Archivio per 2 marzo 2011

AMO IN TE – HIKMET – FELICE NOTTE IN MINIPOESIA…   1 comment

 
 
 
 
AMO IN TE
Nazim Hikmet

Amo in te
l'avventura della nave che va verso il polo
amo in te
l'audacia dei giocatori delle grandi scoperte
amo in te le cose lontane
amo in te l'impossibile
entro nei tuoi occhi come in un bosco
pieno di sole
e sudato affamato infuriato
ho la passione del cacciatore
per mordere nella tua carne.

amo in te l'impossibile
ma non la disperazione.

 

DA TONY KOSPAN
 
 
 
POESIE?
NEL GRUPPO DI FACEBOOK…
 
 
UN MODO DIVERSO DI VIVERLE
TONY KOSPAN

Pubblicato 2 marzo 2011 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA, Senza categoria

LA LITTIZZETTO CONTRO I… NOMI RIDICOLI…   Leave a comment

 
 
LA LITTIZZETTO
CONTRO I NOMI RIDICOLI!
 

 

 

Ecco un nuovo brano della nostra
mitica irriverente Luciana nazionale…
 

 

 

 

NON NOMINARE INVANO!

 

 

 Luciana Littizzetto
 
 
 
Adesso piange. La balenga. Quanto cervello sprecato…
Allo spiedo li farei, con le patatine tonde… lei e suo marito, quel plantigrado.
Hanno chiamato il figlio Leone e adesso che fa la prima elementare piangono perché i compagni di classe gli fanno tutto il giorno grrr grrr.
Ma pensa. Lunedì giocando agli esploratori l’hanno anche catturato e chiuso nel gabinetto. E adesso piangono tutti. Mamma, papà e figlio re della foresta.
Siccome non posso sempre farmi i fatti miei, vi chiedo un piacere. Personale.
Cari bandoleri stanchi e care Lady Marian.
Quando decidete di unire l’utero al dilettevole, mi fate un pochino di attenzione?
Potete mica chiamare la vostra creatura con un nome decente?
Non è che Leone sia brutto, ma è più da papa che da scolaro di prima elementare.
Io penso che il primo vero atto di responsabilità dei genitori nei confronti del figlio sia la scelta del nome.
Non del nido, della culla o del ciripà.
Vi prego: non infierite. La vita è già così complicata.
Non mi dite che quello che avete appioppiato al pupo è semplicemente il nome del nonno materno.
Non è affatto una giustificazione.
Se il povero nonno ha già avuto la sfiga di chiamarsi Sulpicio, perché vogliamo continuare a far soffrire il nipote?
Il mio amico Stefano di Roma ha chiamato il figlio Manfredi Galeazzo.
Che non fa rima con niente.
E la sorellina? Erbaluce. Almeno fossero di Caluso.
Ma ci sono anche i genitori temerari. Che azzardano il nome storico o mitologico.
Bravi. E se poi vostro figlio che avete battezzato Marcantonio vien su una mezza sega? A chi deve dire grazie? A voi due che vi chiamate Franca e Piero. Deficienti.
E quelli che danno il nome della ricorrenza? Mia zia è nata a Natale e l’han chiamata Natalina. Se fosse nata a Pasqua l’avrebbero chiamata Pasqualina. Ma se fosse venuta al mondo il giorno dei morti come l’avrebbero chiamata? Mortisia o Mortalì?
Vorrei inventare una legge che permetta ai figli, raggiunta l’età della ragione, di cambiare il nome ai genitori.
Così chi è stata chiamata Savana ribattezzerà sua madre Calcutta e saranno pari.
Ma è inutile sognare.
Qui in Italia sono anni che chiamiamo un prosciutto Gran Biscotto e nessuno fa una piega.
 
 
 

 

 

Brano tratto dal libro “La principessa sul pisello” di Luciana Littizzetto

 

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN

 

 

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COMPIUTA DONZELLA – POETESSA DEL MEDIOEVO   Leave a comment

 
 
 

 

 

COMPIUTA DONZELLA

– POETESSA DEL MEDIOEVO –

a cura di Tony Kospan

 

 

 

 

Ecco una donna… che in tempi considerati bui per la donna ha saputo farsi apprezzare per le sue poesie.

 

 

  

 

 

Una donna del Medioevo ed in particolare una poetessa, Compiuta Donzella, di cui si sa poco… se non per alcuni giudizi espressi su di lei in prosa e poesia… ma che possiamo considerare quasi certamente la prima poetessa in lingua italiana.

 

 

 

 

Quel che leggeremo, la sua storia… i giudizi su di lei e 2 suoi sonetti  ci aprono una finestra sia sulla sua persona che sulla poesia nel Medioevo.

 

 

 

 

Mentre leggiamo, se ci va, ascoltiamo questa musica dell’epoca.

