Archivio per aprile 2012

AH SE IL RICORDO TUO DI ME – JIMENEZ – BUONANOTTE IN MINIPOESIA   2 comments

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
AH SE IL RICORDO TUO DI ME
Juan Ramòn Jiménez
 
 
Ah, se il ricordo tuo di me,
fosse questo cielo azzurro di maggio,
tutto pieno delle stelle pure dei miei gesti!

Dei miei gesti uguali, come quelle;
tutti puri, limpidi, buoni, tranquilli
come le stelle!

– Sotto, il tuo sorriso nei sogni,
sogni dei tuoi ricordi della vita mia! -.
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 
 
 

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POESIE?
UN MODO DIVERSO DI VIVERLE??
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Pubblicato 30 aprile 2012 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA, Senza categoria

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E. MONTALE E M. L. SPAZIANI – SODALIZIO TRA 2 GRANDI POETI   3 comments

 
 
 
 
 
 
 
 

Appare sempre interessante… affascinante…
l’incontro… il feeling… l'amicizia… l’amore
tra 2 poeti…
ed in questo caso…
tra 2 grandi poeti

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

IL SODALIZIO TRA 2 GRANDI POETI
M. L. SPAZIANI E MONTALE
 
 

 
 
 
 
 
 
Qui leggeremo del “sodalizio” 
tra 2 poeti italiani che sono tra i più grandi
della seconda metà del 900…
 

 

 

 

INTERVISTA ALLA SPAZIANI DA MANUALE DI MARI

 

 

 

Nicla Morletti e Maria Luisa Spaziani

Siamo  sedute l’una accanto all’altra Maria Luisa Spaziani ed io, in un ristorante sul mare a Sestri Levante.

Settembre, le onde che si alzano, gli spruzzi sulla vetrata. Gabbiani in volo. Poesia. Concorso letterario Maestrale Marengo D’oro, gli autori che si affollano attorno. Lei ha ricevuto il Premio alla Carriera. Io il primo premio per la narrativa edita con il romanzo “Difficili, impossibili amori” edito da Giuseppe Laterza.

Maria Luisa ha capelli biondo oro e due occhi di un azzurro intenso che buca l’anima. Due occhi che narrano la sua storia, una storia che viene da molto lontano e porta in sé gli echi della poesia del novecento, di parole che hanno preso vita e si sono amalgamate nei migliori salotti letterari italiani. Di versi catturati alla vita come note nostalgiche e lontane che hanno il fascino di amori sempre vissuti e mai sepolti nelle regioni del cuore. Lo si percepisce stando accanto a lei, questo alone di pura poesia che conserva ancora l’anima di Eugenio Montale.

Quando due anime si uniscono nel sodalizio della parola nascono mondi immensi e giardini di stelle si accendono nel firmamento della poesia.

Dialoghiamo insieme Maria Luisa Spaziani ed io, con piacere, tra piatti di ostriche, calamari, antipasti vari di pesce. Mi parla di principesse russe e di Giovanna D’Arco, una donna dal carisma straordinario secondo lei. La donna come dovrebbe essere dopo ogni femminismo riuscito, e cioè una creatura che abbia le stesse potenzialità di un uomo ma che agisce autonomamente, secondo il suo personale destino, secondo i suoi gusti, le sue scelte, in stretta simbiosi con l’universo maschile.

A fine pasto Maria Luisa apre la borsetta, mi strizza l’occhio, poi dice:

“Adesso ci mettiamo un po’ di rossetto e di cipria. Ti va, fanciulla?”

 Sorrido complice di queste delizie tutte femminili. Poi le chiedo del suo incontro con Eugenio Montale.

Mi prende la mano, mi racconta prima una barzelletta divertentissima e poi, con voce calda e suadente, inizia l’interessante racconto.

 

 

 

      

M. L. Spaziani  – Torino, 7 dicembre 1922

 

 

 

L’INCONTRO

 

 

“Pur conoscendo ‘Ossi di Seppia’ ed il suo grande valore, non desideravo incontrare Montale. Ne avevo sentito parlare male: dicevano che fosse misantropo, misogino, scostante, che non sorridesse mai. Ma poi un angelo me l’ha spedito a Torino e per curiosità sono andata a una sua conferenza al Teatro Carignano il 14 gennaio 1949. Mentre stavo per uscire, la direttrice mi dice: ‘Si fermi che vogliamo presentare i giovani poeti torinesi a Montale.’ Io non mi sentivo poeta, perché non avevo pubblicato niente e poi ero molto intimidita.

