Archivio per 9 aprile 2012

IL TUO POSTO VUOTO – V. LAMARQUE – BUONANOTTE IN MINIPOESIA   Leave a comment

 

 

E. Hopper

 
 
 
IL TUO POSTO VUOTO
Vivian Lamarque
 
 
Il tuo posto vuoto a tavola
parla racconta chiacchiera ride forte
non sta mai fermo si alza
ritorna mangia avanza sempre un boccone
ritaglia nel formaggio forme di animali
il tuo posto vuoto a tavola
a destra di Miryam
è di fronte a me.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
da Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
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Pubblicato 9 aprile 2012 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA, Senza categoria

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EFFETTO MOZART – VERITA’ O FANTASIA?   1 comment

 
 
 
 

Realtà scientifica o mistificazione dei media?

Nuovi studi riportano in una dimensione più realistica

gli effetti dell’educazione musicale.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

EFFETTO MOZART
ovvero
EFFETTI DELL’EDUCAZIONE MUSICALE

 

 

“Che la musica influenzi l’umore è cosa nota.

Meno risaputo è che la musica possa agire direttamente sull’organismo modificando il nostro stato emotivo, fisico e mentale.

Questo fenomeno – chiamato effetto Mozart – non si verifica solo ascoltando le sinfonie del grande Amadeus, ma anche i canti gregoriani, un certo tipo di jazz e di pop, i ritmi sudamericani, le armonie new age e persino un pò di sano e robusto rock’n'roll.”

Queste citazioni sono prese dalla presentazione all’edizione italiana del libro di Don Campbell “Effetto Mozart“.

 

 

 

 

Dello stesso autore sono in vendita numerosi CD che l’autore pubblicizza affermando:

“Le vostre orecchie, la vostra voce e il vostro repertorio musicale sono il più potente strumento di cura a vostra disposizione”.

Le potenzialità terapeutiche della musica ci vengono insomma presentate come un dato certo ed acquisito, una realtà scientifica.

 

Ma è davvero così?

 

Ripercorriamo insieme la storia del cosiddetto “Effetto Mozart” e scopriremo un’interessante miscela di dati scientifici, distorsioni mediatiche ed interessi commerciali.

Successivamente alla pubblicazione dei lavori della Rauscher i media, interpretando superficialmente i dati oggettivi e non prestando attenzione al dibattito scientifico in corso, instillarono nel grande pubblico l’idea che bastasse ascoltare Mozart per diventare più intelligenti.

Un po’ come quando da giovani studenti si mette il libro sotto al cuscino nella speranza, la mattina dopo, di sapere la lezione.

 

 

 

 

E’ facile comprendere che esiste una chiara differenza tra l’ascolto passivo di musica classica, fulcro del lavoro originale della Rauscher, ed gli effetti di una sistematica educazione musicale.

Quest’ultima richiede periodi prolungati di attenzione, una pratica quotidiana, l’apprendimento di una complessa simbologia, la memorizzazione di ampi passaggi musicali, ed inoltre, specie nella musica strumentale, la progressiva padronanza di raffinate abilità motorie.

Questo, specie se avviene nell’infanzia, un periodo di grande plasticità neuronale, può avere significativamente influenzare lo sviluppo cognitivo del bambino.

Tuttavia non possiamo assumere a priori che l’insegnamento di uno strumento musicale sia di per sé più efficace di un corso di informatica di base o di una lingua straniera, sebbene per alcuni bambini probabilmente possa essere più divertente.

 

 

 

 

Vari studi hanno verificato un legame tra partecipazione a corsi di musica in età prescolare e IQ.

Tuttavia una correlazione tra due eventi non implica di per sé un rapporto di causa ed effetto.

Dobbiamo quindi correre ad iscrivere i nostri figli ad un corso di musica? Perché no! Di certo ne risulteranno arricchiti.

Ma non aspettiamoci di ritrovare un piccolo Einstein al nostro tavolo.

Godiamoci quindi l’ascolto di un brano di Mozart, ben venga un incremento dell’attenzione all’educazione musicale nei curricula scolastici, ma non aspettiamoci di guarire da una malattia o di diventare improvvisamente studenti più brillanti…

 

 

 

 

 

Sì… godiamocela davvero questa Sonata K279

 

 

   

 

 

WEB – Estratto da un articolo di Bruna Pelucchi – Impaginazione T.K.

 

 

Ciao da Tony Kospan

 

 

 

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IL SALOTTO CULTURALE DI FB?

 

 
 

Pubblicato 9 aprile 2012 da tonykospan21 in MUSICA NEL MONDO..., Senza categoria

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SOFFRIAMO DELLA SINDROME DI PRIMAVERA? – TEST E RESPONSO   Leave a comment

 
 
Siamo finalmente in primavera!
 
Stanchi annoiati sonnolenti?
 
 
 
 
 
 
E' LA SINDROME PRIMAVERILE
 
 
Se ci sentiamo un pò irritabili, un pò distratti,
un pò stanchi, un pò sonnolenti
non dobbiamo preoccuparci affatto
a meno che questi sintomi
non compromettano la nostra vita normale…

 

 

 
 
Ecco allora un bel test che ci aiuterà a capire…
 
 
 
 
 
 
SOFFRIAMO DELLA SINDROME DI PRIMAVERA?
 
TEST E RESPONSO
 
 
 
 
 
Indichiamo accanto ad ogni lettera
rappresentativa delle domande il punto…
da 0 a 3
che indica la risposta che ci rappresenta maggiormente
e precisamente…
0 indica per niente d’accordo
1 indica poco d’accordo
2 indica abbastanza d’accordo
3 indica molto d’accordo
 
 
 

 
 
ED ORA LE 12 DOMANDE…
 
 
A – Mi sento più stanco/a del solito O 1 2 3
B – Ho più sonno e/o non mi alzo riposato/a O 1 2 3
C – Mi sento giù di tono O 1 2 3
D – Sono facilmente irritabile O 1 2 3
E – Ho difficoltà a concentrarmi O 1 2 3
F – Mi sento apatico/a e non voglia di niente O 1 2 3
G – Mi distraggo facilmente O 1 2 3
H – Mi sento svogliato/a O 1 2 3
I – Ho difficoltà a tenere i ritmi di sempre O 1 2 3
L – Accuso malesseri fisici (cefalea, cattiva digestione etc…) O 1 2 3
M – Mi sento gonfio/a e/o con le gambe pesanti e/o la pelle spenta O 1 2 3
N – Mi sento stressato/a e/o nervoso/a O 1 2 3
 
 
A voi dunque… se vi va!
 
 
 
 
 
 
Fatto?

Calcoliamo ora il punteggio totale!
 
 
ORA SAPREMO SE SIAMO…
 
– PRIMAVERA RESISTENTI
B – PRIMAVERA SENSIBILI
C – PRIMAVERA SOFFERENTI
 
 
 
 
 
 
 
 
IL RESPONSO
 
 
 
 
 
AL DI SOTTO DI 12 PUNTI

 
 
A – PRIMAVERA RESISTENTI
 

La sindrome primaverile è abbastanza diffusa.
I soggetti più a rischio sono in genere le donne di giovane età, gli adulti sono meno colpiti.
Alcuni dei sintomi che la definiscono possono manifestarsi comunemente ed essere causati da cose diverse, indipendentemente dal cambio di stagione.
Il disturbo vero e proprio, con un quadro sintomatico preciso, non si manifesta se l'organismo reagisce e si adatta al cambio climatico riuscendo a non perdere il proprio equilibrio psico-fisico o recuperando rapidamente.
Questo è il vostro caso.
 
 
 

 
 
 
TRA 13 E 26 PUNTI

 

B – PRIMAVERA SENSIBILI

 
La sindrome primaverile è un disturbo passeggero che non deve preocupare.
E' provocato dalla difficoltà dell'organismo ad adattarsi ai cambiamenti imposti dall'arrivo della nuova stagione. Il clima e il cambio di temperatura, infatti influenzano il sistema neuro-immuno-endocrino modificando la secrezione di alcuni ormoni.
Chi avverte la sintomatologia in modo lieve o comunque solo per un periodo di tempo ritroverà la carica spontaneamente.
Dieta mediterranea (poche proteine, molte vitamine e sali minerali) e ritmi un pò più lenti possono aiutarvi ad avere un recupero migliore.
 
 
 
 
 
 
AL DI SOPRA DI 26 PUNTI

 
 
C – PIU' CHE MAL DI PRIMAVERA
 
Un pò di attenzione

I malesseri principali del “mal di primavera” sono l'abulia, lo stress, la scarsa concentrazione che, insieme ad una serie di altri piccoli sintomi definiscono il quadro della cosidetta sindrome primaverile.
Non è quindi un sintomo preoccupante e regredisce con l'adattamento dell'organismo ai cambiamenti climatici.
Se invece i sintomi sono così intensi addirittura da compromettere lo svolgersi della vita abituale e soprattutto se persistono nel tempo probabilmente nascondono altri tipi di difficoltà (per es. ansia, stress o altri disturbi fisici) che meriterebbero di essere approfonditi.
 
 

 
 
(dal suppl. la Salute)
 
 

Ciao da Tony Kospan

 
 
 
 
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MORIRE D’AMORE – POESIA SUFI SUL SENSO DEL VERO AMORE   1 comment

 
 
 

 
 
 
Nel nostro linguaggio usuale usiamo spesso
l’espressione “morire d’amore“.
 
