Archivio per 3 febbraio 2011

IL CAFFE’ – L. COHEN – FELICE NOTTE IN MINIPOESIA   4 comments

 

 


 
 
 
IL CAFFE’
Leonard Cohen
 
La bellezza del mio tavolino.
Il ripiano di marmo incrinato.
Una ragazza dagli occhi marroni
dieci tavoli più in là.
Vieni con me.
Voglio parlare.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
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DA TONY KOSPAN
 
 
 
 
 

LA TUA PAGINA DI SOGNO IN FACEBOOK?  

 

 

Pubblicato 3 febbraio 2011 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA, Senza categoria

UMANITA’ BUONA O MALVAGIA? – RIFLESSIONE… POESIA E… FORUM…   2 comments

 
 
 
 
 
 
UMANITA’ BUONA O MALVAGIA?
O L'UNA E L'ALTRA COSA?
 
UNA MIA PICCOLA RIFLESSIONE… 
NATA DA UN POST DI UN'AMICA
NEL MIO GRUPPO DI AMICI VIRTUALI
PSICHE E SOGNO
 
(ED UNA MIA POESIA)
 
 
 

(musica new age)

 
 
 
 
Nessun uomo anche quello che compie le azioni più malvage è del tutto malvagio.
 
Anch’egli ha le sue emozioni i suoi dolori le sue debolezze… e perfino le sue bontà…
 
Certo ha commesso azioni malvage e deve completamente pagare il suo debito alla giustizia… e senza sconti… a parer mio… ma da sempre l’umanità è questa.
 
Tanto per citare un esempio “neutro” … anche il truffatore più spietato… può amare con affetto la sua donna i suoi figli… ed esser con loro ed altri generoso…
 
Infatti seppur ritengo una favola la storia di Caino ed Abele tuttavia essa è come dire una favola… vera… e saggia perché riconosce una sacrosanta verità:
in tutta l’umanità ed anche in ognuno di noi… c’è un Abele… ed un… Caino…
cioè una pulsione verso il bene e nel contempo un'altra verso il male…
 
In alcuni più Caino… in altri più Abele… certo…
ciascuno di noi è infatti uguale e diverso rispetto agli altri.
 
 
 
 

 
 
Sono così convinto dell'esistenza di questo dualismo
 che mi nacque questa poesia…
 

 

 
COSMOGONIA
 
 
 
 
COSA NE PENSATE DELL'ARGOMENTO?
 
 
Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 
 

NON AMO CHE LE ROSE CHE NON COLSI – GENESI E POESIA DI UNA FRASE SEMPRE VIVA   5 comments

 
 
 

  
 
 

  
 
 
 
NON AMO
CHE LE ROSE CHE NON COLSI
a cura di Tony Kospan
 
 
  
  
 
 
Chi di noi non conosce questa frase?
 
 
Ma penso che pochi sappiano come me…
prima di scoprirlo,
 in quale circostanza sia stata scritta
e da chi…
 
 
Gironzolando tra le amate poesie
ho trovato la soluzione…
che mi fa paicere condividere con voi…
  
 
 
  
  
 
E’ in una strofa di questa poesia,
 apparentemente sognante e birichina,
ma profondamente crepuscolare
di Guido Gozzano…
 
 
Il mio sogno è nutrito d’abbandono,
di rimpianto. Non amo che le rose
che non colsi. Non amo che le cose
che potevano essere e non sono
state… Vedo la case, ecco le rose
del bel giardino di vent’anni or sono!
 
 
Ci parla di sé…  bambino…
ma già ammiratore
di una… Cocotte… vicina di casa…
che avendogli donato un furtivo bacio…
ed un confetto…
è rimasta scolpita nel suo cuore…
  
 
 
  
 
Gozzano si abbandona languidamente ai ricordi
di quel volto… di quei volti…
di quei luoghi e di quelle emozioni…
che dopo tanti anni vivono ancora forti in lui…
e però è fermo lì nella sola contemplazione…
 
E’ una poesia, per me carinissima,
che rallegra il cuore…
unendo freschezza e profumi…
in un ampio caldo affresco
 avvolto in forte romanticismo…
  
Ma il suo successo è dovuto soprattutto
a quella frase…
“non amo che le rose che non colsi”.
 