 

 

 

Eugenio Montale
(Genova, 12 ottobre 1896 – Milano, 12 settembre 1981)

 

 

 

Eravamo sei persone in fila. Montale passava, ad occhi bassi, senza guardare in faccia nessuno. Dava la mano a tutti e diceva: ‘Piacere, piacere.’


Stavo per scappare quando lui arrivò davanti a me e appena sentì il mio nome alzò gli occhi e disse: ‘Ah, è lei.’ Rimasi senza fiato e dissi la prima banalità che mi venne in mente per vincere l’imbarazzo: ‘Viene a pranzo da me domani?’
E lui: ‘Sì’.”

 

 

 

 

 

 

 

Testo dal Blog di Nicla Morletti

 

 

COS'E' IL SODALIZIO?

 

“Sodalizio è una bella parola un po’ vecchia che vuol dire un’unione profonda di due creature, sulla base di cose comuni. Questa base di fondo tra me e lui è stata sempre poesia”

– Maria Luisa Spaziani -.

 

 

 

 

 

 

E lui mi aspetterà nell’ipertempo,
sorridente e puntuale, con saluti
e storie che alle poverette orecchie
dell’arrivata parranno incredibili.

Ma riconoscerà, lui, ciò che gli dico?
In poche note o versi qui raccolgo
i messaggi essenziali. Un altro raggio,
aria diversa glieli tradurrà.

M. L. Spaziani
(Viaggio Verona – Parigi 1987 – 1990, da “I fasti dell’ortica, 1996”)

 

 

 

 

 

 

 

LA STORIA DEL LORO SODALIZIO

 

 

Poco tempo dopo il primo incontro, Maria Luisa trova lavoro nell’ufficio stampa di una ditta anglo-cinese a Milano. Anche Montale si è trasferito di recente a Milano, dove lavora per il «Corriere della Sera».

Iniziano a vedersi ogni giorno, avendo anche un’altra complicità: quella del canto. «Io avevo una voce discreta, e lui sognava — avendo perduto la possibilità di diventare un baritono — di avere un’allieva. è nata così un’amicizia quasi amorosa, che non è paragonabile però a una storia d’amore.

Ci vorrebbe una lunga analisi per dire che cosa è stato questo legame, testimoniato da 360 lettere di lui che sono state date, dopo la sua morte, all’archivio di Maria Corti, presso l’Università di Pavia».

 

 

 

 

 

 

Quando ti amavo sognavo i tuoi sogni.
Ti guardavo le palpebre dormire,
le ciglia in lieve tremito.
Talvolta,
é a sipario abbassato che si snoda
con inauditi attori e luminarie,
 – la meraviglia.

M. L. Spaziani

 

 

 

L’amicizia dura per oltre quindici anni, più o meno fino al ’65-’66.
 
I rapporti si allentano un poco a seguito del trasferimento di Maria Luisa a Roma.
 
 

 

Recente immagine della Spaziani

 

 

IL RICORDO

 

Mi ha lasciato il ricordo di undici anni bellissimi, di allegria, di confidenza, di studio, di ispirazione. è stato veramente una figura grandiosa vicino a me, ed è stato molto bello tutto quello che ho vissuto con Montale. E soprattutto il piacere di far parte del suo lavoro, perché moltissime cose le abbiamo fatte insieme e allora l’idea di aver messo una piccolissima cellula del mio talento, delle mie capacità in quello che era il lavoro, magari anche soltanto giornalistico di Montale, è per me fonte di grandissimo orgoglio. –  Maria Luisa Spaziani

 

 

testo da vari siti web – impaginazione  e coordinamento di Tony Kospan

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN

 

 
 
 
 
 
 

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SOLAMENTE UNA VEZ – A. LARA E D. RIVERA… IN UN BELLISSIMO VIDEO   Leave a comment

 

 

 

 

 

“Solamente una Vez” significa “una sola volta”,

ed è una canzone

(qui però è solo in versione strumentale)

meglio conosciuta come YOU BELONGS TO MY HEARTH

cantata da Elvis Presley, Connie Francis

e tanti altri in tutto il mondo.

