Archivio per 25 Maggio 2010

LA MIA SUPERFICIE – LAMARQUE – MINI DELLA BUONANOTTE   Leave a comment

 
 
 
 
LA MIA SUPERFICIE
Viviane Lamarque
 
 
La mia superficie è felice
ma venga venga a vedere
sotto la vernice.
Quando spuntano
i Suoi sorrisi
diventano felici
le mie radici.
 
 
 
 

 

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TONY KOSPAN 
 

 

Pubblicato 25 Maggio 2010 da tonykospan21 in SALUTI VARI

DOLCE E’ IL BACIO DI EUROPA – PICCOLA POESIA SUBLIME…   Leave a comment

 
 
 
 
 
DOLCE E’ IL BACIO DI EUROPA
PICCOLA ANTICA POESIA SUBLIME E DI SOGNO
 
 
Questo epigramma di Rufino poeta greco del II secolo d. C.
emana una delicatissima ma profondissima sensualità…
 
 
La leggerezza, impalpabile quasi, del verso
ci porta per converso
ad immaginare un’immensa onda di emozioni
che uniscono in un tutt’uno sublime
amor spirituale e fisico…
 
 
 
 
 
 
Non serve al poeta dire altro…
le bocche unite in un vero bacio d’amore…
nel loro silenzio… parlano… eccome…
il linguaggio eterno
dell'Amore e dello spirito dell’Universo…
 
 
Europa è una figura leggendaria
della mitologia Greca (e non solo…).
 
 
Nel mito è una ragazza rapita da Zeus (Giove)
che le si era presentato travestito da toro mansueto…
al punto che la ragazza volle cavalcarlo…
 
 
 
 
 
 
Dopo una lunghissima cavalcata
Zeus si fece conoscere
e lei se ne innamorò…
 
 
E’ inutile ricordare che il nostro continente
prende nome proprio da questo mito…
 
 
 
 
 
 
DOLCE E’ IL BACIO DI EUROPA
 
Rufino
 
 
Dolce è il bacio di Europa,
anche se tocca appena le labbra,
dolce anche se sfiora appena la bocca;
non è alle labbra che s’accosta,
ma preme la bocca,
e dal profondo rapisce l’anima intera
 
 
 
 
 
 
 
 
Come sempre mi piacerebbe conoscere
il Vs pensiero…
qui o nell'area discussioni del
 
 
Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 
 
 

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Pubblicato 25 Maggio 2010 da tonykospan21 in POESIE SUBLIMI

IL GRANDE SPIRITO PARLA AL NOSTRO CUORE… LA VISIONE DELLA VITA PER I PELLEROSSA…   Leave a comment

 

 

 

 

IL GRANDE SPIRITO PARLA AL NOSTRO CUORE…

 

 

Una bella ed a mio parere… vera… riflessione
sulla differente visione della vita
tra i Pellerossa e l’Uomo Bianco…
dove i primi appaiono ben più vicini
allo spirito della Natura…
 
 

 

 

 
 
 
 

Un indiano Taos Pueblo incontrò un giorno il più famoso discepolo di Freud, Carl Gustav Jung, il quale era alla ricerca della propria ombra, e gli disse:
«I bianchi vogliono sempre qualcosa. Ma che cosa cercano? I bianchi vogliono sempre qualcosa. Sono sempre inquieti, turbati. Non sappiamo cosa vogliono. Non li comprendiamo. Pensiamo siano pazzi».
Nelle parole dell’indiano Jung trovò conferma di ciò che aveva già da tempo intuito: il mondo dell’uomo bianco è Koyaanisqatsi, un mondo disarmonico, privo di equilibrio.
Un mondo malato al quale la saggezza degli Indiani d’America può recare giovamento. Affinché l’uomo bianco possa vivere dentro le stagioni, nel cuore della vita, in armonia con se stesso e con la natura.

