Archivio per 30 Maggio 2010

I BLOG IN INTERNET? NATI SOLO 11 ANNI FA! LA STORIA…   Leave a comment

 

 

 

NEL MAGGIO DEL 99 NASCEVA IL

BLOG

 

 
Ha UNDICI anni o TREDICI?
Undici da quando Peter Merholz scrisse, maggio 1999, "we blog", inteso come noi blogghiamo, sulla fascia laterale del suo sito.
E in quel momento il gergo tecnologico si fece verbo nell’ uso comune e nei vocabolari, oltre che sostantivo ("weblog"), com’era già.
Ma già tredici anni fa, forse quindici, i pionieri avevano cominciato a sperimentare un modo per "auto pubblicarsi" i loro testi e foto senza chiedere permesso a nessuno.

 

 

Con oltre 150 milioni di blog, il mondo si è ora "blog-formato" senza saperlo.

Ci siamo abituati a siti che dettano la legge del gossip, alla Cina che litiga nei blog, e dove i blogger sono arrestati, all’ Iran dove qualcuno di loro è morto in carcere.
E ai blog che si trasformano in giornali – qualcuno chiama ancora così l’ "Huffington Post", una corazzata da 50 collaboratori e passa.
Il blog da genere "antimedia" si è mutato in "mainstream", abitudine di massa: abbiamo 11 milioni di iscritti a Facebook in Italia che ogni giorno bloggano senza sapere di farlo.
Si è polverizzato nei "twitter" di 140 caratteri o nel "TumblR", più lungo, ma sempre fulmineo nel testo o nelle sentenze. Tutte cose che si possono fare senza un computer: non c’ è telefono "smart" che non abbia il suo programmino per pubblicare un "post" o per leggere il flusso dei "twitter".
 
 
Le idee si sminuzzano in uno spazio lungo quanto uno sms e stabiliscono la nuova unità di misura della comunicazione. Se n’ è accorto il New York Times.
Da una settimana al giornale hanno nominato un "Social Media Editor", si chiama Jennifer Preston.
Si occuperà di "disseminare" le notizie del giornale, liofilizzate in micro messaggi, attraverso twitter, Facebook, MySpace e ovviamente attraverso i blog.
E come si fa a viaggiare nel mare del social web? Il link è il collegamento che ogni blog (o twitter o microblog qualsiasi) stabilisce con la fonte della sua notizia o della sua indignazione.
Io cito te, tu citi me, e avanti così per migliaia di collegamenti.
Parole che comunicano con parole.
 
 
 
 
 
 
Che hanno i loro luoghi di aggregazione, tempeste di passaparola che possono far dimettere un ministro o fare a pezzi un titolo in borsa. Al New York Times hanno da tempo capito che la metà del loro traffico web – quindi circa 10 milioni di persone al mese – arrivano ai contenuti del giornale non da titoli o spassionata lettura, ma dai sentito dire di questa piazza. Quel passaparola è linfa vitale e non solo per il giornale. Ci sono organizzazioni intere che si dedicano all’ analisi delle parole dei blog, di Twittere Facebook. Un’ industria allo stato nascente. L’ ultima ricerca italiana in ordine di tempo, quella di "Liquida", prende in esame 1 milione di post in 15 mila blog e presto sarà settimanale. Non si limita alla statistica – hanno scritto 21mila volte "Berlusconi" – ma studia il contesto e il significato valoriale di quelle parole. Se a favore o contro Berlusconi. Per farlo si applicano tecniche avanzatissime, come quella del web semantico: linguistica e statistica, matematica e web, applicate al principio che l’ informazione è un tesoro solo se sai portarlo alla luce.
C’erano una volta i blog del sottosuolo e dell’ antimedia. Era undci anni fa. Forse tredici.
 
VITTORIO ZAMBARDINO
 

 
Dal quotidiano LA REPUBBLICA – impaginazione e adattamento di Tony Kospan
 
 

Pubblicato 30 Maggio 2010 da tonykospan21 in STORIA... IN SENSO AMPIO

MATRIMONIO RECORD! LEI PRIMA SI SPOSA… POI SCAPPA CON L’AUTISTA DELLE NOZZE!!!   Leave a comment

 

 

 
 
 
MATRIMONIO DA GUINNESS DEI PRIMATI!
 
