Archivio per 25 giugno 2010

L’ORIGINALITA’ IN POESIA E NON SOLO…   Leave a comment

 

 

 
gif lapin magiquegif lapin magiquegif lapin magiquegif lapin magiquegif lapin magiquegif lapin magiquegif lapin magiquegif lapin magiquegif lapin magiquegif lapin magique
 

 

L’ORIGINALITA’… POESIE E… NON SOLO…
a cura di Tony Kospan 
 

Stavolta mentre la vera estate sta tentando di affermarsi sulla nostra penisola…

dedichiamo questa domenica ad un tema che da sempre affascina e… stupisce…

L’ORIGINALITA’

 

 
La poesia originale 
di cui parliamo è quella intesa come inusuale… sorprendente…
controcorrente… trasgressiva… divertente…

 

E’ un genere di poesie che esce fuori da qualsiasi canone…
di stile… di metrica… di oggetto… etc…
e quel che le unisce tutte…
è solo la sorpresa o la meraviglia del lettore…
 
 
 
 
Essa ha sempre avuto cultori ed estimatori…
soprattutto da Cecco Angiolieri in poi…
 
Certo oggi… è difficile oggi sorprender
l’uomo del 21° secolo…
 in quanto sembra che ormai abbia visto e letto e tutto
ed anche il contrario di tutto…
eppure… la poesia può sorprendere ancora…
 

 
 
L’ultima poesia è del mio mito in questo campo… Charles Bukowski…
e come sempre mi piacerebbe leggere quelle "orignali"
che piacciono a voi…
 
Le immagini sono tutte dipinti del grante pittore surrealista
Salvador Dalì ed anche le musiche sono fuori dagli schemi consueti…
 
 
 
 

 
Nota
 
 
AH SMETTI SEDIA…
Patrizia Cavalli
 
Ah smetti sedia di esser cosi sedia!
E voi, libri, non siate così libri!
Come le metti stanno, le giacche abbandonate.
Troppa materia, troppa identità.
Tutti padroni della propria forma.
Sono. Sono quel che sono, Solitari.
E io li vedo a uno a uno separati
e ferma anch’io faccio da piazzetta
a questi oggetti fermi, soli, raggelati.
Ci vuole molta ariosa tenerezza,
una fretta pietosa che muova e che confonda
queste forme padrone sempre uguali, perché
non è vero che si torna, non si ritorna
al ventre, si parte solamente,
si diventa singolari. 
 

Nota

 

LA SIGNORA DEI BACI
Vivian Lamarque

Una signora voleva tanto dargli dei baci
non dico tanti, anche solo sette otto (mila).
Invece era proibito perciò non glieli dava.
Se però non fosse stato proibito
glieli avrebbe dati tutti
dal primo all’ultimo.

A cosa servono i baci se non si danno?

Nota

  
IO E TE PARTEIREMO
Stefano Benni
Io e te partiremo
su un aereo di carta
in tre ore per passare il mare
dove il vento ci porta
un aereo di carta di giornale
che porta la notizia che
io e te siamo partiti
e non si sa dove siamo finiti
e cadremo alla fine giù
tra gli indigeni sbigottiti
tu sarai principessa, io cuoco
con l’aereo di carta faremo
la prima notte un gran fuoco
e così ritornare
indietro non si può
ti darò le perle che trovo
nelle ostriche del brodetto
ti andrà via col sole integrale
il segno del reggipetto
e tutte le notti
con la luna che ci tiene svegli
faremo l’amore l’amore
senza tregua come conigli
e diranno basta maiali
gli indigeni scandalizzati
siamo in un posto libero
ma voi siete troppo liberati
per favore, per favore
un poco di pudore
un poco di pudore
non ve ne approfittate
anche se questa è l’isola dell’amore
 

 
 
Nota

 
NON STO PENSANDO A NIENTE
Fernando Pessoa
Non sto pensando a niente,
e questa cosa centrale, che a sua volta non è niente,
mi è gradita come l’aria notturna,
fresca in confronto all’estate calda del giorno.
Che bello, non sto pensando a niente!
Non pensare a niente 
è avere l’anima propria e intera.
Non pensare a niente
è vivere intimamente
il flusso e riflusso della vita…
Non sto pensando a niente.
E’ come se mi fossi appoggiato male.
Un dolore nella schiena o sul fianco,
un sapore amaro nella bocca della mia anima:
perché, in fin dei conti,
non sto pensando a niente,
ma proprio a niente,
a niente…
 
 

 
CORTO ORDINE
Charles Bukowski
 
"Ho portato la mia ragazza
alla tua ultima lettura di poesie",
disse lei.

"Sì, sì?", chiesi io.
"È giovane e carina", disse lei.
"E?" chiesi io.
"Ha odiato la tua
pancia".
Poi si è stirata sul divano
e si è tolta gli
stivali.
"Non ho delle gambe molto belle",
ha detto.
D’accordo, pensai io,
non faccio delle poesie molto
belle;
lei non ha delle gambe molto
belle.
 

         http://cdn-users1.imagechef.com/ic/images/blender-fireworks.swf  

IL… SALOTTO… DI FACEBOOK…
 
 
DOVE E’ POSSIBILE SCAMBIARSI PENSIERI ED EMOZIONI
D’ARTE POESIA MUSICA BUONUMORE
RIFLESSIONI SCIENZE… ETC…
 TI ASPETTIAMO 
TONY KOSPAN
 

 

                                                                                                                                                                                                                                        

 

Pubblicato 25 giugno 2010 da tonykospan21 in SALUTI VARI

LA MEDICINA NEL PIATTO   1 comment

 

LA MEDICINA NEL PIATTO

La natura ci offre tutto ciò che serve per prevenire e curare alcune malattie, spiega la dottoressa Domenica Arcari Marini, specialista di Bioterapia Nutrizionale a Roma. Gli alimenti, ben associati e preparati in modo appropriato, possono assicurare equilibrio e salute.

Ecco i suoi consigli:

Insonnia:

Può dipendere dal consumo, a cena, di proteine animali e dall’assunzione, anche nel pomeriggio, di caffè e tè. Il pasto serale ideale è a base di pasta, riso, patate, orzo, farro, polenta con zucchine, fagiolini, banane, pomodori: tutti ricchi di potassio. Hanno un effetto calmante quelli ricchi di calcio, tipo lenticchie, barba di frate, pinoli, mandorle e quelli con bromo e potassio, come cavolfiore e mandarini.

Mal di testa:

Può essere aggravato dall’assunzione di sostanze liquido. Per eliminarlo, mangiare una fettina di limone passata nello zucchero o bere un caffè amaro con un cucchiaino di succo di limone. Sono anche utili gli alimenti con proprietà diuretiche come finacchio, indivia, cicoria, cetrioli, ananas, melone, pesche, fragole.

Colite:

Può essere aggravata dal consumo di lenticchie, melanzane e peperoni o da alimenti ricchi di fibre o zuccheri: patate, carciofi, verza, broccoli. Per qualche giorno, sostituirli con carne o pesce, pasta, riso e frutta cotta. Una tisana di alloro o di basilico, senza zucchero, attenua il disturbo.

 
 
 
 

Crampi muscolari:

Si possono ridurre con un pizzico di sale sotto la lingua. Via libera a patate, fagiolini, zucchine, spinaci, indivia, cavolfiore e broccoli ricchi di potassio, e cibi con calcio: formaggio, cicoria, radicchio verde, carciofi, cavoletti di Bruxelles, finacchi, fiori di zucca, carote, olive, rucola. Da non dimenticare: frutta secca, uvetta, frutti di bosco, fichi e fichi d’india.

Stips:

E la difficoltà a liberare l’intestino ed è spesso causata da una dieta monotona o alimenti astringenti. Chi ha questo problema deve limitare riso, tè, banana, formaggi e consumare invece miele, kiwi, fichi, uva, mele, prugne, peperoni arrostiti, melanzane, verza, lenticchie, sedano e funghi.

Dolori mestruali:

Si attenuano con un sorso di camomilla leggera ogni otto minuti o mangiando una fettina di banana ogni 10 minuti. Sono efficaci contro questo disturbo i cibi ricchi di potassio: cavoletti di Bruxelles, finacchio, radicchio rosso, carota, cardo, carciofo, rucola, olive. Preferite la frutta? Disco verde a melagrana, castagna, anguria, kiwi, melone, pesca, papaia, mango. Sconsigliate carni rosse, caffè e tè.

Ipertensione:

Talvolta è accompagnata da emicrania e rossore del volto. Minestroni, verdure cotte e peperoncino possono accentuare il disturbo. Via libera a finacchi, indivia, cetrioli, carciofi crudi, cipolla, ananas, fragole, melone e pesche.

