Archivio per 6 ottobre 2012

LA MALINCONIA IN POESIA… ARTE… AFORISMI… MUSICA… E…   10 comments

 
 
 
 
Louis Jean Francois Lagrenee – Malinconia
 
 
 
 

LA MALINCONIA IN POESIA…
ARTE… AFORISMI… MUSICA… E… (2012)
a cura di Tony Kospan
 
 
 
L'autunno è per definizione la più malinconica delle stagioni…
perché giunge
– dopo il massimo splendore della natura donatoci dall'estate,
– dopo le promesse della primavera
– e prima del buio dell'inverno.
 

Ma cos'è la malinconia?
 
 
La parola viene dal greco antico e vuol dire “bile nera”
(dal greco “melaina” = scuro e “cholè” = bile).
 
 
 
 

La malinconia – Durer

 

 
 
Ma qual'è il suo significato odierno?
 
Essa può esser definita un sentimento…
di leggera tristezza priva di un’origine o motivazione precisa…
che talvolta ci invade… ci prende… ci avvolge…
come per la mancanza o il desiderio di qualcosa… di qualcuno…
ma imprecisato…
 
 
 

Francesco Hayez – Pensiero malinconico
 
 

Essa è diversa dalla nostalgia che invece è
rimpianto per l'assenza… la perdita…
di qualcuno o qualcosa ben individuabile…
 
 
A mio parere, se non eccessiva o troppo prolungata,
può esser una dolce amica…
un momento di pausa… un terreno di coltura
per nuove esperienze… nuove emozioni.
 
 
 

Paul Delvaux – Elogio della Malinconia 
 
 
La malinconia da alcuni è vista come una specie d'Inferno
ma all'opposto per altri, ed io son con loro,
è uno stato di dolce sospensione del tran tran della vita
e gli aforismi prescelti sono su questa linea.
 
 
 
 
Marie Constance Charpentier – La melanconia

 

 
  La malinconia è sempre inseparabile dal sentimento del bello.
C. Baudelaire
 
La malinconia è la felicità di essere triste.
Victor Hugo

La mia allegrezza è la malinconia.
Michelangelo Buonarroti
 
 
 
 
 
Dunque è la malinconia il tema che tratteremo stavolta…
in poesia immagini… tutte d'arte… e musiche…
e come sempre mi piacerebbe leggere le poesie… ma anche
le riflessioni o quant'altro (vostro o meno) v'ispiri il tema.
 
 
 
 

Edvard Munch – Malinconia

 
 
ROSA MALINCONICA
Nicolas Guillén
 
L’anima vola e vola
cercandoti lontano,
oh Rosa melanconica,
rosa del mio ricordo.
Guardo poco a poco l’alba
la campagna inumidisce,
e il giorno è come un bimbo
che si sveglia nel cielo,
oh Rosa melanconica,
carichi gli occhi d’ombra,
dal mio povero lenzuolo
tocco il tuo solido corpo.
Quando già alto il sole
arde col suo alto fuoco,
quando la sera cade
dal ponente disfatto,
io nel mio lontano desco
il tuo ignoto pane osservo.
E nella notte gravida
d’appassionato silenzio,
oh Rosa melanconica,
rosa del mio ricordo,
dorata, viva e umida,
tu discendi dal tetto,
mi prendi la mano fredda
e resti li a guardarmi.
Io chiudo allora gli occhi,
ma pur sempre ti vedo,
là piantata, a fissare
il tuo sguardo sul mio petto,
lungo sguardo immobile,
come un pugnale di sogno.
 
 

La Malinconia – Domenico Fetti

 
PIOVE
Paul Verlaine
 
Piove su tutte le strade
e piove nel fondo al mio cuore:
non so, non so da dove
giunge questo languore.
Sonoro bruir della piova
per le zolle, sopra le ardesie;
a un cuor che dolce s'accora
oh dolce bruir della piova!
Questo pianger da dove mi viene?
Inganno? E quale? Nessuno.
Eppure nel cuore che geme
da dove, da dove mi viene?
E come duole un dolore
senza radice alcuna.
Odio non c'è, non c'è amore:
e tanta è la pena del cuore.
 
 

Gustave Courbet –  Ritratto di Baudelaire – 1847
 
 
 
HO PENA DELLE STELLE
 Fernando Pessoa
 
Ho pena delle stelle
che brillano da tanto tempo,
da tanto tempo…
Ho pena delle stelle.
Non ci sarà una stanchezza
delle cose,
di tutte le cose,
come delle gambe o di un braccio?
Una stanchezza di esistere,
di essere,
solo di essere,
l’essere triste lume o un sorriso…
Non ci sarà dunque,
per le cose che sono,
non la morte, bensì
un’altra specie di fine,
o una grande ragione:
qualcosa così, come un perdono?
 
 

corot_m_lancolie_2
Jean-Baptiste Camille Corot – Malinconia

 
 
NON DOVRESTI CONOSCERE LA DISPERAZIONE
Emily Bronte
 
Non dovresti conoscere la disperazione
se le stelle scintillano ogni notte;
se la rugiada scende silenziosa a sera
e il sole indora il mattino.
Non dovresti conoscere la disperazione – seppure
le lacrime scorrano a fiumi:
non sono gli anni più amati
per sempre presso il tuo cuore?
Piangono, tu piangi, così deve essere;
il vento sospira dei tuoi sospiri,
e dall'inverno cadono lacrime di neve
là dove giacciono le foglie d'autunno;
pure, presto rinascono, e il tuo destino
dal loro non può separarsi:
continua il tuo viaggio, se non con gioia,
pure, mai con disperazione!
 
