ARTE – LA GIOCONDA E LA BELLA PRINCIPESSA – ENIGMI LEONARDESCHI   5 comments

 

 

Oltre ai tanti enigmi nati anche recentemente

dopo la sorprendente visione della seconda Gioconda…,

quella “spagnola”,

qui conosceremo una nuova tesi sulla persona  dipinta  da Leonardo…

e poi però anche una attribuzione, pare definitiva, al genio fiorentino

del ritratto chiamato “La bella principessa”

 

 

 

 

 
 
I
 
LA GIOCONDA?
NON MONNA LISA MA DONNA PACIFICA
AMANTE DI GLIULIANO DEI MEDICI! 
 
 
 
 
 
 
 
 
II
 
LA BELLA PRINCIPESSA?
E' DAVVERO OPERA DI LEONARDO! 

 
 
Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 

 

I

 

LA GIOCONDA SAREBBE DONNA PACIFICA

La tesi è dello storico dell'arte Roberto Zapperi

 

Il ritratto della Gioconda di Leonardo da Vinci non raffigura Monna Lisa bensì un’amante segreta di Giuliano de’ Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico e fratello di Papa Leone X.

L'affermazione…, pur non nuova come tesi, è stata fatta in varie interviste ed in un libro edito in Germania dallo storico italiano d’arte Roberto Zapperi…

 

 

 

 

L'identificazione della Gioconda come Monna Lisa risale al Vasari ma Zapperi la contesta in quanto mera supposizione dovuta a fonti di seconda mano.
Egli afferma «Non ho mai creduto alla storia di Monna Lisa che stava seduta e faceva la modella, si tratta di un’invenzione».
Lo storico ha infatti scoperto un documento in cui Leonardo da Vinci dichiarò al cardinale Luigi d’Aragona che a commissionargli il dipinto era stato Giuliano de’ Medici.
Giuliano, figlio di Lorenzo il Magnifico, dopo la cacciata dei Medici da Firenze nell'esilio del granducato di Urbino aveva continuato a svolgere l'attività che più amava… conquistare le donne.

Ma di tutte le sue conquiste c'è traccia solo di Pacifica Brandani che gli diede un figlio nel 1511.
Essendo sposata, la donna (che morì poco dopo) abbandonò il figlio in un orfanotrofio, ma Giuliano, avendo saputo della nascita del bambino
«Riconobbe il bambino che avevano chiamato Pasqualino, essendo nato il 23 aprile, e gli diede il nome di Ippolito, come il protagonista della Fedra di Seneca» sottolinea Zapperi.
Il bimbo visse a Roma dove da grande divenne cardinale.
 
 
 
 
Roberto Zapperi  
 
 

«Sappiamo che il piccolo orfano continuava a chiedere della madre» racconta Zapperi che afferma poi che «per calmare il figlio, Giuliano ordinò a Leonardo, che era al suo servizio, di dipingergli un ritratto, in cui il piccolo potesse vedere sua madre. «Io credo – sostiene Zapperi – che Giuliano commissionò a Leonardo il ritratto di Pacifica di cui però non possedeva immagini. La descrisse, certo. Ma fu il pittore a dare corpo liberamente all´immagine della maternità».

L'opera dunque rappresenterebbe la bellezza di una donna “joconda”, che grazie all'arte naturalistica di Leonardo sarebbe stata in grado di consolare l´orfano, «facendogli credere che la mamma era viva come il dipinto».

A causa della morte di Giuliano però Leonardo non riuscì a consegnargli l'opera che portò con sé in Francia.

 

 

 

 

L'autore della Gioconda credeva di dover dipingere comunque una donna fiorentina in quanto ignorava la storia della madre urbinate del bambino e lo scrittore è certo che l'immagine si riferisca, tra le tante amanti, proprio a Pacifica in quanto era l'unica ad aver contato molto per Giuliano… e proprio per avergli dato il suo unico figlio.