Attenzione: il vino (meglio rosso e in moderata quantità) va bevuto solo durante i pasti.

 

Fonte: NEWS -Impaginaz. T.K.

CIAO DA TONY KOSPAN

 

 
 
Vivere il web… come in un club… un salotto tra amici?
Arte, poesia, musica, forum, riflessioni, buonumore,
curiosità, storia, test…  etc… sempre in amicizia…
 
Vieni… sarai protagonista nella comunità virtuale
di Amici di penna in Gabito Grupos
 
PSICHEESOGNO1.gif  
 
PROBLEMI AD ISCRIVERTI?  
 
 
                         

Pubblicato 25 giugno 2010 da tonykospan21 in SALUTE BENESSERE PSICOLOGIA GINNASTICA

IL TEMPORALE – HESSE – UN BRANO DI PROSA DI UN GRANDE…   Leave a comment

 
 
 

 
 
 

 
IL TEMPORALE
H. HESSE
 
 
 
 
Questo brano del grande Hesse,
tratto da
 “Pellegrinaggio d’autunno”
(1905)
 ci aiuta un pò a comprendere
lo stile del suo narrare e qualcosa
del suo modo di pensare…
 
La grande prosa…
è molto vicina alla grande poesia…
ed arricchisce l’animo…

 

   

 
Il temporale
Hermann Hesse
 

 

Acquerello di Hermann Hesse

 


 

Quando, la mattina seguente, mi disposi a proseguire il viaggio, non certo di buon’ora, nel cielo burrascoso veleggiavano nastri di nubi sfrangiate, grigie e lilla, e mi accolse un forte vento.

Fui presto sul crinale della collina e vidi sotto di me la cittadina, il castello, la chiesa e il piccolo imbarcadero, addossati l’uno all’altro sulla riva, simili a giocattoli. Mi tornarono in mente alcune storie divertenti dei tempi in cui abitavo in quella zona, e scoppiai a ridere.

 Ne avevo bisogno perché, quanto più mi avvicinavo alla meta del mio viaggio, tanto più mi sentivo oppresso e avvertivo una stretta intorno al cuore, anche se non volevo ammetterlo.

Mi fece bene camminare in quell’aria fresca e sibilante.

 Ascoltavo il vento impetuoso e, mentre procedevo sul sentiero di cresta, vedevo con crescente piacere che il paesaggio si faceva più vasto e possente.

Il cielo si andava schiarendo, a partire da nordest: laggiù la vista era libera e si potevano vedere lunghe catene di montagne, disposte in modo meravigliosamente regolare.

 Man mano che salivo, il vento aumentava.

Cantava una melodia autunnale, con gemiti e risa, accennando a passioni favolose accanto alle quali le nostre non erano altro che bambinate.

 Mi gridava all’orecchio parole mai udite, di un mondo primigenio, come nomi di dei antichi.

Dipingeva su tutto il cielo, coi rimasugli delle nuvole erranti, strisce parallele che contenevano qualcosa di dominato a stento e sotto le quali i monti parevano incurvarsi.

Davanti al mugghiare dei venti e alla vista di quel vasto paesaggio montuoso, la lieve oppressione che incombeva sulla mia anima scomparve.

Da quando, agli occhi miei, strada e clima si erano riempiti di vita, il fatto che mi stessi avvicinando a un incontro con la mia gioventù e a una cerchia di stimoli ancora ignoti non era più così importante ed esclusivo.

Poco dopo mezzogiorno mi fermai a riposare nel punto più alto di quel sentiero d’altura, mentre il mio sguardo volava sull’immenso paesaggio che si estendeva intorno a me, perlustrandolo commosso.

 C’erano montagne verdi e, più lontano, montagne azzurre coperte di boschi e gialle montagne rocciose, colline dalle mille pieghe e, dietro ancora, il monte più alto, con pinnacoli scoscesi e pallide piramidi di neve.

 Ai miei piedi, in tutta la sua estensione, il grande lago, azzurro come il mare e punteggiato dalla schiuma bianca delle onde, con due vele solitarie e fugaci, che scivolavano curve; sulle sponde verdi e marroni gialli vigneti fiammeggianti, boschi variopinti, bianche strade maestre, villaggi di contadini tra alberi da frutto, villaggi di pescatori, più spogli, città  turrite, chiare e scure.

Sopra tutto, a spazzar via quelle nuvole grigiastre, tra brandelli di un cielo limpidissimo, pervaso da una luce verde azzurro e opalescente, raggi di sole disposti a mò di ventaglio sulle nubi.

 Tutto mosso, anche le catene montuose parevano correre avanti, e così le cime alpine, irregolarmente illuminate, scoscese e discontinue.

Con la burrasca e le nuvole, anche i miei sentimenti e desideri si dispersero febbrili e violenti per quel vasto paesaggio, abbracciando lontani pinnacoli innevati e posando fugaci su verdi insenature lacustri.

 La mia anima fu assalita dalle note, seducenti sensazioni di ogni vagabondaggio, fuggenti e variopinte come l’ombra di una nube: rimpianto per quanto si è perduto, brevità  della vita e pienezza del mondo, mancanza di una patria e ricerca della patria, alternate a una fluente sensazione di totale distacco da spazio e tempo.

 Lentamente trascorsero i flutti, cessarono di cantare e spumeggiare, e il mio cuore si placò e riposò immobile, come un uccello ad alta quota.

 

 

Poi vidi, sorridendo e con rinnovato calore, le curve delle strade, le cime tondeggianti coperte di boschi e i campanili di dintorni a me familiari: era la terra dei begli anni della mia giovinezza a guardarmi, immutata, con gli stessi occhi di allora.

Come un soldato cerca di ripercorrere sulla carta la sua campagna militare, riscaldato dalla commozione quanto da una sensazione di familiarità, così io leggevo in quel paesaggio dai colori autunnali la storia di molte meravigliose follie nonché la storia, ormai quasi trasfigurata in leggenda, di un amore che fu.

 

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN

 

 
 
Vivere il web… come in un club… un salotto tra amici?
Arte, poesia, musica, forum, riflessioni, buonumore,
curiosità, storia, test…  etc… sempre in amicizia…
 
Vieni… sarai protagonista nella comunità virtuale
di Amici di penna in Gabito Grupos
 

PSICHEESOGNO1.gif  
 
PROBLEMI AD ISCRIVERTI?  
COME ISCRIVERSI A PSICHE E SOGNO  
T.K.

Pubblicato 25 giugno 2010 da tonykospan21 in FAVOLE LEGGENDE RACCONTI DI SAGGEZZA

FELICE WEEK END IN POESIA E MUSICA   Leave a comment

 

imageimageimageimageimageimage

 
 
 
 
Coloro che vivono d’amore
vivono d’eterno.
Emile Verhaeren 
 
 
  
 
 
 
 
 
 
 

 

NON HO BISOGNO DI TEMPO
Pedro Salinas
 
Non ho bisogno di tempo
per sapere come sei:
conoscersi è luce improvvisa.
Chi ti potrà conoscere
là dove taci, o nelle
parole con cui taci?
Chi ti cerchi nella vita
che stai vivendo, non sa
di te che allusioni,
pretesti in cui ti nascondi.
E seguirti all’indietro
in ciò che hai fatto, prima,
sommare azione a sorriso,
anni a nomi, sarà
come perderti. Io no.
Ti ho conosciuto nella tempesta.
Ti ho conosciuto, improvvisa,
in quello squarcio brutale
di tenebra e luce,
dove si rivela il fondo
che sfugge al giorno e alla notte.
Ti ho visto, mi hai visto, ed ora,
nuda ormai dell’equivoco,
della storia, del passato,
tu, amazzone sulla folgore,
palpitante di recente
ed inatteso arrivo,
sei così anticamente mia,
da tanto tempo ti conosco,
che nel tuo amore chiudo gli occhi,
e procedo senza errare,
alla cieca, senza chiedere nulla
a quella luce lenta e sicura
con cui si riconoscono lettere
e forme e si fanni conti
e si crede di vedere
chi tu sia, o mia invisibile.
 
 

 
 
 
flwr6.gif
 
 
  buonweekend1.gif image by yasmine73_album
da Orso Tony
 
 
 
 
 

 

IL… SALOTTO… DI FACEBOOK…
 
 
DOVE E’ POSSIBILE SCAMBIARSI PENSIERI ED EMOZIONI
D’ARTE POESIA MUSICA BUONUMORE
RIFLESSIONI SCIENZE… ETC…
 TI ASPETTIAMO 
TONY KOSPAN
 
 

Pubblicato 25 giugno 2010 da tonykospan21 in SALUTI VARI

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: