà, esistono dei documenti dai quali risulta che il Vicerè di Sicilia, informa, all'epoca, la Corte di Spagna che Cesare Lanza, barone di Trabia e conte di Mussomeli, ha ucciso la figlia Laura e Ludovico Vernagallo. Questo documento avvalora l'atto di morte della baronessa, redatto il 4 dicembre 1563 e che si conserva nell'archivio della Chiesa Madre di Carini insieme a quello di Ludovico Vernagallo. Non esiste, invece, alcuna prova che tra Laura Lanza e Ludovico Vernagallo ci fosse qualcosa di diverso dall'amicizia. Quindi Cesare Lanza di Trabia, complice il genero, uccise per leso onore della famiglia, la figlia Laura e fece uccidere da un sicario Ludovico Vernagallo. 

La leggenda racconta che fu un frate del vicino convento, infatti, ad informare il padre ed il marito della sposa, e questi, assieme, freddamente meditarono e prepararono l’assassinio.
 Fu preparato l’agguato e quando l’ignobile spia si accorse che i due amanti stavano insieme, avvertì don Cesare Lanza, che corse nella stessa notte a Carini, accompagnato da una sua compagnia di cavalieri, e fatto circondare il castello, per evitare qualsiasi fuga dell’amante di sua figlia, vi irruppe all’improvviso, e sorpresili a letto, li uccise.
L’atto di morte di Laura Lanza e Lodovico Vernagallo, trascritto nei registri della chiesa Madre di Carini, reca la data del 4 dicembre 1563. Nessun funerale fu celebrato per i due amanti, e la notizia della loro morte, o per paura o per rispetto, fu tenuta segreta. La cronaca del tempo lo registrò con estrema cautela senza fare i nomi degli uccisori, scrive Luigi Maniscalco Basile, senza dire nemmeno che cosa era accaduto, mentre il Paruta riporta il fatto nel suo diario, così: “sabato a 4 dicembre. Successe il caso della signora di Carini”. Ma nonostante la riservatezza d’obbligo, la notizia si divulgò lo stesso ed il “caso” della baronessa di Carini divenne di dominio pubblico.

 

 
 

Castello di Carini

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Il Salomone Marino, nel secolo scorso,

raccolse da un esaltatore questi versi

in cui si fa rivivere l’efferatezza del delitto:

 

“Vju viniri ‘na cavalleria
chistu è mè patri chi veni pri mia!
Signuri patri, chi vinistivu a fari?
Signura figghia, vi vegnu a ‘mmazzari.
Signuri patri, aspettatimi un pocu
Quantu mi chiamu lu me cunfissuri.
– Habi tant’anni ch’un t’ha confissatu,
ed ora vai circannu cunfissuri?
E, comu dici st’amari palori,
tira la spata e cassaci lu cori;
tira cumpagnu miu, nun la sgarràri,
l’appressu corpu chi cci hai di tirari!
Lu primu corpu la donna cadìu,
l’appressu corpu la donna muriu.”




 




Il viceré, appena venuto alla conoscenza dei delitti, immediatamente adottò per don Cesare Lanza ed il barone di Carini i provvedimenti previsti dalla legge; furono banditi ed i loro beni vennero sequestrati. Don Cesare Lanza ancora una volta si rivolse a re Filippo II; spiegò i motivi che lo avevano portato assieme al genero a trucidare i due amanti ed avvalendosi delle norme, in quel tempo in vigore, sulla flagranza dell’adulterio, chiese il perdono che fu accordato. Liberato da ogni molestia, don Cesare Lanza riebbe i suoi beni; ancora una volta la Giustizia non lo aveva neanche toccato e giustamente, come scrisse il Dentici, “l’aristocrazia del tempo era al di sopra delle leggi e della giustizia”. Anche il barone di Carini, marito di Laura, fu assolto con formula piena, e visse indebitato sino alla sua morte, dopo avere portato al Monte dei Pegni gli ultimi gioielli della sua famiglia.

