Archivio per 17 febbraio 2011

PERCHE’ TI AMO – H. HESSE – FELICE NOTTE IN MINIPOESIA   2 comments

 
 
 
 
kvetiny_637156805_101.gif image by ELENA1305

 
 
 
PERCHE' TI AMO
H. Hesse
 
Perchè ti amo, di notte son venuto da te
così impetuoso e titubante
e tu non mi potrai più dimenticare
l'anima tua son venuto a rubare.
Ora lei è mia
del tutto mi appartiene nel male e nel bene,
dal mio impetuoso e ardito amare
nessun angelo ti potrà salvare.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
by Tony Kospan
 
 

POESIE?

  
FANTMONDOPOESIA.jpg picture by orsotony21
 
UN DIVERSO MODO DI VIVERLE
 

Pubblicato 17 febbraio 2011 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA, Senza categoria

LA STORIA DEL… CASCHETTO   2 comments

 
 
 
  LOUISE BROOKS
 
 
 
STORIA DEL… CASCHETTO
Tony Kospan
 
 
 
 
La nascita ufficiale del caschetto risale al 1909…

Ma nell’immaginario collettivo e sulla base di dipinti di varie epoche… il primo taglio a caschetto potrebbe essere stato quello di Cleopatra un paio di millenni fa.
 
 
 
 
 

 

 

 

Non potendo inoltrarci con precisione nella moda dei millenni passati atteniamoci alla storia… moderna… di questo che possiamo considerare un rivoluzionario taglio.

Siamo nel 1909 a Parigi ed il famosissimo coiffeur Antoine crea questa pettinatura “à la garçonne” ispirandosi, secondo alcuni, a Giovanna D’arco.
 
 
 
 

Giovanna D'Arco

 

 

 
La sua intenzione, in quei primi convulsi anni del '900 così pieni di fermenti industriali, artistici e culturali, è quella di presentare per il nuovo secolo un’immagine di donna del tutto nuova e volitiva.

Tuttavia il caschetto non si affermò subito proprio, forse, perché i capelli corti e la frangetta sembravano, alle persone del tempo, un segno di eccessiva mascolinità…
 
 
 
 
 
Signora nel 1920
 
 
 
 
Dopo un decennio però questo taglio diventò una moda diffusa in tutto il mondo…

Si era ormai nei bollenti e ruggenti anni 20 e la grande diffusione fu dovuta sia ad una maggior libertà raggiunta dalle donne che al successo nel cinema muto della famosa star Louise Brooks.

 

 

 
 
Louise Brooks
 
 
 
 
Il taglio netto sulla fronte con le estremità a punta, la nuca scoperta
gli occhi truccatissimi e la bocca a cuore di Louise… prima scandalizzò e poi entusiasmò la società dell’epoca.
Louise diventò quindi il simbolo delle donne moderne… libere…
ed il successo del caschetto fu davvero enorme…
 
 
 
 
 

Louise Brooks

 
 
 
 
  Nei decenni successivi tuttavia cadde nel dimanticatoio e solo nel 1963 grazie a Mary Quant… la famosa creatrice della “minigonna”
 
 
 
 

Mary Quant

 

 

ma anche di Jiuliette Greco ed altre… tornò di moda…
 
Stavolta però il taglio diviene, grazie ai Beatles che ne fecero quasi una bandiera…, anche unisex.
 
 
 
 

Beatles

 

 
 
Da noi simboli del caschetto negli anni 60 furono Caterina Caselli che fu definita “Caschetto d’oro”
 
 
 
 
 

Caterina Caselli

 

 

e “Valentina” creata dalla matita del grande fumettista Crepax.
 
 
 
 
 

Valentina

 

 
 
Negli ultimi anni infine, pur senza dominare, la moda del caschetto non è mai scomparsa… e di recente si segnalano quali “sfoggiatrici” del caschetto Victoria Beckham,
 
 
 
 
 

Victoria Beckham

 

 
 
la cantante Rihanna ed in ultimo la “first lady” d’America… Michelle Obama…
 
 
 
 
 

http://blackliberal.files.wordpress.com/2009/02/michelle-obama-political-aspirations.jpg?w=1000

Michelle Obama

 

 
 
Il caschetto (ma è chiamato anche “carré” o “bob”) è stato e resta comunque la pettinatura simbolo dell’emancipazione femminile.
 
