Archivio per 12 gennaio 2012

ESISTENZA – D. PIERINI – BUONANOTTE IN POESIA…   Leave a comment

 
 
 
 
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ESISTENZA
David Pierini

 
Tra il fragore
della vita che viene
e il clamore
della vita che va
c’è un silenzio mortale
che colmiamo cantando.
 
 
 
 
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BY TONY KOSPAN
 
 
 
 

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IL SALOTTO DI SOGNO DI FB?
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Pubblicato 12 gennaio 2012 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA, Senza categoria

L’AMARANTO DALLA GRECIA ALLE AMERICHE…STORIA – MITO – GIARDINAGGIO E… SPORT   1 comment

 
 
 
 
 
 
 
L’AMARANTO…  
DALLA GRECIA ALLE AMERICHE…
 
STORIA – MITO – GIARDINAGGIO E… SPORT…
 
 
 

 

 

 

Lunga è la tradizione che considera l’amaranto una pianta sacra.

Il nome Amaranto* deriva dal greco amarantos e cioè “che non appassisce”.

Di qui il significato attribuito ad esso dai Greci di pianta dell’amicizia, della stima reciproca e più in generale espressione di tutti i sentimenti veri che non dovrebbero mai cambiare con il trascorre del tempo, in quanto eterni e unici.

Nella mitologia greca si narra che le Dee amassero essere festeggiate con ghirlande di amaranto; in tale contesto l’amaranto era dunque utilizzato per ottenere protezione e benevolenza.

I romani attribuivano all’amaranto il potere di tenere lontana l’invidia e la sventura.

Nel periodo ’600-’800 l’amaranto veniva utilizzato per ornare vestiti e abiti, in quanto si pensava fosse in grado di donare benessere fisico.

 

* In verità con la parola “amaranto” gli antichi greci indicavano una pianta simile al crisantemo… se non proprio il crisantemo… mentre l'amaranto che conosciamo oggi sembra certo essere originario delle Americhe dove era molto amato ed usato nelle cerimonie religiose dai Maya, dagli Aztechi e dagli Incas.
 
Inoltre nelle Americhe era anche molto utilizzato come alimento per la sua ricchezza di nutrienti come proteine, grassi, minerali e fibre, vitamine A, B, C, B1, B2, B3, acido folico, niacina, calcio, ferro e fosforo.  
 
 
 
 

 

 

Storia dell'amaranto

 

I romani attribuivano all’amaranto (*nel senso però su specificato) il potere di tenere lontana l’invidia e la sventura.

Nel periodo ’600-’800 l’amaranto veniva utilizzato per ornare vestiti e abiti, in quanto si pensava fosse in grado di donare benessere fisico

 

 

 

 

 

 

 

Ambiente

 

L’amaranto ha buona efficienza fotosintetica in quanto rientra nel gruppo delle piante C4.

Inoltre deve essere considerata una specie molto competitiva anche per il fatto che è in grado di sottrarre una notevole quantità di elementi nutritivi alle colture

 

 

 

 

 

 

Letteratura e Mitologia

 

 

Nella mitologia greca si narra che le Dee amassero essere festeggiate con ghirlande di amaranto*; in tale contesto era, dunque, utilizzato per ottenere protezione e benevolenza

 

 

 

 

 

 

 

 

NOTIZIE PER IL GIARDINAGGIO

 

 

Amaranthus caudatus
Amaranto-Amaranthaceae

 

Generalità: erbacea annuale, originaria dell’America meridionale; al genere Amaranthus appartengono molte specie, alcune delle quali sono commestibili e venivano coltivate per l’alimentazione.

Ha portamento eretto, e fusti molto ramificati, che raggiungono i 90-100 cm di altezza; le grandi foglie, ovali o lanceolate, sono di colore verde scuro, opaco, in alcune varietà hanno colore rossastro o porpora; per tutta l’estate, fino ai primi freddi autunnali, produce particolari infiorescenze allungate, pendule, piumose, di colore rosso, arancio o giallo, contenenti numerosissimi piccoli semi scuri.

Queste piante si possono coltivare in giardino, come bordure, ma sono anche molto adatte ad essere poste a dimora in contenitore, per meglio godere dell’aspetto pendulo delle infiorescenze. Le infiorescenze di amaranto vengono utilizzate come fiori recisi e anche essiccate.

Esposizione: porre a dimora gli amaranti in posizione soleggiata, possibilmente al riparo dai venti forti, che potrebbero danneggiare i fusti sottili e le infiorescenze.

Annaffiature: questi piccoli arbusti possono sopportare brevi periodi di siccità, è bene però annaffiarli abbastanza regolarmente, lasciando asciugare bene il terreno tra un’annaffiatura e l’altra. Nei mesi primaverili fornire del concime per piante da fiore ogni 15-2 giorni, mescolato all’acqua delle annaffiature.

Terre: preferiscono terreni sciolti e molto ben drenati, asciutti e sabbiosi. Porre a dimora dopo aver ben lavorato il terreno, a cui è bene aggiungere del terriccio bilanciato, sabbia e materiale drenante a granulometria grossolana, come pietra pomice o lapillo. Gli amaranti hanno sviluppo abbastanza vigoroso, quindi se si decide di porli in vaso è bene scegliere contenitori abbastanza capienti.

Moltiplicazione: avviene per seme: seminare in febbraio-marzo in semenzaio, che va tenuto in luogo protetto fino a germinazione avvenuta; in aprile-maggio è possibile seminare l’amaranto direttamente a dimora, in piena terra o in contenitore.

Parassiti e malattie: generalmente gli amaranti non vengono colpiti da parassiti o da malattie.

 

 

 

 

 

 

 

L’AMARANTO NELLO SPORT:

 

Il colore amaranto è stato adottato per le divise di diverse squadre di calcio…
 
Le più importanti sono
 
 
 
LIVORNO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
E
 
 
 
 REGGINA… 
 
 
 
 

 

 

 


 

 

fonti web… impagin.e coordin. by t.k.
 
 
Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 

LA TUA PAGINA DI SOGNO?

 
 
 

Pubblicato 12 gennaio 2012 da tonykospan21 in NATURA ANIMALI PIANTE GIARDINI, Senza categoria

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QUANDO NON CI SARO’ PIU’ – POESIA SUBLIME SULLA POTENZA DEL VERO AMORE   4 comments

  
 
 
 
 
Questa poesia dai significati ampi …
e solo apparentemente tristi…
pur parlandoci di un futuro addio alla vita
ha tuttavia… alla sua base…
il senso sublime del vero grande Amore…
del vero grande Affetto…
 
 
Ci parla infatti di un sentimento… che va oltre la vita…
e che vivrà sempre… accanto e… dentro… chi si ama. 

  


 
 
 

POESIA DELL'AMORE (IN SENSO LATO)


CHE VA OLTRE LA VITA

 
 
 


 


 

Dunque essa ci inoltra in una visione dell'amore… o affetto…
vero… totale… assoluto…. profondo… come quello tra 2 innamorati…
ma anche tra genitori e figli… tra amici davvero fraterni… etc etc…
 
 
L'autore è un noto poeta e romanziere croato…
nostro contemporaneo…
 
 
Ma ora leggiamola… e se ci va…
possiamo farlo anche ascoltando questa musica new age
 
 
 
 
 
 
 
QUANDO NON CI SARO' PIU'
Drazan Gunjaca
 
 Quando non ci sarò più…
quando le mie impronte
verranno cancellate dalla pioggia,
resterà la mia anima a vivere
ad amarti e ad ammirati.
ti assisterà nel tuo dolore
allevierà ogni tua lacrima
t proteggerà dal male e dalla menzogna
renderà meno pesante la tua solitudine.
Ti darà forza e coraggio
ti dara’ sogni tranquilli
ti restituirà il sorriso e ti fara felice
ti farà vivere la vita fino alla fine.
ti farà capire che nella vita tutto è precario
che devi accettare sia la fortuna
sia l’angoscia sia il dolore,
che l’imagine sbiadita di chi non c’è più
è anch’essa vita e non ricordo.
ti insegnerà a vivere con ciò che fu
che la realtà non e’ un sogno,
che tutto il bello successo ieri
vive per sempre in noi.
Per me, per te, continua.
Perché solo in tal modo vivrò anch’io
guardando il mondo attraverso tuoi occhi
accompagnandoti nei tuoi sogni.
 
 



  
 
Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 
 

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Pubblicato 12 gennaio 2012 da tonykospan21 in POESIE SUBLIMI

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PERCHE’ E’ COSI’ CHE TI FREGA LA VITA – BELLA RIFLESSIONE DI ALESSANDRO BARICCO   Leave a comment

 
 
 
 
 
BELLA RIFLESSIONE DI ALESSANDRO BARICCO
 
 
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PERCHE’ E’ COSI’ CHE TI FREGA LA VITA
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ti piglia quando hai ancora l’anima addormentata e ti semina dentro un’immagine o un odore, o un suono che poi non te li toglie più.
E quella lì era la felicità.
Lo scopri dopo, quando è troppo tardi.
E già sei per sempre un’esule: a migliaia di chilometri da quell’immagine, da quel suono, da quell’odore.
Alla deriva.
Così fa il destino: potrebbe filar via invisibile e invece brucia dietro di sé, qua e là, alcuni istanti, fra i mille di una vita.
Nella notte del ricordo, ardono quelli, disegnando la via di fuga della sorte.
Fuochi solitari, buoni per darsi una ragione, una qualsiasi.
Semplicemente, senza che un solo angolo del suo volto si muovesse, e assolutamente in silenzio, iniziò a piangere, in quel modo che è un modo bellissimo, un segreto di pochi, piangono solo gli occhi, come bicchieri fino all’orlo di tristezza, e impassibili mentre quella goccia di troppo alla fine li vince e scivola giù dai bordi, seguita poi da mille altre, e immobili se ne stanno lì mentre gli cola addosso la loro minuta disfatta.
Ma quando ti viene quella voglia di piangere pazzesca, che proprio ti strizza tutto, che non la riesci a fermare, allora non c’e’ verso di spiaccicare una sola parola, non esce più niente, ti torna tutto indietro, tutto dentro, ingoiato da quei dannati singhiozzi, naufragato nel silenzio di quelle stupide lacrime.
Maledizione. Con tutto quello che uno vorrebbe dire….
E invece niente, non esce fuori niente.
Si può essere fatti peggio di così?
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
Alessandro Baricco – da Castelli di Rabbia
web – impaginazione dell’Orso
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 
 

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UN… SALOTTINO… CULTURALE…

 
 
 

 

Pubblicato 12 gennaio 2012 da tonykospan21 in RIFLESSIONI AFORISMI FILOSOFIE

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LE PIU’ BELLE LETTERE D’AMORE – DA BEETHOVEN AD UNA SCONOSCIUTA   4 comments

 

 

 

 

Scopriamo con queste 2 lettere

un lato poco noto del mitico Ludwig

 

 

 

 

 

 

  LE PIU’ BELLE LETTERE D’AMORE

DI GRANDI PERSONAGGI DEL PASSATO…

 

 

 

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 Gustav Klimt – 2 donne con l’oleandro
 


DA LUDWIG VAN BEETHOVEN
AD UNA SCONOSCIUTA

 
 
 
 
 

Fragonard – Donna che legge (partic.)

 

 

 

6 luglio 1812, di mattina

 

Mio angelo, mio tutto, mio io.

Solo poche parole per oggi e addirittura a matita (con la tua) — Non sarò sicuro del mio alloggio sino a domani; che inutile perdita di tempo è tutto ciò! — Perché quest’angoscia profonda, quando parla la necessità — il nostro amore può forse durare senza sacrifici, senza che ciascuno di noi pretenda tutto dall’altro; puoi tu mutare il fatto che tu non sei tutta mia, io non sono tutto tuo? — Oh, Dio!, rivolgi il tuo sguardo alla bella Natura e da’ pace al tuo animo per ciò che deve essere — L’amore esige tutto e ben a ragione, così è di me per te, di te per me — Ma tu dimentichi così facilmente che io debbo vivere per me e per te. Se fossimo completamente uniti, tu sentiresti questa dolorosa necessità, tanto poco quanto la sento io – Il viaggio è stato orribile.

Sono arrivato qui soltanto ieri mattina alle quattro.
Siccome c’erano pochi cavalli, la diligenza ha scelto un altro itinerario; ma che strada orribile! Alla penultima stazione mi hanno sconsigliato di viaggiare di notte, hanno cercato di ispirarmi paura d’un bosco ma ciò non è servito ad altro che a spronarmi — e ho avuto torto.
La vettura ha finito con lo sfasciarsi su quell’orribile strada, un semplice sentiero di campagna senza fondo.

Se non avessi avuto quei due postiglioni, sarei rimasto per strada — Per l’altra strada, quella solita, Esterhàzy con otto cavalli ha avuto la stessa sorte che io con quattro — Tuttavia, in un certo senso la cosa mi ha anche fatto piacere, come succede ogni volta che supero felicemente qualche ostacolo — Ora voglio passare in fretta dagli eventi estrinseci a quelli intimi. Confido che ci vedremo presto; ed anche oggi mi manca il tempo per dirti i pensieri che ho rimuginato in questi ultimi giorni sulla mia vita — Se i nostri cuori fossero sempre l’uno vicino all’altro, non mi capiterebbe certo di avere simili pensieri. II mio cuore trabocca del desiderio di dirti tante cose — Ahimè – ci sono momenti in cui sento che la parola è inadeguata — Cerca di essere serena — e sii per sempre il mio fedele unico tesoro, ii mio tutto, come io lo sono per te. Sono gli dèi che debbono provvedere, qualunque possa essere il nostro destino.

Il tuo fedele Ludwig

 

 

      




7 Luglio 1812

A letto i miei pensieri sono già rivolti a te, mia amata immortale, ora lieti, ora di nuovo tristi, nell’attesa che il destino esaudisca i nostri desideri, posso vivere soltanto unito strettamente a te, non altrimenti, sì, ho deciso di errare lontano finché non potrò volare nelle tue braccia e sentirmi perfettamente a casa accanto a te e lasciando che la mia anima, circondata dal tuo essere, entri nel regno degli spiriti.

Purtroppo così deve essere, ti rassegnerai, tanto più conoscendo la mia fedeltà verso di te, nessuna altra donna potrà mai possedere il mio cuore, mai, mai.

O Dio perché doversi allontanare dall’oggetto di tanto amore,  la mia vita a V. è ora miserevole.

Il tuo amore ha fatto di me il più felice e nello stesso tempo il più infelice degli uomini, alla mia età avrei bisogno di vivere in modo uniforme senza scosse, ma è ciò possibile nella nostra situazione?

Angelo mio, mi dicono ora che la posta funziona tutti i giorni quindi chiudo affinché tu possa ricevere la lettera al più presto.

Sii calma, solo contemplando con serenità la nostra esistenza potremo raggiungere il nostro scopo di vivere insieme.

Sii calma – amami – oggi – ieri.

Quanta nostalgia, quanto rimpianto di te, di te, di te, mia vita, mio tutto.

A presto, ti prego continua ad amarmi, non smentire mai il cuore fedelissimo del tuo amato.

Ludwig

Eternamente tuo
Eternamente mia
Eternamente nostri




Giulia Guicciardi




Dopo la morte di Ludwig van Beethoven (1770-1827) queste lettere vennero trovate in un cassetto segreto del suo armadio.

Scritte fra il 6 e il 7 luglio 1812 a Teplilz non vennero probabilmente mai spedite.

Da allora i biografi hanno cercato di identificare la misteriosa destinataria senza approdare a una conclusione definitiva.

Quale delle donne che il musicista frequentava è l’amata immortale?  

 

 

Renoir – Giovane donna dal cappello nero

 

 

La contessa Giulietta Guicciardi, allora diciassettenne? Therese Brunsvick? Amalie Sebald? Josephine Staekelbeig?

Sfuggente a ogni più precisa identificazione, la donna sconosciuta resta comunque una delle più suggestive incarnazioni del mito romantico

 

 

Testi dal web – Impaginaz. T.K



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Ora, se ci va, 

possiamo ascoltar in questo video la 2° lettera

letta da par suo da Fabio Volo.





 

 

 

 
Ciao da Tony Kospan
 
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 PER CHI AMA LA STORIA.. I RICORDI E LE ATMOSFERE DI UN TEMPO
 



   (Per Elisa – Richard Clayderman)



GABBIANO – E. CIULLA – FELICE GIOVEDI’ IN POESIA… E NON SOLO…   5 comments

 

 

 Frederic Bazille – Riunione di famiglia

 

 

 

 

 

Parlare d'amore

è solo fare dei pettegolezzi intorno a un mistero.

E. Flaiano

 

    

 
 

 

 

GABBIANO

 ~ Esther Ciulla ~

 

 

Ascolta gabbiano,

aspetta un momento, un attimo solo !

Sono io che ti chiamo,

sono io che rapita,

guardandoti in volo

invano le mani protendo

a prenderti l’ali…

Oh gabbiano, potessi io

lontano volare,

perdermi in orizzonti perlati,

potessi come te seguire l’onda

di mari infiniti,

cullarmi nel cielo coi venti !

Potessi io, ubriaca di sole

vagare stordita,

gustare appagata lo spazio

nei mari e nei cieli

e riprendere vita.

 
 
 
 

  

 

 

 

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VOCE ‘E NOTTE – L’ATMOSFERA LA STORIA LA POESIA LA MITICA CANZONE   2 comments

 
 
 
UNA CANZONE DI UN TEMPO…
CHE VA OLTRE IL… TEMPO….
 
 
 
 

 

 

 

Storia testo atmosfera e musica
di questa mitica poetica canzone…
 
 
 
 
 

 
 
 
VOCE 'E NOTTE  
ATMOSFERE E NOTE DI UN TEMPO…
a cura di Tony Kospan
per il blog
 
 
 
 
 
 
 
 
LA CANZONE E LA MUSICA
 
 
 
 
Stavolta siamo nel 1903/1904…  centonove/centodieci anni fa dunque…
 
 
 

 

 

e la canzone di cui parleremo e che sentiremo… oltre ad essere una poesia densa di struggente ed immensa passione… presenta una melodia… quasi musica classica…  altrettanto dolce ed appassionata…
 
Si tratta dunque di grandissima musica… e non per nulla questa canzone è stata interpretata anche da grandi cantanti lirici…
 
Per questo ho anche pensato d'ascoltarla e di farvela ascoltare nella superba interpretazione del noto tenore Franco Corelli…
 
 
 
 

 

 

 Possiamo quindi ben dire che il matrimonio tra versi e musicapiù riuscito di così non poteva essere… 
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 



LA STORIA
 
 
Voce ‘e notte
(Musica di E.Nicolardi- Testo di E.De Curtis)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Questa canzone si può certamente definire autobiografica.
 
Racconta di un  innamorato che disperato canta sotto il balcone della sua innamorata andata in sposa ad un’altro uomo.
 
Correva l’anno 1903 ed Eduardo Nicolardi, giovane poeta di 25 anni,  
  
 
 
 
 

 

 

 

si innamorò di Anna Rossi l’esile e bellissima vicina di casa figlia di un facoltoso commerciante di cavalli.
 
Quando Eduardo dichiarò il suo amore ai genitori di Anna, questi lo cacciarono via.
 
La loro giovane figlia non poteva andare ad un giovane poeta dal futuro incerto, ma a Pompeo Corbera, un ricco cliente del padre dalla veneranda eta’ di 75 anni.









 Il destino, o l’età dell’anziano marito, volle che l’amore trionfasse. Infatti dopo poco tempo dal matrimonio, Pompeo Corbera morì e d i due poterono coronare il loro sogno d’amore e noi così abbiamo potuto avere una delle più belle canzoni d’amore di tutti i tempi.
 
(dal web con modif. e integraz.)
 
 
 
 
 

 

 

 

TESTO E TRADUZIONE

 

 

Si ‘sta voce te scéta ‘int”a nuttata,
mentre t’astrigne ‘o sposo tujo vicino…
Statte scetata, si vuó’ stá scetata,
ma fa’ vedé ca duorme a suonno chino…

Nun ghí vicino ê llastre pe’ fá ‘a spia,
pecché nun puó sbagliá ‘sta voce è ‘a mia…
E’ ‘a stessa voce ‘e quanno tutt’e duje,
scurnuse, nce parlávamo cu ‘o “vvuje”.

Si ‘sta voce te canta dint”o core
chello ca nun te cerco e nun te dico;
tutt”o turmiento ‘e nu luntano ammore,
tutto ll’ammore ‘e nu turmiento antico…

Si te vène na smania ‘e vulé bene,
na smania ‘e vase córrere p”e vvéne,
nu fuoco che t’abbrucia comm’a che,
vásate a chillo…che te ‘mporta ‘e me?

Si ‘sta voce, che chiagne ‘int”a nuttata,
te sceta ‘o sposo, nun avé paura…
Vide ch’è senza nomme ‘a serenata,
dille ca dorme e che se rassicura…

Dille accussí: “Chi canta ‘int’a ‘sta via
o sarrá pazzo o more ‘e gelusia!
Starrá chiagnenno quacche ‘nfamitá…
Canta isso sulo…Ma che canta a fá?!…”
 

 Se questa voce ti sveglia nella notte,
mentre ti stringi allo sposo tuo vicino…
Stai sveglia, se vuói star sveglia,
ma fai finta di dormir un sonno profondo…

Non avvicinarti alla finestra per vedere,
perché non puoi sbagliar questa voce è la mia…
E’ la stessa voce di quando noi due,
timidi, ci parlavamo col “voi”.

 Se questa voce ti canta nel cuore
quello che non ti chiedo e non ti dico;
tutto il tormento d’un amore lontano,
tutto l’amore di un tormento antico…

Se ti viene voglia di voler bene,
un desiderio di baci corre nelle vene,
un fuoco che ti brucia proprio tanto,
bacia lui… che t’importa di me?

 Se questa voce, che piange nella notte,
sveglia il tuo sposo, non aver paura…
Vedi bene ch’è senza nome la serenata,
digli quindi di  dormire e di star sereno…

Digli cosí: “Chi canta in questa via
o sará pazzo o muor di gelosia!
Stará piangendo per qualche tradimento…
Canta da solo… Ma che canta a fare?!…”

(Traduz. di  Tony Kospan)

 

 

 

LA CANZONE

 
Ascoltiamola ora, come ho accennato su,
nell'interpretazione di un grande cantante lirico
Franco Corelli
 

 

 









 

 
FINE
 
 
 
 
 
 
 

 
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