Archivio per 17 settembre 2012

IL CIELO – BRAMANTI – BUONANOTTE IN MINIPOESIA   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
IL CIELO…
Carlo Bramanti
 
Il Cielo
color porpora
di cartoline spedite
è un volteggiar lieve lieve
di cuori sul mare….
E’ reale ,
maestoso
al tramonto
ogni soffio
d’amor perduto.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
by Tony Kospan
 
 

 
 
 
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approfondendone i vari temi…
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Pubblicato 17 settembre 2012 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA

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E’ ITALIANO IL PIU’ PICCOLO “GRANDE” TEATRO DEL MONDO! ED E’ UN VERO GIOIELLINO   9 comments








E' piccolissimo ma… perfetto… 
Non manca cioè nulla di quel che caratterizza un normale grande teatro.
Conosciamo allora questo piccolo gioiello…e la sua storia…



 
 
 
 
 
 
IL PIU’ PICCOLO “GRANDE” TEATRO DEL MONDO?
 
ECCOLO… BELLISSIMO… E’ IN UMBRIA
 
Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
  
 
 

Il suo nome è…
TEATRO DELLA CONCORDIA

 
 
 
 
 
 
 
 
In verità per il Guinness dei Primati il più piccolo è
il TEATRINO DI VETRIANO
presso Pescaglia in provincia di Lucca…
per i suoi soli 70 metri quadri
ma non ha le caratteristiche di un teatro classico.

 
 
 
IL TEATRINO DI VETRIANO
 


 
 

Quello di cui parliamo è però unanimemente riconosciuto come

il più piccologrande teatro

(per la sua perfetta e completa struttura cinquecentesca)

come vedremo qui di seguito.


 

 
 

 
 


Infatti, pur se sembra un gioco di parole,
piccolo-grande
è davvero… un piccolissimo “grande teatro”…
in quanto al suo interno v’è la fedele riproduzione,
anche se in miniatura, di tutto… ma proprio tutto…
quanto c’è in un grande teatro
come, ad esempio, perfino i palchi separati.

 
 
 
DOVE SI TROVA


 
 
 



 
 
 
Questo fantastico gioiello architettonico, con i suoi novantanove posti… tra palchetti e platea, è situato al centro di Monte Castello di Vibio ( paese dalla originale forma di cuore della provincia di Perugia) che si trova in cima ad una collina alta 422 metri.

Merita davvero d’esser conosciuto e visitato per la sua storia e la sua bellezza… 
 
All’esterno sembra una normale casa di paese, ma…



 
 
 

  
 
 
 
poi all’interno scopriamo le sue meraviglie…
 
 
 
 
 

 

 


LA SUA  STORIA

 

Il teatro nasce in pieno clima post-rivoluzionario susseguente alla rivoluzione francese per inneggiare alla libertà ed alla successiva riscoperta della concordia…  

Gli ideatori ed i finanziatori sono 9 famiglie illustri del paese. 

Prima nasce un caffè salotto… e poi questo teatrino “a misura del paese” che venne inaugurato nel 1808
 
Le decorazioni vivacissime sono invece del 1892 opera di un giovanissimo pittore (quattordicenne) Luigi Agretti da La Spezia ma figlio di Cesare, pittore perugino, che aveva già dipinto il telone ed il fondale.
 
Il “giovine venuto dal mar Tirreno”, così definito in una poesia dell’epoca, riversò tutta la sua vivacità ed il suo entusiasmo nella sua opera di abbellimento del teatro…

 
 
 
 
 
 
 

Nel 1927 i “caratanti” cioè… i proprietari del teatro, creano l’Accademia dei soci del Teatro della Concordia.
 
Negli anni seguenti il teatrino ospita compagnie illustri… ma poi dopo la guerra c'è un decadimento… e nel 1951 viene chiuso per inagibilità.
 