A mio parere è un taglio davvero carino e sbarazzino legato alla visione di una donna moderna e conscia dei suoi diritti ed è per questo che ritengo giusto pertanto ricordarne i suoi… 103 anni…
 
 
 
 
 
Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 

 
IL SALOTTO DI SOGNO DI FB? 
  PSICHEESOGNO1RID.gif PSICHE E SOGNO picture by orsosognante
 
 
 

LA LEGGENDA DI ALBA RADIOSA E LUPO SOLITARIO…   Leave a comment

 
 
 

 

     

 
 
 
LA LEGGENDA DI
ALBA RADIOSA E LUPO SOLITARIO…
 
 
 
 Native American
 
 
 
 
 

 Lune orsono nella tribù del popolo degli uomini, che voi bianchi battezzaste con il nome di Sioux, visse una principessa così bella e radiosa e che ogni mattina al suo risveglio ella trovava una rosa nel suo teepee proprio accanto al suo viso.

 

 

 
 
 
 

Ella era molto corteggiata ed i più giovani e forti guerrieri della tribù facevano a gara per portare a suo padre Orso Saggio i più bei cavalli e le armi più decorate come voleva l’uso per chiedere la mano della principessa.

E da tutte le tribù vicine ella era conosciuta ed amata e sarebbe stato fortunato colui che avesse avuto il suo cuore. Alba Radiosa, questo era il nome che la tribù le aveva dato per la sua solarità, viveva gaia e felice quindi nell’attesa di scegliere il suo compagno come era in uso nella tribù.

 

 

 

 

Poco distante dall’accampamento, ai limiti della foresta, viveva in una modesta capanna un guerriero di nome Lupo Solitario, egli non era bello e nemmeno più giovane ma il suo cuore batteva per Alba Radiosa e batteva così forte che, quando vedeva la principessa, sembrava che i tamburi di guerra tuonassero all’unisono!Ed era lui che ogni notte sfidava le ire di Orso Saggio per posare la rosa accanto alla principessa.
Una notte però calda e afosa le principessa si svegliò proprio mentre lui poneva la rosa accanto a lei.

 

 

 

 

 

Lei gridò… Orso Saggio si destò all’improvvivo e colpì col suo coltello Lupo Solitario al cuore .
Ma la Madre Terra,dea dei Sioux, ebbe pietà di Lupo e lo tramutò in una costellazione, la Costellazione del Lupo.

 

 

 

 

 

 Se guardi a destra dell’Orsa Minore la vedrai e se ascolterai bene udrai anche un ululato lontano nella foresta al limitare dell’accampamento della tribù degli uomini. E’ il lamento di Lupo Solitario per il suo amore mai realizzato.

 

 

 

 

     

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN 

 

 

stars.gif stars picture by RaiodeLuarstars.gif stars picture by RaiodeLuarstars.gif stars picture by RaiodeLuarstars.gif stars picture by RaiodeLuarstars.gif stars picture by RaiodeLuarstars.gif stars picture by RaiodeLuar
 
IN FACEBOOK UN… SALOTTINO… CULTURALE… 
 
PSICHE E SOGNO
 
 
 
TONY KOSPAN 
 

I CAMPI FLEGREI TRA MITO E LETTERATURA – I PARTE   3 comments

 

 

 

 
I CAMPI FLEGREI TRA MITO E LETTERATURA
 
I PARTE
 
 
 
Ad occidente di Napoli si estende un’ampia zona di origine vulcanica il cui nome è quello dei Campi Flegrei. 
L’origine del suo nome è greca (phlegreios:  ardenti) , quindi “campi ardenti” così appunto chiamata per la presenza di una miriade di vulcani grandi e piccoli ora assopiti.
 
 
 
 
(Valse Triste -Sibelius)
 
 
 
 
E’ questa una delle zone più affascinanti della Campania, meta di un viaggio alla scoperta di un mondo sconosciuto, caratterizzato da fenomeni vulcanici, da antiche vestigia archeologiche, da opere d’arte singolari: una sintesi paesaggistica per gli amanti della storia, dell’archeologia e dei fenomeni naturali. 
Da fonti antichissime apprendiamo che in questa zona singolarmente vulcanica approdarono i primi coloni greci in cerca di nuove terre da colonizzare e che, quando giunsero qui, trovarono popolazioni indigene selvagge e a loro ostili.
Fonti ancora più antiche  di Pindaro collocano i ciclopi in questi luoghi (kykplops: volto dall’occhio tondo).
Ci sono territori che stimolano la storia del luogo e lo straordinario rapporto tra questo paesaggio ed il mito colloca lo scontro tra Ulisse e Polifemo in questi  luoghi. 
 
