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AD OGNI INIZIO DI NOTTE – LAMARQUE – BUONANOTTE IN… MINIPOESIA   3 comments

 
 
 
 
 
 
 
AD OGNI INIZIO DI NOTTE
Vivian Lamarque
A ogni inizio di notte
gli inviava pensieri,
adeguati all'ora del silenzio e dei baci.
E gli adeguati pensieri,
di tetto in tetto scivolando,
a lui quasi preso dal sonno giungevano
appena appena in tempo,
quasi in ritardo
 
 
 
 
DA TONY KOSPAN
 
 

Pubblicato 3 gennaio 2011 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA, Senza categoria

LA BEFANA EPIFANIA IN POESIA E NON SOLO   13 comments

 

 

 

 

 

Cari amici la poesia, come ben sapete, affronta ogni aspetto della nostra vita.

L’Epifania è classicamente la festa che… tutte le feste porta via e conclude il lungo periodo delle feste Natalizie dopo il quale riprenderà per tutti, nel bene e/o nel male, la cd “vita normale”.

Proprio questa festa, insieme ai Re Magi, è il tema stavolta delle poesie e delle canzoni… che come immaginerete… piaceranno a chi ama ricordare atmosfere del passato ma soprattutto ai bambini…

 

 

 

 

 

 

LA BEFANA EPIFANIA ED I RE MAGI

NELLE POESIE… NELLE CANZONI E NON SOLO

a cura di Tony Kospan

 

 

 

 

Ma… che vuol dire Epifania?

L’Epifania è una festa religiosa che deriva il suo nome da un termine greco – ἐπιφάνεια, epifaneia -che significa rivelazione.

 

 

 


E la Befana?

La Befana è invece un’antichissima festa connessa a tradizioni agrarie pagane relative al momento di passaggio tra la fine dell’anno e la nascita del nuovo… che narravano di divinità femminili che volavano per i campi per favorire i raccolti futuri.

Nel Medio Evo prende le sembianze di simpatica stregaccia dispensatrice di carbone o doni ai bambini a seconda che si siano comportati bene o male.

 

 

 

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In quest’era di globalizzazione però la nostra italianissima “vecchiaccia” soffre molto la concorrenza dei regali di… Babbo Natale mentre fino a pochi decenni fa era attesissima ed amatissima dai bambini perché poi, alla fine, si rivelava sempre buonissima e generosissima di regali… e quindi questa festa era davvero molto sentita da grandi e piccoli…

 

 

 

 

L’Epifania, con i Re Magi e La Befana… non poteva non interessare i poeti… ma per la sua grande popolarità sono tantissime anche le filastrocche… come questa… per me simpaticissima…

 

 

ZITTI ZITTI PRESTO A LETTO
Filastrocca


Zitti, zitti, presto a letto
la Befana è qui sul tetto,
sta guardando dal camino
se già dorme ogni bambino,
se la calza è ben appesa,
se la luce è ancora accesa!
Quando scende , sola, sola,
svelti sotto alle lenzuola!
Li chiudete o no quegli occhi?
Se non siete stati buoni
niente dolci, né balocchi,
solo cenere e carbone!

 

 

 

 

 

Anche le canzoni che parlano della Befana  sono ovviamente tutte di carattere popolare e dedicate ai bambini, (mitica quella di Gianni  Morandi).

Come sempre mi piacerebbe leggere, su questo tema, poesie vostre o di altri che piacciono a voi… e segnalo tra le poesie di quest’anno quella di Edmond Rostand (l’autore del Cyrano) che ci parla in modo sublime della Stella dei Re Magi… e quella che è la più nota e la più classica di tutte e che non può mai mancare… La befana del Pascoli.

 

 

 

 

 

 

QUANTO MANCA A BETLEMME?

Frances Chesterton


Quanto manca a Betlemme?
Siete quasi alla meta.
Troveremo una stalla
sotto una stella cometa?
Il bimbo appena nato
potremo visitare?
Levando il chiavistello
ci lasceranno entrare?
L’asino, il bue,
le pecore potremo accarezzare?
Gesù Bambino che dorme
potremo contemplare?
Se lo accarezzeremo si sveglierà?
Saprà che siam venuti
apposta fino qua?
I Re ricchi doni
e noi invece nulla,
solo sorrisi e lacrime
offriamo alla tua culla.
Per tutti i bimbi stanchi
pianger Maria dovrà.
Disteso sulla paglia
il bimbo dorme già.
Dio in braccio alla madre,
bambini nel capanno
dormono come dorme
chi ha il cuore senza affanno!

 

Foto:

 

 

IL MISTERO DELLA BEFANA

Massimo Grillandi
 
 Vecchia, dev’esser vecchia per davvero.
sono duemila anni che cammina.
Proprio non so come faccia la vecchina
a portare con sé un negozio intero.
Dentro quel sacco ce ne son di cose:
trombe. trenini. bambole e pistole,
palle e fucili. quanti se ne vuole.
Son faccende. a dir poco, misteriose.
Come scenda. ad esempio. negli oscuri
e stretti fori dei camini e vada
per monti e valli, lungo la sua strada
e nessuno dimentichi o trascuri.

 

 

Foto:

 

 

LA STELLA

Edmond Rostand 

Persero un giorno la stella.
Com’è possibile perdere la stella?
Per averla fissata troppo a lungo…
I due re bianchi,
ch’erano due sapienti di Caldea,
col bastone tracciarono sul suolo grandi cerchi.
Si misero a far calcoli, si grattarono il mento…
Ma la stella era scomparsa
come scompare un’idea,
e quegli uomini, l’anima dei quali
aveva sete di essere guidata,
piansero drizzando le tende di cotone.
Ma il povero re nero, disprezzato dagli altri,
disse a se stesso: “Pensiamo alla sete
che non è la nostra.
Occorre dar da bere, lo stesso, agli animali”.
E mentre reggeva il suo secchio,
nello spicchio di cielo
in cui si abbeveravano i cammelli
egli scorse la stella d’oro che danzava silente.

 

 

Foto:

 

 

LETTERA ALLA BEFANA

Gianni Rodari

Mi hanno detto, cara Befana,
che tu riempi la calza di lana,
che tutti i bimbi, se stanno buoni,
da te ricevono ricchi doni.
Io buono sempre sono stato
ma un dono mai me lo hai portato.
Anche quest’anno nel calendario
tu passi proprio in perfetto orario,
ma ho paura, poveretto,
che tu viaggi in treno diretto;
un treno che salta tante stazioni
dove ci sono bimbi buoni.
Io questa lettera ti ho mandato
per farti prendere l’accelerato!
Oh cara Befana, prendi un trenino
che fermi a casa di ogni bambino,
che fermi alle case dei poveretti
con tanti doni e tanti confetti..

 

 

Foto:

 

 

LA BEFANA

Giovanni Pascoli

Viene viene la Befana
vien dai monti a notte fonda.
Come è stanca! La circonda
neve, gelo e tramontana.
Viene viene la Befana.
Ha le mani al petto in croce,
e la neve è il suo mantello
ed il gelo il suo pannello
ed il vento la sua voce.
Ha le mani al petto in croce.
E s’accosta piano piano
alla villa, al casolare,
a guardare, ad ascoltare
or più presso or più lontano.
Piano piano, piano piano.
Che c’è dentro questa villa?
Uno stropiccìo leggero.
Tutto è cheto, tutto è nero.
Un lumino passa e brilla.
Che c’è dentro questa villa?
Guarda e guarda…tre lettini
con tre bimbi a nanna, buoni.
guarda e guarda…ai capitoni
c’è tre calze lunghe e fini.
Oh! tre calze e tre lettini.
Il lumino brilla e scende,
e ne scricchiolan le scale;
il lumino brilla e sale,
e ne palpitan le tende.
Chi mai sale? Chi mai scende?
Co’ suoi doni mamma è scesa,
sale con il suo sorriso.
Il lumino le arde in viso
come lampada di chiesa.
Co’ suoi doni mamma è scesa.
La Befana alla finestra
sente e vede, e s’allontana.
Passa con la tramontana,
passa per la via maestra,
trema ogni uscio, ogni finestra.
E che c’è nel casolare?
Un sospiro lungo e fioco.
Qualche lucciola di fuoco
brilla ancor nel focolare.
Ma che c’è nel casolare?
Guarda e guarda… tre strapunti
con tre bimbi a nanna, buoni.
Tra la cenere e i carboni
c’è tre zoccoli consunti.
Oh! tre scarpe e tre strapunti…
E la mamma veglia e fila
sospirando e singhiozzando,
e rimira a quando a quando
oh! quei tre zoccoli in fila…
Veglia e piange, piange e fila.
La Befana vede e sente;
fugge al monte, ch’è l’aurora.
Quella mamma piange ancora
su quei bimbi senza niente.
La Befana vede e sente.
La Befana sta sul monte.
Ciò che vede è ciò che vide:
c’è chi piange e c’è chi ride;
essa ha nuvoli alla fronte,
mentre sta sul bianco monte
.

