Archivio per 14 gennaio 2012

IL MISTERO DELL’AMORE IN POESIA E NON SOLO   6 comments

 
 
 
 
 
 
L'AMORE COME MISTERO IN POESIA E NON SOLO
a cura di Tony Kospan
 
 
 
Care amiche ed amici amanti della poesia stavolta,
dopo l'abbuffata di feste natalizie,
torniamo ad un tema… classicissimo
ed… amatissimo (ohibò…) l’amore…
 
Ma non tratteremo dell’amore generico… 
bensì dell’amore… come…
m i s t e r o …
 
 
 
 
 
Ecco 3 aforismi che ce ne parlano,
a mio parere, in modo perfetto.

 
 
 

Che l'amore è tutto,
è tutto ciò che sappiamo dell'amore
Emily Dickinson 
 

Il mistero dell’amore è più grande
del mistero della morte
Oscar Wilde

 
Se l'amore non fosse incantesimo,
sarebbe senza dubbio pazzia.
Frances Winwar
 
 
 
 
 
 
 
 
Ma cos’è che rende l’amore un mistero?
 
E’ la nostra incapacità a concepire il motivo…
la genesi… la logica… in base alla quale
nasce un amore…
 
Infatti  accade spesso che ci innamoriamo,
contro ogni logica
e contro ogni nostro buon proponimento, 
di una persona lontanissima dai nostri ideali…
dai nostri gusti…  etc etc…
arrivando perfino ad amarla in modo totale…
difetti compresi…
 
 
 
 
 
Come può accadere?
 
Fin dall’antichità la cosa ha stupito ed incuriosito…
artisti… pensatori e poeti…
ma sempre senza cavar un ragno dal buco…
 
Penso proprio che il mistero dell’amore… finirà…
solo quando finirà… l’umanità!
 
 
 

 

 

Ma veniamo alle poesie prescelte quest'anno
che spero possano piacervi
e, come al solito, sarò felice di leggere
quelle che invece colpiscono il vostro cuore…
 
Segnalo solo quella del mitico Neruda
che stavolta non è solo il classico cantore
dell'amore tout court
ma, se la leggiamo con attenzione,
ci fa comprendere, da par suo, l'immenso salto
che il nostro animo fa nel momento
in cui ci innamoriamo…
 
 
Barres ...Barres ...Barres ...

 
 
INDIZI
Marina Ivanovna Cvetaeva
 
Come spostando pietre:
geme ogni giuntura! Riconosco
l'amore dal dolore
lungo tutto il corpo.
Come un immenso campo aperto
alle bufere. Riconosco
l'amore dal lontano
di chi mi è accanto.
Come se mi avessero scavato
dentro fino al midollo. Riconosco
l'amore dal pianto delle vene
lungo tutto il corpo.
Vandalo in un'aureola
di vento! Riconosco
l'amore dallo strappo
delle più fedeli corde
vocali: ruggine, crudo sale
nella strettoia della gola.
Riconosco l'amore dal boato
– dal trillo beato –
lungo tutto il corpo!
 
 
 
FORSE NON VEDI…
Vladimir Sergeevic Solov’ëv
 
Mia cara, forse non vedi
come tutto ciò
che appare ai nostri occhi
è soltanto riflesso
ombra di quel
che agli occhi è invisibile?
 Mia cara, forse non odi come
lo stridente stridore del mondo
è un eco fallace
delle trionfanti armonie?
 O forse, mia cara, non senti
che solo una cosa v'è al mondo:
ciò che un cuore
a un cuore confida
in un muto saluto?
 
Deas Michael J. – Lily
 
 
TUTTO E' AMORE
Blaga Dimitrova
 
Non aver fretta!
– mi sussurrava una segreta voce. –
Non è matura l'ora dell'amore! –
Ed io, incorreggibile disubbidiente,
Soltanto a lei, Dio, ho dato ascolto –
né io stessa so il perché.
Non aver fretta! – E i grappoli tintinnano –
le campane di pioggia e di bronzo solare,
e nelle botti il vino sogna la tempesta,
si inaridiscono e si screpolano le labbra,
salate da una goccia di sangue.
Mistero d'amore, io non ti ho riconosciuto
nello sbocciare istantaneo della primavera.
Come è tangibile ciò che non sfioriamo,
come il calice non bevuto inebria,
come tutto è amore!
 