L'adozione di figli illegittimi per i Medici, spiega ancora lo scrittore, era prassi costante, in quanto ritenuti “riserve” dei figli legittimi in caso di prematura morte di questi ultimi. 

 

 

image

Giuliano de' Medici – Sandro Botticelli

 

Zapperi afferma infine che le sue fonti sono ampiamente conosciute da tutti gli studiosi, ma non tenute in molto conto a causa della grande fiducia di tutti in Giorgio Vasari, che nel 1550 aveva identificato la modella come «Lisa del Giocondo».

«Lisa non è quella che sorride al Louvre, non conosceva nemmeno Giuliano de' Medici», conclude lo storico.

 

 

 

 

La bella principessa

 

II

 

LA BELLA PRINCIPESSA

 
 

Solo da poco è stato definitivamente attribuita a Leonardo da Vinci  “La bella principessa”.

Qual'è stata la prova definitiva che, oltre alla mano mancina del pittore ed all'ampiezza dell'impronta palmare identica a quella della “Dama dell'Ermellino”, ha consentito di accertarne senz'ombra di dubbio la paternità Leonardesca?

 

 

 

la bella principessa leonardo da vinci

La prova definitiva

 

 

La prova schiacciante è stata il rilevamento di tre fori presenti sul margine sinistro del disegno (che molto probabilmente era la pagina di un incunabolo) che a loro volta sono identici a quelli presenti nell’incunabolo “La Sforziade”.

 La Bella Principessa, la giovanetta vista di profilo, con i capelli raccolti in un'acconciatura molto in voga alla corte Sforzesca è quasi certamente Bianca Sforza, figlia illegittima (poi legittimata) del Duca di Milano e di Bernardina de Corradis, promessa all’età di dieci anni a Galeazzo Sanseverino, che la sposò poi nel 1496.

 

 

Tony Kospan

 

Copyright Tony Kospan

 

 

IL SALOTTO DEGLI ARTISTI
E DI CHI AMA L'ARTE
 
 
 

5 risposte a “ARTE – LA GIOCONDA E LA BELLA PRINCIPESSA – ENIGMI LEONARDESCHI

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  1. MONNA LISA : “PACIFICA BRANDANI” (ROBERTO ZAPPERI) O “CATERINA SFORZA” (MAGDALENA SOEST) ?
    Io sto dalla parte di Giorgio De Rienzo. Nel 2009 il grande pensatore e scienziato italiano fece notificare la sua antipatia per la teoria di Roberto Zapperi: “[…] una faticosa ricostruzione storica gia tentata, peraltro, nel 1957 da Carlo Pedretti […]” – insieme dichiarava la sua simpatia per la teoria di Magdalena Soest: “[…] Lo dimostra con argomentazioni meno arzigogolate e avventurose, piu legate a osservazioni attente ai dipinti di Leonardo e artisti coevi […]” (‘Corriere della Sera’, 18 ottobre 2009).

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    • Frederick… non sposo nessuna teoria… anzi… sono curioso di conoscere la teoria di Magdalena Soest…
      Se ti va proponila qua… in breve…
      Per il resto tutti hanno il diritto di pensare e scrivere come credono… e personalmente cerco di non aver antipatie nè per persone nè per idee…
      Ciao e grazie per il commento…

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  2. MONNA LISA E LA TEORIA DI MAGDALENA SOEST

    (Posso permettermi di scrivere in inglese? Purtroppo non parlo l’italiano correttamente.)

    Magdalena Soest’s identification of the Mona Lisa as Caterina Sforza was first published in 2002. Up to that time Caterina Sforza had never been associated wit the Mona Lisa, or even hinted at.