 
John William Waterhouse – Mia dolce rosa
 
 
IL SEGRETO
Tagore
 
Oh, se mi fosse dato un segreto,
come pioggia trattenuta nelle nubi –
un segreto; avvolto nel silenzio,
con cui potessi vagare lontano.
Oh, se avessi qualcuno cui sussurrare,
dove lente acque sciabordano
sotto gli alberi assopiti dal sole.
Questa sera il silenzio sembra aspettare
il rumore d'un passo, e mi chiedi
il motivo delle mie lacrime.
Non so dare un motivo al mio pianto,
perchè questo è ancora un segreto
che mi è tenuto nascosto.
 
 
 
 
 
 
Felice settimana per tutti senza… malinconie
da Tony Kospan
 
 
 
 
 

sampcd334ba72532392a.jpg picture by orsosognante
 
 
 

LUCCIOLE VAGABONDE – SORPRENDENTE CANZONE DEGLI ANNI 20   Leave a comment

 

 

 LUCCIOLE VAGABONDE
ATMOSFERE E NOTE… DI UN TEMPO…
a cura di Tony Kospan   
 
 
 
 
 
   
  
 
 

Ora è il turno di…
quest’altra famosissima… canzoncina…
 
 
 
LUCCIOLE VAGABONDE
(Bixio – Cherubini)
 
 

Forse il titolo non vi dirà molto
ma ascoltandola la riconoscerete certamente. 
 
 
 
  
   
 
 
 
E’ una canzone del 1927 che… 
per le parole e soprattutto per il significato 
è certamente spintarella…A bocca aperta 
 
 
 
  
 
 
 
 
 
Nel nostro immaginario quell'epoca
ci appare  densa di serietà e sobrietà.
ma poi , dopo un'analisi, anche breve di quella realtà .
ci accorgiamo con meraviglia che non era affatto così
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Nell’ambito di queste “sorprese” troviamo anche
 numerose canzoni popolarissime e diffusissime
(abbiamo già postato IL TANGO DELLE CAPINERE)
dedicate alle donnine allegre… e non solo…
che appaiono chiara e micidiale derivazione
dell’”Education sentimentaledel maschio nostrano dell’epoca.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Le immagini che seguono …
fanno riferimento, come le precedenti,
all’atmosfera di quell’anno…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Barre-bleue

 

 

Ma ora veniamo alla canzone
che possiamo ascoltare, cantata da
Aurelio Fierro,
con la possibilità di leggere anche il testo

 

 

 
 
 
 
 
Chi poi desidera ascoltarla in una versione video…
eccola qui cantata da Gigliola Cinquetti… 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
   
CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 
 
 

estrellas.gif ESTRELLITAS image by LAURYEVAestrellas.gif ESTRELLITAS image by LAURYEVAestrellas.gif ESTRELLITAS image by LAURYEVAestrellas.gif ESTRELLITAS image by LAURYEVA

LA PAGINA CULTURALE DI FB

psiche6.jpg PSICHE E SOGNO picture by orsosognante 

 

 

LA GIRAFFA VANITOSA – SAGGIA FAVOLA AFRICANA   3 comments

 

 

Davvero una favola densa di saggezza…

che penso sia utile sia a grandi che a piccoli..

 

 

 

 

 

 

LA GIRAFFA VANITOSA

(favola etnica proveniente dall'Africa)

 

 

 

 

 

 

Ai limiti di una grande foresta, in Africa, viveva tra gli altri animali una giraffa bellissima, agile e snella, più alta di qualunque altra.

Sapendo di essere ammirata non solo dalle sue compagne ma da tutti gli animali era diventata superba e non aveva più rispetto per nessuno, né dava aiuto a chi glielo chiedeva. Anzi se ne andava in giro tutto il santo giorno per mostrare la sua bellezza agli uni e agli altri dicendo: – Guardatemi, io sono la più bella. –

Gli altri animali, stufi di udire le sue vanterie, la prendevano in giro, ma la giraffa vanitosa era troppo occupata a rimirarsi per dar loro retta. Un giorno la scimmia decise di darle una lezione. Si mise a blandirla con parole che accarezzavano le orecchie della giraffa: – Ma come sei bella! Ma come sei alta! La tua testa arriva dove nessuno altro animale può giungere… – E così dicendo, la condusse verso la palma della foresta.

Quando furono giunti là, la scimmia chiese alla giraffa di prendere i datteri che stavano in alto e che erano i più dolci. lì suo collo era lunghissimo, ma per quanto si sforzasse di allungarlo ancor di più, non riusciva a raggiungere il frutto.

Allora la scimmia, con un balzo, saltò sul dorso della giraffa, poi sul collo e finalmente si issò sulla sua testa riuscendo ad afferrare il frutto desiderato.

Una volta tornata a terra, la scimmia disse alla giraffa: – Vedi, cara mia, sei la più alta, la più bella, però non puoi vivere senza gli altri, non puoi fare a meno degli altri animali.

La giraffa imparò la lezione e da quel giorno cominciò a collaborare con gli altri animali e a rispettarli.

 

 

 

 

 

 

DAL WEB – IMPAGINAZ. T.K.

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN

 

 

Photobucket

LA TUA PAGINA CULTURALE
 
 
 
 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: