Archivio per 11 agosto 2012

FIORE D’AMORE – TAGORE – BUONANOTTE IN MINIPOESIA   Leave a comment

 

 

 
 
 
FIORE D’AMORE
Tagore
 
Qualcuno mi ha segretamente
lasciato in mano un fiore d’amore.
Qualcuno mi ha rubato il cuore
e l’ha sfogliato in cielo.
Io non so se l’ho trovato
o se vado a cercarlo ovunque
e se c’è tremore di gioia o pena
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Pubblicato 11 agosto 2012 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA, Senza categoria

IL LATO OSCURO DELLE VACANZE… E DI CHI RESTA A CASA… RITI MITI E GUAI… PER SORRIDERE   1 comment

 
 

Le giornate da bollino rosso o nero… Le partenze intelligenti…
Gli ingorghi senza fine… Gli abbandoni degli animali…
Le multe… L’alternativa ferrovia… Il pc…
I tradimenti… Le valigie pesanti… I bagagli smarriti…
Il caldo infernale… La crisi e le vacanze impossibili… etc etc…
 

 
 
 
 
 
 
 

IL LATO OSCURO DELLE VACANZE
PER CHI PUO' PERMETTERSELE (E CHI NO)
RITI… MITI… TORMENTONI… E… GUAI

PER SORRIDERE IN IMMAGINI
by Tony Kospan

 
 
 
 
 
 
 
 

Pensieri molto dolorosi vero?
 

Bè sì certo… eh eh…
sarebbe molto meglio non pensarci…
 

Però proviamo ad esorcizzarli con un sorriso…
a volte aperto ed a volte ahimé amaro…

 

 
 
 
 
 
 
 
 
GLI INGORGHI SENZA FINE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
L’ALTERNATIVA DELLE FF.SS.
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
LE MULTE
 
 
 
 
 
 
 

 
 

 
 
 
 
INCIDENTI
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
L’ABBANDONO DEGLI “ANIMALI”
 
 
 

 

 

 

 

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IL CALDO
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

 

 

 
 
VACANZE… VIRTUALI…
 
 
 

 
 
 
 
VACANZE CULTURALI
 
 
 
 
 
 
LA CRISI E CHI IN VACANZA NON VA…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 

 
 

 

 

 
 
LE VACANZE INTELLIGENTI
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
COMUNQUE ECCO LA VERA…
PARTENZA INTELLIGENTE!!!!
 
 

 
 
 
 
LE VACANZE ED IL TUO PC…!!!
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
OSSESSIONE VALIGIE
 
 

 
 
 
 
SPIAGGIA E TRADIMENTI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
LA CITTA’ VUOTA…
 
 

 

 

 

 

IL RIENTRO AL LAVORO

(PER CHI LO HA)

 

 

 

 

 

 

VIVA LE VACANZE!!! EHEH…

 

 

 

 

CIAOOOOOOO ED IN OGNI CASO

SE POTETE… BUONE VACANZE …

 

 

 
 
 
E………….
 
 
(“IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO”)

 

 

 

TONY KOSPAN

 

 

 

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VAMOS ALLA PLAYA – BEL TORMENTONE DELL’ESTATE 1983   Leave a comment

 
 

 
 
 
 
 
 

 
 
 
Questa nostra piccola antologia stavolta
ci parlerà e ci farà ascoltare
una canzone che… più estiva non si può…
 
 
Quando il caldo esplode,
così come sta facendo in questi giorni,
l'unico desiderio di tutti noi qual'è
se non quello di correre al mare
 – in spagnolo “Vamos alla playa” –
e lì starsene a mollo?
 
 
 
 
 
 
 
 
 

VAMOS ALLA PLAYA
LE CANZONI DELL'ESTATE
by Tony Kospan
 
 

 

           

 
 
 
 

La canzone che con allegria
ci invita a far ciò è la notissima e mitica
VAMOS ALLA PLAYA
di cui ora parleremo.
 
 
Siamo nel 1983 e la canzone,
a dispetto del titolo spagnolo è dei Righeira
gruppo musicale torinese formato da Michael,
(Stefano Rota) e Johnson (Stefano Righi).
 
 
 
 
 
 

 
 
Certo il suo successo non fu dovuto negli anni 80
alla bellezza del testo…
ma alla semplicità ed al ritmo allegro… ondeggiante…
direi quasi… fresco… marino…
e soprattutto alla alla ripetitività del ritornello.
 
 
Proprio per questa ripetitività
la canzone ha il merito (o demerito)
d'aver fatto nascere il termine “tormentone“.
 
 
Prima di passare a riascoltarla
ecco qualche immagine di quell'estate…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ora ascoltiamola…
ci sentiremo meglio… più freschi eh eh…
anche se siamo lontani dal mare…
 
 
 
 
 
 
 
 
Il video ci consente anche di ricordare
che questa canzone fu davvero
cantata e ballata in tutto il mondo…
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Ciaooooooooooo e felice estate a  tutti

 

 

 

 

by Tony Kospan

 

 

 
 
 
 
 
 
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LA SPADA NELLA ROCCIA…. NON SOLO UN MITO MA REALTA’… ITALIANA! – I PARTE   2 comments

 
 
 
 

 
 
 
 
Pochi ne parlano…
ma è davvero un fatto reale e misterioso…
 
 
La spada nella roccia esiste sul serio
ed è in Italia…
anche se non ha alcun riferimento diretto
con la leggenda di Re Artù…
 
 
 
 
 

“Un Cavaliere è devoto al valore,

il suo cuore conosce solo la virtù,

la sua spada difende i bisognosi,

la sua forza sostiene i deboli,

le sue parole dicono solo verità,

la sua ira si abbatte sui malvagi.”

 

 

 

 

 

La spada nella roccia

 

 

 

                   

 
 
LA SPADA NELLA ROCCIA
LA LEGGENDA E'… REALTA'… ITALIANA!
 
 
 

I PARTE

 

 

Tra le tante leggende quella di Re Artù è sicuramente una delle più affascinanti. Tanti sono i personaggi e le storie che ruotano intorno al Re, nato, secondo la leggenda, grazie ad un incantesimo di Merlino. Il mago permise infatti a Uther Pendragon, re di Britannia, di giacere con la bella Igerna, trasformando i suoi lineamenti in quelli del marito di lei.

 

La spada nella roccia di San Galgano

 

Merlino pretese che, in cambio dell’incantesimo, Re Uther gli consegnasse il bambino non appena fosse nato. Al momento della nascita, Merlino reclamò il neonato e lo affidò ad una famiglia per allevarlo. Ma il mago aveva grandi progetti per il piccolo, che infatti, apparentemente per caso divenne Re di Britannia, dopo essere riuscito a estrarre la Spada nella Roccia. Fin qui la leggenda arturiana, ma la leggenda della spada nella roccia si intreccia in maniera decisamente affascinante con la realtà, e per l’esattezza con una realtà tutta italiana.

 

 

Siamo nella Toscana del XII secolo, poco lontani da Siena, in un paesino chiamato Chiusdino. Qui, nel 1148, nasce Galgano Guidotti. La cavalleria lo affascina al punto che, dopo una prima visione di San Michele, decide di diventare egli stesso un cavaliere, e la sua vita viene segnata da un comportamento libertino e dissoluto. I suoi genitori avevano per lungo tempo atteso l’arrivo di un figlio, tanto da recarsi in pellegrinaggio verso la Basilica di San Michele sul Monte Gargano, in Puglia (da qui forse il nome del santo), ma si abbandonano allo sconforto davanti a tale comportamento. Il destino ha, però, riservato loro una sorpresa.

Un’antica immagine raffigurante Galgano e la sua spada nella roccia

 

Galgano, dopo una seconda visione di San Michele, si interroga sulla sua vita e decide di dedicare i suoi anni a venire a Dio e di vivere come un eremita.
Impugnata la sua spada, la conficca in una roccia, e davanti all’elsa, che si erge come una croce, egli pregherà (una variante della storia narra che fu lo stesso San Michele a conficcare la spada).
Era il 1180 e l’intero anno successivo viene segnato dai miracoli di Galgano, che muore di stenti nel 1181. La sua beatificazione avviene in soli 3 giorni e nel 1185 papa Urbano III lo proclama Santo.


 

Di lui rimane solo il teschio, conservato nella chiesa di Chiusdino, da cui si racconta crescessero capelli biondi, tanto da nominare San Galgano protettore dei calvi. Il resto del corpo non è mai stato trovato, sebbene alcuni testi indichino come luogo di sepoltura l’area intorno alla spada.
Sul luogo è stata poi costruita una chiesetta, con una particolare volta dipinta con cerchi concentrici bianchi e neri.

 

 

Si potrebbe pensare ad una variazione della leggenda Arturiana,

ma c’è una testimonianza incontestabile:

la spada è ancora oggi conficcata nella roccia.

 

 

 

 

 

 

E su questo mistero sono iniziate le indagini di alcuni ricercatori delle Università di Pavia, Milano, Padova e Siena.

I risultati hanno confermato che l’elsa che emerge dalla roccia appartiene a una intera spada realmente conficcata nella roccia. Le ricerche hanno anche permesso di datare con precisione la chiesa e alcuni resti ossei trovati in una piccola scatola, anche se purtroppo i risultati non sono stati resi pubblici.

 

La cronologia degli eventi, e delle diverse opere che hanno reso celebre Re Artù, testimoniano come in realtà si potrebbe vedere in Galgano un vero e proprio ispiratore del famoso ciclo Arturiano. Lo stesso nome Galgano pare sia stato mutato in Galvano, uno dei cavalieri della tavola rotonda. Il ciclo Arturiano inoltre risale alla fine del XII secolo, esattamente dopo la morte del santo senese.

 

I resti dell’Abbazia di San Galgano

 

Se ci si fa trasportare dalla leggenda non si può ignorare uno dei sogni fatti da Galgano, in cui egli incontrò Gesù e i dodici Apostoli seduti intorno ad una tavola rotonda e vide il Santo Graal. Coincidenze si potrebbe dire, ma è facile cedere al fascino dei miti celtici e ambientazioni medievali che fanno da sfondo alla storia e di Galgano. A poca distanza dalla collinetta su cui sorge la chiesetta, infatti, si trovano i resti di un’antica abbazia cistercense, ormai senza tetto, a causa del crollo del campanile, e con un prato al posto del pavimento: un paesaggio che sembra essere tratto dalle più antiche e famose leggende dei cavalieri medievali, un luogo quasi magico in cui circa 750 anni fa si svolsero eventi straordinari.

 

 

 

 

 

 

TESTO DI GIANLUCA MARRAS – IMPAGINAZIONE RICERCHE E COORDIN. TONY  KOSPAN

 

 

 

 

 

 

La spada nella roccia la possiamo ammirare

nell'Abbazia di san Galgano nel comune di Chiusdino (SI)…

ma di questo ed altro parfleremo nella II PARTE (T.K.)

 

 

CONTINUA

 

 

 

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TI AMO DI 2 AMORI – GEMMA SUFI D’AMORE DI UNA POETESSA DI 1400 ANNI FA   Leave a comment

 
 
 
Torniamo alla poesia Sufi con questa gemma
 
che ci parla in modo davvero sublme
 
della grandezza del sentimento d'amore…
 
e di una “moderna” poetessa di 1400 anni fa…
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
TI AMO DI 2 AMORI
–  DELIZIOSA POESIA SUFI D'AMORE –
 
 
 
 
 
Rabi'a al-Adawiyya – (Bassora 713/717 – 801)
 
 
 
 
 Rabi'a al-Adawiyya è una grande poetessa
e mistica medievale irachena,
nonché grande esponente del sufismo
inteso sia come pensiero che come poesia
ed addirittura ne viene considerata
la madre“.
 
 
 
 
 
 
 
 
Questo dimostra anche come nel sufismo
non c'era differenza tra i sessi
in quanto la spiritualità non è maschile nè femminile…
e ciò ci porta ad una incredibile considerazione
e cioè che le donne dell'epoca,
pur nell'ambito islamico,
godevano di grande considerazione e libertà.
 
 
 
Attar fu un suo grande ammiratore
e su di lei scrisse
Storie e detti di Rabi‘a.
 
 
 
 
 
 
 
 
Per comprender la forza
e l'indipendenza del suo pensiero
ecco un significativo botta e risposta
così come ci è stato tramandato:
 
 
“Donde sei venuta?”
“Dall’altro mondo”.
“E dove sei diretta?”
“All’altro mondo”.
“E cosa fai in questo mondo?”
“Me ne prendo gioco.
Mangio del suo pane
e compio l’opera dell’altro mondo”.
 
 
 
 
Amanti felici – Fragonard
 
 
 
Ma veniamo alla poesia
che stavolta appare di non difficile interpretazione:
 
 
Il primo amore
appartiene alla sfera umana
ed il secondo
supera i confini del tempo e dello spazio.
 
 
 
L'amore così profondamente vissuto nelle 2 modalità
ci conduce verso l'Assoluto…
 
 
 
Leggiamola…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
TI AMO DI 2 AMORI
Rabi'a al-Adawiyya
 
 
Ti amo di due amori,
uno di passione, uno a Te dovuto.
Nell’amore di passione
chiamo costantemente il Tuo nome e nessun altro.
Nell’amore a Te dovuto
ti togli il velo e lasci ch’io Ti veda.
Non merito lode per nessuno di questi amori.
Tu solo meriti lode per entrambi.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 

IL SALOTTO CULTURALE DI FB
 
 

 

VITA! – JIMENEZ – FELICE SABATO DI PIENA ESTATE IN POESIA… ARTE… E.…   1 comment

 
 

Emile Vernon – Ragazza con fiori

 
 
 
 
 
 
 

Siamo ormai nel cuore dell'Estate
e siamo in tanti sparpagliati per i mondi vacanzieri…
ma a tutti coloro che mi leggeranno
va il mio augurio di un…

 
 
 
 
 
 
 
 
Solo amando…
 possiamo imparare ad amare.
– Iris Murdoch –

 
 
 
 
 Nota

Emile Vernon – Ragazza con rosa gialla

 
 
 
VITA!
Juan Ramon Jimenez
 
 
Giorno difficile, in cui il sole
e le nuvole combattono
– a tratti aperto, fiore,
a volte chiuso, frutto – ,
per confondersi nella notte!
 
Vita!
 
Veglia in cui gli occhi
si aprono e si chiudono,
in un gioco stanco
di verità e menzogna,
per confondersi nel sogno!
 
Vita!
 
 
 
 

Norman Rockwell – Il critico d'arte 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Scritte 3d by Follettarosa
 

a tutti
da Tony Kospan
 
 
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