LETTERE D’AMORE TRA POETI – DA G. GOZZANO AD AMALIA G. – 2°   Leave a comment

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
Ora leggeremo l'amara risposta di Guido…
 
Faccciamolo con attenzione…
 
E' chiara ed evidente,
anche se davvero con prosa elegante,
la volontà di staccarsi da parte del poeta…
 
 
 
 
 
 
 
 
Se però ci pensiamo bene
ci accorgiamo che tante volte abbiamo sentito
in giro… analoghi “bei discorsi”.
 
Nella terza ed ultima parte leggeremo
infine la risposta di Amalia…
 
 
Se ci va possiamo legger la lettera
ascoltando questa bella musica…
 
 
 

 

 

AMALIA GUGLIELMINETTI E GUIDO GOZZANO

 

 

LETTERE D'AMORE

 

II

                             
 
 

       DA GUIDO

 

AD AMALIA…     

 

 

30 marzo 1908

 

 

Rileggo ogni giorno la tua lettera, mia buona Amalia, con una grande malinconia.

E indugio nella risposta, preso da un’indolenza dolorosa: forse perché non so bene come dirti…

Da molti giorni sono in casa ed ho l’anima morbosamente assopita, incerta di tutto come in un sogno.

Penso a tante cose, sopra tutto, avvenire; e penso anche a te, con molta tenerezza e con molta serenità.

Sento in fondo all’anima una specie di fiera tristezza, per aver saputo essere crudele con me e forse — perdonami — anche un po’ con te…

Io provo una soddisfazione speciale quando rifiuto qualche bella felicità che m’offre il Destino. E quale felicità, Amica mia!

Il nostro amore che sarebbe fiorito con tutti i fiori della primavera torinese! (così dolce per l’esule che ritorna!) anche la stagione sarebbe stata propizia alla nostra follia!

E quanti mesi di serenità, di sole, di profumo!

E quanti sogni!

Avremmo voluto pellegrinare la nostra passione in tutti i dintorni favorevoli al sentimento: quanti sogni!

Io li ho già sognati tutti e t’ho già vista in tutti: con a sfondo i paesi sconosciuti, le viuzze di provincia dove si sarebbe delineata al mio fianco la tua svelta parigina figura primaverile.

Io non vedrò le tue vesti nuove.

Sarò lontano, solo, con la mia ambizione taciturna: una compagna ben più crudele della tua malinconia…

Perché non confessartelo, mia buona sorella?

L’ambizione da qualche tempo mi artiglia in un modo atroce.

Non sento non vedo non godo non soffro di altro.

Come puoi tu, che pure hai tra le mani i germi di mille speranze e segni la stessa mia via, come puoi rivolgere ancora le forze della tua giovinezza verso altri destini?

Per me, camminando diritto, con l'occhio fisso alla mia meta lontana (o quanto!) tutto è secondario e trascurabile: gioie e dolori: tutto, perfino la tua bellezza sulla quale mi sono chinato un istante, come su un fiore, al margine del sentiero, ma dalla quale mi separo tosto, perché arresterebbe di troppo il mio passo tranquillo…

Ah! Se io potessi darti una parte soltanto di questo mio orgoglio latente, anche il dolore che tu dici di avere in te impallidirebbe e l’amore ti apparirebbe qual è: un inganno della giovinezza e un episodio trascurabile in un destino come il mio e come il tuo.

E mai come in questi tempi che tale smania mi fa soffrire, ho avuto tanto disprezzo per le mie attitudini artistiche e ho tanto sentito la necessità di affinarle con lo studio, con la meditazione, col silenzio.

Tu hai ancora l’avidità di cogliere fiori e di godere l’ora che passa: per me anche la lusinga del piacere mi è intollerabile come un ostacolo sul mio sentiero.

Amalia, mio buon amico, quante di queste cose t’avrei detto e ti vorrei dire se tu non fossi giovine e bella!

Ma hai degli occhi luminosi ed una bocca tentatrice ed è impossibile starti vicino senza diventare irriverenti con te come con una crestaia od una cortigiana qualunque…

Ho rilette queste sei pagine, amica mia: oimé! Parlo, parlo, e, sopra tutto, ragiono: quanto devo farti soffrire! E anche sdegnare. Perdonami.

Perdonami. Ragiono, perché non amo: questa è la grande verità.

Io non t’ho amata mai.

E non t’avrei amata nemmeno restando qui, pur sotto il fascino quotidiano della tua persona magnifica; no: avrei goduto per qualche mese di quella piacevole vanità estetico-sentimentale che dà l’avere al proprio fianco una donna elegante ed ambita. Non altro.

Già altre volte l’ho confessata la mia grande miseria: nessuna donna mai mi fece soffrire; non ho amato mai; con tutte non ho avuto che l’avidità del desiderio, prima, ed una mortale malinconia, dopo…

Ora con te, che sei il più eletto spirito femminile ch’io abbia incontrato mai, e con te che dici di amarmi, sono stato sempre e voglio essere ancora sincero: non ti amo.

E la risoluzione più leale da parte mia è il distacco. Partirei pur non dovendo partire. Invece il Destino è propizio: m’impone l’esiglio anche per altre cause ch’io tolgo a pretesto.

Rivederci? A che scopo? Un colloquio di più nulla aggiungerebbe (o sottrarrebbe forse) alla fraterna benevolenza che noi dobbiamo portare l’uno dell’altro.

Addio, mia buona amica! Ti bacio.

(Guido Gozzano)

 

 

 

 

Segue la risposta di Amalia…

 

 

 

 

Se desideri leggere la 1° struggente lettera

di Amalia clikka qui giù…

 

da Tony Kospan

 

 

 

IL SALOTTO DI SOGNO DI FACEBOOK?

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Pubblicato 2 gennaio 2012 da tonykospan21 in POETI E SCRITTORI GRANDI, Senza categoria

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