Archivio per 13 gennaio 2011

SOSPESO – C. BRAMANTI – FELICE NOTTE IN MINIPOESIA   Leave a comment

 

 

 

 

SOSPESO
Carlo Bramanti

Mi chiedo 
perchè vuoi apparire
diversa …  
E penso,
mi muovo….
così che 
ogni tua amorevole bugia
sia un giglio
estraneo,
lontano,
sospeso
nel vento.
 
 
 
 
 
da Tony Kospan
 
 
 

 
PSICHE E SOGNO
 Il salotto culturale di fcb

Pubblicato 13 gennaio 2011 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA, Senza categoria

IL MITO DELLA BIGA ALATA   1 comment

 

 

 

 

Sep15

 

 

IL MITO DELLA BIGA ALATA

 
 
 
 

 

 

Un mito molto interessante è quello raccontato nel “Fedro”, una dei dialoghi più conosciuti:Platone tratta qui un argomento non pienamente raggiungibile con la ragione,anche se il nucleo è alquanto razionale: racconta dell’esistenza dell’anima e dell’incarnazione.

 

 

plato

 

 

Per Platone l’anima è una biga trainata da cavalli alati:essa è composta da tre elementi:un auriga e due cavalli.

Nell’esistenza prenatale le anime degli uomini stavano con quelle degli dei nel cielo,con la possibilità di raggiungere un livello superiore,l’iperuranio,una realtà al di là del mondo fisico che si riconnette alla celeberrima teoria delle idee,che esamineremo in seguito,secondo la quale vi erano due livelli di realtà:il nostro mondo e le idee.

L’auriga impersonificava l’elemento razionale,mentre i cavalli quelli irrazionali:ciò significa che la nostra anima è per Platone costituita da elementi razionali ed irrazionali.

Dei due cavalli,uno,di colore bianco,è un destriero da corsa ubbidiente e con spirito competitivo,l’altro,nero,è tozzo,recalcitrante ed incapace:compito dell’auriga è riuscire a dominarli grazie alla sua abilità e alla collaborazione del bianco.Il nero si ribella all’auriga (la ragione)e rappresenta le passioni più infime e basse,legate al corpo.Il bianco rappresenta le passioni spirituali,più elevate e sublimi.

Significa che non tutti gli aspetti irrazionali sono negativi e che è comunque impossibile eliminarli:si possono solo controllare con la “metriopazia”,la regolazione delle passioni.

E’ una metafora efficace perchè è vero che guida l’auriga,ma senza i cavalli la biga non si muove:significa che le passioni sono fondamentali per la vita. Sta anche a significare che soltanto alla parte razionale,in quanto dotata di sapere,spetta il governo dell’anima. Anche le anime degli dei hanno i cavalli,ma solo bianchi. Lo scopo è arrivare all’altopiano dell’iperuranio:gli dei non incontrano particolari difficoltà,mentre le bighe delle anime umane hanno seri problemi perchè si creano ingorghi ed i cavalli neri tendono a volare nella direzione opposta,verso il basso.

Accade spesso che le ali dei cavalli si spezzino e la biga precipiti sulla terra:questa è l’incarnazione. Una volta arrivato sulla terra, l’uomo non si ricorda più dell’altra dimensione, e vive con nostalgia: la vita dell’uomo non è nient’altro che un tentativo di tornare a quella situazione primordiale e le vie da percorrere per raggiungerla sono due,vale a dire la filosofia,che ci consente di vedere le ombre di quel mondo splendido,di cui quello terreno è solo un’imitazione,e la bellezza,una via più semplice,che fa nascere l’amore;se ha la meglio il cavallo bianco guidato dall’auriga l’amore assumerà connotazioni sublimi,se vincerà quello nero sarà un amore puramente fisico.

La bellezza è una delle tante idee e filtra facilmente nel mondo sensibile perchè è coglibile per tutti grazie ad un senso, la vista. Secondo Platone per gli occhi degli innamorati intercorre un fluido che scorre fino al punto dove le ali dei cavalli s’erano spezzate cosi’ che si ricreano e si può tornare alla dimensione primordiale: il liquido che viene a contatto con l’ala spezzata le dà nuovo vigore facendola rispuntare; proprio quando essa sta ricrescendo,esattamente come i primi denti che spuntano,fa soffrire.

 

 

Sep15

 

 
RIFLESSIONE SUL MITO DELLA BIGA ALATA

 
 
 
 

 
 

Quando si è vicini alla persona amata, contemplandola scorre nuovo flusso che fa passare il dolore dell’anima alimentandola. Quando si è lontani dalla persona amata, invece, non arrivando più il flusso, le ali si inaridiscono e si seccano, accentuando il dolore e la sofferenza. Quindi l’innamorato farà di tutto per vedere il più spesso possibile la persona amata e solo in sua presenza starà bene.