 
 
 
11359729_d8261c46fb295ab2c27412b66a.jpg image by FCshares
 
 
 
PRIMA SI SPOSA
POI SCAPPA CON L’AUTISTA DELLE NOZZE!!!
 
 
INCREDIBILE MA VERO!!!
 
 
 
 
 
Ha pronunciato il sì in Municipio, poi – come da copione – si è fatta fotografare assieme al novello sposo tra le aiuole del parco di Miramare. Ma il matrimonio è finito lì. Poco dopo lei è scappata con l’amico che guidava l’auto nuziale. Con la scusa di andare a togliersi l’ingombrante abito nuziale e abbigliarsi in modo più comodo per il banchetto, si è data alla fuga con l’amico-autista in quello che doveva essere il giorno più bello della sua vita. Via, alla volta della Grecia per la luna di miele con il suo vero amore; lui, addolorato e imbufalito, è rimasto al ristorante a intrattenere gli invitati in un’atmosfera da funerale.

 

Sembra il perfetto copione per un film (della serie ”Se scappi ti sposo” o meglio ”Se ti sposo io scappo”), ma la realtà a volte è meglio – o peggio – della fiction. A restare con un pugno di confetti è capitato ad Andrea, un impiegato di banca triestino. Di Sara, la sposa mancata, non ne vuole più sapere. I cognomi li abbiamo volutamente omessi.
«Ha trasformato un sentimento d’amore in odio», ammette Andrea con comprensibile imbarazzo ma grande dignità. «Poteva pensarci prima, almeno non spendevamo tutti quei soldi per una messa in scena. Mi rivolgerò a un avvocato per essere risarcito materialmente e moralmente. Sono rientrato a lavorare con una settimana d’anticipo – spiega – e ringrazio tutti i colleghi che invece di prendermi in giro mi stanno aiutando a ricominciare».
Il matrimonio naufragato a tempo di record è stato celebrato con rito civile sabato 16 maggio scorso nella saletta che si affaccia su piazza dell’Unità. «È stato un loro conoscente a celebrarlo», osserva il consigliere comunale Salvatore Porro.
Lui 34 anni, lei quasi coetanea, si erano conosciuti appena dieci mesi fa. Lui impiegato, lei lavora in una finanziaria di Monfalcone: vivevano insieme a casa di lui nella zona di San Luigi. Un colpo di fulmine, come fulminea è stata la decisione di sposarsi. E fulminea è stata anche la fine.
Il giorno del matrimonio Sara era arrivata puntuale sfoggiando un abito color avorio. «Era tutto perfetto – racconta Paolo, amico dello sposo – ci lamentavamo solo per il trambusto creato dal palco allestito per il concerto di Mtv. Sono dispiaciuto per Andrea. Meno male che ha un carattere forte: un altro uomo avrebbe potuto fare anche una follia».
Alla cerimonia hanno preso parte solo una trentina di invitati. Da quanto raccontano gli amici l’intenzione dei due non era quella di fare le cose in pompa magna. Non avevano previsto nemmeno il viaggio di nozze. Almeno lui.
Finito il rito nuziale, mentre gli invitati raggiungevano il ristorante Sardoc, Andrea e Sara si sono prestati al classico servizio fotografico. Ad accompagnarli, con una Bmw addobbata di tutto punto, un amico della coppia che da alcuni mesi giocava anche a calcio con lo sposo.
Dopo l’ultimo scatto la sposina ha espresso il desiderio di andare a cambiarsi. «Andrea ci ha raggiunto subito al ristorante – riportano gli amici – spiegandoci che, siccome il vestito era molto voluminoso, stile "meringa", Sara aveva preferito andare a mettersi in tailleur».
È da quel momento che la storia prende una piega surreale. Prima un brindisi, poi un secondo e ancora un terzo per ingannare il tempo. Ma la sposa non arriva. «Abbiamo capito anche noi che c’era qualche problema – spiega il personale del ristorante – ma siamo discreti e tuteliamo la privacy dei nostri clienti…».
«Dopo un’ora di attesa abbiamo chiamato Sara – racconta Sabina, amica della coppia – ma il suo telefonino era spento. Non ci siamo preoccupati perché ci sembrava normale che una ragazza, il giorno del suo matrimonio, tenesse spento il cellulare. A quel punto Andrea ha tentato di contattate l’amico che le faceva da autista ma anche lui era irraggiungibile. Ha risposto solo dopo un’ora e mezza». Ed è a quel punto che Sara ha trovato il coraggio di vuotare il sacco incenerendo Andrea: «Ho capito solo ora di aver fatto un errore. Mi dispiace, il mio cuore mi porta da un’altra parte».