 
DIMMI SE QUESTO E' VERO, AMORE MIO
Tagore
 
Dimmi se questo è vero, amore mio,
dimmi se questo è tutto vero.
Quando questi occhi scagliano i loro lampi
le oscure nubi nel tuo petto
danno risposte tempestose.
E' vero che le mie labbra son dolci
come il boccio del primo amore?
Che le memorie di mesi svaniti
di maggio indugiano nelle mie membra?
Che la terra, come un'arpa, vibra
di canzoni al tocco dei miei piedi?
E' poi vero che gocce di rugiada
cadono dagli occhi della notte
al mio apparire e la luce del giorno
è felice quando avvolge il mio corpo?
E' vero, è vero che il tuo amore viaggiò
per ere e mondi in cerca di me?
Che quando finalmente mi trovasti
il tuo secolare desiderio
trovò una pace perfetta
nel mio gentile parlare
nei miei occhi e nelle mie labbra
e nei miei capelli fluenti?
E dimmi infine se è proprio vero
che il mistero dell'infinito
è scritto sulla mia piccola fronte.
Dimmi, amor mio, se tutto questo è vero.
 
(Bocelli – Il mistero dell'amore)
 
 
NULLA ERA MIO
Pablo Neruda
 
Prima d'amarti, amore, nulla era mio:
vacillai per le strade e per le cose;
nulla contava nè aveva nome:
il mondo era nell'aria che attendeva.
Io conobbi cinerei saloni,
gallerie abitate dalla luna,
hangars crudeli che si
accomiatavano,
domande che insistevano sull'arena.
Tutto era vuoto, morto e muto,
caduto, abbandonato e decaduto,
tutto era inalienabilmente estraneo,
tutto era degli altri e di nessuno,
finchè la tua bellezza e povertà
empirono l'autunno di regali.
 
 
divisore
 
 
 
 
CIAO A TUTTI DA
ORSO TONY
 
 
 
 

L’AMORE COME MISTERO… IN POESIA E NON SOLO   4 comments

 
 
 
 
 
 
IL MISTERO DELL'AMORE IN POESIA E NON SOLO
a cura di Tony Kospan
 
 
 
Care amiche ed amici amanti della poesia stavolta,
dopo l'abbuffata di feste natalizie,
torniamo ad un tema… classicissimo
ed… amatissimo (ohibò…) l’amore…
 
Ma non tratteremo dell’amore generico… 
bensì dell’amore… come…
m i s t e r o …
 
 
 
 
 
Ecco 3 aforismi che ce ne parlano,
a mio parere, in modo perfetto.

 
 
 

Che l'amore è tutto,
è tutto ciò che sappiamo dell'amore
Emily Dickinson 
 

Il mistero dell’amore è più grande
del mistero della morte
Oscar Wilde

 
Se l'amore non fosse incantesimo,
sarebbe senza dubbio pazzia.
Frances Winwar
 
 
 
 
 
 
 
 
Ma cos’è che rende l’amore un mistero?
 
E’ la nostra incapacità a concepire il motivo…
la genesi… la logica… in base alla quale
nasce un amore…
 
Infatti  accade spesso che ci innamoriamo,
contro ogni logica
e contro ogni nostro buon proponimento, 
di una persona lontanissima dai nostri ideali…
dai nostri gusti…  etc etc…
arrivando perfino ad amarla in modo totale…
difetti compresi…
 
 
 
 
 
Come può accadere?
 
Fin dall’antichità la cosa ha stupito ed incuriosito…
artisti… pensatori e poeti…
ma sempre senza cavar un ragno dal buco…
 
Penso proprio che il mistero dell’amore… finirà…
solo quando finirà… l’umanità!
 
 
 

 

 

Ma veniamo alle poesie prescelte quest'anno
che spero possano piacervi
e, come al solito, sarò felice di leggere
quelle che invece colpiscono il vostro cuore…
 
Segnalo solo quella del mitico Neruda
che stavolta non è solo il classico cantore
dell'amore tout court
ma, se la leggiamo con attenzione,
ci fa comprendere, da par suo, l'immenso salto
che il nostro animo fa nel momento
in cui ci innamoriamo…
 
 
Barres ...Barres ...Barres ...

 
 
INDIZI
Marina Ivanovna Cvetaeva
 
Come spostando pietre:
geme ogni giuntura! Riconosco
l'amore dal dolore
lungo tutto il corpo.
Come un immenso campo aperto
alle bufere. Riconosco
l'amore dal lontano
di chi mi è accanto.
Come se mi avessero scavato
dentro fino al midollo. Riconosco
l'amore dal pianto delle vene
lungo tutto il corpo.
Vandalo in un'aureola
di vento! Riconosco
l'amore dallo strappo
delle più fedeli corde
vocali: ruggine, crudo sale
nella strettoia della gola.
Riconosco l'amore dal boato
– dal trillo beato –
lungo tutto il corpo!
 
 
 
FORSE NON VEDI…
Vladimir Sergeevic Solov’ëv
 
Mia cara, forse non vedi
come tutto ciò
che appare ai nostri occhi
è soltanto riflesso
ombra di quel
che agli occhi è invisibile?
 Mia cara, forse non odi come
lo stridente stridore del mondo
è un eco fallace
delle trionfanti armonie?
 O forse, mia cara, non senti
che solo una cosa v'è al mondo:
ciò che un cuore
a un cuore confida
in un muto saluto?
 
Deas Michael J. – Lily
 
 
TUTTO E' AMORE
Blaga Dimitrova
 
Non aver fretta!
– mi sussurrava una segreta voce. –
Non è matura l'ora dell'amore! –
Ed io, incorreggibile disubbidiente,
Soltanto a lei, Dio, ho dato ascolto –
né io stessa so il perché.
Non aver fretta! – E i grappoli tintinnano –
le campane di pioggia e di bronzo solare,
e nelle botti il vino sogna la tempesta,
si inaridiscono e si screpolano le labbra,
salate da una goccia di sangue.
Mistero d'amore, io non ti ho riconosciuto
nello sbocciare istantaneo della primavera.
Come è tangibile ciò che non sfioriamo,
come il calice non bevuto inebria,
come tutto è amore!
 
 
DIMMI SE QUESTO E' VERO, AMORE MIO
Tagore
 
Dimmi se questo è vero, amore mio,
dimmi se questo è tutto vero.
Quando questi occhi scagliano i loro lampi
le oscure nubi nel tuo petto
danno risposte tempestose.
E' vero che le mie labbra son dolci
come il boccio del primo amore?
Che le memorie di mesi svaniti
di maggio indugiano nelle mie membra?
Che la terra, come un'arpa, vibra
di canzoni al tocco dei miei piedi?
E' poi vero che gocce di rugiada
cadono dagli occhi della notte
al mio apparire e la luce del giorno
è felice quando avvolge il mio corpo?
E' vero, è vero che il tuo amore viaggiò
per ere e mondi in cerca di me?
Che quando finalmente mi trovasti
il tuo secolare desiderio
trovò una pace perfetta
nel mio gentile parlare
nei miei occhi e nelle mie labbra
e nei miei capelli fluenti?
E dimmi infine se è proprio vero
che il mistero dell'infinito
è scritto sulla mia piccola fronte.
Dimmi, amor mio, se tutto questo è vero.
 
(Bocelli – Il mistero dell'amore)
 
 
NULLA ERA MIO
Pablo Neruda
 
Prima d'amarti, amore, nulla era mio:
vacillai per le strade e per le cose;
nulla contava nè aveva nome:
il mondo era nell'aria che attendeva.
Io conobbi cinerei saloni,
gallerie abitate dalla luna,
hangars crudeli che si
accomiatavano,
domande che insistevano sull'arena.
Tutto era vuoto, morto e muto,
caduto, abbandonato e decaduto,
tutto era inalienabilmente estraneo,
tutto era degli altri e di nessuno,
finchè la tua bellezza e povertà
empirono l'autunno di regali.
 
 
divisore
 
 
 
 
CIAO A TUTTI DA
ORSO TONY
 
 
 
 
 
 

 
P O E S I E?

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DURER E LA MELENCOLIA – ARTE ED ERMETISMO   2 comments

 
 
 
 
 
Albrecht Dürer
(Norimberga, 21 maggio 1471 – Norimberga, 6 aprile 1528)
è stato un pittore, incisore e matematico tedesco.
 
 
 
 
 
Dürer di origine ungherese, è considerato
il massimo esponente della pittura tedesca del rinascimento.
 
 
A seguito di contatti veneziani con  ambienti neoplatonici
s'avvicinò alle conoscenze esoteriche ed ermetiche….
di cui la sua MELENCOLIA è la massima espressione artistica…
 
 
 

LA MELENCOLIA DI DURER
 
 
 
Albrecht Dürer Melencolia I incisione a bulino, 1514
 
 
 
La materia al nero degli alchimisti
è chiamata anche “primo segno” dell’opus
poichè senza annerimento non ci sarà bianchezza.
A.J.Pernety, Dictionnaire Mytho-Hermétique, 1758
 
 
 
 
 
 
Melencolia I, detta anche Melancholia I (1514), è parte di un trittico di incisioni di Albrecht Dürer che comprende le allegorie di tre classi di virtù e tre sfere di attività secondo una classificazione ancora medioevale.
 