 

 

 

 

 

 

Ma essa è tutta messicana,

opera del compositore e poeta Agustin Lara.

 

 

 

 

 

Le immagini del video (dipinti e murales)

sono del grande pittore Diego Rivera

anch'egli messicano.

 

 

 

Ritratto di Diego Rivera

 

 

 

Il video è davvero molto bello ed inconsueto…

e… bellissimo…

 

 

 

 

 

Ciao da Tony Kospan

 

 

 

 

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IL 1° MAGGIO ED IL MUGHETTO – STORIA E LEGGENDA DELLA BELLA TRADIZIONE DI DONARE MUGHETTI ALLE SIGNORE   10 comments

 
 
 



Origine, storia e leggenda,
della bella tradizione di donare
il mughetto il 1° Maggio
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
Però prima appare opportuno
innanzitutto rivolgere il nostro pensiero alla
Festa del Lavoro
ed a tutti coloro che si sono battuti perché esistesse…
un giorno dedicato alla dignità del lavoro





 
 
Ed un altro bisogna rivolgerlo a tutti quelli che lavorando…
perdono la vita o si feriscono gravemente…
Ed infine, a tutti coloro che
cercano davvero un lavoro senza però riuscirci
con la speranza che questa difficoltà possa presto ridursi per tutti
nonostante l'attuale tremenda situazione.
 
 
 
 


 


  


Ma veniamo a questa storica e suggestiva tradizione,
diffusa in varie parti d’Europa,
di regalare il 1° maggio dei mughetti alle signore.
 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
IL MUGHETTO
LEGGENDA… STORIA E…1° MAGGIO
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 

 
 
 
 

LA LEGGENDA DEL MUGHETTO


Il  Mughetto è considerato sinonimo di felicità che ritorna e di portafortuna.
Secondo la leggenda San Leonardo dovette combattere contro il demonio con le sembianze del diavolo.
Egli vinse, ma il combattimento fu difficile e le gocce del suo sangue sul terreno si trasformarono in bianchi campanellini.
In Francia durante la festa del primo maggio si offre mughetto per buon augurio. 
 

 
 
 
 
 

 

 
 
LA STORIA DEL “LEGAME”
TRA IL MUGHETTO
ED IL 1° GIORNO DI MAGGIO
 
 

 


Il primo maggio del 1561, Carlo IX introdusse la tradizione d’offrire un rametto di mughetto come porta fortuna.

Tradizione ancora più antica… e del tutto pagana… era poi il celebrare l’arrivo della primavera offrendo tre rami di mughetto alla persona amata, agli amici, ed alle donne come segno d’amicizia.

 

 

 

 

 

 

Nei tempi antichi poi questa era la data in cui i naviganti uscivano in mare.

Per i Celtici, il 1° maggio era poi l’inizio della prima metà del loro anno.

Nel Medio Evo col 1° maggio iniziava il mese dei fidanzamenti.

 
 
 
 

 
 
 
Nel Rinascimento, il mughetto era un amuleto portafortuna associato alla celebrazione del Primo giorno di Maggio.
Tenere in grande considerazione il primo giorno di Maggio dunque risale ad ancor prima che diventasse la festa del lavoro e dei lavoratori.

 
 
 
 

 


 
  
 

IL MUGHETTO IL 1° MAGGIO
E LA FESTA DEL LAVORO

 
 
 
Dal 1889 infine il 1° maggio è stato universalmente conosciuto come il Giorno della Festa del Lavoro.

Il primo maggio del 1895, al cantante Mayol fu presentato un mughetto dalla sua amica Jenny Cook, e quella sera lo mise all’occhiello al posto della tradizionale camelia.
Nel 1900, il primo maggio, il capo delle sartine offrì ai suoi clienti e lavoratori dei mughetti.
Da allora la tradizione di associare mughetto,  1° maggio e Festa del Lavoro si è estesa in diversi paesi occidentali… ma resta diffusissima soprattutto in Francia… e nei paesi francofoni.

 

 

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PERCHE’ IL MUGHETTO?

 


Perché è sinonimo di ritorno della felicità e di portafortuna.

Trasmette un messaggio d’amore perché fiorisce all’inizio della primavera e l’atto di cercarlo nelle foreste ombreggiate è un’opportunità per le prime passeggiate dell’anno per i boschi ed all'aperto.

Ha un profumo così delizioso che è anche usato per creare profumi.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

L’OMAGGIO DI ORSO TONY

 
 
L’Orso quindi non può non offrire,
per la festa del 1° Maggio…
come ogni anno, un bel mazzo di mughetti,
benché virtuali… a tutte le signore,
amiche o meno, reali o virtuali che leggeranno questo post.
 
 
 
 
 
 
 
 
AUGURO ANCORA A TUTTI…
 
 
 
TONY KOSPAN
 
 
 
 
 
   


PER LE NOVITA' DEL BLOG


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QUANDO L’AMORE VI CHIAMA – GIBRAN – BUON INIZIO DI SETTIMANA IN POESIA… ARTE… E…   3 comments

 
 
 
 
 

 
 
 
Francois Martin-Kavel – Ritratto di signora

 

 

 

 

          

 
 
 
 
Colorido  ...  amitié
 
 
 
    
 
 
 
 Le cose migliori della vita
o sono illegali o sono immorali o… ingrassano.
O. Wilde
 

 

 

 

Francois Martin-Kavel – Bellezza con nastro rosso sul cappello

 
 
 
QUANDO L’AMORE VI CHIAMA, SEGUITELO
Kahlil Gibran
 
 
  Quando l’amore vi chiama, seguitelo.
Anche se le sue vie sono dure e scoscese.
e quando le sue ali vi avvolgeranno, affidatevi a lui.
Anche se la sua lama, nascosta tra le piume vi può ferire.
E quando vi parla, abbiate fede in lui.
Anche se la sua voce può distruggere i vostri sogni
 come il vento del nord devasta il giardino.
Poiché l’amore come vi incorona così vi crocefigge.
 E come vi fa fiorire così vi reciderà .
 
  
 
 
 
 
 
 
 
 
Francois Martin-Kavel – Rosa d'estate
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
A TUTTI
DA ORSO TONY
 
 
 
 
 
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IL SIGNORE NEL CUORE – V. LAMARQUE – BUONANOTTE IN MINIPOESIA   Leave a comment

 

 

 

 

 

IL SIGNORE NEL CUORE

Vivian Lamarque

 

Le era entrato nel cuore.

Passando dalla strada degli occhi

e delle orecchie

le era entrato nel cuore.

E lì cosa faceva?

Stava.

Abitava il suo cuore come una casa.

 

 

 

da Tony Kospan

 

 

 

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Pubblicato 29 aprile 2012 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA

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I SENTIMENTI – F. HARDY – 1967 – DOLCE CANZONE DI UN TEMPO   Leave a comment

 

 

 

 
 
 
 
 
ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO
By Tony Kospan

 

 

 

 
 
 
I SENTIMENTI
Francoise Hardy

 
 
 
 
 
 
 
 
Anche stavolta la canzone e l’atmosfera
non sono proprio lontanissime dai nostri giorni…
 
Eppure son passati 42 anni in cui sono successe davvero
grandi trasformazioni epocali…
 
La dolcissima canzone di Francoise Hardy
giunse in Italia nel 1967
 
 
 
 
 
 
 
 
Il titolo originale è “ET MEME”
e gli autori sono Pallavicini e la stessa cantante…
 
La canzone fu presentata su RAI 1
ed ebbe gran successo…
 
 
 
 
 
 
 
 
Personalmente rimasi molto colpito dalla bellezza della voce
della cantante francese e da quella del testo.
 
 
Prima di ascoltarla in 2 versioni, una solo audio ma con testo,
e l’altra in video dell’epoca…
immergiamoci nel clima di quell’anno…
con alcune immagini degli accadimenti più importanti.
 
 
 
 
 
ATMOSFERA DEL 1967
 
 
 
 
Viene ucciso Che Guevara
 
 
 
 
 
Il dr Barnard esegue il primo trapianto di cuore
 
 
 
 
 
Gimondi vince il Giro d’Italia
 
 
 
 
 
Infuria la guerra in Vietnam
 
 
 
 
 
Pablo Neruda vince il primo Premio Viareggio
 
 
 
 
 
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LA CANZONE
 
 
Ma ora veniamo alla canzone
che possiamo ascoltare qui
 leggendo anche il testo…
 
 
 
 
 
 
 
e poi, se ci va, qui in questo video…
 
 
 
 

 
 
 

Sep27Sep27

 
 
Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 

Arte musica poesia etc…
nel gruppo di amici…

 
 
 
 
 

L’INCREDIBILE STORIA DI SUSAN BOYLE…   Leave a comment

 

 

Di tanto in tanto

anche in questo nostro nevrotico affannato tempo…

accadono dei fatti incredibili

che ci donano emozioni e speranze…

 

 

 

 

 

 

TUTTA L’INCREDIBILE STORIA DI SUSAN BOYLE
by Tony Kospan
 
 
 

 
 
 
 

Susan Boyle chi era?
 
Era una sconosciuta cantante scozzese, aveva  47 anni…
era sola, frustrata, brutta ed impacciata
e… mai era stata baciata.
 
 
 2 anni fu ammessa alla  “Corrida” inglese…
e… salì sul palco.
 
 
 
 
 
 
 
La gente appena la vide si mise a sghignazzare…
 
 
Poi lei iniziò a… cantare…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ed ecco che nel breve spazio di qualche minuto…
la scena cambiò…
 
 
Per la bellezza della voce e per la sua interpreatzione
le sghignazzate lasciarono il posto all’interesse…
poi all'ammirazione… agli applausi…
 ed infine… perfino alle… lacrime…
 
 
La notizia fece subito  il giro del mondo…
anche di questo nostro… virtuale…
grazie a Youtube…
con oltre cento milioni di contatti…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Tutti pensammo alla materializzazione della favola del brutto anatroccolo…
che diventa uno splendido cigno…
 
 
Ma bando alle ciance.
 
 
Rivediamo il video originale…
che, ricordo, mi fece venire i brividi…
 
 
 
 

 
 
 

 
 
Ma vi chiederete… e poi?
 
 
Cosa è successo dopo?
 

La seconda esibizione di alcuni giorni dopo…
con Memories, tratta dal musical Cats,
fu un nuovo successo e la catapultò in finale.
 
 
Qiui però Susan non riuscì a strappare la vittoria.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
A causa dell'enorme stress vissuto, il giorno dopo la finale,
 fu ricoverata in una clinica psichiatrica di Londra.
 

Nei 5 giorni di degenza le giunsero gli auguri del premier Gordon Brown
e l'invito alla festa dell'Indipendenza Americana, a Washington.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Poco dopo si legò alla Casa Musicale Syco Music…
ed il suo primo album ha venduto nel 2009 oltre 10 milioni di dischi…
 
 
Ha partecipato come ospite al festival di Sanremo nel 2010 ed,
in quanto cattolica, ha cantato davanti a Papa Benedetto XVI
durante la sua visita a Glasgow il 16 settembre 2010.
 
 
Eccola in quest'altro video proprio a Sanremo
insieme alla presentazione della Clerici
e potremo già ammirarne la trasformazione…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Alla fine del 2010 è uscito il suo secondo album…
ed il 7 novembre 2011 è uscito Someone to Watch Over Me
il suo terzo album
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 
 
 
 

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PABLO NERUDA – II PARTE – LA SUA POETICA… LE SUE POESIE   3 comments

 
 
 
 
 
 
 
La poetica di Neruda spazia
dal senso di vicinanza alla natura… all'impegno sociale e politico,
dalla difesa del sud del mondo… all'amore in ogni suo aspetto.

 

 

Negli ultimi anni però si avvicinò anche a temi morali

e raccontò il suo pensiero sul senso della vita.

 

 

 

 

 

 

NERUDA LA SUA POETICA D'AMORE
ED ALCUNE POESIE
a cura di Tony Kospan
 
 
 
II PARTE
 
 
 
 
 

 

 

 
 
Qui parleremo della sua poetica d'amore… che poi non è quella che apprezzava di più… essendo convinto che le sue poesie più importanti fossero quelle di natura sociale….
 
Invece sono proprio le poesie d'amore che lo fanno ritenere oggi uno dei più grandi poeti in assoluto ed in particolare… il più grande cantore dell'amore… .
 