Nella cultura indiana il percorso di risanamento dell’anima ha delle tappe ben precise che devono essere rispettate: innanzitutto le quattro direzioni dei punti cardinali e, poi, il rapporto con la terra come madre dell’universo e con il cielo come dimora degli spiriti. Il processo si completa nel cerchio sacro, una forma che diventa il simbolo dell’armonia tra gli uomini e ciò che li circonda.
Questo viaggio senza fine, perché il miglioramento fisico, emotivo, mentale e spirituale non può mai essere completato, è lo scopo dell’esistenza di ogni Indiano, qualunque sia il gruppo tribale d’appartenenza.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Le quattrocento nazioni originarie del continente nordamericano erano caratterizzate da differenze marcatissime a livello geografico, sociale, linguistico e culturale. I Lakota-Sioux si muovevano liberamente nel grande `oceano d’erba’, le praterie e pianure sconfinate che si estendevano dalla Valle del Mississippi alle Montagne Rocciose. Erano nomadi che, spostando le proprie tende (tipi), seguivano le migrazioni del bisonte in cerca di nuovi pascoli. Gli Zuni e gli Hopi, stanziati nell’arida terra del sud-ovest americano, ricavarono le loro case dal deserto. I Cherokee praticavano l’agricoltura. Avevano un sistema sociale preciso basato su principi democratici e si organizzarono in insediamenti piuttosto ampi. Gli Tsimshian vivevano sulle coste nordoccidentali del Canada. I Chippewa e i Wintu appartenevano al gruppo degli Indiani dei boschi.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ma un filo comune emerge dalle loro parole, dal ricchissimo patrimonio orale di canti, miti, leggende, narrazioni sacre e profane: la consapevolezza che la Terra è madre e deve essere rispettata. La meta di questa avventura spirituale è la comprensione che l’uomo è parte integrante di un cerchio che comprende le piante, gli animali, i minerali, la Terra, il Cielo, l’acqua, le stelle, la notte e il giorno, la Luna e il Sole. Il corpo umano è tutt’uno con la terra che lo nutre e lo sostiene: «Noi siamo la terra. Noi le apparteniamo. Noi siamo una parte della terra e la terra fa parte di noi. I fiori profumati sono nostri fratelli. Il cervo, il cavallo, la grande aquila sono nostri fratelli. Le coste rocciose, il verde dei prati, il calore dei pony e l’uomo appartengono tutti alla stessa famiglia». Non c’è separazione tra mondo naturale e mondo umano. L’uomo non è il Signore del Creato e il mondo non è a suo beneficio. Ogni creatura ha un eguale diritto all’esistenza e merita rispetto semplicemente perché è viva. Il ritmo della natura porta la salute, l’equilibrio, l’armonia la bellezza. Il ciclo annuale delle stagioni è garanzia di ordine e di benessere: il tepore primaverile verrà sempre a riscattare il gelo invernale.
Non bisogna spezzare il fluire del cielo naturale, altrimenti ne deriveranno malattia, paura, incubi e insicurezza.
La natura batte il tempo, il suo orologio regola la vita del pianeta e dell’uomo.
L’uomo non stabilisce quindi solamente un rapporto equilibrato con la natura ma arriva a conoscere se stesso grazie a questa armonia.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Joseph Bruhac ci racconta una storia che riassume questo viaggio interiore: «Dopo che Wakan Tanka, il Grande Spirito, ebbe messo in ordine le altre sei direzioni, l’est, il sud, l’ovest, il nord, il cielo e la terra, restava sempre una direzione senza destinazione. Ma poiché la settima direzione era la più potente di tutte, in quanto racchiudeva la saggezza e la forza più grandi, Wakan Tanka, il Grande Spirito, desiderò metterla in un luogo dove non sarebbe stato facile trovarla.
Ecco perché la nascose nell’ultimo posto dove gli uomini generalmente pensano di guardare: nel loro cuore».
Nonostante siano stati privati della propria terra, della propria cultura e della propria identità, gli Indiani d’America sono riusciti a trasmettere la loro fede in questo modo di vivere. Hanno parlato con il cuore , di padre in figlio, per indicare il sentiero che porta alla rigenerazione e la loro voce è rimasta.
Anche con queste parole:
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Accanto alla montagna,
spianato
dai nostri passi,
il terreno del campo risuona.
Ti dice: la terra è un tamburo,
pensaci.
Noi, per seguirne il ritmo,
dobbiamo fare attenzione ai nostri passi.
 