 
 

 

 
A pochi chilometri da Napoli incontriamo la Solfatara, un cratere attivo al livello della strada: fumarole dense  s’innalzano direttamente dalle viscere della terra, strane alghe si diramano sul terreno di un paesaggio oscuro preistorico; solo che invece di palafitte incontriamo due cupole, la prima denominata Purgatorio,  da essa stillano vapori che arrivano a 60°, nella seconda chiamata Inferno la temperatura arriva a 90°.
 
 
 
 
 
 
 
 
In piccole polle esplodono bolle sulfuree di lava in un mondo primordiale fatto di zolfo e di vapori acri che si diffondono nell’aria di una vasta zona.  Nel 1787 Goethe visitò  brevemente i Campi Flegrei e in una lettera li avrebbe definiti: “ la regione da cui sono sorte tutte le antiche favole poetiche intorno al Paradiso e all’Inferno”.
 

 

Veduta dei Campi Flegrei – Jacob-Philipp Hackert amico di Goethe – 1797

 
 
 
Ancora racconta “ Rovine di una opulenza appena credibile, tristi, maledette. Acque bollenti, zolfo, grotte esalanti  vapore, montagne di scorie ribelli ad ogni vegetazione, lande deserte e malinconiche, ma alla fine una vegetazione lussureggiante che si insinua da per tutto dove appena è possibile e che si solleva sopra tutte le cose morte in riva ai laghi e ai ruscelli e arriva fino a conquistare la più superba selva di querce sulle pareti di un vulcano spento.”  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
                                                                            
 
 Procedendo verso occidente incontriamo  Pozzuoli, il cui porto era uno dei più importanti e strategici del Mediterraneo: si chiamava Puteoli, cioè “piccoli pozzi”, sia per la morfologia a crateri dell’area flegrea che per indicare il caratteristico odore di zolfo sprigionato dalle bocche sulfuree.  Nella sua area si trovano luoghi profondamente suggestivi: l’Anfiteatro Flavio, il tempio di Serapide ed il Rione Terra, cioè la Pompei sotterranea. 
 
 
 
 
Anfiteatro Flavio
 
 
 
L’ Anfiteatro Flavio, terzo in Italia per dimensioni e costruito sotto l’imperatore Vespasiano, era capace di ospitare fino a 40.000 spettatori. Qui si disputavano le spettacolari lotte tra mitici gladiatori e feroci belve. Percorrendo due ripide rampe si giunge nei grandi sotterranei dell’anfiteatro. Le celle delle belve ed il loro complesso sistema di sollevamento all’interno dell’arena,  gli ambienti  di deposito e di servizio fanno bene immaginare l’organizzazione della messa in scena del grande spettacolo.
 
Accanto al teatro, fioriva un altrettanto ricco commercio, come testimonia il Tempio di Serapide o Macellum, uno dei più ampi ed imponenti  esempi di mercato pubblico del I sec. a.C.; ancora si possono vedere le gradinate con balaustre a forma di delfino, marmi rosa, fregi raffiguranti mostri marini, colonne decorate con figure di tritoni e nereidi che splendono ancora tra quelle che erano le botteghe dei commercianti. 
 
 
 
 

Tempio di Serapide 

 

 
 
Nei periodi antichi gli abitanti della zona flegrea e di Pozzuoli in particolare, sono stati testimoni e vittime di un fenomeno di abbassamento  e di sollevamento del suolo.
Solo ultimamente, tra il 1969 ed il 1984, esso si è sollevato di circa 3,5 metri.
Soprattutto il tempio di Serapide a Pozzuoli è il luogo che più di ogni altro è stato testimone nei secoli del fenomeno del bradisismo flegreo.

Le colonne di questo tempio sono state di grande utilità per la testimonianza delle variazioni del suolo rispetto al livello marino.
 
 
 

Rione Terra

 

 
 
Su uno sperone  di tufo, a 33 metri sopra il mare , si trova la grande città sotterranea in cui abitavano gli antichissimi Sami: il Rione Terra, un insediamento urbano durato quasi duemila anni ed interrotto solo dalla violenza del bradisismo nel 1970, che ne causò l’abbandono.  
 
 
 
Continua………
 
 
Testo di Valentine… Impaginazione di Tony Kospan
 
 
 
 
 
  
POESIE?
  
ImageChef.com
UN MODO DIVERSO DI VIVERLE… 
 TONY KOSPAN

Pubblicato 17 febbraio 2011 da tonykospan21 in Senza categoria, TURISMO VIAGGI

LA FESTA DEL GATTO – ORIGINE – MANIFESTAZIONI – POESIA   2 comments

 

 

 

 

LA FESTA DEL GATTO

ORIGINE – MANIFESTAZIONI – POESIA

 

 

 

 

L'ORIGINE DELLA FESTA

 

Per chi non conoscesse il motivo per il quale ogni febbraio celebriamo il gatto, ecco com’è nata l’iniziativa:
Il 17 febbraio in tutta Italia si celebra la Festa nazionale del gatto. L’idea è nata nel 1990 dalla fervida mente della giornalista e gattofila Claudia Angeletti, che propose ai lettori della rivista TuttoGatto un referendum per stabilire il giorno più adatto per festeggiare il nostro beniamino. è stato scelto il mese di febbraio perché al segno dell’Acquario appartengono gli spiriti intuitivi, liberi e anticonformisti come solo i gatti sanno essere. Il giorno 17, un numero considerato sfortunato perché in cifre romane si scrive XVII, anagramma di VIXI,“vissi”, cioè sono morto. Nel bacino del mediterraneo presso i popoli latini questo numero viene considerato sfortunato, ma la nuova lettura suggerita dalla lettrice è che il gatto con le sue sette vite “è vissuto” ma non morto ed ha così esorcizzato la morte. Ma il gatto, con le sue sette vite, non è certo superstizioso infatti il 17 si può leggere 1 e 7, una vita per sette volte e il gatto, per tradizione popolare ha sette vite. Le credenze tradizionali del Nord-Europa avvalorano questa versione: infatti, danno al 17 un valore positivo perché significa vivere una vita per sette volte.

 

LA FESTA IN ITALIA

 

 

In Italia la festa ufficiale si svolge a Perugia,con una serie di iniziative dedicate ai felini, a Firenze ogni anno viene organizzata “Gattart” una mostra collettiva di pittori. Ma di anno in anno altre città si aggiungono all’elenco: Milano, Parma, Genova e Ancona desiderose di dedicare un giorno all’anno ai gatti. Per gli appassionati del mondo felino l’Associazione 44Gatti dal 2006 celebra il gatto a Cava de’ Tirreni con una rassegna felina alla quale partecipano gratuitamente i piccoli felini.
 
 
LA POESIA
 
 
 
 

Anche il grandissimo Neruda amava i gatti se ad essi dedicò questa poesia.

 

ODE AL GATTO

Gli animali furono imperfetti
lunghi di coda
plumbei di testa
piano piano si misero in ordine
divennero paesaggio
acquistarono nèi grazia volo
il gatto
soltanto il gatto
apparve completo
e orgoglioso
nacque completamente rifinito
cammina solo
e sa quello che vuole.

L'uomo
vuole essere pesce e uccello
il serpente vorrebbe avere ali
il cane è un leone spaesato
l'ingegnere vuol essere poeta
la mosca studia per rondine
il poeta
cerca di imitare la mosca
ma il gatto
vuol solo essere gatto
ed ogni gatto è gatto
dai baffi alla coda
dal fiuto al topo vivo
dalla notte
fino ai suoi occhi d'oro.

Non c'è unità come la sua
non hanno
la luna o il fiore
una tale coesione
è una sola cosa
come il sole o il topazio
e l'elastica linea de suo corpo
salda e sottile
è come la linea della prua
di una nave
i suoi occhi gialli
hanno lasciato una sola fessura
per gettarvi
le monete della notte.

Oh piccolo
imperatore senz'orbe
conquistatore senza patria
minima tigre di salotto
nuziale sultano del cielo
delle tegole erotiche
il vento dell'amore
all'aria aperta
reclami
quando passi e posi
quattro piedi delicati
sul suolo
fiutando
diffidando
di ogni cosa terrestre
perché tutto
è immondo
per l 'immacolato
piede del gatto
oh fiera indipendente
della casa
arrogante vestigio della notte
neghittoso ginnastico
ed estraneo
profondissimo gatto
poliziotto segreto
delle stanze
insegna
di un irreperibile velluto
probabilmente non c'è enigma
nel tuo contegno
forse non sei mistero
tutti sanno di te ed appartieni
all'abitante meno misterioso
forse tutti si credono padroni
proprietari parenti di gatti
compagni colleghi
discepoli o amici
del proprio gatto.