    The evidence gathered in support of Soest’s theory was based solely upon discoveries made by the author herself:
    / The presentation in Leonardo’s Mona Lisa possesses a striking physiognomic correspondence with an older(!) portrait, with the portrait of Caterina Sforza painted by Lorenzo di Credi (~1485).
    / According to the credible notes in the travel diary of Antonio de Beatis, who visited Leonardo in 1517 in Cloux, Leonardo said that the sitter had been a “donna firentina”: Caterina was in possession of Florentine citizenship, having been awarded this honour in 1498 due to her services for Florence.
    / According to the De Beatis notes Leonardo had painted the model through the arrangement of the illustrious Giuliano de’ Medici: Caterina was not only socially equal to Giuliano but was related to him. For her, as widow of Giovanni ‘il popolano’ de’ Medici, Giuliano was probably the only suitable intermediary.
    / The Mona Lisa has the large format which indicates that the subject was of aristocratic origin: Caterina, a duke’s daughter, was in rank a countess.
    / Mona Lisa’s mourning dress: Caterina was a widow, was in mourning for her third husband, Giovanni de’ Medici (+ 1498).
    / Mona Lisa’s lack of jewellery: Caterina had been forced into pawning her jewellery in Florence due to her financial difficulties.
    / The Mona Lisa remained in Leonardo’s possession: Caterina’s financial situation was precarious, and the work was uncommissioned; it could be that Leonardo, from the very beginning, had decided to retain it in his personal collection – at any rate the picture encapsulated Leonardo’s own ideal human image.
    / Caterina was available as a model for Leonardo, living in his neighbourhood at the time of the painting.
    / For many years they had had a circle of associates in common, the number of which is immense; princes, counts, cardinals, politicians, military officers and artists established a network of connections between Leonardo and Caterina.
    / In the embroidery and the folds of the garment, in the hairstyle and the landscape of the Mona Lisa we can see power symbols of the Sforza (lily, serpent) and the Medici (oval, lily, interwoven rings) represented – the dynasties to which Caterina, through birth and marriage, belonged to and identified with. The combination of all these signs points to only one model: Caterina Sforza.
    / Leonardo’s written reference to a certain “Caterina” (C.A. 71 r. a – “di dim dimmi come le cose passano di costa, e sappimi dire se la Caterina vuole fare”): From the textual context that “Caterina” is to be identified as Caterina Sforza.
    / A Milanese archive document of 1525 (a solicitor’s document in a legal battle concerned with the inheritance of Leonardo’s student Salai) contains a short description of the Mona Lisa and calls the portrait “Quadro dicto la honda. C.” (“Portrait of the worthy C.”)
    – etc., etc.
    (sources: M. Soest, ‘La tigressa. Das Leben der Mona Lisa’, 2009; M. Soest, ‘Caterina Sforza ist Mona Lisa. Die Geschichte einer Entdeckung’, 2011).

    You see, Magdalena Soest demonstrates that Caterina Sforza satisfies the necessary artistic and historical conditions to having been the Mona Lisa model, and supplies additional proofs to justify this claim. Soest’s thesis itself, and all her discoveries, findindings, analyses are revolutionary and new. (A footnote: Soest reveals that Leonardo’s and Caterina’s careers – which had up till now never been brought into connection with each other – in fact contain many points of contact …)

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    • Molto interessante ma personalmente non la condivido per un motivo semplicissimo…
      Ci sono altri dipinti sia di Leonardo che dei suoi allievi in cui le sembianze della Gioconda appaiono, in modo evidente, molto simili…
      Ne parlerò in altro post… quando avrò un pò di tempo…
      Grazie per il contributo…

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  3. MONNA LISA E LA TEORIA DI MAGDALENA SOEST
    (… e la perfetta somiglianza tra Monna Lisa e Caterina Sforza)

    Magdalena Soest proves that there is a striking physiognomic correspondence between the Mona Lisa (1503-1506) and Lorenzo di Credi’s portrait of Caterina Sforza (~1485). I still maintain that this speaks in favour of the identification of the Mona Lisa as Caterina Sforza.
    Let me take up Soest’s line of thought: Leonardo’s famous painting was a ‘trendsetter’ – it was imitated, and a whole lot of portraits that were painted in later years look very much like Mona Lisa. But o l d e r portraits don’t – all except one don’t show any physiognomic resemblance to Mona Lisa. Here is that very exception: Lorenzo di Credi’s “Caterina Sforza” …

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