 

 

 

 

Il concetto di amore platonico che abbiamo oggi deriva dal medioevo e non è completamente corretto in quanto i Medioevali credevano che per un innalzamento spirituale non ci dovesse essere amore fisico; per Platone c’è una scala gerarchica dell’amore: nei gradini più bassi si trova l’amore fisico, ma per arrivare in cima ad una scala bisogna percorrere tutti i gradini. Per Platone l’anima ed il corpo hanno caratteristiche opposte: l’una è spirituale e legata all’Iperuranio,alla dimensione delle idee, mentre l’altro è puramente materiale,affine al mondo sensibile e terreno,e soprattutto è mortale.

Mentre il corpo spinge l’uomo a cercare piaceri sensibili e di livello basso, l’anima lo induce a cercare piaceri sublimi e spirituali.

 

 

 

 

Va senz’altro notato come Platone riprenda la teoria dei Pitagorici (e degli Orfici) secondo la quale il corpo è la prigione dell’anima (si giocava sulla parola greca “soma”che indica il corpo e “sema”,che indica invece la prigione). Il contrasto anima-corpo lo si affronta anche da un punto di vista gnosologico: il corpo talvolta ci aiuta a conoscere,talvolta ci ostacola: se si disegna un triangolo rettangolo e ci si ragiona, da un lato può essere un aiuto per passare all’astrazione e passare all’idea di triangolo, che è ben diversa dal triangolo disegnato che è solo un’imitazione mal riuscita, dall’altro può essere un ostacolo se ci si limita a ragionare su quel singolo triangolo senza passare al livello di astrazione.

La principale differenza tra l’amore di oggi e quello dei tempi di Platone è che al giorno d’oggi abbiamo in mente un amore “bilanciato”, biunivoco,dove i due amanti si amano reciprocamente; ai tempi di Platone era univoco, uno amava e l’altro si faceva amare: nel mondo greco o l’uomo amava la donna o l’uomo amava l’uomo: l’omosessualità era diffusissima.

 

 

 

 

Talvolta ci poteva essere un amore biunivoco, che Platone spiegava ricorrendo sempre alla teoria del flusso che intercorre tra gli occhi: secondo lui poteva venirsi a creare una situazione di “specchio”: in realtà l’amato vede negli occhi di chi lo ama se stesso perchè vede riflessa la propria bellezza;è una concezione mitica che rievoca i celeberrimi versi di Dante: “amor, ch’a nullo amato amar perdona…” : è come se…  chi è amato si innamorasse del sentimento stesso.

 

 

 

FINE – DAL WEB – IMPAGINAZIONE T.K.

 

CIAO  DA TONY KOSPAN

 
 
 
 
 

IL SALOTTO DI SOGNO DI FACEBOOK? 
 
 
 
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Pubblicato 13 gennaio 2011 da tonykospan21 in MITI TRADIZIONI LEGGENDE

OMAGGIO A DE ANDRE’ – POESIA, LIBERO PENSIERO E… MUSICA   Leave a comment

 
 
« …pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
 debba in qualche modo incominciare una chitarra.  »
(Fabrizio De André, Amico fragile)

 
 

 
 
 
 
OMAGGIO A DE ANDRE’
POESIA, LIBERO PENSIERO E… MUSICA
 
 
 
 
 
 

Genova, 18 febbraio 1940 – Milano, 11 gennaio 1999
 
 
 

I testi delle sue canzoni, nelle quali ha raccontato storie di emarginati, ribelli, prostitute e persone spesso ai margini della società sono ritenute da alcuni delle vere e proprie poesie (tanto che alcuni di essi sono stati inseriti in alcune antologie scolastiche di letteratura).

Era conosciuto anche come Faber: si tratta di un soprannome datogli dall’amico d’infanzia Paolo Villaggio.

 

 

 

 

Nel periodo di attività musicale ha prodotto tredici album in studio, più alcune canzoni inedite pubblicate solo come singoli oppure in antologie. (wikipedia)

 

Ma il suo amore per la poesia e la cultura si è manifestato tra l'altro anche con la traduzione e la trasposizione in musica del famoso ed originale poema americano SPOON RIVER.