 

   

 Nota(secolo XIII)

 

 

 

COMPIUTA DONZELLA

LA SUA STORIA E QUEL CHE DI LEI HANNO SCRITTO

 

Resta un enigma storico Compiuta Donzella, il nome, o lo pseudonimo, sotto cui si cela una “rimatrice” fiorentina del Duecento.

Si tratta probabilmente della prima donna che compone poesie in volgare italiano.

Ci sono pervenuti soltanto tre suoi sonetti di gusto trobadorico e giullaresco, due dei quali dallo stile non lontano da quello del Petrarca.

Data l’asssenza di altri riscontri letterari o biografici, sulla Compiuta (nome, all’epoca abbastanza comune all’epoca a Firenze) sono fiorite le più svariate ipotesi… spesso di fantasia.

Ecco come Guittone d’Arezzo la definisce in questo che appare un esagerato panegirico delle sue virtù.  

Soprapiacente donna, di tutto compiuto savere, di pregio coronata, degna mia Donna Compiuta, Guitton, vero devotissimo fedel vostro, de quanto el vale e po’, umilmente se medesmo raccomanda voi. “.

Ma quel che possiamo evincere, con certezza, da queste espessioni scritte in un'epoca come quella medievale in cui molto raramente alle donne era concesso dedicarsi alla letteratura, è che Compiuta fu certamente una poetessa dotata d’indubbie qualità artistiche.

A conferma di ciò  ci sono anche due sonetti di un autore anonimo suo contemporaneo, che allude alla fama di Compiuta come autrice di poesie, in cui un verso così recita: che di trobare avete dominanza”.

Il  “trobar” fa riferimento ai “trobadours”,  poeti musicisti provenziali in gran voga all’epoca.

 

 

 

 

 

 

 

Ecco il sonetto in questione… dedicato a lei…

 

 Gentil donzella somma ed insegnata,
poi c’ag[g]io inteso di voi tant’ or[r]anza,
che non credo che Morgana la fata
né la Donna de[l] Lago né Gostanza
né fosse alcuna come voi presc[i]ata;
e di trobare avete nominanza
(ond’eo mi faccio un po[ca] di mirata
c’avete di saver tant’abondanza):
però, se no sdegnaste lo meo dire,
vor[r]ia venire a voi, poi non sia sag[g]io,
a ciò che ‘n tutto mi poria chiarire
di ciò ch’eo dotto ne lo mio corag[g]io;
e so che molto mi poria ‘nantire
aver contia del vostro segnorag[g]io.
Perc’ogni gioia ch’è rara è graziosa,
mi son tardato, Compiuta Donzella,
d’avere scritto a la vostra risposa
la qual faceste a me fresca e novella.
E ben si testimonia, per la losa
che di me usaste, che voi siete quella
in cui altezza e gran valor riposa:
cotal a[l]bor mostr’ alto sua fior bella.
Sua fiore bella e d’amare lo frutto
mostra ‘n altezza com’è d’alto stato:
però in gioia ab[b]o vostro detto tutto,
e pregovi che mi sia perdonato
s’io m’invitai laove sone al postutto
ch’io non son degno d’esser presentato.

 

 

 

 

I SUOI SONETTI

 

Ma ora avviciniamoci al suo cuore  leggendo 2 suoi sonetti…  di contenuti… opposti…

Nel primo sembra disdegnare ogni contaminazione con l’amore umano… desiderando dedicarsi solo a quello divino… ma poi nel secondo svela invece l’aprirsi del suo cuore… verso quello umano…
 
 
 
 

 

 

I SONETTO

 

LASCIAR VORRIA LO MONDO E DIO SERVIRE

 

Lasciar vor[r]ia lo mondo e Dio servire

e dipartirmi d’ogne vanitate,

però che veg[g]io crescere e salire

mat[t]ezza e villania e falsitate,

ed ancor senno e cortesia morire

e lo fin pregio e tutta la bontate:

ond’io marito non vor[r]ia né sire,

né stare al mondo, per mia volontate.

Membrandomi c’ogn’om di mal s’adorna,

di ciaschedun son forte disdegnosa,

e verso Dio la mia persona torna.

Lo padre mio mi fa stare pensosa,

ca di servire a Cristo mi distorna:

non saccio a cui mi vol dar per isposa.

 

 

 

 

 

II SONETTO

 

ORNATO DI GRAN PREGIO E DI VALENZA

 

Ornato di gran pregio e di valenza

e risplendente di loda adornata,

forte mi pregio più, poi v’è in plagenza

d’avermi in vostro core rimembrata

ed invitate a mia poca possenza

per acontarvi, s’eo sono insegnata,

come voi dite c’a[g]io gran sapienza;

ma certo non ne son [tanto] amantata.