 
 
 

 

 


Il comune però provvede nel 1981 ad espropriarlo ed a restaurarlo riportandolo ai suoi fasti originari…  con il condivisibile ed encomiabile intento di fare di Monte Castello di Vibio il paese ideale, il paradiso perduto… dove ciascuno possa ritrovare una giusta e serena dimensione di vita.

Mi risulta che ora nel teatro avvengono rappresentazioni e manifestazioni.
 
 
 
 
 

LA DESCRIZIONE DEL TEATRO

 

 

 
 


Il Teatro della Concordia… fedele e riuscita riproduzione in miniatura dei grandi teatri italiani ed europei ne ricalca alla perfezione la forma con pianta a campana o “all’italiana” (definita anche goldoniana), la realizzazione interamente in legno, il tipico boccascena, le decorazioni ad affresco che interessano l’intera superficie scoperta compreso il plafone, la presenza del foyer affrescato, del caffè del teatro, dei camerini, della graticciata, della sala per le riunioni, dell’elegante scalone d’ingresso esterno, l’atrio e la biglietteria, la scala di accesso principale ai due ordini di palchi ed una scala secondaria.


 
 
 
 
 
 
 
 


Se si aggiunge a tutto ciò le modeste dimensioni in cui è stato ricavato, la perfezione dell’acustica, la pregevolezza artistica ed architettonica, la dovizia di particolari con cui è stato costruito nel 1808, insieme alla disposizione armonica dei vari elementi e locali che lo compongono, lo slogan che gli è stato attribuito da sempre appare effettivamente il più calzante ed appropriato. Si tratta di una struttura di inestimabile valore, completa in ogni suo elemento, un esempio di gusto e proporzioni, un luogo dove si respira un senso di leggerezza e gradevolezza.


 
 

 

 
 
 

Una vera e propria opera d’arte, unica, nel suo genere, nel panorama teatrale italiano ed europeo e perciò non paragonabile neppure con altri.
Un’opera d’arte, che da settembre 2002 è annoverato tra le emissioni filateliche con un francobollo


 
 
 
 
 
 
 



che lo fregia di appartenere al “patrimonio artistico e culturale Italiano”. (testo dal web)
 
 
 
 


LE INFORMAZIONI PER CHI VOLESSE VISITARLO


 
 
 
 
 
 
 
 

Aperto il sabato, la domenica e festivi:

da novembre a marzo: ore  15,00 – 17,30

– da aprile ad agosto: ore 10,00 / 12,30 e 16,00 / 18,30

Aperto tutti i giorni nei mesi di luglio ore 10,00 / 12,30 e agosto ore 10,00 / 12,30 e 16,00 / 18,30

Per info.. gruppi.. etc: 075.8780737

 

COPYRIGHT TONY KOSPAN






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IL MISTERO DELLE TAVOLETTE ENIGMATICHE   2 comments


 
 
 
E' un codice sconosciuto che fu inciso per secoli
su reperti diffusi in mezza Europa.

Un progetto internazionale a guida italiana
sta cercando di decifrarlo.

 
 
 


 

 

Strani segni dall’Età del Bronzo

 

BROTLAIBIDOLE



– IL MISTERO DELLE TAVOLETTE ENIGMATICHE –

 .

.

 

Una tavoletta enigmatica
 
 .
.
.
 
Forse erano assegni
o cambiali usati in trattative commerciali.

O forse talismani.
 
 

Dal Museo dell’Alto Mantovano
l’idea di unire le conoscenze per dare una risposta
di ANDREA BETTINI

 
 
 
MANTOVA – Quattromila anni fa, in piena Età del Bronzo, le popolazioni dell’Italia centro-settentrionale e quelle di una vasta area dell’Europa centro-orientale avevano un codice in comune.
Era impresso su dei manufatti in terracotta o in pietra grandi più o meno come un telefono cellulare. 
Ne sono stati ritrovati circa 300 ma il loro significato e la loro funzione sono ancora sconosciuti, tanto da renderli noti tra gli studiosi come “tavolette enigmatiche”.
Per far luce su questo mistero dell’antichità è partito un progetto internazionale a guida italiana, che utilizzerà tecnologie modernissime ed anche internet.
 