 
Molto nobile ed universale
è però la sua origine e qui…
in pochi versi
ci viene poeticamente e genialmente spiegata
 
 
 
 
 
 
 
 
 
MORIRE D’AMORE
GRANDE POESIA SUFI D’AMORE
 
 
 
L’Amore… il vero Amore…
non è spensieratezza…
ma assoluta dedizione… di sé… ed oltre sé…
 
 
E’ la totale intima unione di anima e corpo
degli Amanti
 (nel senso di coloro che si amano)
ed assoluta reciproca dedizione… donazione…
al punto da diventar una cosa sola…
 
 
 
 
 
 
 
 
L’inizio dell’Amore,infatti, 
non è forse ansia… paura…
perdimento di sé?
 
 
E la fine dell’Amore…
non ci appare forse
come la perdita di una parte di noi…
come un morire?
 
 
 
 
 
 
 
 
Se non sei pronto a morire per il tuo amore…
allora… il tuo è… proprio Amore?
 

Una verità assoluta e profonda,
un insegnamento universale ed eterno
dunque ci giunge dai versi rivelatori e folgoranti 
di questo poeta mistico di quasi mille anni fa.
 
 
 
 
 
 

MORIRE D’AMORE

Ibn al-Fàrid (1181-1235)

 
 
 
 
E' Lui l’amore! Vive solitario perché
 
il suo riposo è fatica, un male il suo
 
inizio e la sua fine una morte.
 
Se vuoi vivere felice, sii martire d’amore
 
se no lascia l’amore a quelli che sanno
 
amare. Chi non muore davvero del suo amore
 
di vivere d’amore non avrà la ventura.

 
 
 
 
 
 
 
 
Come sempre…
mi piacerebbe conoscere il vs pensiero…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 

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APRILE – M. DE STEINKUHEL – FELICE INIZIO DI SETTIMANA IN POESIA… ARTE… E…   3 comments

 
 
 
 
 
 
 Tamara de Lempicka – In estate (1928)
 
 
 
 
 
 
 
Un giorno senza un sorriso è un giorno perso.
Charlie Chaplin
 
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   Nota
 Tamara de Lempicka – La convalescente
 
 
APRILE
Monica De Steinkuehl

Vorrei ballare nuda sotto la fresca pioggia primaverile
lasciarmi travolgere dalle gocce
che bagnano il mio corpo,
farmi inondare da ciò che il cielo mi manda,
così precipitosamente
senza lasciarmi nessun tempo,
senza accorgermi di niente
così semplicemente libera
in mezzo alla natura
così profondamente
dentro di me.

Vorrei annullare il tempo per godere infinitamente
di queste gocce
che scendono sul mio viso leggere
che lavano di ogni angoscia
che mi rendono semplicemente
libera di amare,
perché io amo la pioggia.

Amo il vento
che spettina i prati verdi
sperduti nel mondo,
che crea grandi onde
nel mare della mia vita,
che abbassa timidamente gli alberi
ed i miei occhi.

Mi lascio trasportare dal vento
che mi spinge inconsapevolmente
verso qualcosa
che non sa nemmeno lui
e che mi confonde
di emozioni provate. 

 
 
 
 Tamara de Lempicka – La sciarpa blu
 
  
 
â—‹â—MAXâ—â—‹â—‹â—MAXâ—â—‹â—‹â—MAXâ—â—‹
 
  
 
 
da Orso Tony
 
 
 
 

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BAUDELAIRE… POETA MALEDETTO E ROMANTICO… TRA TENEBRE E LUCE… BREVE BIO ED ALCUNE POESIE   2 comments

 
 
 
 
 
 
 
 
Poeta “maledetto”…
vero simbolo della difficoltà del vivere
per la sua continua interiore lotta
tra luce e tenebre…
 
 
Riuscì a cogliere in modo magistrale
la complessità del proprio IO
che, se davvero vogliamo guardarci dentro…,
non è poi tanto dissimile dal nostro…

 
 
 
 
 
 
 
 
 
BAUDELAIRE
POETA MALEDETTO E ROMANTICO…
TRA TENEBRE E LUCE
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
Parigi, 9 aprile 1821  –  Parigi, 31 agosto 1867

 
 
 
 
BREVE BIO  
 
 
 
Prestissimo orfano di padre
ebbe un’infanzia molto complicata
a causa dei difficili rapporti col patrigno
e del suo carattere indisciplinato
al punto che per punizione, ancora giovanissimo,
fu fatto imbarcare su di un battello diretto in India…
 
 
Questo viaggio lo fece innamorare dell'esotismo
che poi cantò in diverse sue poesie.
 