 
 
 
 
 

 
 
DAL WEB – IMPAGINAZIONE T.K.

 

 

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Pubblicato 25 Maggio 2010 da tonykospan21 in PELLEROSSA NATIVI E ALTRE CULTURE

L’ELOGIO DELLA… LENTEZZA…   Leave a comment

 

 L’ELOGIO DELLA… LENTEZZA…

 
 
 
 
 
Ho letto questo passo e m’è piaciuto in quanto fotografa ,a mio parere,
 il nostro modo convulso di vivere e ci  dà qualche dritta per riassaporare…
la bellezza del fare e gustare le cose con calma…
 
Infatti corriamo …corriamo…. tutto il giorno…
 per poi domandarci… a fine giornata…
 
"Ma in fondo cosa ho fatto di importante?
Ho vissuto una giornata davvero piena?"
 
Ma ora veniamo all’articolo…
 
 
 
 
“Quanta fretta, ma dove corri, dove vai…” 
Edoardo Bennato, Il Gatto e la Volpe 

Il tempo sembra davvero non bastare mai. Per quanti sforzi facciamo, siamo sempre in ritardo con quella scadenza, con quel progetto, con quel lavoro…Siamo perennemente in ritardo con i nostri appuntamenti, eppure corriamo, corriamo sempre più veloci, da una parte all’altra.

Corriamo in auto, e già col clacson se qualcuno davanti a noi procede lentamente: abbiamo fretta noi!! Corriamo a piedi, che fastidio le persone che si attardano a chiacchierare o ad osservare le vetrine, noi siamo in ritardo, abbiamo un impegno urgente mica abbiamo tempo da perdere! Mangiamo velocemente, magari, per far prima, andiamo in un fast food, dobbiamo lavorare, non abbiamo tempo di sederci a tavola con calma! Eppure, per quanti sforzi facciamo, sembra sempre che il tempo corra più forte di noi.

Lo stress nelle nostre giornate ha ormai raggiunto livelli di guardia. Non è un caso se sempre più persone ricorrono (purtroppo) a farmaci per riuscire a prendere sonno o per riuscire a rilassarsi un pò.  

Qualche giorno fa ero alle terme ed ho notato, osservando le persone, quanto sia difficile per molti riuscire a fermarsi qualche ora senza sentirsi in colpa. Alcuni sembravano letteralmente dei leoni in gabbia. Si alzavano dai lettini spesso, andando avanti e indietro, in preda al panico perché il cellulare non prendeva…

E’ triste. Abbiamo davvero perso il controllo. Siamo diventati totalmente schiavi dei nostri impegni. Siamo entrati in un vortice pericoloso dal quale facciamo fatica a venir fuori. E la cosa più importante èche non ne siamo ancora del tutto consapevoli. Scambiamo per senso del dovere quella frenesia che ci attanaglia. Ignoriamo ormai quasi del tutto il significato dell’ozio.

Non riusciamo a stare senza far nulla. Non riusciamo a stare in silenzio. Ad ascoltare un po’ noi stessi, il nostro corpo, non ci fermiamo ad ammirare la natura; troppo spesso non ci fermiamo ad ascoltare e comprendere, veramente, le persone che incontriamo, o le situazioni che affrontiamo.

Iniziamo a riflettere un pò su noi stessi. Iniziamo riscoprire quegli aspetti importanti che da troppo tempo trascuriamo.

Abituiamoci ad assaporare a pieno ogni momento della giornata, si tratti di una pizza, un  dolce, un tramonto, della voce della persona amata o del sorriso di un bambino. Prendiamoci tutto il tempo necessario. Ne vale davvero la pena. La vita è troppo breve per essere vissuta di fretta.

“Non è necessario fermare il mondo e cercare di scendere: rallentare e riappropriarci del nostro tempo è possibile partendo da gesti anche piccolissimi del quotidiano.

Riprendiamoci la nostra vita. Non lasciamoci travolgere dalla società dei consumi, del profitto, del tutto e subito.  Sta a noi scegliere. Possiamo e dobbiamo farlo. Con piccoli gesti quotidiani. C’è un modo migliore di vivere!!!

Giovanni Annunziata

 

“Quanta fretta, ma dove corri, dove vai…” 
allora ascoltiamolo Edoardo Bennato
se ci va…
 
 
 
 

E voi  che ne dite?
 
 Siete d’accordo o la pensate in modo diverso?
 
Ciaooooooooooooooooo 
 
Orso Tony
 
 

 

 
 
 
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Pubblicato 25 Maggio 2010 da tonykospan21 in RIFLESSIONI AFORISMI FILOSOFIE

MA DIO E’ DONNA? – SUPER BARZELLETTA FEMMINISTA…   Leave a comment

 
 
 
 
Nell’ambito dell’umorismo tra maschi e femmine…
non può mancare questa super barzelletta
di chiara origine… femminista… A bocca aperta
 
 
 
 
 
MA DIO E’ DONNA???
 
Un giorno, nel giardino dell’Eden, Eva disse a Dio…
"Signore, ho un problema" …
"Che problema, Eva?"
"Signore, so che mi hai creata e che hai provveduto a questo giardino bellissimo, a tutti questi meravigliosi animali, e quell’allegro e buffo serpente… ma io non mi sento davvero felice."
"Come mai, Eva?" fu l’immediata replica dall’alto
"Signore, mi sento sola. E sono proprio stufa delle mele…"
"Bene Eva, in questo caso ho una soluzione. Creerò un uomo per te"
"Che cos’è un ‘uomo’, Signore?"
"Questo -uomo- sarà una creatura difettosa, con molti aspetti negativi.
Mentirà, ti prenderà in giro e sarà vanaglorioso, in pratica ti darà un sacco di problemi.
Sarà più grande di te e più veloce, e amerà cacciare e uccidere.
Avrà uno sguardo scioccamente curioso, ma visto che ti stai lamentando, lo creerò in modo che possa soddisfare le tue, ehm…., necessità fisiche.
Sarà scarso di intelletto e si impegnerà in occupazioni infantili come la lotta e prendere a calci una palla.
Non sarà molto sveglio, e avrà spesso bisogno dei tuoi consigli per pensare correttamente"
"Sembra una cosa divertente!" commento Eva ammiccando ironicamente. "Dove sta la fregatura?"
"Beh… lo puoi avere ad una condizione…"
"Quale?"
"Come ti ho detto, sarà orgoglioso, arrogante, autocompiacente… perciò dovrai fargli credere che è stato creato lui per primo… però ricorda… questo è il nostro grande segreto… da… donna a donna!"
 
 
 

 

 

 
 
 
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Pubblicato 25 Maggio 2010 da tonykospan21 in INTRATTENIM. UMORISMO

FELICE MARTEDI’ IN POESIA E MUSICA   3 comments

 

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Avere avuto una buona educazione, oggi,
è un grande svantaggio.
Ti esclude da tante cose
Oscar Wilde
 
 
 
 
 
 
 
SONETTO DEL DOLCE LAMENTO
Federico  Garcia Lorca
 
Temo di perdere la meraviglia
dei tuoi occhi di statua e la cadenza
che di notte mi posa sulla guancia
la rosa solitaria del respiro.

Temo di essere lungo questa riva
un tronco spoglio, e quel che più m’accora
è non avere fiore, polpa, argilla
per il verme di questa sofferenza.

Se sei tu il mio tesoro seppellito,
la mia croce e il mio fradicio dolore,
se io sono il cane e tu il padrone mio

non farmi perdere ciò che ho raggiunto
e guarisci le acque del tuo fiume
con foghe dell’Autunno mio impazzito
.

 
 

 

 

PAR OURS ANTOINE

 
 
 
 
 
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Pubblicato 25 Maggio 2010 da tonykospan21 in SALUTI VARI

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