 


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.
.
 


 

 

“Assegni” o “cambiali” utilizzati nei commerci preistorici, talismani, elementi inseriti in qualche sistema di registrazione, oggetti dal significato rituale. 
Sono molte le ipotesi sulla funzione di queste tavolette ricoperte di segni di vario genere, come righe, cerchi, punti o croci. 
Quel che è certo è che erano usate come supporto non deperibile per conservare informazioni e che erano conosciute in comunità lontane e assai diverse, dedite anche all’agricoltura ed unite da frequenti contatti e scambi.
 


.
 
 
 
 
 
.
Germania, Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Romania, ma soprattutto Italia settentrionale. 
Le tavolette enigmatiche, dette anche “Brotlaibidole” (in tedesco “idoli a forma di pagnotta”), sono state trovate in un’area molto ampia, ma in gran numero nella zona a sud del lago di Garda. Proprio da qui, dal Museo dell’Alto Mantovano di Cavriana (Mn), è nata l’idea di unire per la prima volta i migliori archeologi europei che le hanno studiate e di adottare un approccio interdisciplinare.
“In passato ci sono state diverse pubblicazioni, ma sono mancate le occasioni di confronto”, dice il direttore Adalberto Piccoli, 69 anni, che si occupa delle tavolette dal 1976.
“Al progetto, che è entrato nella fase operativa da un paio di mesi, stanno collaborando anche l’istituto di Linguistica, Letteratura e Scienze della comunicazione dell’università di Verona ed il dipartimento di Optoelettronica dell’università di Brescia.
Quest’ultimo farà scansioni tridimensionali dei reperti per verificare le tecniche di lavorazione ed eventuali reiterazioni dei segni”.
 
 
 
 

 
 
 
 
Per svelare il significato delle misteriose “Brotlaibidole”, sarà importante anche creare un catalogo che riporti tutti gli esemplari conosciuti e che sia facilmente accessibile. 
Per questo alla fine di giugno è stato inaugurato il sito internet www. tavoletteenigmatiche. it, sul quale saranno inseriti tutti i dati disponibili. Non solo: le pagine web saranno anche utilizzate per raccogliere segnalazioni. 
“Domenica scorsa è stata trovata una nuova tavoletta in Slovacchia – continua Adalberto Piccoli, che durante i suoi scavi ne ha recuperate sette – Il sito ci permetterà di aggiornare continuamente il catalogo. Inoltre ci sono sicuramente dei privati che ne possiedono: c’è la possibilità di compilare una scheda di segnalazione, anche in forma anonima”.
 
 
 
 

 
 

 
 
I primi punti di arrivo del progetto saranno una mostra ed un convegno internazionale, che si terranno a Cavriana nella primavera del 2010. Sarà forse ancora presto per riuscire a comprendere a pieno questa forma di pre-scrittura, ma è probabile che per allora si sia scoperto qualcosa in più sulla funzione delle tavolette enigmatiche. Oggetti diffusi per secoli, tra il 2100 e il 1400 a. C., e poi scomparsi nell’Età del Bronzo Recente, probabilmente non a caso: in quel periodo si intensificarono i contatti con il Mediterraneo orientale e l’incontro con il sistema di segni codificato e consolidato della civiltà micenea potrebbe aver condannato all’oblio il misterioso codice impresso sulle “Brotlaibidole”.


 
 

 
 
 


ECCO ORA IL VIDEO DEL MUSEO ARCHEOLOGICO
DELL’ALTO MANTOVANO CHE CI PARLA DELLE
MISTERIOSE TAVOLETTE ENIGMATICHE  

 
 
 
 

 

 

 


(da repubblica.it ed altri siti – impaginaz. T.K.)