Amantata non son como vor[r]ia

di gran vertute né di placimento;

ma, qual ch’i’ sia, ag[g]io buono volere

di servire con buona cortesia

a ciascun ch’ama sanza fallimento:

ché d’Amor sono e vogliolo ubidire.

 

 

 

 

      

 

FINE

 

 

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POESIE?

Leggerle, scriverle o parlarne

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LA FRUTTA (E… NON SOLO…) COME NON L’AVETE MAI VISTA…   2 comments

 
 
MAGIA DELLE IMMAGINI
E…
COMPLIMENTI ALL’AUTORE
PER LA DIVERTENTE FANTASIA…
 

Esselunga - i Re Manghi 

 
LA FRUTTA (E… NON SOLO…)
COME NON L’AVETE MAI VISTA!!!!! 
 
 
Esselunga - Pom Abbondio
 
 
 
 Esselunga - Fata Zucchina
 
 
 
Esselunga - Finocchio
 
 
 
Esselunga - Porro Seduto
 
 
 
Esselunga - Aglioween
 
 
 
 
Esselunga - i fichinghi
 
 
 
 
Esselunga - Ponzio Pelato
 
 
 
Esselunga - Arancillotto
 
 
 
Esselunga - Vincent Van Coc
 
 
 

Esselunga - John Lemon
 
 
 
Esselunga - Mapoleone
 
 
 
Esselunga - Piero della Franpesca
 
 
 
Esselunga - Rapanello Sanzio
 
 
 
 
 
  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Pompelmo Tell
 
 
 
Esselunga auguri - Cherry Christmas
 
 
 
MA MICA MANGIAMO SOLO FRUTTA!!!
ED ALLORA ECCO…
 
 
 
Esselunga - i sette pani
 
 
  
Esselunga - Re Salamone
 
 
  
Esselunga - Bufala Bill
 
 
   
Esselunga - Tutan Panem
 
 
 
 Esselunga - Antonno e Cleopasta
 
 
 
E CI VOGLIAMO PRIVARE
DI UN BICCHIERE DI VINO?
 
 
 
Esselunga - Alavino
 
 
 
O DI UN DOLCE?
 
Esselunga auguri - Babà Natale
 
 
 
Esselunga auguri - Cristoforo Colomba
 
 
  
 
CIAO DA
 
Esselunga - orsetto o cocco?
 
TONY
 
 
 

DAL WEB – IMPAGINAZ. ED ADATTAM. TONY KOSPAN

 

 

IL SALOTTO DI SOGNO DI FACEBOOK? E’… 
PSICHE E SOGNO
 
 
 
T. K.

INNAMORATO – GOETHE – FELICE MERCOLEDI’ IN POESIA E NON SOLO   7 comments

 

 

  
 
 

 

  

 

 

 

 

 
Ehi amici ascoltate, l'amore somiglia a un sole,
il cuore che non ha amore somiglia ad una nera pietra.
Yunus Emre

 

   

 

 

 

 

 

INNAMORATO
Johann Wolfgang Goethe

Vorrei essere un pesce,
così vispo e guizzante;
venissi tu a pescare,
io mi lascerei prendere.
Vorrei essere un pesce,
così vispo e guizzante.
 
Oh se fossi un cavallo,
ti sarei caro allora!
Oppure una vettura,
per portarti a tuo agio.
Oh se fossi un cavallo,
ti sarei caro allora!
 
Vorrei essere oro,
e sempre al tuo servizio;
se tu facessi spese,
io tornerei correndo.
Vorrei essere oro,
e sempre al tuo servizio.
 
Vorrei esser fedele,
la mia bella sempre diversa;
a lei vorrei promettermi,
né vorrei mai andarmene.
Vorrei esser fedele,
e lei sempre mutare.
 
Vorrei essere vecchio,
tutto rugoso e freddo;
se tu mi rifiutassi,
non potrei certo affliggermi.
Vorrei essere vecchio,
tutto rugoso e freddo.
 
Se io fossi una scimmia
pronta agli scherzi buffi,
e tu fossi imbronciata,
ti farei delle burle.
Se io fossi una scimmia
pronta agli scherzi buffi.
 
Fossi mite come una pecora,
ardito come un leone,
avessi l’occhio di lince
e un’astuzia di volpe.
Fossi mite come una pecora,
ardito come un leone.
 
Tutto quello che io fossi,
te lo concederei;
con i beni di un principe,
tutto ti apparterrei!
Tutto quello che io fossi,
te lo concederei!
 
Ma sono come sono,
e accettami così!
Se ne vuoi di migliori,
fatteli su misura.
Io sono come sono;
così dovrai accettarmi!  

 

    

 

 

        

 

 

 

da Orso Tony

 

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P O E S I E
 
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