 

 

 
 
 
 
 
 
Non possiamo… non rendere… anche noi… nel nostro piccolo…un omaggio al grande De André… forse uno dei pochissimi…che ha saputo coniugare la canzone con  la letteratura…e la musica con la… vera poesia…
 
Ho scelto il testo che segue solo quale esempio…
 
 
 
 
 
 

 
 
GIUGNO 73
Faber
 
Tua madre ce l'ha molto con me
perché sono sposato e in più canto
però canto bene e non so se tua madre
sia altrettanto capace a vergognarsi di me.
 
La gazza che ti ho regalato
è morta, tua sorella ne ha pianto,
quel giorno non avevano fiori, peccato,
quel giorno vendevano gazze parlanti.
 
E speravo che avrebbe insegnato a tua madre
A dirmi “Ciao come stai “, insomma non proprio a cantare
per quello ci sono già io come sai.
I miei amici sono tutti educati con te
però vestono in modo un po' strano
mi consigli di mandarli da un sarto e mi chiedi
“Sono loro stasera i migliori che abbiamo “.
 
E adesso ridi e ti versi un cucchiaio di mimosa
Nell'imbuto di un polsino slacciato.
I miei amici ti hanno dato la mano,
li accompagno, il loro viaggio porta un po' più lontano.
 
E tu aspetta un amore più fidato
il tuo accendino sai io l'ho già regalato
e lo stesso quei due peli d'elefante
mi fermavano il sangue
li ho dati a un passante.
 
Poi il resto viene sempre da sé
i tuoi “Aiuto” saranno ancora salvati
io mi dico è stato meglio lasciarci
che non esserci mai incontrati.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
RICORDIAMOLO… DUNQUE…
ASCOLTANDOLO E VEDENDOLO
IN QUESTO VIDEO LONG PLAYNG…
TUTTO A LUI DEDICATO
 
 
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 
 
 

 
IL TUO SALOTTO DI SOGNO SU FB?
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Pubblicato 13 gennaio 2011 da tonykospan21 in CANZONI POESIE, Senza categoria

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ITZAHK PERLMAN – L’INCREDIBILE ESECUZIONE COL VIOLINO ROTTO   1 comment

 
L’INCREDIBILE ESIBIZIONE  DI  
ITZAHK PERLMAN
AL LINCOLN CENTER DI NEW YORK
CON IL  VIOLINO ROTTO…
 
 
 
 
 
Ecco un  fantastico e  commovente episodio…
che ha visto come protagonista il grande violinista
 Itzhak Perlman  
che non posso non portar anche alla vostra conoscenza…
 
Ho poi trovato un brano musicale che potrete ascoltare,
simbolo della bravura dell’artista…
 
Ma andiamo con ordine…
 
 
 
 
 
 

Il 18 Novembre 1995, il violinista Itzhak Perlman si esibiva al Lincoln Center di New York City.
Camminava con le stampelle, a causa della poliomielite avuta da bambino.
Il pubblico attendeva pazientemente che attraversasse il palcoscenico fino ad arrivare alla sedia.
Si sedette, appoggiò le stampelle al suolo, rimosse i rinforzi dalle gambe, si sistemò nella sua posa caratteristica, un piede piegato all’indietro, l’altro spinto in avanti, si piegò verso il basso per prendere il violino, lo trattenne fermamente con il mento, e fece un cenno col capo al direttore d’orchestra per indicare di essere pronto.
Era un rituale familiare per i fan di Perlman: il genio storpio che non dava importanza alla sua invalidità prima che la sua musica sublime trascendesse ogni cosa.
Ma questa volta fu diverso.
“Appena ebbe finito le prime battute”, rammenta il critico musicale Houston Chronicle, “una delle corde del suo violino si ruppe. La si poté sentire spezzarsi con uno schiocco secco – esplose come un colpo di pistola attraverso la stanza. Non c’erano dubbi su ciò che significava quel suono. Non c’erano dubbi su cosa avrebbe dovuto fare.”
Era ovvio – avrebbe dovuto posare il suo violino, rimettere i rinforzi per le gambe, prendere le stampelle, alzarsi in piedi, dirigersi faticosamente dietro le quinte e prendere un altro violino o cambiare la corda del suo violino mutilato.
Ma non lo fece.
Chiuse gli occhi per un momento, e poi segnalò al direttore d’orchestra di iniziare da capo.
Il pubblico era ammaliato.
Tutti sanno che è impossibile suonare un brano sinfonico con solo tre corde.
Io lo so, e voi lo sapete, ma quella notte Itzhak Perlman finse di non saperlo.
Suonò con una tale passione ed un tale potere ed una tale purezza…

Si poteva vederlo modulare, cambiare e ricomporre il pezzo nella sua testa…Ad un certo punto sembrò come se stesse disaccordando le corde per ottenere… da esse suoni che non avevano mai prodotto prima.
Quando finì ci fu un silenzio di timore reverenziale, e poi il pubblico si levò, come una cosa sola.
Eravamo tutti in piedi, urlavamo e applaudivamo – facendo tutto ciò che potevamo per mostrare quanto apprezzavamo ciò che aveva fatto.
Egli sorrise, si asciugò il sudore dalla fronte, alzò il suo archetto per quietarci, e poi disse, non con vanto, ma in un tono modesto, pensoso, riverente:

“Sapete, talvolta è compito dell’artista scoprire quanta musica può ancora creare con ciò che gli è rimasto”.