Io no
io non sono d'accordo
io non conosco il gatto
so tutto
la vita e il suo arcipelago
il mare e la città incalcolabile
la botanica
il gineceo coi suoi peccati
il per e il meno
della matematica
gli imbuti vulcanici del mondo
il guscio irreale
del coccodrillo
la bontà ignorata del pompiere
l'atavismo azzurro
del sacerdote
ma non riesco
a decifrare un gatto
sul suo distacco
la ragione slitta
numeri d'oro
stanno nei suoi occhi.

 

 

LA FESTA ED IL  MIO GATTO

 

 

Il mio gatto, Kimba,  festeggia e ringrazia…
 
 
 

P1000511.jpg Kimba picture by orsosognante

 

 

 

Ciao da Orso Tony

 
 
 
  

 
IL SALOTTO DI SOGNO DI FCB?
 
 
samp5873205a0f06c928.jpg PSICHE E SOGNO picture by orsosognante
 
T.K.
 

LA PALIZZATA – RACCONTINO DI SAGGEZZA   2 comments

 

LA PALIZZATA

 

 

 

 

Raccontino di saggezza

 

 

C’era una volta un ragazzo con un pessimo carattere.

Suo padre gli diede un sacchetto pieno di chiodi e gli disse di piantarne uno nella palizzata del giardino ogni volta che bisticciava con qualcuno.

Il primo giorno ne piantò 37 di chiodi nella palizzata del giardino.

Le settimane seguenti, imparò a controllarsi e i numeri dei chiodi piantati nella palizzata diminuirono di giorno in giorno: scoprì che era più facile imparare a controllarsi che piantare i chiodi.

Finalmente, arrivò il giorno in cui il ragazzo non piantò nessun chiodo nella palizzata.
Allora andò dal padre e gli disse che oggi non aveva avuto bisogno di piantare nessun chiodo.

Suo padre allora gli disse di levare un chiodo dalla palizzata per ogni giorno che riusciva a non perdere la pazienza.

I giorni passarono e finalmente il ragazzo disse al padre che aveva levato tutti i chiodi dalla palizzata.

 

 

 

 

 

 

Il padre lo condusse davanti alla palizzata e gli disse:
” Figliolo, bravo, ti sei comportato bene, ma guarda quanti buchi hai lasciato nella palizzata. 

Non sarà mai come prima.

Quando litighi con qualcuno e gli dici delle cose cattive, gli lasci delle ferite come queste.

Poco importa quante volte ti scuserai, la ferita rimarrà.

Una ferita verbale spesso fa più male di una fisica.

Una ferita fisica può guarire completamente senza lasciare traccia, quella verbale invece ti segna molto profondamente portando la  tristezza nel cuore.

Ricordati che ci vuole un attimo per dire una cosa cattiva ad una persona, ma una volta detta non è  più possibile cancellarla, anche se non si pensava veramente ed era solo la rabbia di un momento, quelle parole segneranno il suo cuore di tristezza per sempre.” 

 

 

 

 

 

Testo dal Web

Ciao da Tony Kospan

 

 

 

LA TUA PAGINA DI FB?

ImageChef Word Mosaic - ImageChef.com
 
 

UNA POESIA PER TE – A. FORLINI – FELICE GIOVEDI’ IN POESIA E MUSICA…   8 comments

 

 

 

 

 

Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2Flowers_tiny_PH.gif picture by Lilith_RJ2
 
 
 L’amore è come il fulmine:
non si sa dove cade finchè non è caduto.
Jean-Baptiste Henri Lacordaire
 
 
            

 

 

 
 
 
UNA POESIA PER TE
Anna Forlini
 
Sorse, nacque nella mia mente
una poesia per te:
piccola rima fatta
di piccole, dolci,
care, tenere parole.
Poi le ore passarono
non potei fermare
la tenera rima
su bianca carta
così, volò via;
ma nel mio cuor
v’è ancora la musicalità
del verso, la dolcezza
intima, profonda
del pensier mio;
volevo dirti in essa:
t’amo, t’amo
con tutta l’anima mia!

 

 

 
 
 
71x73  71x73  71x73  71x73  71x73  71x73 

  

       

a tutti da Orso Tony

 

libro.gif Libro image by Arkanis74libro.gif Libro image by Arkanis74libro.gif Libro image by Arkanis74libro.gif Libro image by Arkanis74libro.gif Libro image by Arkanis74    
  SE AMI LEGGERE SCRIVERE O DISCUTER DI POESIE…

RAGGIUNGICI NELLA NUOVA PAGINA DI FACEBOOK… 
 
  
 
 TONY KOSPAN

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: