Archivio per 13 novembre 2011

IL SILENZIO – E. MITRE – FELICE NOTTE IN MINIPOESIA   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
IL SILENZIO
Eduardo Mitre
 

Prateria
in cui brucano
le parole.

Fonte
in cui la musica
fa il bagno
tutta nuda.
 
 
 

 
 
da Tony Kospan
 
 
 
POESIE?
 ImageChef.com
 
 

Pubblicato 13 novembre 2011 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA, Senza categoria

LIRICHE D’AMORE DALL’ANTICO EGITTO – STANZA III   2 comments

 
 
 
 
 
 
 
 
 

DAL PAPIRO CHESTER BEATTY I
 
 
.
.
 

 

 

 

Liriche d’amore dall'Antico Egitto


STANZA TERZA (donna)


 

 
 
 
 

Spera il mio cuore


di contemplare la sua bellezza,


quando starò seduta nella sua casa.


Là, incontrerò Mehi *


che passa a cavallo sulla strada,


coi suoi amici.


Non so come condurmi davanti a lui:


passerò tranquillamente davanti a lui?


Ecco, la strada è come un fiume,


ignoro la sede dei miei piedi.


Sei molto ignorante, o cuor mio!


Perché vuoi camminare tranquillamente vicino a Mehi?


Ecco, se passo davanti a lui,


gli rivelo i miei sentimenti:


“Ecco, sono tua”.


Ma lui si vanterebbe del mio nome,


e mi darebbe alla casa del primo


di quelli che sono al suo seguito.





 *(è il nome dell'innamorato, ma anche quello di una divinità che protegge gli amanti, ndtk)



 

 

 

 

 

 

Scritti raccolti da Danny Fan – impagin. t.k.

 

 

 

 

 

– continua –

 

 

Ciao da Tony Kospan
 
 
 

 
 
PER LEGGER LA POESIA DELLA
I STANZA
.
.
.
.

 
  
 
PER LEGGER LA POESIA DELLA
II STANZA

 
 
 
 

IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L'ARTE
I N S I E M E
Ripped Note

 
 
 

Pubblicato 13 novembre 2011 da tonykospan21 in POESIE FAVOLE OPERE ANTICHE, Senza categoria

IL MIGLIOR ATTEGGIAMENTO POSSIBILE? – LA VIE EN ROSE…   2 comments

 
 
 
 
 
 
 
IL MIGLIOR ATTEGGIAMENTO POSSIBILE?
 

LA VIE EN ROSE…
 
 
 
 

 
 
 
 
 
Lo dimostrerebbe uno studio
dell’University of Washington di Seattle
ma, anche indipendentemente da questo, 
che appare controverso,
lo ritengo comunque giusto…
 
 
 
 
 
Si dice che aspettandosi il peggio si evitino le grosse delusioni e si ottengano le soddisfazioni maggiori. Ma non è così. Sono le persone che si aspettano il meglio dalla vita che riescono ad ottenerlo o almeno a non sentirsi eccessivamente delusi e colpevoli quando qualcosa va storto. Questi modi di vedere la vita sono stati oggetto di uno studio condotto da Margareth Marshall della Seattle Pacific University e Jonathan Brown della University of Washington di Seattle e pubblicato dalla rivista Cogniton & Emotion.
 
 
 
 
 

 

 

Per invalidare la tesi secondo la quale aspettarsi il peggio sarebbe meglio, i ricercatori hanno sottoposto 80 studenti universitari ad una serie di test. In primo luogo hanno sottoposto loro un questionario per verificare il loro stato d’animo nei confronti della vita, se erano persone entusiaste e positive oppure cupe e pessimiste. Dopodiché gli studenti hanno eseguito una serie di puzzle di media difficoltà al computer. Basandosi sul questionario e sui risultati ottenuti dal primo set di puzzle si è stabilito come si aspettavano di riuscire con un secondo set di puzzle.

A questo punto i ricercatori hanno sottoposto ad una metà degli studenti una serie di puzzle più semplici rispetto al primo test e all’altra metà dei puzzle più complicati. Questo ha permesso loro di assicurarsi che alcuni studenti sarebbero andati oltre le loro previsioni e altri al di sotto. Dopo l’esercizio è stato chiesto ai partecipanti di compilare un nuovo questionario, riguardante il loro stato d’animo alla fine delle prove.

Secondo i risultati, gli studenti che si aspettavano di andare male effettivamente si sentivano peggio dopo aver fallito il test rispetto agli altri che, pur aspettandosi di andar bene, avevano sbagliato anche loro. Secondo i ricercatori, un’aspettativa negativa può esacerbare la sensazione di frustrazione che segue un mancato successo, e l’aspettativa è spesso determinata dall’atteggiamento con cui si affronta la vita.

Secondo Brown è difficile per una persona che ha un carattere cupo riuscire a cambiare temperamento.

Ma tentar non nuoce e forse cercare di ottenere il meglio dalla vita potrebbe essere la chiave per affrontare ogni sfida con un atteggiamento vincente ricordandosi che in caso di sconfitta ci sono sempre cose come la cioccolata, che rendono tutto più bello.

 

 

 

 

dal web parecchio tempo fa… – impaginazione dell’Orso…

 

 

 

 

 

Concordo con il risultato di questo studio…, anche se però ci sono anche studi che sostengono l'esatto contrario…, indipendentemente dalla sua scientificità assoluta… o meno… per dei semplici motivi che vengo ad elencare…

Nella vita ci sono prima o poi momenti davvero difficili per tutti… e da essi non possiamo certo scappare… ma perché poi prendersela ogni giorno per cose senza alcuna vera importanza?

La vita non ha attimi infiniti ma finiti… e dunque viviamoli, per quanto possibile, non con il lamento… il broncio… ma col sorriso… e dunque… “en rose”.

 

 

 

 

 

Se ci va ascoltiamo infine la mitica canzone…

 

 

 

 

 

 

Ciao da Tony Kospan con un… sorriso…

 

 

 

 

 

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CERVELLO IN FORMA? LAVARSI I DENTI!   Leave a comment

 

 
Se il cervello fa cilecca
è colpa dei denti
 
Indispensabile lavarli spesso

 

 

 

 

NEW YORK – Un nuovo studio sembra suggerire che una buona cura dei denti (usare lo spazzolino dopo ogni pasto, visitare il dentista regolarmente), può aiutare gli adulti a mantenere intatte le loro abilità mentali.

Un gruppo di ricerca americano ha infatti scoperto che gli adulti di più di 60 anni con i livelli più alti del patogeno Porphyromonas gingivalis avevano tre volte più probabilità di non riuscire a tenere a mente una sequenza di tre parole rispetto agli adulti con i livelli più bassi dello stesso patogeno. Il Porphyromonas gingivalis è un microbo che causa infezioni e parodontiti.

Il dottor James M. Noble del Columbia College of Physicians and Surgeons di New York City e i colleghi hanno anche scoperto che gli adulti con i più alti livelli di questo patogeno avevano il doppio delle probabilità di sbagliare delle sottrazioni complesse. Questi risultati, pubblicati dalla rivista Journal of Neurology, Neurosurgery, and Psychiatry, si basano su oltre 2.300 uomini e donne sottoposti a test per vedere se soffrivano di periodontite e a cui è stato chiesto di completare una serie di prove che misurano le abilità mentali. I soggetti prendevano parte al più vasto studio chiamato National Health and Nutrition Examination Survey III, che ha avuto luogo tra il 1991 e il 1994. Nel complesso, il 5,7% degli adulti aveva problemi a completare alcuni test di memoria e il 6,5% non è riuscito nelle sottrazioni complesse.

I risultati a questi test erano scarsi soprattutto nelle persone con i più alti livelli di patogeni nella bocca. Già altre ricerche hanno stabilito una forte associazione tra la salute orale e le malattie di cuore, l’ictus e il diabete, nonché l’Alzheimer. La malattia gengivale potrebbe influire sulla buona funzionalità del cervello tramite diversi meccanismi, secondo l’equipe del dottor Noble; per esempio, scatenando uno stato di infiammazione in tutto il corpo.

In un commento che accompagna la pubblicazione dello studio, il dottor Robert Stewart, del King’s College London, afferma che «questa ricerca si unisce alle prove sempre più numerose che collegano la salute della bocca e dei denti alla funzionalità cerebrale».

 

 

 

 

 

 

da LASTAMPA.IT – impaginaz. t.k.

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN

 

 

 

L’AMORE – NERUDA – FELICE DOMENICA INSIEME IN POESIA E…   2 comments

 

 

John William Godward – Dolce far niente

 

 

 
 
 

L’arte della vita sta nell'imparare a soffrire
e nell’imparare a sorridere
H. Hesse
 
 
 
 
 

 
 
 
L’AMORE
Pablo Neruda
 
Che hai, che abbiamo,
che ci accade?
Ahi il nostro amore è una corda dura
che ci lega ferendoci
e se vogliamo
uscire dalla nostra ferita,
separarci,
ci stringe un nuovo nodo e ci condanna
a dissanguarci e a bruciarci insieme.
Che hai? Ti guardo
e nulla trovo in te se non due occhi
come tutti gli occhi, una bocca
perduta tra mille bocche che baciai,
più belle,
un corpo uguale a quelli che scivolarono
sotto il mio corpo senza lasciar memoria.
E che vuota andavi per il mondo
come una giara di color frumento,
senz’aria, senza suono, senza sostanza!
Invano cercai in te
profondità per le mie braccia
che scavano, senza posa, sotto la terra:
sotto la tua pelle, sotto i tuoi occhi,
nulla,
sotto il tuo duplice petto sollevato,
appena
una corrente d’ordine cristallino
che non sa perchécorre cantando.
Perché, perché, perché,
amore mio, perché?
 
 
 

 

 

 

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da Orso Tony
 
 
POESIE?
  
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