 

 

Ciao da Tony Kospan

 

 


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MA TI SEI LESSATA I NEURONI COL PHON?   1 comment

 
 
 
 
 
 
UN ESILARANTE BRANO
DAL LIBRO DELLA LITTIZZETTO…
RIVERGINATION
 
 
 
 

(La cover del libro)

 

 

 

MA TI SEI LESSATA I NEURONI COL PHON?
 
 
 
 
Senti qua. Non c'è proprio limite alla follia umana. Una modella svizzera, attraverso un delicato intervento di chirurgia plastica, s'è fatta allungare le gambe di tre centimetri. Motivo? Perché non rientrava nell'altezza delle modelle classiche. Per ora non cammina più ma è un dettaglio. Volete sapere quanto era alta prima dell'operazione? Un metro e settantadue. Pensa te. Modella? Ma ti sei lessata i neuroni col phon? E io cosa dovrei fare allora? Che nell'erba alta sparisco?! Che più basse di me ci sono solo le carote che vivono sotto terra e spunta solo il ciuffo?! Cosa mi devo far innestare io?! Un doppio femore? Tassellarmi nell'interno coscia un tubo della stufa? Farmi infilare un mappamondo al posto della rotula?
 
Io non mi farei mai allungare. Sono orgogliosa di essere ultracorta. L'unica cosa che mi dispiace è che ho un bel seno ma purtroppo se ne accorgono solo i cani volpini. E' incredibile come ormai la chirurgia plastica non abbia più confini. In America sta spopolando la rivergination. L'imenoplastica. La moda di farsi ricostruire una nuova verginità. Non sei più vergine? Mettici una toppa. La toppa sulla topa. Diciamo pane al pane. Praticamente la rivergination si fa per evitare la svalutation e incentivare la devolution. Funziona più o meno così: tu vai in America, ti ricoverano in clinica, ti danno due punti, ti rammendano come un calzino, ed esci pulzella. Nuova di pacca. Come quando vuoi vendere la macchina, che azzeri il contachilometri per farla sembrare nuova.
 
Peccato che duri poco. L'imene non è perenne. Tranne in alcuni casi. E non faccio nomi per rispetto della privacy. Un diamante è per sempre, quello dura un attimo e poi sei di nuovo da capo. Toccherebbe rifare l'imene come le porte dei saloon. Che spingi e… oplà, si apre e si richiude. Così quello che viene dopo deve solo stare attento a non prendersi lo sportello sul naso. Il problema sarà poi cosa rispondere quando ti chiederanno com'è stata la prima volta. D'ora in poi ti dovrai segnare quando è stata la prima volta, la prima volta della seconda volta, la prima volta della terza volta… dovrai munirti di un palmare per tenere il conto.
 
 
 
 

 

 

 

DA DAGOSPIA…IMPAGIN. ORSO TONY
 
 

 

 

 

LA PAGINA DI SOGNO DI FB
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IL MITICO CHARLES BUKOWSKI – POESIA E NON SOLO… COME TRASGRESSIONE – CONOSCIAMOLO   2 comments

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Nell'immenso mondo della poesia
non manca alcun genere…
nemmeno quello della trasgressione che ha come
illustre antesignano Cecco Angiolieri…
 
 
Uno dei più noti e grandi in questo campo 
è senz’altro Charles Bukowski (1920-1994)
poeta e scrittore
mito della letteratura statunitense del 900…
(soprattutto per il mondo underground e per la beat generation)
ma ormai possiamo dire di ogni parte del mondo.
 
 
 
 
 
 
 
 

CHARLES BUKOWSKI
POETA E SCRITTORE DELLA TRASGRESSIONE

a cura di Tony Kospan
 
 
Il successo del suo scrivere…
nasce dall'unione di simpatia e trasgressione
 
 
Nella sua vita inseguì sempre
un cosciente ed intenso amore
per la sregolatezza in campo sessuale…
alcoolico… nel gioco (scommesse ippiche)
e nei rapporti interpersonali…
 
 
 
 
 
 
 
 
Bisogna dire ad onor del vero che ebbe un'infanzia tremenda piena di umiliazioni da parte del padre vittima della “grande crisi” del '29 e degli amici d'infanzia per il suo accento tedesco…
 
 
Era nato infatti in Germania da una tedesca ed un soldato americano trasferitisi poco dopo negli USA con il piccolo… Charles… ma il vero nome era Heinrich Karl Bukowski.
 
 
 
 
 
 
 
 
Qui di seguito una piccola raccolta di aforismi e qualche poesia da cui possiamo evincere la sua forte personalità… sorprendente e controcorrente…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  
 
 
 
AFORISMI DI CHARLES BUKOWSKI
 
 
 
 
Godo nel minacciare il sole con una pistola ad acqua. 
 
 
Certi non diventano mai pazzi…
Quanto noiose possono essere le loro vite.
 
 
L’anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci,
soprattutto perché provi un senso di benessere quando gli sei vicino.
 
 
Il genio è un uomo capace di dire cose profonde in modo semplice.
 
 
Come fai a dire che ami una persona, quando al mondo ci sono migliaia di persone che potresti amare di più, se solo le incontrassi? Il fatto è che non le incontri.
 
 
Credo che non viaggerò mai più. Viaggiare non è altro che una seccatura: di problemi ce ne sono sempre più che a sufficienza dove sei.
 
 
Non essere giù perchè la tua donna ti ha lasciato: ne troverai un’altra e ti lascerà anche quella.
 
 
Le due più grandi invenzioni dell’uomo sono il letto e la bomba atomica: il primo ti tiene lontano dalle noie, la seconda le elimina.
 
 
Ovviamente é possibile amare un essere umano, se non lo si conosce abbastanza bene.
 
 
 

 

                         

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QUALCHE SUA POESIA
(TRA LE MENO TRASGRESSIVE…)
 
 
 
L’IPPODROMO
 
Seppellitemi
vicino
all’ippodromo
così che
possa sentire
l’ebbrezza
della volata
finale
 
 
 
 
2 NEMICI
 
Due memici per la vita
si sono incontrati
in un sushi bar
Io gli auguro la morte
come lui si augura la mia.
Impugno i bastoncini
sorrido
e prendo un
California roll

 
 
 
TIRA I FILI, MARIONETTA BALLA
 
Ogni uomo deve capire
che tutto può sparire molto
in fretta:
il gatto, la donna, il lavoro,
la ruota davanti,
il letto, le pareti, la
stanza; tutte le nostre necessità
amore compreso,
poggiano su fondamenta di sabbia,
e ogni causa determinata,
per sconnessa che sia:
la morte di un ragazzo a Hong Kong
o una tormenta a Omaha…
può essere la tua rovina.
Tutte le tue stoviglie che si spaccano
sul pavimento della cucina, la tua ragazza entra
e tu sei là, ubriaco,
in mezzo alla stanza e lei domanda:
“Mio dio, cosa succede?”,
e tu rispondi: “Non so,
non so”…
 
 
 
 
BUKOWSKI
 

Bukowski non sa vestire,
Bukowski non sa parlare,
Bukowski ha paura delle donne,
Bukowski ha lo stomaco in cattivo arnese,
Bukowski é pieno di terrori,
odia i vocabolari,
le monache,
le monete,
gli autobus,
le chiese,
le panchine del parco,
i ragni,
le mosche,
le pulci,
i depravati;
Bukowski non ha fatto la guerra.
Bukowski é vecchio,
Bukowski non fa volare un aquilone da 45 anni;
se Bukowski fosse una scimmia
lo caccerebbero dalla tribù…
  

 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 
 
       
 
 
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