Memoriale presentato da Cesare Lanza al Re di Spagna per discolparsi del delitto della figlia Laura

 

Sacra Catholica Real Maestà,don Cesare Lanza, conte di Mussomeli, fa intendere a Vostra Maestà come essendo andato al castello di Carini a videre la baronessa di Carini, sua figlia, come era suo costume, trovò il barone di Carini, suo genero, molto alterato perchè avia trovato in mismo istante nella sua camera Ludovico Vernagallo suo innamorato con la detta baronessa, onde detto esponente mosso da iuxsto sdegno in compagnia di detto barone andorno e trovorno detti baronessa et suo amante nella ditta camera serrati insieme et cussì subito in quello stanti foro ambodoi ammazzati.

Don Cesare Lanza conte di Mussomeli





 

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(testo presente in molti siti web)

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QUALCHE CONSIDERAZIONE

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Le ricerche storiche non evidenziano alcuna prova che tra Laura Lanza e Ludovico Varnagallo ci fosse una relazione d'amore e non d'amicizia.

Secondo le fonti e le tradizioni orali dell'epoca la Baronessa appena colpita appoggiò al muro la mano sanguinante creando quel fenomeno che ancor oggi si nota in quel luogo buio.

Così pure molti affermano di aver visto chiaramente il fantasma dell'infelice Baronessa, con un elegante abito del '500, girare tra i ruderi del Castello  alla ricerca del padre che l'avrebbe uccisa ingiustamente. 

Molti poi raccontano che ogni anno, nella ricorrenza della sua morte, sul muro comparirebbe la sua mano sanguinante e si sentirebbero fra le mura del castello pianti e grida strazianti.

 

 

 

Hilde – La baronessa di Carini

 

 

 

LA LEGGENDA NELLE BALLATE E NEL FILM TV

 

Come potrete immaginare questa storia ha colpito da allora e fino ad oggi la fantasia ed il cuore di tutti…

Infatti era un pezzo forte dei famosi cantastorie siciliani e sono nate diverse ballate, dei musical ed anche uno sceneggiato tv.

Leggeremo qui giù… ed ascolteremo e vedremo ora una ballata cantata da Gigi Proietti.


 






 

LA BALLATA DELLA BARONESSA DI CARINI
Cantata da Gigi Proietti

Chianci Palermu…
Chianci Siracusa…
A Carini c’è lu luttu nd’ogni casa…

Attorno allo casteddu di Carini
Ci passa e spassa u beddu cavaleri
Lo Vernagallu, di sangu gentili
Ca di la gioventù l’unuri teni

“Amuri chi mi veni a domanni…
Unni mi porti, duci amuri, unni!”

“Vidu viniri na cavallaria
Chistu è mè patri chi veni pì mia
Tuttu vistutu alla cavallarizza
Chistu è mè patri, chi mi veni ammazza!”

NA NA NA ……

“Signuri patri, chi vinisti a fari?”
“Signura figlia, ti vegnu a ammazzari!”

Lu primu corpu la donna cadiu
L’appressu corpu la donna muriu
Nu corpu a lu cori, nu corpu ‘ntra li rini
Povira Barunissa di Carini…

 

e questo è il video della ballata

 

 

 

 

 

 

Infine qui possiamo vedere alcune scene del film tv

in cui prevale però la tesi dell'amore.

 

 


 

 

Tony Kospan

 

 




Fonti: vari siti web – impaginazione  e rielaborazione Tony Kospan…

 

 

 

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SEI COSI’ BELLA – JIMENEZ – FELICE MERCOLEDI’ IN POESIA ARTE AFORISMA E…   2 comments

 
 
 
 
 

Louis Ritman – Preparazione del vaso
 

 
 
 
 
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Non tutto ciò che può essere contato conta
e non tutto ciò che conta può essere contato.
Albert Einstein
 
 
 
 
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Louis Ritman – Donna alla finestra
 
 
 
 
 
SEI COSI’ BELLA
Juan Ramon  Jimenez
 
 
Sei così bella
tu, come il morbido prato
dietro l’arcobaleno
nel meriggio silenzioso d’acqua e sole,
come l’increspamento della primavera
di fronte al sole dell’aurora
come l’avena fine del serraglio
di fronte al sole del tramonto dell’estate
come i tuoi occhi verdi
col mio sorriso rosso
come il mio cuore profondo
col tuo amore vivo
 
 
 
 
 
Louis Ritman – Riposo in giardino

    

 
 
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par Ours Antoine

 
 
 
 
 
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