 
 
                   
 
 
 
 
 
  
COCOTTE
(Guido Gozzano)

 
I
Ho rivisto il giardino, il giardinetto
contiguo, le palme del viale,
la cancellata rozza dalla quale
mi protese la mano ed il confetto…
 
II
«Piccolino, che fai solo soletto?»
«Sto giocando al Diluvio Universale.»
Accennai gli stromenti, le bizzarre
cose che modellavo nella sabbia,
ed ella si chinò come chi abbia
fretta d’un bacio e fretta di ritrarre
la bocca, e mi baciò di tra le sbarre
come si bacia un uccellino in gabbia.
Sempre ch’io viva rivedrò l’incanto
di quel suo volto tra le sbarre quadre!
La nuca mi serrò con mani ladre;
ed io stupivo di vedermi accanto
al viso, quella bocca tanto, tanto
diversa dalla bocca di mia Madre!
«Piccolino, ti piaccio che mi guardi?
Sei qui pei bagni? Ed affittate là?»
«Sì… vedi la mia mamma e il mio Papà?»
Subito mi lasciò, con negli sguardi
un vano sogno (ricordai più tardi)
un vano sogno di maternità…
«Una cocotte!…»
«Che vuol dire, mammina?»
«Vuol dire una cattiva signorina:
non bisogna parlare alla vicina!»
Co-co-tte… La strana voce parigina
dava alla mia fantasia bambina
un senso buffo d’ovo e di gallina…
Pensavo deità favoleggiate:
i naviganti e l’Isole Felici…
Co-co-tte… le fate intese a malefici
con cibi e con bevande affatturate…
Fate saranno, chi sa quali fate,
e in chi sa quali tenebrosi offici!
 
III
Un giorno – giorni dopo – mi chiamò
tra le sbarre fiorite di verbene:
«O piccolino, non mi vuoi più bene!…»
«è vero che tu sei una cocotte?»
Perdutamente rise… E mi baciò
con le pupille di tristezza piene.
 
IV
Tra le gioie defunte e i disinganni,
dopo vent’anni, oggi si ravviva
il tuo sorriso… Dove sei, cattiva
Signorina? Sei viva? Come inganni
(meglio per te non essere più viva!)
la discesa terribile degli anni?
 
Oimè! Da che non giova il tuo belletto
e il cosmetico già fa mala prova
l’ultimo amante disertò l’alcova…
Uno, sol uno: il piccolo folletto
che donasti d’un bacio e d’un confetto,
dopo vent’anni, oggi ti ritrova
in sogno, e t’ama, in sogno, e dice: T’amo!
Da quel mattino dell’infanzia pura
forse ho amato te sola, o creatura!
Forse ho amato te sola! E ti richiamo!
Se leggi questi versi di richiamo
ritorna a chi t’aspetta, o creatura!
 
Vieni! Che importa se non sei più quella
che mi baciò quattrenne? Oggi t’agogno,
o vestita di tempo! Oggi ho bisogno
del tuo passato! Ti rifarò bella
come Carlotta, come Graziella,
come tutte le donne del mio sogno!
 
Il mio sogno è nutrito d’abbandono,
di rimpianto. Non amo che le rose
che non colsi. Non amo che le cose
che potevano essere e non sono
state… Vedo la case, ecco le rose
del bel giardino di vent’anni or sono!
 
Oltre le sbarre il tuo giardino intatto
fra gli eucalipti liguri si spazia…
Vieni! T’accoglierà l’anima sazia.
Fa ch’io riveda il tuo volto disfatto;
ti bacierò; rifiorirà, nell’atto,
sulla tua bocca l’ultima tua grazia.
 
Vieni! Sarà come se a me, per mano,
tu riportassi me stesso d’allora.
Il bimbo parlerà con la Signora.
Risorgeremo dal tempo lontano.
Vieni! Sarà come se a te, per mano,
io riportassi te, giovine ancora.
 
 
  
  
 
 
 
 
 
 
 
Ed ora… in ideale dolce collegamento…
 floreale…
 
  
 
 

 
 

 
 
CIAO DA TONY KOSPAN
 
 

 
 

 
 
 
SE AMI LA POESIA…
IL SUO FANTASTICO MONDO…
E LE SUE  SUBLIMI EMOZIONI…
 
 
 

Pubblicato 3 febbraio 2011 da tonykospan21 in POESIA MONDO E GRANDI POESIE

ANNUNCI LETTI NELLE PARROCCHIE   Leave a comment

 
 
 
 
 
ANNUNCI LETTI NELLE PARROCCHIE
 
 

 

 

Ricordate nella preghiera tutti quanti sono stanchi
e sfiduciati della nostra parrocchia.

 

 

Per tutti quanti tra voi hanno figli e non lo sanno,
abbiamo un’area attrezzata per i bambini!

 

 

Giovedì alle 5 del pomeriggio ci sarà un raduno del Gruppo Mamme.
Tutte coloro che vogliono entrare a far parte delle Mamme sono pregate
di rivolgersi al parroco nel suo ufficio.

 

 

Il gruppo dei volontari ha deposto tutti gli indumenti.
Ora li potrete vedere nel salone parrocchiale.

 

 

Martedì sera, cena a base di fagioli nel salone parrocchiale.
Seguirà concerto.

 

 

Il gruppo di recupero della fiducia in se stessi si riunisce Giovedì sera alle 7.
Per cortesia usate la porta sul retro.

 

 

Venerdì sera alle 7 i bambini dell’oratorio presenteranno l’”Amleto” di Shakespeare nel salone della chiesa. La comunità è invitata a prendere parte a questa tragedia.

 

 

Un nuovo impianto di altoparlanti è stato installato in chiesa.
è stato donato da uno dei nostri fedeli, in memoria di sua moglie.

 

 

Care signore, non dimenticate la vendita di beneficenza!
è un buon modo per liberarvi di quelle cose inutili che vi ingombrano la casa.
Portate i vostri mariti.

 

 

Tema della catechesi di oggi: “Gesù cammina sulle acque”.
Catechesi di domani: “In cerca di Gesù”.

 
 
 
 
 

Barbara C. è ancora in ospedale, e ha bisogno di donatori di sangue per trasfusioni. Ha anche problemi di insonnia, e richiede le registrazioni delle catechesi del parroco.

 

 

Il coro degli ultrasessantenni verrà sciolto per tutta l’estate, con ringraziamenti di tutta la parrocchia.

 

 

Il torneo di basket delle parrocchie prosegue con la partita di mercoledì sera: venite a fare il tifo per noi mentre cercheremo di sconfiggere il Cristo Re!

 

 

Il costo per la partecipazione al Convegno su “preghiera e digiuno” è comprensivo dei pasti.

 

 

Il concerto parrocchiale è stato un grande successo.
Un ringraziamento speciale alla figlia del diacono,
che si è data da fare per tutta la sera al pianoforte,
che come al solito è caduto sulle sue spalle.

 

 

Per favore mettete le vostre offerte nella busta,
assieme ai defunti che volete far ricordare.

 

 

Ringraziamo quanti hanno pulito il giardino della chiesa e il parroco.

 

 

Il parroco accenderà la sua candela da quella dell’altare.
Il diacono accenderà la sua candela da quella del parroco,
e voltandosi accenderà uno a uno i fedeli della prima fila.

 

 

DAL WEB – IMPAGINAZ. T.K.

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN

 

 
 
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T.K.

Pubblicato 3 febbraio 2011 da tonykospan21 in BUONUMORE, Senza categoria

NEL NOSTRO AMORE LA PENA E LA GIOIA – JIMENEZ – FELICE GIOVEDI’ DA TONY KOSPAN   3 comments

 
 

  

 
     

 

 
Questo è il dolore della vita:
che per essere felici bisogna essere in due
Edgar Lee Masters
 
 
 
 
   
 
 

Notas/Notes

 

 

NEL NOSTRO AMORE LA PENA E LA GIOIA
Juan Ramon  Jimenez
 
Nel nostro amore, la pena e la gioia
si accendono e si spengono,
come, a primavera,
la mattina e la sera.
Oh soave scontro dolce
dell’ombra e della luce,
della luce e dell’ombra
-nè luce del tutto,
nè ombra del tutto -,
belle loro due, come quelle due;
simulacro di lotte,
uguali nella disfatta e nel trionfo!
Amore; crepuscolo, aurora
di primavera!
 
 
 
 

 

       

   

 

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da Tony Kospan

 

 
 
 
 
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