Archivio per 27 giugno 2010

UN FILO CI LEGA – PERIN – MINI DELLA BUONANOTTE   Leave a comment

 
 
 
 
UN FILO CI LEGA
Perin
 
Un filo ci lega,
ci fascia con
un cordone virtuale, …
la tua voce,
bassa e lontana,
stringe la mia anima.
 
 
 
 
 
by Tony Kospan
 
 
 

 

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TONY KOSPAN

Pubblicato 27 giugno 2010 da tonykospan21 in SALUTI VARI

NON CERCARE MAI DI DIRE IL TUO AMORE – BLAKE – POESIA SUBLIME   Leave a comment

 
NON CERCARE MAI  DI DIRE IL TUO AMORE
WILLIAM BLAKE – POESIA SUBLIME
 
 
 
 
 
 
Davvero tremendo quel momento in cui
rivelando il nostro amore
non solo non otteniamo la risposta sognata ma addiritttura
l’oggetto del nostro amore se ne va e… 
 
Ma non basta… per di più…
una persona qualunque… forse nemmeno innamorata…
la conquista…
e vivrà al posto nostro l’incantesimo che attendevamo.
 
 
 
 
 
 
Certo fa male… molto male… ma rientra ahimé
nelle normali "misteriosità" dell’amore…
e nei giochi "malvagi" di quello che chiamiamo "destino".
 
Infatti in quei momenti ci appare assurdo che la grandezza
del nostro amore possa non esser condivisa…
 
 
 
 William Blake
 
 
Poesia dunque profonda e amaramente vera…
questa del caro Blake… (poeta e pittore inglese 1757/1827)
di cui ben ha colto la profonda verità il grande Ungaretti,
che, non a caso, ha voluto tradurla… da par suo…
 
 
 

 
 
 
NON CERCARE MAI  DI DIRE IL TUO AMORE
William Blake
 (Traduzione di Giuseppe Ungaretti)
 
Non cercare mai di dire il tuo amore,
amore che  non può essere mai detto;
il gentile soffio si muove
in silenzio, invisibile.
Dissi il mio amore, già dissi il mio amore,
il cuore le apersi;
tremando, gelando, in orrenda tema,
ah! lei, lei se ne andò.
Appena mi lasciò,
un viandante passò,
in silenzio, invisibile:
gli bastò un sospiro, la prese.
 
 
 

 
 
 

 

 E voi che ne pensate?

 
Ciaooooooooo
 
Tony Kospan
 
 
 

 

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TONY KOSPAN

 
 
 

Pubblicato 27 giugno 2010 da tonykospan21 in POESIE SUBLIMI

PREGHIERA INDIANA PER LA GRANDE FAMIGLIA   Leave a comment

 
 
 
 
PREGHIERA INDIANA
PER LA GRANDE FAMIGLIA

 

Nota
 
 
 
Gratitudine sia alla Madre Terra, che naviga attraverso
notte e giorno e al suo terreno: ricco, dolce, e raro
che nella nostra mente sia così.
 

Gratitudine alle Piante, la foglia che guarda nel sole e trasforma
la luce e i peli esili delle radici; salde e ferme al vento e all’acqua;
la loro danza è dentro la spirale, nella grana che scorre

che nella nostra mente sia così. 

Gratitudine all’Aria, portatrice del volo del Rondone e del tacito
Gufo all’aurora. Respiro della nostra canzone
brezza di spirito chiaro
che nella nostra mente sia così.

Gratitudine agli Esseri selvatici, nostri fratelli, maestri
che ci insegnano i segreti, le libertà, le vie; che fanno parte a noi
del loro latte; in sé compiuti, coraggiosi e vigili

che nella nostra mente sia così.

Gratitudine all’Acqua, nuvole, laghi, fiumi e ghiacciai;
trattenuta o fluente; che in tutti i nostri corpi fa trascorrere
mari che sanno di sale

che nella nostra mente sia così.

Gratitudine al Sole, che acceca, che palpita luce attraverso
i tronchi degli alberi, attraverso foschie, scaldando le caverne
dove dormono orsi e serpenti – colui che ci sveglia –

che nella nostra mente sia così.