Amore che lui canta in ogni suo aspetto… e senza confini… se non quelli… umani…
 
L’amore da vivere in modo intenso… totale… senza riserve… per un’ora… per un giorno o per la vita…
 
 
 
 
 
 

 

 

 

I suoi versi non mostrano parole raffinate o sublimi nè paroloni… tantomeno contorsioni da decifrare… ma vocaboli semplici… naturali a volte perfino umili… eppure però capaci di donarci nell’armonia e musicalità dei versi ed in quella dei concetti espressi… grandiose coinvolgenti emozioni…
 
Tuttavia non possiamo, anche se solo per un attimo, non dare uno sguardo anche alla sua tematica poetica complessiva.
Egli appare nei suoi versi un osservatore della la vita umana nei suoi vari aspetti… con passione, intensità ed in modo quasi incantato.
 
Ma è proprio “cantando” la “normalità” del vivere che i suoi versi acquistano significati universali.
Infatti viene da molti definito anche… “Il profeta dell'Uomo”…
 
Certo l’ideale sarebbe leggere le sue poesie in originale per coglierne al massimo la musicalità… – nonostante la massima libertà metrica – ma ritengo che la lettura in italiano non la danneggi poi molto vista la vicinanza linguistica con lo spagnolo.

Tornando alla sua poetica d’amore essa è caratterizzata anche da un ritmo incalzante che ci conquista… ci avvolge… ci coinvolge… ci prende l’anima… con stupore e calore.
 
 
 
 
 
 

 

 

 

Neruda non ha alcuna remora a mostrare, quasi denudandosi, il suo temperamento caldo e passionale.
 
Stupisce infine questo suo cantare l’amore in modo sempre giovanile ed emozionante nonostante le grandi e gravi vicissitudini della sua vita…
 
Ma passiamo dalla teoria alla… pratica… leggendo alcune sue poesie d’amore… da me scelte per questa occasione… (tralasciando in questa sede quelle di genere più erotico che saranno eventualmente oggetto di un post ad hoc) alle quali mi piacerebbe che voi ne aggiungeste altre dal suo vastissimo repertorio.
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 
 
cuorecuorecuorecuorecuorecuore
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
E’ OGGI
 

E’ oggi: tutto l’ieri andò cadendo
entro dita di luce e occhi di sogno,
domani arriverà con passi verdi:
nessuno arresta il fiume dell’aurora.
Nessuno arresta il fiume delle tue mani,
gli occhi dei tuoi sogni, beneamata,
sei tremito del tempo che trascorre
tra luce verticale e sole cupo,
e il cielo chiude su te le sue ali
portandoti, traendoti alle mie braccia
con puntuale, misteriosa cortesia.
Per questo canto il giorno e la luna,
il mare, il tempo, tutti i pianeti,
la tua voce diurna e la tua pelle notturna
 
 
 
 
 

 
 
 
IL TUO SORRISO
 
Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l’ aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l’acqua che d’ improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d’argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d’ aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della
vita.
Amore mio, nell’ ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d’ improvviso
vedi che il mio sangue macchina
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.
Vicino al mare, d’autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera,
amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.
Riditela della notte,
del giorno, delle strade
contorte dell’isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l’aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.
 
 
 
 

 
 
 
XLIV SONETTO
 

Saprai che non t’amo e che t’amo
perché la vita è in due maniere,
la parola è un’ala del silenzio,
il fuoco ha una metà di freddo.
Io t’amo per cominciare ad amarti,
per ricominciare l’infinito,
per non cessare d’amarti mai:
per questo non t’amo ancora.
T’amo e non t’amo come se avessi
nelle mie mani le chiavi della gioia
e un incerto destino sventurato.
Il mio amore ha due vite per amarti.
Per questo t’amo quando non t’amo
e per questo t’amo quando t’amo.
 
da Cento sonetti d’amore
 
 
 
 
 
 
 
 
XVII SONETTO
 

Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l’ombra e l’anima.
T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.
T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
 
da Cento sonetti d’amore
 
 
 
 
 
 
 
 
XLVIII SONETTO
 

Due amanti felici fanno un solo pane,
una sola goccia di luna nell’erba,
lascian camminando due ombre che s’unisco,
lasciano un solo sole vuoto in un letto.
Di tutte le verità scelsero il giorno:
non s’uccisero con fili, ma con un aroma
e non spezzarono la pace né le parole.
E’ la felicità una torre trasparente.
L’aria, il vino vanno coi due amanti,
gli regala la notte i suoi petali felici,
hanno diritto a tutti i garofani.
Due amanti felici non hanno fine né morte,
nascono e muoiono più volte vivendo,
hanno l’eternità della natura.
 
da Cento sonetti d’amore
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
IL RAMO RUBATO


Nella notte entreremo
a rubare
un ramo fiorito.
Passeremo il muro,
nelle tenebre del giardino altrui,
due ombre nell'ombra.
Ancora non se n'è andato l'inverno,
e il melo appare
trasformato d'improvviso
in cascata di stelle odorose.
Nella notte entreremo
fino al suo tremulo firmamento,
e le tue piccole mani e le mie
ruberanno le stelle.
E cautamente
nella nostra casa,
nella notte e nell'ombra,
entrerà con i tuoi passi
il silenzioso passo del profumo
e con i piedi stellati
il corpo chiaro della Primavera.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
SETE DI TE M’INCALZA
 

Sete di te m’incalza nelle notti affamate.
Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.
Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.
Sete di metallo ardente, sete di radici avide.
Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano
in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora.
Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.
Mi segui come gli astri seguono la notte.
Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.
Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci.
Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.
Solco per il torbido seme del mio nome.
Esista una terra mia che non copra la tua orma.
Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.
Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.
Come poter non amarti se per questo devo amarti.
Se questo è il legame come poterlo tagliare, come.
Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.
Sete di te, sete di te, ghirlanda arroce e dolce.
Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.
Gli occhi hanno sete, perchè esistono i tuoi occhi.
La bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci.
L’anima è accesa di queste braccia che ti amano.
Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.
Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.
E in essa si distrugge come l’acqua nel fuoco.
 
da Il Fromboliere Entusiasta
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ed infine in formato  video…
 
 
 
 
 
 
 

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F I N E
 
CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 
 
 
 
 
FlutterbysFlutterbysFlutterbys 

Chi desiderasse leggere la romanzesca
storia della vita di Pablo Neruda
con immagini sue… ed altre poesie…

 
 
 
 
 
 
POESIE?
UN MODO DIVERSO DI VIVERLE??
ImageChef.com
 
 

SI FOSSE N’AUCIELLO – UNA POESIA DI TOTO’… IN ORIGINALE… TRADOTTA… ED IN VIDEO…   Leave a comment

 
 

Il grande attore non è stato solo comicità pura…
a cinema, teatro… e tv…
ma è stato di multiforme ingegno…
anche nel campo della musica e della poesia.
 
 
Ecco dunque una sua poesia… in lingua originale…
in italiano ed in… video…
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
SI FOSSE N'AUCIELLO – UNA POESIA DI TOTO’
 
 
 
 
 
 
 
 
 

SI FOSSE N’AUCIELLO

Si fosse n’auciello, ogne matina
vurria cantà ‘ncoppa ‘a fenesta toja:
“Bongiorno, ammore mio,bongiorno, ammore!”.
E po’ vurria zumpà ‘ncoppa ‘e capille
e chiano chiano, comme a na carezza,
cu stu beccuccio accussi piccerillo,
mme te mangiasse ‘e vase a pezzechillo…
si fosse nu canario o nu cardillo.
 
 
 
e poi,
per coloro che non conoscono la lingua partenopea,
tradotta dal sottoscritto… (non sparatemi…)

 
 
 
 
 
 

 

 

SE FOSSI UN UCCELLO

Se fossi un uccello, ogni mattina
vorrei cantare sulla finestra tua:
“Buongiorno, amore mio, buongiorno, amore!”.
E poi vorrei  saltare sui tuoi capelli
e piano piano, … come una carezza,
con questo beccuccio così piccolino,
ti mangerei di baci a… pizzichillo
*
se fossi un canarino od un cardillo
.

 

  *(intraducibile… a parer mio per render un’idea…
 si tratta di bacetti a mò di pizzicotti o di morsetti
come il beccar di un uccello)
 
 
 
 
 
 
 
 
Ed infine eccola anche in versione video…
con in sottofondo la musica 
di una classicissima canzone napoletana…
in versione… mandolino…
 
 
 
 
 
 
 
 
Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 

 
IL SALOTTO DI SOGNO DI FB

  PSICHEESOGNO1RID.gif PSICHE E SOGNO picture by orsosognante
 
 
 
 
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