 

 

 

 

 

Non mi resta che augurare a tutti…

 

 

 

 

Tony Kospan

 

 

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IL RITUALE IROCHESE DEL FUOCO E DELL’OSCURITA’   3 comments

 

 

 
 
 
 
 
RITUALE IROCHESE
DEL FUOCO E DELL'OSCURITA'
 
 

 
 
Rinveniamo tanta saggezza anche in questo antico rituale
Irochese di cui possiamo immaginare l'atmosfera
attraverso questo testo presentato in forma scenografica
 
 
 
 
 
 
 
 
 

                         

 

 

(MUSICA PELLEROSSA)

 

 

I membri della Società Ho-no-tci-no-ga.

 
 
Ora lo sciamano getta il sacro tabacco
sulla fiamma della medicina
e canta a voce bassa

Grande Spirito che ci mandi a dormire nell’oscurità,
ti ringraziamo per i silenzi dell’oscurità.

 

 

(Cantore)


Ora chiedo di benedire e pregare.

 

(Sparge il sacro tabacco sul fuoco. Poi parla all’Invisibile)

Ora do a te il tabacco,
A te, Grande Oscurità!

 

 

(Allo spirito del tuono)


Ecco come facciamo nell’offrirti il tabacco!
Tu lo ami più d’ogni altra offerta.
Ci udrai meglio
e non ti stancherai del parlar nostro
ma ci amerai con tutta la tua forza
oltre ogni tesoro
o parole diffuse nell’aria!
Tutte le genti che vanno sotto i cieli
tu hai invitato, i tuoi nipoti
e tutte le nazioni;
Oh tu, creatore di rumori,
Tu, il grande Tuonante!
I tuoi nipoti vogliono ringraziarti!
Tutti i tuoi nipoti mi hanno chiesto
di offrire a te questo tabacco,
sul monte!

 

(Parlando al Grande Spirito)

Tu, l’onnipotente,
l’Altissimo
Ottimo Amico della gente!
Ti chiediamo di aiutarci!
Imploriamo il tuo favore!
Ho detto.

 

 

 

 

(Le luci sono spente, e l’assemblea è nella totale oscurità.

Il Guardiano della Medicina scopre i fastelli, esponendoli all’aria,
e così fa in modo che una debole nube luminosa
volteggi sopra la tavola e sparisca.
 
Ora il Cantore dà il segnale e i membri cantano “il canto dell’Oscurità”)

 


 
 
 
Aspetta qui nell’oscurità!
Venite, voi che ascoltate,
Andate al magico viaggio:
ora il cielo è vuoto
del sole e delle stelle brillanti;
Venite, noi perdiamo il cammino.
La notte non è nostra amica;
ha chiuso le sue palpebre.
Chi ha dimenticato la luna
Ci lasci attendere nell’oscurità.
 
 
 
 
 
 
 
 
FINE
 
CIAO DA TONY KOSPAN
 
 

Barre-papillons

IL… SALOTTO… DI FACEBOOK…

PSICHE E SOGNO

 
 

 

L’ATTIMO ETERNO DELLA VERITA’ – MAUGERI – FELICE INIZIO I SETTIMANA 2011   5 comments

 

 

 

 
 
E se tutti noi fossimo sogni
che qualcuno sogna,
pensieri che qualcuno pensa?
Fernando Pessoa

 

 

 
 

 
L’ATTIMO ETERNO DELLA VERITA’
 
Giusy Maugeri   

 

Dai lembi scuciti 

delle terre del cuore

riemergo

centellinando parole

soffocate

 dall’esplosione di voci assordanti

del mondo delle banalità

E se colgo una stella

 nel vortice vivo

di vite sprecate

 fra inutili stupidità

 ne godo

di gemma rara

il bagliore

 e rinasco

come tenero germoglio

nutrito dal sole della vita.

Essa corre

come treno veloce

sui binari del mondo

e mi sfugge di mano

l’attimo eterno

della verità…

 

 
 
 
 
 
  
     
 
 
 
     

par Ours Antoine

 
 
POESIE?

 

UN MODO DIVERSO DI VIVERLE

 

 

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