Archivio per 22 maggio 2012

IL PENSIERO DELLA NOTTE – MARGHERITA HACK   2 comments

 

 

 

 

 

 

Tutte le sere, quando si apre il sipario della notte, nel cielo nero si accendono le stelle e inizia lo spettacolo che da millenni mette in scena storie in cui si muovono eroi dotati di superpoteri, mostri e ibridi da fantascienza, fanciulle più divine che terrestri: tutti impegnati in un repertorio d’amori e d’avventure ai confini della realtà.
Uno spettacolo che si replica senza interruzione da parecchie migliaia di anni, e che ha il solo torto d’esser finito anche sui libri di scuola dove spesso persino le cose più straordinarie diventano noiose.
Eppure, come faceva notare il filosofo latino Seneca, se le stelle, anzichè brillare continuamente sopra le nostre teste, fossero visibili solo da un particolare luogo del pianeta, tutti vorrebbero andarci per assistere allo spettacolo.
 
Margherita Hack
 
 
 

TERRA E MARE – JIMENEZ – BUONANOTTE IN MINIPOESIA   Leave a comment

 

 

 
 
 
TERRA E MARE
Juan Ramon Jimenez
 
 
L’orizzonte è il tuo corpo.
L’orizzonte è la mia anima.

Raggiungo il tuo limite:
ancora sabbia.

Raggiungi il mio limite:
ancora acqua.
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
By Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 

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Pubblicato 22 maggio 2012 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA, Senza categoria

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UN ALTRO AMORE – GINO PAOLI – CANZONE POESIA   Leave a comment

 
 
 
 

Nella nostra piccola antologia di canzoni-poesie…
non può mancare questa…
 
 
E' uno dei tanti successi di Gino Paoli…
ma il testo è assolutamente di qualità
come potremo leggere qui giù…
 
 
 
 

 
 
 
UN ALTRO AMORE  – GINO PAOLI
CANZONI POESIE
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Sappiamo che le canzoni di Gino Paoli
sono tutte molto belle ed i testi mai banali…
e difatti moltissime
sono diventate dei veri e propri grandi successi
 
 
 
Ma la qualità poetica di questa canzone
è anche suffragata dal fatto che è stata premiata
quale miglior testo
al Festival di Sanremo 2002 dove si classificò terza…
 
 
 
Leggiamo…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
UN ALTRO AMORE
Gino Paoli
 
Cento volte ho pensato di averti incontrato
Cento volte ho capito di avere sbagliato
Ma è bastato un tuo piccolo gesto
Così logico quando l’ho visto
Per capire che
Eri proprio tu
Non ci sarà un altro amore
Non ci sarà un’altra volta
Non ho più il cuore libero
Non c’è spazio per altre storie
Non ci sarà un’altra volta
Non ci sarà un altro amore
Lo sapevo
Che da qualche parte esistevi
T’ho cercata
T’ho trovata in mille amori
Ma ogni volta mancava qualcosa
Sì mancava quel piccolo gesto
E alla fine tu
Finalmente tu
Non ci sarà un altro amore
Non ci sarà un altra volta
Chi mancava sulla mia strada
Eri tu e comunque vada
Non ci sarà un altro amore
Quel che sembra impossibile
Qualche volta sembra impossibile
Qualche volta succede ancora
Non ci sarà un’altra volta
Non ci sarà un altro amore
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ma è giunto il momentodi ascoltarla…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 
 
 

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Pubblicato 22 maggio 2012 da tonykospan21 in CANZONI POESIE

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GIACOMO MATTEOTTI – RICORDO DI UN EROE…   Leave a comment

 
 
 
OGGI E’ L'ANNIVERSARIO
DELLA NASCITA DI GIACOMO MATTEOTTI…
 
 
 
 

Giacomo Matteotti
(Fratta Polesine 22 5 1885 – Roma 10 6 1924)
 
 
 
 
Per non dimenticare,
o per far conoscere alle nuove generazioni.
un eroe della vera libertà.
 
 
Una Nazione che non ha memoria del suo passato,
e vive alla giornata, non ha alcun futuro.
 
 
 
 
 

 
 
Fu una bellissima e forte figura di uomo libero
e pertanto avversario deciso e coraggioso della dittatura.
 
 
La sua capacità oratoria e la verità delle sue parole in Parlamento
scatenarono la furia di una squadraccia che l'uccise.
 
 
 
 

 

 
 
Resterà per sempre  
un grande fulgido esempio di grande coraggio e dignità
anche se oggi, ahimé, 
tendiamo a dimenticare la nostra storia…
e l'ignorarla non porta mai nulla di buono
a qualunque popolo…
 
 
 
 
 
 
 
 
Felice il popolo che non ha bisogno di eroi…
(B. Brecht)
 
 
 
Ma tant'è… ahimé… essi sono spesso necessari…
e rappresentano un simbolo importante…
per coloro che amano una società libera, onesta e giusta…
al di là della propria fede politica… (se sincera).
 