Gratitudine sia all’Immenso Cielo
che contiene miliardi di stelle – e va ancora al di là –
di là da qualsiasi potere e pensiero
eppure è dentro di noi –
nostro Avo lo Spazio
La Mente è sua Moglie.

sia così.

 

 

(da una preghiera Mohawk)

CIAO DA TONY  KOSPAN

 

 
  
 
 
LA TUA PAGINA DI SOGNO IN FACEBOOK?
E’
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TONY KOSPAN

Pubblicato 27 giugno 2010 da tonykospan21 in PELLEROSSA NATIVI E ALTRE CULTURE

LE LEGGI… DELL’AMORE… (PER SORRIDERE)   3 comments

 
LE LEGGI… DELL’AMORE…
(PER SORRIDERE)
(by Testina di Vitello)
 
 
 
 

DEFINIZIONE DI AMORE (1)
AMORE: parola di cinque lettere, tre vocali, due consonanti e due idioti
DEFINIZIONE DI AMORE (2)
L’amore non e’ il lamento di un violino morente – e’ il cigolio trionfante d’una molla del letto.
 
LEGGE DI FAZIO (1)
In amore ci vuole fortuna, ma anche un  bel culo non guasta.
 
LEGGE DI FAZIO (2)
Amore e’ camminare al tramonto, a piedi scalzi, sulla spiaggia e passare tutta la notte a pulirsi il catrame dai piedi.
 
LEGGE DI FAZIO (3)
Sillogismo? "Tutte le cose belle finiscono presto.
Il nostro amore non finira’ mai…".
 
 

 
 
LEGGE DI TROISI
Se dici che quando c’è l’amore c’è tutto…ti sbagli. "Chella è ‘a salute."
 
LEGGE DI LITTIZZETTO (1)
In amore sono importanti le piccole cose. Che ti regali un fiore? No, molto meno.
Che si lavi i piedi, per esempio.
 
LEGGE DI LITTIZZETTO (2)
C’e’una prova inconfutabile per verificare l’entità della pigrizia del tuo uomo. Il modo in cui fa la pipì. Spiatelo.
Se fa la pipì da seduto rassegnatevi. Se si stanca a fare quello, figuriamoci il resto!
 
DICHIARAZIONE DI AMORE DI LITTIZZETTO
Oh amore! Tu per me sei come il pranzo di Natale, come il rutto di Capodanno, come le pulizie di Pasqua! 
 
 

 

 
LEGGE DI FOREST (1)
L’amore e’ una clessidra. Poi piano, col passare del tempo, il cuore si svuota e le palle si riempiono.
 
LEGGE DI FOREST (2)
Per fare l’amore bisogna essere in due, e non è la stessa cosa che farlo due volte da solo.
 
LEGGE DI FOREST (3)
Fumare dopo aver fatto l’amore ha tutto un altro sapore.
Pensa che a volte io faccio l’amore solo per potermi gustare la sigaretta.
ASSIOMA DI "LOVE STORY"
Amare significa non dover mai dire "mi dispiace". Ma "vaffanculo" si`!
 
LEGGE DI STENDHAL
L’ amore e’ un magnifico fiore che bisogna avere il coraggio di raccogliere sul bordo di un terribile precipizio.
 
ASSIOMA DI ZAMACOIS
L’amore non è cieco, è presbite. Infatti comincia a vedere i difetti man mano che si allontana.
 
 
 
 
REGOLA DI ROUSSEAU
 Per scrivere una buona lettera d’amore, bisogna iniziare senza sapere che cosa si vuole dire e finire senza sapere che cosa si e’ scritto.
 
LEGGI DI ARTHUR
1.  Le persone che ti piacciono pensano immancabilmente che tu gli ricordi qualcuno.
2.  La lettera d’amore che ti sei finalmente deciso a spedire arrivera’ sufficientemente in ritardo
per permetterti di fare lo scemo di persona.
 3. I gesti romantici degli altri sembrano nuovi e affascinanti. I tuoi sembrano cretinate.
 