 
Tornato a Parigi e non volendo intraprendere
la classica vita borghese
si rifugiò in quella “bohemienne” del Quartiere Latino.
 
 
 
 
 
 
 
 
Lì la sua vita fu intensa e tempestosa…
tra tentativi di suicidio…
amori sregolati… alcool e droghe
ma insieme attiva negli ambienti culturali parigini
dove ebbe modo di confrontarsi
con altri grandi letterati dell’epoca …
 
 
Il suo libro di poesie più famoso
ed in un certo senso “rivoluzionario” è
I fiori del male
del 1857
(per il quale subì condanna e censura).
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Scrisse anche libri di critiche d’arte
Curiosità estetiche e L’arte romantica
in cui manifestò il suo pensiero sull’arte.
 
 
La sua stella cometa era il
romanticismo
ma i contenuti della sua poesia
nascevano da qualsiasi aspetto della vita reale
(ad esempio… le industrie… con l’immagine di
«fiumi di carbone salgono in cielo»).
 
 
Con la sua ultima opera infine 
Spleen di Parigi
sperimentò anche la poesia in prosa.
 
 
 
 
 
 
 
 
Morì nel 1867 a soli 46 anni
dopo una paralisi ed un tremenda agonia.
 
 
Fu sepolto in forma anonima nella tomba di famiglia…
e solo nel 1949 la Corte di Cassazione Francese
ha riabilitato sia le sue opere che la sua memoria.
 
 
 
 
 
 
 
 
L'OPERA PRINCIPALE
 
 
La sua opera principale e che ancor oggi risplende
d'immensa luce propria è proprio quella
per la quale gli ambienti culturali più retrivi
lo contestarono in modo feroce…
I FIORI DEL MALE.
 
 
Opera talmente bella che Carlo Dossi,
dopo averla letta,
si convinse a non scriver più poesie.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
ALCUNE SUE POESIE
 
 
T'ADORO
Charles Baudelaire
 
T'adoro al pari della volta notturna,
o vaso di tristezza, o grande taciturna!
E tanto più t'amo quanto più mi fuggi, o bella,
e sembri, ornamento delle mie notti,
ironicamente accumulare la distanza
che separa le mie braccia dalle azzurrità infinite.
Mi porto all'attacco, m'arrampico all'assalto
come fa una fila di vermi presso un cadavere e amo,
fiera implacabile e cruda, sino la freddezza
che ti fa più bella ai miei occhi.
 
 
 
 
 
 
 
 

LA MUSICA
Charles Baudelaire (trad. Tony Kospan)
 
Spesso la musica mi prende come il mare.
Sotto una volta di nebbia
o in un vasto cielo
alzo la vela verso la mia pallida stella.
Petto in fuori e polmoni pieni
come una barca m'inerpico sui cavalloni
che la notte mi nasconde;
sento vibrare in me tutte le passioni
d'un vascello sofferente;
il forte vento,
la tempesta ed i suoi moti convulsi
sull'immenso abisso mi cullano.
Altre volte, calma piatta,
grande specchio della mia disperazione!

 
 
 
 
 
 
Ora consiglio di legger con attenzione…,
per coglierne meglio…
ogni delicata ma profonda sfumatura…,
Albatros,
per me tra le sue più belle poesie…,
in cui simbolicamente è tratteggiata
proprio la figura del Poeta,
spesso schernita dalla “Società”…,
che non ne comprende la grandezza
proprio perché è troppo più avanti…
rispetto al sentire comune.

 
 
 
 
 
 
 
 
L’ALBATRO
Charles Baudelaire
 
Spesso, per divertirsi, le ciurme
catturano degli albatri, grandi uccelli marini,
che seguono, compagni di viaggio pigri,
il veliero che scivola sugli amari abissi.
E li hanno appena deposti sul ponte,
che questi re dell’azzurro, impotenti e vergognosi,
abbandonano malinconicamente le grandi ali candide
come remi ai loro fianchi.
Questo alato viaggiatore, com’è goffo e leggero!
Lui, poco fa così bello, com’è comico e brutto!
Qualcuno gli stuzzica il becco con la pipa,
un altro scimmiotta, zoppicando, l’infermo che volava!
Il poeta è come il principe delle nuvole
che abituato alla tempesta ride dell’arciere;
esiliato sulla terra fra gli scherni,
non riesce a camminare per le sue ali di gigante.
 
 
 
 

 
 
 
 
Infine apprezziamo ora in questo video la sua poesia
dedicata… al gatto…
 
 
 
 
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 
 
 
P O E S I E ?
FANTMONDOPOESIA.jpg picture by orsotony21
UN MODO DIVERSO DI VIVERLE…
ORSO TONY
 
 
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