LA ROSA… LA MENDICANTE ED IL POETA…   4 comments

 
 
 

 

Un bel raccontino poetico e delicato…

direi di più… da brividi per il cuore…

che ha come protagonista il… “Poeta delle rose”…

Rainer Maria Rilke 

 

 

 

 

L A    R O S A

 


 
 
 
 
Il poeta tedesco Rilke abitò per un certo periodo a Parigi.
Per andare all’Università percorreva ogni giorno, in compagnia di una sua amica francese, una strada molto frequentata.
Un angolo di questa via era perennemente occupato da una mendicante che chiedeva l’elemosina ai passanti.
La donna sedeva sempre allo stesso posto, immobile come una statua, con la mano tesa e gli occhi fissi al suolo.
Rilke non le dava mai nulla, mentre la sua compagna le donava spesso qualche moneta.
Un giorno la giovane francese, meravigliata domandò al poeta:
– Ma perchè non dai mai nulla a quella poveretta? –
– Dovremmo regalare qualcosa al suo cuore, non alle sue mani – rispose il poeta.
Il giorno dopo, Rilke arrivò con una splendida rosa appena sbocciata, la depose nella mano della mendicante e fece l’atto di andarsene.
Allora accadde qualcosa d’inatteso:
la mendicante alzò gli occhi, guardò il poeta, si sollevò a stento da terra, prese la mano dell’uomo e la baciò.
Poi se ne andò stringendo la rosa al seno.
Per un’intera settimana nessuno la vide più.
Ma otto giorni dopo,la mendicante era di nuovo seduta nel solito angolo della via.
Silenziosa e immobile come sempre.
– Di che cosa avrà vissuto in tutti questi giorni in cui non ha ricevuto nulla? – chiese la giovane francese.
– Della rosa – rispose il poeta.
 
 
 
 

 

 

 

orsotony

 

 

 

Dal Web – Impaginazione Orso Tony

 

4 risposte a “LA ROSA… LA MENDICANTE ED IL POETA…

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  1. bellissima !!!!!!….una rosa donata con amore , diventa cibo per l’anima …..

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    Antonia Ciapusci
  2. L’aneddoto su Rilke, la rosa e la mendicante non è affatto una variante gentile al rito della mimosa.
    La rosa di Rilke non è un fiore: è l’allegoria con cui la natura propone ai nostri occhi il suo mistero; e noi ci affaccendiamo intorno ad esso, petalo dopo petalo, ma non lo penetriamo.
    “Rosa, oh, contraddizione pura! Delizia d’essere il sonno di nessuno sotto tante palpebre”
    è l’epitaffio autografo che dura nei secoli sulla tomba del poeta.

    “Les roses” è la raccolta di 24 poesie che Rilke scrive due anni prima di lasciarci e per le quali elegge la lingua francese.
    “Tutti i giorni, contemplando queste mirabili rose bianche, io mi domando se esse non siano l’immagine perfettissima di quella unità, oserei dire di quella identità di assenza e presenza che forse rappresenta l’equazione su cui si fonda tutta la nostra vita” (dalla lettera a Madame M.-R., 4 gennaio 1923)
    Pura coincidenza se la mendicante dell’aneddoto per sette giorni scompare?

    Grazie a te, Orsosognante, per questo profumo di rose a venire.

    Il profumo da secoli infonde
    gli aggettivi più dolci; è gloria
    quando, a un tratto, nell’aria s’effonde.

    Ma non sappiamo noi dargli nome: tentiamo…
    ed in esso trascorre memoria
    che da ore evocabili impetriamo.

    (dai “Sonetti a Orfeo”, II,6)

    marmar

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    • Grazie Marino per l’interessantissimo ed approfondito commento… che arricchisce, e molto, questo post…
      Sull’unità come aspirazione della nostra vita e come assenza nella nostra esperienza umana… sono convintissimo… e spesso ho scritto a tal proposito…
      Debbo dire che pur conoscendo l’autore come poeta delle rose non immaginavo che addirittura fossero per lui simbolo assoluto della perfezione…
      La rosa e la poesia sono un binomio… direi naturale… e molte sono le grandi poesie in cui esse sono le protagoniste… e che amo…
      Ciao…

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