LEGGI DI GILLENSON SULL’INNAMORAMENTO
1. Non innamorarti mai di una voce al telefono.
2. Non innamorarti mai dell’aspetto di una persona da dietro.
 
LEGGE DI ALTAN (1)
Come liberarti di quella palla di tuo marito? Privatizzalo.
 
 

 

 
 
LEGGE DI ALTAN (2)
La tua religione ti proibisce di avere rapporti prematrimoniali? Dagliela ad un uomo sposato.
 
CONFESSIONE DI VERGASSOLA (1)
Sono maschio, ma non esercito.
 
CONFESSIONE DI VERGASSOLA (2)
Io sto alla figa come un diabetico alla sachertorte
 
CONFESSIONE DI VERGASSOLA (3)
Sono il più grande teorico della figa in Italia e il più grande pratico della sfiga in Europa.
 
PERLA DELLE PERLE…
Amare e’ soffrire. Se non si vuol soffrire non si deve amare.
Però allora si soffre di non amare, pertanto amare è soffrire, non amare è soffrire e soffrire è soffrire.
Essere felici è amare, allora essere felici è soffrire, ma soffrire ci rende infelici, pertanto per essere infelici si deve amare o amare e soffrire o soffrire per troppa felicità… ( Woody Allen).
 
 
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DAL WEB – IMPAGINAZIONE T.K.  
 
CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
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Pubblicato 27 giugno 2010 da tonykospan21 in INTRATTENIM. UMORISMO

ADDIO CARLO GIUFFRE’…   Leave a comment

ADDIO CARLO GIUFFRE’…
 
RICORDIAMOLO… RINGRAZIAMOLO E SALUTIAMOLO
CON QUESTO VIDEO-TRIBUTO…  
 
 
 
 
CHE GLI SIA LIEVE LA TERRA
 
 
 
 
ORSO TONY

Pubblicato 27 giugno 2010 da tonykospan21 in Notizie e politica

LA LEGGENDA DELLE BELLE DI NOTTE   Leave a comment

 
 
 
 
LA LEGGENDA DELLE BELLE DI NOTTE
Monica Eleonora Lapenta
 
 Si perde nella notte dei tempi la leggenda del fiore più bello.
Il fiore che allieta le notti di tutti gli uomini insonni perché li attende sveglio d’estate quando non riescono a prendere sonno: le belle di notte.
 
 
 

 
Una notte, tanto tempo fa, un pianto lungo e sommesso si aggiungeva ai rumori dell’oscurità. Questo pianto si ripeté a lungo, finché la Luna decise di trovarne la fonte.
A lungo girò intorno a tutto il pianeta e, quando aveva ormai perso del tutto le speranze, lo scorse.
Un piccolo punto luminoso: era da lì che proveniva il pianto.
La Luna scese dal suo cocchio e si avvicinò.
Accanto ad un pozzo, ai margini del bosco, era seduta una lucciola. “Chi sei tu? E perché rattristi con il tuo pianto tutte le mie stelle? “ chiese la Luna. La lucciola spaventata alzò gli occhi e rimase stupita nel vedere il suo interlocutore.
Allora disse: “Deve scusarmi, signora Luna, non volevo mettere tristezza alle sue stelle!”
“Io sono Lumil, il principe delle lucciole!”
“Perché piangi principe Lumil?” chiese la luna.
“Si avvicina la primavera e il mio popolo comincerà a vagare per i prati e i giardini, per illuminare le calde notti” disse Lumil “Ma noi non troveremo nessuna corolla dischiusa ad attenderci. Solo tanto verde!”
“E qual è il problema? “ chiese la Luna. “Il tuo popolo, da quando è stato creato, è sempre stato il popolo della notte! Voi avete un ruolo importante: dovete illuminare, come me e le stelle, le notti degli alberi”.
“E questo compito ci onora !” rispose Lumil. “Ma, vede signora Luna, c’è un sogno che ogni lucciola ha da quando nasce: io questo sogno lo faccio da sempre!”
“E qual è questo sogno?” chiese la Luna.
“Uscire dalla nostra casa, volare in un prato e trovare, almeno per una volta, un fiore che ci attenda e poterci posare sui suoi petali!” esclamò Lumil.
“Ma è un sogno, e solo un sogno rimarrà. Buona notte signora Luna e mi perdoni se l’ho disturbata”. E così dicendo Lumil volò via.
La Luna ritornò in cielo, ma non riusciva a smettere di pensare a Lumil e al sogno delle lucciole.
Le notti passavano e il pianto di Lumil le riempiva, ma all’improvviso il pianto cessò.
Sirio, una delle stelle, andò dalla luna e le disse: “Mamma ascolta!”e la invitò a tendere l’orecchio.
“Cosa devo ascoltare?”chiese la Luna.
“Il principe triste! Questa notte il suo pianto non si sente.” rispose Sirio.
“E’ vero ! esclamò la Luna . Non odo il suo lamento!”
“E se gli fosse accaduto qualcosa?” aggiunse Sirio molto preoccupata. “Ti prego mamma va a vedere!”
E cosi fu. La Luna salì sul suo cocchio e andò in cerca del pozzo presso il quale aveva incontrato Lumil per la prima volta.
Quando lo ebbe trovato, si fermò e si avvicinò.
Ferme, vicino al pozzo, trovò tante lucciole e ad una di loro chiese:
“Cosa accade?”la risposta la rattristò.
“Il nostro principe si è ammalato. Era molto triste perché sapeva che i suoi giorni stavano finendo, e che non sarebbe mai riuscito a realizzare il sogno del suo popolo. E il dispiacere lo ha consumato.”
La Luna rimase lì ferma ad attendere di poter vedere il principe Lumil.
Quando la vide il principe disse: “Signora Luna, come mai è ritornata? Io non ho pianto questa notte!”
“Ero preoccupata per te, ragazzo mio e volevo assicurarmi che tu stessi bene!” rispose la Luna dolcemente.
“Non deve preoccuparsi per me. Il mio tempo ormai è finito.
Raggiungerò i miei antenati con un unico rimpianto: non aver potuto realizzare il sogno del mio popolo. Spero che il prossimo principe ci riesca!”
Le forze stavano abbandonando il principe delle lucciole.
Tutto il suo popolo era preso da grande tristezza.
L’amore che le lucciole dimostravano al loro principe e la dolcezza di Lumil colpirono al cuore la Luna.
“Lumil la tua luce si spegnerà presto, questo io non posso evitarlo, ma – disse la Luna – andrai via sapendo di aver realizzato il sogno del tuo popolo. Guarda……..”
La Luna si strappò una ciglia, la prese tra le mani e la posò in terra di fianco a Lumil.
Come d’incanto dalla terra cominciarono a spuntare foglie.
Le foglie presero a germogliare, d’improvviso una gemma si schiuse e fece capolino un bel fiore giallo e fucsia.
“Ecco Lumil!Questo sarà il fiore delle lucciole, per sempre, e si chiamerà come te: Lumil, che nella lingua delle lucciole significa colui che rende bella la notte!” Lumil pianse di gioia e disse: “Grazie o luminosa Luna, sarà bella di notte per il mio popolo!”
E con tutta la forza che gli rimaneva, accese la sua lucina e volò sul suo fiore. E lì si spense felice.
Da quella notte, tante volte la Luna si è levata in cielo, ma ancora oggi quando, nelle notti d’estate guarda i prati, sorride.
Ogni notte le lucciole raggiungono le belle di notte che si schiudono solo per loro e c’è soltanto una pianta, la più bella, che non permette a nessuna lucciola di sedersi sui suoi petali e illuminarla: è la pianta nata vicino al pozzo ed è la sola che non ha bisogno di luce perché nei suoi fiori vive Lumil.
 
 
 
 
 
dal web

Pubblicato 27 giugno 2010 da tonykospan21 in FAVOLE LEGGENDE RACCONTI DI SAGGEZZA

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