 
 

I SUOI FUNERALI
 
 
 
 

QUESTO VIDEO CI CONSENTE DI CONOSCERE
IL SUO ULTIMO DRAMMATICO DISCORSO IN PARLAMENTO
PRIMA DELLA SUA UCCISIONE…
 
 
 
 
E' tratto dal film
IL DELITTO MATTEOTTI
 
 
 
 

 
 
 

 

TONY KOSPAN

 
 
 

LA LEGGENDA DI ALBA RADIOSA E LUPO SOLITARIO   2 comments

 

 

Una bella leggenda degli Indiani d'America…
 
 
 
 

 
 
 
 
LA LEGGENDA
DI ALBA RADIOSA E LUPO SOLITARIO
 
 
 

 

 

 

 

 

Lune orsono nella tribù del popolo degli uomini, che voi bianchi battezzaste con il nome di Sioux, visse una principessa così bella e radiosa e che ogni mattina al suo risveglio ella trovava una rosa nel suo teepee proprio accanto al suo viso.

 

 

 
 
 
 
 

Ella era molto corteggiata ed i più giovani e forti guerrieri della tribù facevano a gara per portare a suo padre Orso Saggio i più bei cavalli e le armi più decorate come voleva l’uso per chiedere la mano della principessa.

E da tutte le tribù vicine ella era conosciuta ed amata e sarebbe stato fortunato colui che avesse avuto il suo cuore. Alba Radiosa, questo era il nome che la tribù le aveva dato per la sua solarità, viveva gaia e felice quindi nell’attesa di scegliere il suo compagno come era in uso nella tribù.

 

 

 

 

Poco distante dall’accampamento, ai limiti della foresta, viveva in una modesta capanna un guerriero di nome Lupo Solitario, egli non era bello e nemmeno più giovane ma il suo cuore batteva per Alba Radiosa e batteva così forte che, quando vedeva la principessa, sembrava che i tamburi di guerra tuonassero all’unisono!Ed era lui che ogni notte sfidava le ire di Orso Saggio per posare la rosa accanto alla principessa.
Una notte però calda e afosa le principessa si svegliò proprio mentre lui poneva la rosa accanto a lei.

 

 

 

 

Lei gridò… Orso Saggio si destò all’improvvivo e colpì col suo coltello Lupo Solitario al cuore.

Ma la Madre Terra,dea dei Sioux, ebbe pietà di Lupo e lo tramutò in una costellazione, la Costellazione del Lupo.

Se guardi a destra dell’Orsa Minore la vedrai e se ascolterai bene udrai anche un ululato lontano nella foresta al limitare dell’accampamento della tribù degli uomini.

E’ il lamento di Lupo Solitario per il suo amore mai realizzato.

 

 

 

 

 

web

 

 

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN

 

 

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Buon martedì con il Sonetto del dolce lamento di Lorca – arte.. R. Leech – canzone.. Anche per te – e..   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 Raymond Leech – Donna dal cappello rosso
 
 
 
 

 

 

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Quando si scrive delle donne
bisogna intingere la penna nell'arcobaleno
e asciugare la pagina
con la polvere delle ali delle farfalle.
Denis Diderot
 
 
 
 
 

 Raymond Leech
 
 
 
 
 
SONETTO DEL DOLCE LAMENTO
Federico Garcia Lorca
 
Temo di perdere la meraviglia
dei tuoi occhi di statua e la cadenza
che di notte mi posa sulla guancia
la rosa solitaria del respiro.
 
Temo di essere lungo questa riva
un tronco spoglio, e quel che più m’accora
è non avere fiore, polpa, argilla
per il verme di questa sofferenza.
 
Se sei tu il mio tesoro seppellito,
la mia croce e il mio fradicio dolore,
se io sono il cane e tu il padrone mio
non farmi perdere ciò che ho raggiunto
e guarisci le acque del tuo fiume
con foghe dell’Autunno mio impazzito
 

 

 

 Raymond Leech

 

 

 

PAR OURS ANTOINE

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 

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IL SILENZIO DELLA FILOSOFIA SUL MALE   Leave a comment

 

 

 

 

 

 

Parte dell’ intervento di Sergio Givone
ad UmbriaLibri sul Tema
“In fondo al male”

 

 

 

 

 

 

 

IL SILENZIO DELLA FILOSOFIA

SUL MALE

 
 
 
 
 

 
 
 
 
Un articolo interessante… un piccolo excursus 
sul concetto di male…  attraverso i secoli
che porto all’attenzione di chi… come me…  
ama anche questi temi…
e che propongo alla vostra lettura…
 
 
 
Se vogliamo possiamo legger l'articolo ascoltando
questa musica new age…
 
 
 

NotaNEWAGE Nota

 

 

 

La filosofia tace sul male

 

 

Diceva David Foster Wallace, lo scrittore americano da poco scomparso: anche l’ aragosta “sa” il male, quanto meno lo sente.
Basta prestare orecchio al rumore sordo delle chele che sbattono contro i bordi della pentola in cui è stata gettata viva.
E non si dica che il suo è un sentire elementare, rozzo.
Se l’ aragosta non ha le parole per dire la sofferenza che prova e il tormento che le viene inflitto, forse noi le abbiamo?
Si pensi alla filosofia.
Di fronte al male è stata reticente, ha balbettato.
Vero è che tutte le tradizioni da cui proveniamo traboccano di riferimenti al più inquietante dei molti misteri che ci circondano.
Non c’ è male che sia stato risparmiato a Giobbe. «Appena temo un male, questo mi colpisce».
Inutile chiedere perché, avverte Qohélet.
Tutto è inutile. Tutto è vano.
E questo forse è anche peggio del male.
«Sarebbe opportuno che noi ci radunassimo a piangere la casa nella quale qualcuno sia venuto alla luce, pensando ai molti mali della vita umana, ma a chi con la morte ha posto fine a gravi sofferenze, gli amici con lode e con gioia dovrebbero dare sepoltura», aveva scritto Euripide, rievocando l’ antica sentenza del Sileno (…) per cui la cosa migliore sarebbe non nascere, e in subordine morire al più presto.
Ma siamo sicuri che in quei testi si stia parlando del male e non di qualche cos’ altro?
Qualcosa che ha bensì a che fare col male, ma che nulla dice circa la sua natura?
Certamente le sciagure che senza tregua colpiscono gli uomini, con il loro corteo di sofferenze afflizioni pene e tormenti vari, per non parlare della morte e del nulla, sono dei mali.
Ma non lo sono necessariamente.
Tant’ è che hanno potuto presentarsi talvolta come forme di liberazione o di sollievo.
Il male sfugge alla presa. E si rifugia in una dimensione dov’ è difficilissimo stanarlo.
E’ la dimensione in cui il male appare strettamente legato alla colpa.
Anzi, non appare se non come colpa.
Ossia come qualcosa di cui l’ individuo deve rispondere.
Non importa a chi: se a Dio, alla propria coscienza, agli altri uomini.
Né importa se ciò di cui deve rispondere è un che di fatale, addirittura un destino.
C’ è autentico male dove c’ è assunzione (o rifiuto) di responsabilità per una colpa.
Ma quale colpa?
A questo proposito i greci hanno parlato di amartia.
I cristiani invece di peccato.
Si coglie qui la differenza nel modo in cui gli antichi e i moderni hanno concepito il male.
Per gli antichi la colpa appartiene all’ ordine delle cose.
E’ una specie di marchio, è il retaggio della nostra finitezza, come sostenne Anassimandro. Siamo mortali; lo siamo poiché ci siamo separati dall’ uno-tutto e siamo precipitati nel mondo della vita e del divenire.
Questa separazione è la nostra colpa.
Da espiare con la morte.
Come se ci dicessero: sei venuto al mondo, hai goduto della luce del sole, e allora paga.
Anche per il cristianesimo la colpa è tutt’ uno con la nascita.
L’ uomo nasce portatore di un peccato d’ origine.
Però questo peccato non appartiene all’ ordine delle cose, come nel mondo classico, ma a quel principio spirituale che è l’ anima.
Donde la questione come possa essere imputabile all’ anima un peccato non commesso.
Il cristianesimo introduce allora l’ idea della solidarietà nella colpa.
Ricevendo la vita, ciascuno è tenuto a farsi carico di tutto ciò che la vita comporta, non solo nel bene ma anche nel male.
Un pò come quando si riceve un’ eredità.
Se la si accetta, i debiti connessi devono essere onorati.
C’ è dunque differenza, ma anche profonda affinità fra la nozione di colpa tragica e quella di peccato originale. (…)
Ma che cosa accade nel momento in cui, come oggi, la colpa perde credibilità filosofica?
Chiaro che se la colpa è sempre e soltanto della società, o non è che senso di colpa, di cui è bene disfarsi per igiene mentale, allora tanto vale rinunciare ad essa.
Salvo che, tolta la colpa, è tolto anche il male.
Non è certo un caso se la filosofia contemporanea, tranne pochissime eccezioni, sul male ha taciuto.
 
 

 SERGIO GIVONE

 

 

 

 

 
 

  Repubblica — 07 novembre 2008    sezione: CULTURA

IMPAGINAZIONE T.K.

 

CIAO DA TONY KOSPAN

 

 

 

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