Archivio per 8 ottobre 2010

FIORE D’AMORE – TAGORE – MINI DELLA BUONANOTTE   2 comments

 

FIORE D’AMORE
Tagore

Qualcuno mi ha segretamente
lasciato in mano un fiore d’amore.
Qualcuno mi ha rubato il cuore
e l’ha sfogliato in cielo.
Io non so se l’ho trovato
o se vado a cercarlo ovunque
e se c’è tremore di gioia o pena

 

da Tony Kospan

 

 
 
 

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Pubblicato 8 ottobre 2010 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA, Senza categoria

COSETTA GRECO – UN BREVE RICORDO   1 comment

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COSETTA GRECO – UN BREVE RICORDO  

Oggi è l’anniversario della nascita di Cosetta Greco…
attrice italiana in auge nel cinema degli anni 50…
e negli sceneggiati televisivi degli anni 60…
  
  
Trento 7 ottobre 1930 – Roma 14 luglio 2002
  
  
Di questa grande artista ahimé oggi resta poco… come immagini e video…
 
Eppure all’epoca era notissima ed amata…
  
  
 
  
Era spessissimo utilizzata in parti di donne umili… maltrattate…
per la sua figura esile che contrastava con quella delle maggiorate
che allora spopolava sugli schermi e non solo.
  
Ha rappresentato un fulgido esempio di bellezza e grande professionalità…
  
 
 
 
Non è stato facile trovare questo video che ce la mostra insieme alla Paola Borboni…
nello sceneggiato Il romanzo di un maestro…
 
Il video che ce la mostra nella sua classe e nella sua eleganza infatti non
mostra riferimenti a lei… ma con piacere… l’ho trovato
per condividerlo con voi…
 
 
 
 
Orso Tony
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TONY KOSPAN

NON HO BISOGNO DI DENARO – MERINI – POESIA CHE ARRICCHISCE IL CUORE   Leave a comment

 

QUESTA… PER LA SUA BELLEZZA…

E'

UNA DI QUELLE GRANDI POESIE

CHE COLPISCONO DRITTO AL CUORE 

 

  
 
Non penso siano necessarie parole per descriverne la bellezza…
in quanto basta leggerla…
per gustarla con la mente e l'animo.
 
Essa ci consente di immergerci in un mondo
di sentimenti sublimi…
capaci di arricchire il nostro spirito…
 
 
 
 
 
L'autrice è quella che è stata
la nostra più grande poetessa del 20° secolo…
Alda Merini
 
 
  
 
 
NON HO BISOGNO DI DENARO…
Alda Merini
  
 Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti….
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

 
  
 
  
Ciao da Tony Kospan

 

 
Se ami leggerle… scriverle… parlarne
 

 
 
Un modo diverso di viverle…
Ti aspettiamo
T.K.

Pubblicato 8 ottobre 2010 da tonykospan21 in POESIE SUBLIMI, Senza categoria

NELL’AMICIZIA LA… SCOPERTA DI SE’…   4 comments

    

  

NELL’AMICIZIA LA SCOPERTA DI SE’

Umberto Galimberti* 

 

 

Il nostro tempo è caratterizzato o da solitudini di massa, ciascuno davanti al suo computer, vittime di bulimia informatica per non perdere neppure un frammento di mondo, o adunate di massa in occasione di concerti, o a maxischermi per le partite di calcio, o in piazza San Pietro ad applaudire parole di fede o di speranza, ma non più l’amicizia, che è quel rapporto duale che evita alla solitudine di impazzire e alla gran massa di affogarci.

Oggi “amicizia” è diventata una parola che cataloga amori che non si vogliono svelare, rapporti coniugali resi esangui dalla quotidianità, conoscenze utili a scambi di favori, relazioni ipocrite che un giorno possono rivelarsi vantaggiose. Nulla di più, nulla di autentico, ma soprattutto nulla che possa dare espressione a quel bisogno di narrazione, di racconto, di immaginazione, di allusione, di cui si nutre la nostra anima quando nei fatti vuol trovare dei significati, nel dolore un argine, nella gioia una comunicazione, nella monotonia della ripetizione un lampo di novità.

Tutto ciò non è possibile nella solitudine dove il dolore dilaga e la gioia resta inespressa, e neppure nella gran massa che concede espressione solo all’applauso o allo slogan, ma unicamente nell’amicizia dove la parola si fa affabulatoria, immaginifica, confidenziale, segreta e soprattutto fuoriesce dalla “concretezza”, oggi da tutti invocata ed eretta a valore, che altro non è se non un limitarsi nel linguaggio, un controllo delle parole, uno stare ai fatti come richiede il “sano realismo”degli uomini di poche parole, a cui non verrebbe mai in mente di chiedere alla luna “che ci fa in cielo” o a se stessi “che ci fanno qui sulla terra”.

In solitudine queste domande restano inespresse o soffocate, in mezzo alla gente che quotidianamente frequentiamo possono generare qualche sospetto, perché sono domande troppo cariche di senso per poterle esplorare in solitudine, e troppo fuori dall’usuale per poter essere accolte in pubblico come domande “serie”. Eppure queste sono le domande di cui si nutre l’anima, domande poco realistiche ma cariche di simbolismo, per dare spazio alle quali gli antichi Greci, accanto al singolare e al plurale, avevano inventato il “duale”, che è lo spazio dell’amicizia, dove ogni parola che rinvia a un’eccedenza di senso non rischia di apparire parola folle, perché l’ascolto dell’amico non è solo ascolto razionale ma aperto a tutti gli sconfinamenti di senso, che è prerogativa del cuore.

Ma dove trovare il tempo? Si giustificano i più. Non a caso l’amicizia è diffusa tra i giovani che hanno a disposizione tanto tempo, e riprende in età senile quando non si ha null’altro a disposizione che il tempo. Ma che dire di una cultura che concepisce l’amicizia una “perdita di tempo”? Non inganniamoci. Non è il tempo che ci manca, è la capacità di stare l’uno con l’altro in quella forma intermedia che non è la fusione dell’amore e neppure l’anonimato dei rapporti impersonali perchè solo funzionali, è la capacità di muoverci in quella zona di confine tra le prescrizioni della ragione e quegli sprazzi di follia che di continuo attraversano la nostra anima e che solo l’amicizia sa accogliere. Perchè proibirci questo spazio? Quale spietata tirannide ci impone di stare ai fatti e nient’altro che ai fatti?

Tra l’anonimato del pubblico e la solitudine del privato vogliamo conservare quello spazio intermedio propiziato dall’amicizia, che ricuce quella dissociazione a cui la nostra cultura ci costringe a non essere mai in pubblico quel che veramente siamo, e a vergognarci un po in privato delle nostre pubbliche performance. Tuteliamo l’amicizia. Forse è l’unico spazio che ci rimane per un residuo di sincerità, una sorta di riunificazione con noi stessi dalla dissociazione che ci è imposta, una forma di autoriconoscimento secondo quel modulo che Platone ci indica là dove dice: “Se uno, con la parte migliore del suo occhio guarda la parte migliore dell’occhio dell’amico, vede se stesso”.

A meno che ciascuno non sia diventato per se stesso il maggior ingombro da evitare, qualcuno con cui non si sa che rapporti avere, qualcuno da evitare, quando non da affogare con le cose da fare, per non trovarci mai a tu per tu con questo sconosciuto che lo sguardo accogliente dell’amico potrebbe incominciare a raccontare, a delinearne i contorni, a propiziarci l’incontro. E’ infatti la scoperta di noi che l’amicizia favorisce e propizia.

* filosofo 

  CIAO DA TONY KOSPAN 

   
SE AMI LA POESIA RAGGIUNGICI NEL GRUPPO DI POESIA
  
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  UN DIVERSO MODO DI VIVERLA
 TONY KOSPAN

 

 

 

 

Pubblicato 8 ottobre 2010 da tonykospan21 in RIFLESSIONI AFORISMI FILOSOFIE, Senza categoria

BACCO – CARAVAGGIO – SCOPRIAMO I SIMBOLI NASCOSTI   2 comments

 

Amo molto conoscere i segreti… i messaggi ed i simboli nascosti nelle opere d’arte ed è con vero piacere che ho trovato questo articolo di Alessandra Cocchi – artista e insegnante di storia dell’arte  che in una prosa asciutta e precisa ci fa conoscere in modo ampio i vari, e per certi versi, sorprendenti aspetti nascosti in questa famosissima opera d’arte del grandissimo Caravaggio.  



Caravaggio 


  

BACCO – SIMBOLISMO IN CARAVAGGIO
 Il gioco dei simboli


Alessandra Cocchi 



  



Bacco


Alcuni studi recenti (Calvesi 1986 e segg.), condotti mediante l’analisi iconologica hanno rivelato alcuni dei rinvii simbolici nascosti dietro il celebre Bacco degli Uffizi dipinto da Caravaggio.
Questo dipinto, probabilmente è stato realizzato per il Cardinal Del Monte, uomo di raffinata cultura e studioso dell’ermetismo neo-platonico e di alchimia.Bacco è riferito a Dioniso, il dio greco che muore e poi risorge.
Secondo la filosofia neoplatonica, che collega i miti classici con i contenuti cristiani,
Dioniso per somiglianza, viene collevato a Cristo, perchè muore e risorge ma anche perchè il mistero eucaristico si lega al vino, sacro a Dioniso. In tal senso l’offerta del vino da parte di Bacco allude all’offerta del sangue di Cristo.
Il lenzuolo bianco allude al sudario del Cristo Risorto.
Infatti il mito di Bacco-Dioniso è la prefigurazione misterica del Redentore.
Ma il Bacco di Caravaggio si intreccia anche con la rappresentazione dello Sposo descritto nel Cantico dei Cantici, immagine allegorica di Cristo, e ben conosciuta dallo stesso cardinale Del Monte.
L’effetto di silenzio sospeso creato dagli incredibili giochi della luce su tutti gli oggetti del dipinto porta nella scena un’aura mistica e mette in evidenza l’uva, le mele, la melagrana, i fichi che sono i frutti descritti nel Cantico dei Cantici.
Lo Sposo del Cantico è descritto come un giovinetto (inteso come Cristo figlio di Dio),  dalle “chiome ricce, negre come il corvo”. Nello stesso testo sacro si trova anche il tema dell’ubriachezza: intesa in chiave simbolica, come ubriachezza celeste, pienezza di Dio.
Anche l’aspetto ambiguo del Bacco caravaggesco trova una rispondenza: rinvia al tema neoplatonico e alchemico dell’Androgino.



Indica il simbolo dell’unione dei contrari, è l’immagine della perfezione assoluta attribuita all’essenza divina.
Si può notare che il Bacco porta come cintura un nastro con un vistoso fiocco nero.
Il nodo in cui si infila il dito di Bacco è anche posto sull’ombelico del personaggio.
L’ombelico è inteso come l’”onfalo del mondo”, cioè il centro, e ritorna nel Cantico dei Cantici con una frase riferita allo Sposo: “il tuo ombelico è una coppa tornita dove non manca mai il vino”.
 



  


Mi complimento con l’autrice per la precisione

e la chiarezza del testo –

Impaginaz. T.K. 

Ciao da Tony Kospan

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Pubblicato 8 ottobre 2010 da tonykospan21 in ARTE, Senza categoria

FELICE WEEK END IN POESIA E MUSICA…   1 comment


 



Abito sempre nel mio sogno
e di tanto in tanto faccio una visita alla realtà.
Ingmar Bergman
 


 





STRINGO IL CIELO TRA LE DITA


M.A.Borgatelli


Stringo il cielo tra le dita
mentre passeggio
per la strada dei ricordi.
Vola il pensiero
sulle fronde della spensieratezza 
a scandire le ore del mio tempo
nel filo sottile della vita.
Nelle rotte celesti
della mia fantasia
intreccio ghirlande di sogni
e disegno arcobaleni di speranze.
Mentre volano i pensieri
in un cielo senza nuvole
sento palpitare
più forte il mio cuore.
E stringo sempre più forte
il cielo tra le dita
per non lasciarmi sfuggire
questa dolce illusione.
 




 



da Orso Tony


  

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UN DIVERSO MODO DI VIVERLA

TONY KOSPAN

Pubblicato 8 ottobre 2010 da tonykospan21 in BUON.. SALUTO IN POESIA ARTE AFORISMA E MUSICA, Senza categoria

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