 

 

(Da il Piccolo di Trieste – Impaginazione Tony Kospan)

 

Per me il marito dovrebbe festeggiare (tutto sommato)
lo scampato pericolo…
dato che avrà sùbito l’annullamento ed anche i danni…
 

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN

 

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CIAO DA TONY KOSPAN

Pubblicato 30 Maggio 2010 da tonykospan21 in Notizie e politica

LA FAVOLA DELL’AMORE E DELLA FOLLIA   Leave a comment

 
 
 
 
 
LA FAVOLA DELL’AMORE E DELLA FOLLIA
 
 
 
 
 
La Follia decise di invitare i suoi amici a
prendere un caffè da lei.
Dopo il caffè, la Follia propose:
"Si gioca a nascondino?".
"Nascondino? Che cos’è?" – domandò la
Curiosità.
"Nascondino è un gioco.
Io conto fino a cento e voi vi nascondete.
Quando avrò terminato di contare, cercherò e
il primo che troverò sarà il prossimo a contare".
Accettarono tutti ad eccezione della Paura e della Pigrizia.

 

"1.. 2.. 3.. – la Follia cominciò a contare.
La Fretta si nascose per prima, dove le capitò.
La Timidezza, timida come sempre, si nascose
in un gruppo d’alberi.
La Gioia corse in mezzo al giardino.
La Tristezza cominciò a piangere, perché non
trovava un angolo adatto per nascondersi.
L’ Invidia si unì al Trionfo e si nascose
accanto a lui dietro un sasso.
La Follia continuava a contare mentre i suoi
amici si nascondevano.
La Disperazione era disperata vedendo che la
Follia era gia a novantanove.
CENTO! – gridò la Follia – Comincerò a cercare."
La prima ad essere trovata fu la Curiosità,
poiché non aveva potuto impedirsi
di uscire per vedere chi sarebbe stato il
primo ad essere scoperto.
Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio
sopra un recinto che non sapeva
da quale lato si sarebbe meglio nascosto.
E così di seguito scoprì la Gioia, la Tristezza, la Timidezza.
Quando tutti erano riuniti, la Curiosità
domandò: "Dov’è L’Amore?".
Nessuno l’aveva visto.
La Follia cominciò a cercarlo.
Cercò in cima ad una montagna, nei fiumi sotto le rocce.
Ma non trovò l’Amore.
Cercando da tutte le parti, la Follia vide un
rosaio, prese un pezzo di legno
e cominciò cercare tra i rami,
allorché ad un tratto sentì un grido.
Era l’Amore, che gridava perché una spina gli
aveva forato un occhio.
La Follia non sapeva che cosa fare.
Si scusò, implorò l’Amore per avere il suo
perdono
e arrivò a promettergli di seguirlo per sempre.
L’Amore accettò le scuse.
 
Ancor oggi, l’ Amore è cieco
e la Follia l’accompagna sempre.

 

 

Una sacrosanta verità… discende da questa favoletta…
 
 – non esiste vero amore senza un pizzico di follia… –
 
Tony Kospan
dal web – impaginaz. t.k.
 
 
 
 
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Pubblicato 30 Maggio 2010 da tonykospan21 in FAVOLE LEGGENDE RACCONTI DI SAGGEZZA

FELICE DOMENICA IN POESIA E MUSICA…   Leave a comment

 

 
 
 

 

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La poesia non cerca seguaci, cerca amanti.
Federico García Lorca 

 
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AMAI
~ Umberto Saba ~

Amai trite parole che non uno
osava. M’incantò la rima fiore
amore,
la più antica difficile del mondo.

Amai la verità che giace al fondo,
quasi un sogno obliato, che il dolore
riscopre amica. Con paura il cuore
le si accosta, che piùnon l’abbandona.

Amo te che mi ascolti e la mia buona
carta lasciata al fine del mio gioco. 
 

 

  

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 à tout le monde par Ours Antoine

 
 

AMI LA POESIA?
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UN MODO DIVERSO DI VIVERE LA POESIA
TONY KOSPAN

 

                                                                                                                                                                                                                                                   

 
 
                                                                                                                                                                                                                                                   

  

Pubblicato 30 Maggio 2010 da tonykospan21 in SALUTI VARI

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