 

 

Questo racconto-ricordo di un episodio così bello mi ha fatto venire i brividi… sinceramente… e nel contempo penso ci faccia anche capire come accanto a noi ci sono, su questo pianeta, persone straordinarie…
 
Il racconto m’ha fatto venir voglia dunque di conoscere la sua eccelsa arte… ed ho trovato questo video… che penso possa darcene un magnifico esempio…
 
E’ davvero un brano musicale tutto da godere…
 
 
 
    
 
 
 
Ciao da Tony Kospan

Pubblicato 13 gennaio 2011 da tonykospan21 in MUSICA E DANZA CLASSICA, Senza categoria

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IL QUADRATO MAGICO DI POMPEI E… NON SOLO…   Leave a comment

 

 

 

 

IL QUADRATO MAGICO DI POMPEI

E NON SOLO

 

 

Un misterioso quadrato magico scoperto a Pompei nel 1936

Un quadrato magico fatto di parole.

 

 

 image image image


A Pompei, nel novembre del 1936, un noto studioso di graffiti italiano,
Pompeo Della Corte, scoprì il seguente “quadrato” graffito
in una colonna della Grande Palestra, non distante dall'Anfiteatro.

 

Eccolo reso ancor più leggibile…

 
 

 

 

PERCHE' QUADRATO MAGICO?

 

 

Si tratta di una successione di lettere (ma ce ne sono anche con numeri),
disposte in genere in forma quadrata (ma ce ne sono anche di altre forme)
che in qualunque direzione lette danno sempre la stessa parola
– dall'alto in basso, da sinistra a destra e vivceversa –
(per i quadrati numerici… la stessa somma).

Qui parleremo di quello con lettere…

 

 

               
 
 
 
ALTRI QUADRATI MAGICI
 
 
In Abruzzo, tra Capestrano e Bussi, c'è la chiesa di S.Pietro ad Oratorium.
Sulla facciata della chiesa fa bella mostra di sé il quadrato magico SATORAREPOTENET… di cui si è parlato… ma…
 in versione sottosopra.
 
 
 
 

La pietra, di 45-50 cm di lato, è posta in modo rovesciato.
 
 
 
Originali e diverse sono poi le versioni circolari di Aosta
 
 
 
 
 
 
e Valvisciolo (LT)
 
 
 
 
 
 
 
 
Ma torniamo ad esaminare le particolarità del quadrato che dunque non è una rarità essendo stato rinvenuto in varie chiese e castelli italiani…:

Perché è nato questo quadrato in cui ciò che è scritto può essere letto indifferentemente in verticale ed in orizzontale ed al contrario?

 
 
TRADUZIONI ED INTERPRETAZIONI 
 
 
 
Veniamo allora alle traduzioni ed ai significati:
 
 
Traduzione letterale:

Se proviamo a tradurre letteralmente le parole del quadrato, possiamo ottenere risultati come questi.

  • Iddio (SATOR, il creatore) – domina e regge (TENET) – le opere del creato (ROTAS OPERA) e quanto la terra produce (AREPO, aratro).
  • Il seminatore (SATOR) sul suo carro (AREPO 챔 parola di origine celtica il cui significato è simile a carro) dirige (TENET) con perizia (OPERA) le ruote (ROTAS, qui le ruote stanno a significare le orbite dei corpi celesti).

 

 

Iscrizione di Acquasanta Terme (AP) – Chiesa di San Lorenzo

 

 

Traduzione ed interpretazione da molti seguita:

Il Seminatore (Dio creatore) Areopago (che giudica) dirige con cura le ruote (le sfere celesti e le orbite dei pianeti)

Forse c'è sottintesa l'analogia tra il seminatore che dirige le ruote del proprio carro per spargere i semi controllando, poi, per eliminare le eventuali erbacce e Dio creatore e giudice, che dirige l'intero universo…

Dubbi restano sulla parola “AREPO”.

     

     

    Interpretazione secondo una versione magica:

    Queste parole avrebbero avuto in quei tempi  molto successo soprattutto fra gli ammalati, che lo consideravano una sorta di formula guaritrice da tutti i mali.

     
    SATOR
    AREPO
    TENET
    OPERA
    ROTAS

     
     
     
    Versione religiosa molto acceditata:
    è chiaro che il seminatore è Dio mentre il carro è il suo trono.

    Con tutte e sole le venticinque lettere che formano questo quadrato magico, fu composto un altro diagramma:

    pater.gif pater picture by orsotony21

     
    dove due PATERNOSTER appaiono intersecandosi, entrambi preceduti da A e seguiti da O, lettere che stanno per alfa e omega cioè i simboli dell'inizio e della fine di tutto.
     
     
     
     

     

     

    Versione ermetica:  
     
    Una studiosa italiana, la prof. Bianca Capone, attraverso una approfondita analisi dei siti in cui sono stati rinvenute vestigia del Quadrato Sator, arriva a sostenere che dietro alla diffusione del misterioso sigillo ci sia stata l'opera dei Cavalieri Templari. Un'altra congettura suggestiva è quella formulata dalla scrittrice Silvana Zanella che propone una lettura “bustrofedica” del quadrato, vale a dire effettuata cambiando verso di percorrenza alla fine di ogni riga (o di ogni colonna),e la frase diventa “SATOR OPERA TENET AREPO ROTAS”. L'oscuro termine AREPO viene preso come contrazione di Areopago (nel senso di tribunale supremo). In questo modo si arriva a questa traduzione:  
    Il seminatore decide i suoi lavori quotidiani, ma il tribunale supremo decide il suo destino.
    Con ciò s'intende ovviamente che 
    L'uomo decide le sue azioni quotidiane, ma Dio decide il suo destino.
    Una tale congettura ovviamente non spiega tutto anzi…in particolare non spiega quelle iscrizioni in cui – come in quella di Aosta – le parole del Sator non sono disposte nella forma canonica del quadrato, impedendone una lettura bustrofedica.
     
     
     
    Versione… Poste Antiche
     
    Una ulteriore spiegazione proposta è quella per cui il quadrato Sator sarebbe una mappa universale per la distribuzione della posta nei primi secoli dell'impero romano. In questo senso la croce centrale TENET+TENET veniva fatta coincidere col Cardo e il Decumanus degli accampamenti militari e di molte cittadine a base quadrata. Il Quadrato sarebbe stato una vista da Nord del modello di città, con il lato superiore corrispondente al Sud e il lato sinistro all'Est. Ad esempio: all'indirizzo Arepo-Opera corrispondeva l'incrocio tra la riga Arepo e la colonna Opera, che coincideva con un punto preciso della mappa della città al centro del settore Sud-Ovest.
     
    Bè a parer mio il mistero continua…
     
     
     
     

    Carré Magique

     
     
     
     Tony Kospan
     
     
     
    Fonti: dal web 
     
     
     
     
     

                    

     
    PSICHE E SOGNO
    IL SALOTTO CULTURALE DI FB
     
    PSICHEESOGNO1RID.gif PSICHE E SOGNO picture by orsosognante

     

     

    Pubblicato 13 gennaio 2011 da tonykospan21 in MISTERI ED ENIGMI, Senza categoria

    GABBIANO – E. CIULLA – FELICE GIOVEDI’ IN POESIA E MUSICA   2 comments

     

     

     

     

    Parlare d'amore

    è solo fare dei pettegolezzi intorno a un mistero.

    E. Flaiano

     

        

     
     

     

     

    GABBIANO

     ~ Esther Ciulla ~

     

     

    Ascolta gabbiano,

    aspetta un momento, un attimo solo !

    Sono io che ti chiamo,

    sono io che rapita,

    guardandoti in volo

    invano le mani protendo

    a prenderti l’ali…

    Oh gabbiano, potessi io

    lontano volare,

    perdermi in orizzonti perlati,

    potessi come te seguire l’onda

    di mari infiniti,

    cullarmi nel cielo coi venti !

    Potessi io, ubriaca di sole

    vagare stordita,

    gustare appagata lo spazio

    nei mari e nei cieli

    e riprendere vita.

     
     
     

      

     

     

     

    PROFUMODIROSA.gif picture by AURYBLU    PROFUMODIROSA.gif picture by AURYBLU     PROFUMODIROSA.gif picture by AURYBLU

     

     

     
    Buongiorno.jpg
     
     
     
     
     

     

    POESIE?

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    TONY KOSPAN
     

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