NOI… UN PENSIERO DI PASCAL SULLA CONDIZIONE UMANA   7 comments

 

 

 

 

 

Un interessantissimo pensiero di Pascal…

sulla condizione umana

che sottopongo alla nostra riflessione…

e, perché no, alle nostre cosnsiderazioni.

 

 

 

Franco Farina – Metafora Umana Barocca

 

 

 

N O I

 

 

“Rendiamoci dunque conto delle nostre possibilità: noi siamo qualcosa,

ma non siamo tutto;

quel tanto di essere che possediamo ci nasconde la vista dell’infinito. […]

 

Questa è la nostra vera condizione,

la quale ci rende incapaci di sapere con certezza

e di ignorare assolutamente.

 

Noi navighiamo in un vasto mare, sempre incerti ed instabili,

sballottati da un capo all’altro.

 

Qualunque scoglio a cui pensiamo di attaccarci e restare saldi,

viene meno e ci abbandona e, se l’inseguiamo,

sguscia alla nostra presa, ci scivola di mano e fugge in una fuga eterna.

 

Per noi nulla si ferma.

 

Questa è la nostra naturale condizione, che tuttavia è la più contraria

alla nostra inclinazione: desideriamo ardentemente trovare un assetto stabile

e una base ultima per edificarvi una torre che si levi fino all’infinito,

ma ogni nostro fondamento si squarcia e la terra s’apre in abissi”

 

(B. Pascal)

 

 

B. Pascal

 

 

Che ne pensate?

 

Ciao da Orso Tony…

 

 

 

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Pubblicato 15 giugno 2012 da tonykospan21 in RIFLESSIONI AFORISMI FILOSOFIE

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7 risposte a “NOI… UN PENSIERO DI PASCAL SULLA CONDIZIONE UMANA

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  1. Un pensiero profondo, arcaico, questo di B. Pascal. “NOI”
    Noi, fatti di materia e di essenza, di tutto e di niente.
    Noi che viviamo la condizione assoluta con e senza la consapevolezza del vivere.
    Noi che quando pensiamo di avere raggiunto l’approdo improvvisamente ci ritroviamo punto e accapo.
    Noi che crediamo che la terra ci appartiene, mentre siamo noi ad appartenere alla terra.
    Grazie caro Tony per la magnifica riflessione.

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  2. la profondtà e la veridicità delle parole di Pascal non possono avere nessun commento adeguato per….altezza

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  3. per la profondità delle parole e la veridicità delle stesse non ci sono adeguati commenti…..

    "Mi piace"

  4. L’analisi di Pascal è profonda e perfetta; mi sovviene comunque di in conseguenza, una seconda riflessione che vorrei parteciparvi : se l’uomo è perennemente teso ad uno scoglio solido cui aggrapparsi e ad un assetto stabile che tuttavia più viene inseguito più sprofonda e lascia nell’assoluta incertezza, non potrebbe essere proprio questo sentirsi incerto e provvisorio, questo sapere in fondo che tutto è mutevole su questa terra a creare l’ansia di giungere a ciò che non appartiene alla nostra dimensione? e proprio quest’ansia, di “ottenere” il permanente, l’infinito, che non gli consente di sentire che, come un oleogramma, questo già fa parte del suo essere e non c’è bisogno dello sforzo per arrivare a “possederlo….”La condizione umana, con questa consapevolezza non avvertirebbe il conflitto tra il suo limite, pur vero e l’Illimitato, la sua instabilità pur presente, e la stabilità, l’impermanenza (forse legata anche alla paura della morte) pur esistenziale, e la Permanenza….Così l’uomo che è è il Noi, cosmicamente inteso e correlato all’intero universo, privo del conflitto e della tensione avrebbe solo una “propensione” un “anelito” a Riscoprirsi nella sua Piena Umanità che comprende il piccolo e l’immenso, ciò che muta e ciò che E’, e ad accogliere il suo essere uomo nei suoi limiti come nell’Infinito che vive in esso e che può risvegliare altre potenzialità sopite o allontanate, magari per timore dell’ ingestibilità di queste. .Nelson Mandela scriveva la nostra paura più profonda non è di essere inadeguati ma potenti oltremisura, come la scienza ci ribadisce che utilizziamo una piccolissima percentuale delle capacità del nostro cervello. Allora, concludendo forse si potrebbe raggiungere una sorta di quiete, sapendo che il Divino e l’ Umano non sono poi così distanti ma forse essendo l’uno nell’altro e scambievolmente l’uno tendente all’altro, potrebbe il Noi diventare autentico almeno nello sfiorarsi un dito della mano, se non poi, nella piena maturità raggiunta dopo avere detto Si a se stesso e all’altro da se, fondersi in un abbraccio di luce.

    Rossella

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