 
 
Il Cavaliere (II)
 
 
 
Nel trittico, Il Cavaliere, la morte e il diavolo rappresentava la sfera morale e S. Girolamo nella cella quella della teologia e della meditazione.
 
 
 
San Girolamo nello studio (III)
 
 
 
 
ESAMINIAMO I SIMBOLI PRESENTI NELL'OPERA
 
 
Melencolia I simboleggiava invece la sfera intellettuale dominata dal pianeta Saturno, secondo la tradizione astrologica legato al sentimento della melanconia, a istituire una connessione fra il mondo razionale delle scienze e quello immaginativo dell’arte.
Nello sfondo, incorniciata da un arcobaleno “lunare”, brilla una cometa, inquietante simbolo notturno capace di suscitare sentimenti melanconici.Le chiavi rappresentano la conoscenza che sola può liberare l’uomo dallo stato melancolico della sua ricerca, e infatti in fondo portato da un pipistrello vi è una luce che rischiara le tenebre.
Tutta l’opera è disseminata dei simboli della cono-scienza alchemica.
 
 

  

 
 
Il personaggio principale della scena è la figura femminile dell’angelo che, seduta su un gradino, con la mano sinistra sorregge il capo mentre nella destra stringe un compasso, strumento indispensabile nella misurazione non solo delle cose e degli spazi terreni, ma anche della distanza tra finito e infinito.
Il volto è in ombra ed emerge, per contrasto, lo sguardo fisso in avanti e perso nel vuoto.
 Il lungo abito non lascia intravedere alcuna forma anatomica ed è modellato con una serie di pieghe dal sapore baroccheggiante.
Dal fianco pende un mazzo di chiavi, mezzo e strumento per aprire le porte dell’ignoto ed avere accesso alla conoscenza.
La figura allegorica dell’angelo è simbolo dell’impotenza creativa del genio dominato e, forse, momentaneamente domato dall’umore nero, dall’umore malinconico.
Un personaggio spesso associato, a livello esoterico, con il mondo dell’alchimia.
Il titolo dell’opera di Dürer è stampato su un cartiglio sorretto da un pipistrello da sempre simbolo della morte.
Malinconia, dunque, come morte della creatività, come momento di stasi.
Un arcobaleno dai tratti netti e precisi incornicia un arco di cielo attraversato da una cometa dal nucleo brillante che si orienta da nord–ovest a sud–est e farebbe pensare alla cometa apparsa nei cieli dell’occidente negli anni 1513 – 1514.
Più che a un dato negativo e in correlazione con la bilancia (fine dei tempi), con la clessidra e con la meridiana quali simboli precipitosi degli avvenimenti di un ciclo che finisce, l’arcobaleno è un elemento positivo che, di contro alla negatività del pipistrello, rappresenta la speranza di superare l’attuale stato di abbattimento e dell’impossibilità creativa.
Arcobaleno e stella cometa illuminano un tratto di mare, forse l’Adriatico, e le terre in lontananza, quelle veneziane, da sempre più libere alle sperimentazioni scientifiche e alle meditazioni filosofiche in un rapporto più diretto con il mondo orientale.
 
 
 

 
 
 
Sulla parete dell’edificio, in alto a destra e quasi sfiorato dall’ala sinistra dell’angelo, è scolpito il quadrato magico numerico di quarto ordine, ossia simmetrico, la cui somma dei numeri opposti all’angolo dà 17 (16 +1; 13 +4; 10 + 7; 11 + 6).
Nella credenza rinascimentale si riteneva che combattesse la malinconia di origine saturnina e fu collegato dagli astrologi con Giove.
L’ultima fila di numeri del quadrato può essere letta come la data di realizzazione dell’opera, 1514, ed i numeri 1 e 4 corrispondenti alle iniziali del nome e cognome dell’artista A(lbrecht) D(ürer) oppure sinonimi di A(nno) D(omini).
La sfera e il tetraedro troncato suggeriscono la base matematica dell’arte del costruire, mentre strumenti di carpenteria giacciono inutilizzati al suolo.
Secondo studi recenti il quadrato numerico è strettamente collegato al poliedro che in un disegno preparatorio poggiava su di una grande lastra quadrangolare la cui forma è interamente dedotta dal quadrato magico.
Alle pareti dell’edificio, quasi in posizione speculare, sono appesi una bilancia ed una clessidra; il primo non solo simbolo di giustizia, ma anche strumento presente in tutte le botteghe degli alchimisti, l’altro porta con sé varie simbologie: dal lento ed inesorabile fluire del tempo fino alla vanità delle cose terrene. Il tempo che passa e, quindi, la clessidra, può essere la metafora di una vita regolata che tende a Dio, al mondo sovrannaturale ed è anche quanto viene suggerito dalla scala che non è solo uno strumento che serve per innalzare edifici, ma diventa simbolo dell’ascesa dal mondo delle apparenze al mondo della conoscenza in perfetta simbiosi sia con il credo cristiano che con la filosofia neoplatonica.
Tutto è immobile, un momento di sospensione suprema e un’atmosfera di silenzio, è sottolineato dal levriero accucciato ai piedi dell’angelo quale servitore fedele e quasi sopraffatto dal masso alle sue spalle geometricamente modellato che sembra delimitare uno spazio protetto in cui potersi accucciare e non ribellarsi a niente e nessuno, neanche a quella fame che lo ha ormai ridotto ad una forma scheletrica al limite di una naturale sopravvivenza.
 
 
 
 
 
“Io Albrecht Dürer di Norimberga, all’età di 28 anni,
con colori eterni ho creato me stesso a mia immagine” 
 
 
 
 
 
Fonti da vari siti web 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN 
 
 
 
 
 
 
CULTURA CON LEGGEREZZA
  

 

 

SAPPIAMO SEDURRE? IL SIMPATICISSIMO TEST DEL WEEK END   1 comment

 
 

Sedurre è un’arte?
 
Certamente sì
e in ciascuno di noi vive un potenziale grande artista!

 
 
 
 

SAI SEDURRE?
 
 
 
 
Per sedurre però, oltre ad avere una sensualità innata,
è necessario anche avere delle capacità
che derivano dall’esperienza.
 
 

 

 

Mettiamo alla prova le nostre conoscenze in materia
con questo test
e verifichiamo che tipo di seduttori siamo.
 
 
Ricordo sempre però
di prendere i test soprattutto come gioco…
 
 
Il test è carinissimo e lo consiglio…
 
 
 
 

 

Clicca allora qui giù sul primo o secondo

(I per maschi e II per femmine)

e fai il test…

 

 

I

 

TEST SEDUZIONE PER LUI

 

 

 

II

 

TEST SEDUZIONE PER LEI

 

 

 

 

Se ti va facci sapere… com'è andata…

Ciaoooooooooooooooo

da Orso Tony

 

 

Un più riservato…

  gruppo di amici di penna virtuali?

Sì…

PSICHE E SOGNO

su

GABITO GRUPOS

samp88b6cfac523b78f6.gif psiche e sogno picture by orsosognante

 

Pubblicato 14 gennaio 2012 da tonykospan21 in Senza categoria, TEST E GIOCHI

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SE DEVI AMARMI – E. B. BROWNING – FELICE SABATO IN POESIA E… NON SOLO   2 comments

 

 
 
 
 
In attesa accanto alla fontana – Vittorio Corcos – 1896
 
 
 
 
Buongiornoroseglitter-1.gif Buongiorno rose image by nua53
 
 
 
 
Il tempo è come un fiocco di neve,
scompare mentre cerchiamo di decidere cosa farne.
Romano Battaglia
 
 
 
 
 
 
 
 
SE DEVI AMARMI
Elizabeth Barret Browning

Se devi amarmi, per null'altro sia
se non che per amore; non dire mai:
“L'amo per il sorriso, per lo sguardo,
la gentilezza del parlare, il modo
di pensare conforme al mio,
che mi rese sereno un giorno”. Queste
son tutte cose che posson mutare,
Amato, in sé o per te, e un amore
così sorto potrebbe poi morire.
E non amarmi per pietà di lacrime
che bagnino il mio volto. Può scordare
il pianto chi ebbe a lungo il tuo conforto,
e perderti. Soltanto per amore
amami – e sempre, per l'eternità.
 
 
 
 
 
 
 
 

 

a tutti… da Orso Tony

 

 

 

IL TUO SALOTTO CULTURALE
 
 

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