Archivio per 5 gennaio 2010

IL MARE – VALERY – MINI POESIA DELLA NOTTE   Leave a comment

 
 
IL MARE
Paul Valéry
 
 
Che puro gioco di lampi sottili
consuma ogni diamante
d’impalpabile schiuma,
e quanta pace che sia nata sembra
quando sopra l’abisso un sole posa,
opere schiette d’una causa eterna,
scintilla il tempo
e il sogno è conoscenza
.

 

Pubblicato 5 gennaio 2010 da tonykospan21 in SALUTI VARI

L’EPIFANIA IN… POESIA… BY TONY KOSPAN   2 comments

 

 

  

  
EPIFANIA IN… POESIA
A cura di Tony Kospan
 
 
 
 
Cari amici la poesia, come ben sapete,
 affronta ogni aspetto della nostra vita…
 
La Befana… (che amo per la sua italianissima tradizione) negli ampi suoi aspetti…
di Epifania… di Stella Cometa guida dei Re Magi… etc… dunque non poteva non interessare i poeti… famosi e non…
 
Ho pensato quindi ad un tema extra…
come questo…
 
 
 
 
 
Ne ho trovate davvero tante e come al solito ne ho scelte alcune… quelle più significative per me…
 
Le prime 2 di autori non famosi…
si sono lasciate preferire per la loro originalità… e simpatia…
 
Quella lunghetta del Pascoli è forse la più bella poesia mai scritta sulla simpatica vecchietta
e dunque è un classico che  non poteva mancare…
 
 
 
 
 
Quella di Edmond Rostand ci parla poi  in modo sublime della Stella dei Re Magi…
ed infine quella che amo di più…  di Jammes
 pur nella sua brevità…
è sublime nella sua profonda umanità.
 
Come sempre mi piacerebbe leggere quelle che piacciono  a voi…
 
 
  

 

IL MISTERO DELLA BEFANA
Massimo Grillandi
 
 Vecchia, dev’esser vecchia per davvero.
sono duemila anni che cammina.
Proprio non so come faccia la vecchina
a portare con sé un negozio intero.
Dentro quel sacco ce ne son di cose:
trombe. trenini. bambole e pistole,
palle e fucili. quanti se ne vuole.
Son faccende. a dir poco, misteriose.
Come scenda. ad esempio. negli oscuri
e stretti fori dei camini e vada
per monti e valli, lungo la sua strada
e nessuno dimentichi o trascuri.

 

 

 

BEFANE ALLA RISCOSSA
Cristina Pia Sessa Sgueglia
 
 Befane arruffate
Di stringhe a sorpresa
Stracciate di stoffe legate
E nasi aquilini in difesa.
Di scope destrieri felini
Di sacche di juta e carbone
Attese da grandi e bambini
Se portano doni e torrone.
Ma vecchie in gonnelle sapienti
Saltellano in groppa di crine
Befane carine esordienti
Spazzine rifatte veline.
Di notte nel cielo stellato c’è mossa
in circuito celeste che sposta
le vecchie befane alla nuova riscossa!

 

 

 
LA BEFANA
Giovanni Pascoli
 
Viene viene la Befana
vien dai monti a notte fonda.
Come è stanca! La circonda
neve, gelo e tramontana.
Viene viene la Befana.
Ha le mani al petto in croce,
e la neve è il suo mantello
ed il gelo il suo pannello
ed il vento la sua voce.
Ha le mani al petto in croce.
E s’accosta piano piano
alla villa, al casolare,
a guardare, ad ascoltare
or più presso or più lontano.
Piano piano, piano piano.
Che c’è dentro questa villa?
Uno stropiccìo leggero.
Tutto è cheto, tutto è nero.
Un lumino passa e brilla.
Che c’è dentro questa villa?
Guarda e guarda…tre lettini
con tre bimbi a nanna, buoni.
guarda e guarda…ai capitoni
c’è tre calze lunghe e fini.
Oh! tre calze e tre lettini.
Il lumino brilla e scende,
e ne scricchiolan le scale;
il lumino brilla e sale,
e ne palpitan le tende.
Chi mai sale? Chi mai scende?
Co’ suoi doni mamma è scesa,
sale con il suo sorriso.
Il lumino le arde in viso
come lampada di chiesa.
Co’ suoi doni mamma è scesa.
La Befana alla finestra
sente e vede, e s’allontana.
Passa con la tramontana,
passa per la via maestra,
trema ogni uscio, ogni finestra.
E che c’è nel casolare?
Un sospiro lungo e fioco.
Qualche lucciola di fuoco
brilla ancor nel focolare.
Ma che c’è nel casolare?
Guarda e guarda… tre strapunti
con tre bimbi a nanna, buoni.
Tra la cenere e i carboni
c’è tre zoccoli consunti.
Oh! tre scarpe e tre strapunti…
E la mamma veglia e fila
sospirando e singhiozzando,
e rimira a quando a quando
oh! quei tre zoccoli in fila…
Veglia e piange, piange e fila.
La Befana vede e sente;
fugge al monte, ch’è l’aurora.
Quella mamma piange ancora
su quei bimbi senza niente.
La Befana vede e sente.
La Befana sta sul monte.
Ciò che vede è ciò che vide:
c’è chi piange e c’è chi ride;
essa ha nuvoli alla fronte,
mentre sta sul bianco monte.

 

 

 

LA STELLA
Edmond Rostand  

Persero un giorno la stella.
Com’è possibile perdere la stella?
Per averla fissata troppo a lungo…
I due re bianchi,
ch’erano due sapienti di Caldea,
col bastone tracciarono sul suolo grandi cerchi.

Si misero a far calcoli, si grattarono il mento…
Ma la stella era scomparsa
come sscompare un’idea,
e quegli uomini, l’anima dei quali
aveva sete di essere guidata,
piansero drizzando le tende di cotone.

Ma il povero re nero, disprezzato dagli altri,
disse a se stesso: "Pensiamo alla sete
che non è la nostra.
Occorre dar da bere, lo stesso, agli animali".

E mentre reggeva il suo secchio,
nello spicchio di cielo
in cui si abbeveravano i cammelli
egli scorse la stella d’oro che danzava silente.
 
 (simpatico video)

EPIFANIA
 Francis Jammes

Non ho, come i Magi
che son dipinti sulle immagini,
dell’oro da recarti.
Dammi la tua povertà.
Non ho neppure, Signore,
la mirra dal buon profumo
nè l’incenso in tuo onore.
Figlio mio, dammi il tuo cuore.
 
 
 
 
 

 

SE AMI LA POESIA VIENI ANCHE TU…
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FANTMONDOPOESIA.jpg picture by orsotony21

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN 

COSA BUTTERESTI E COSA SALVERESTI DEL TUO 2009 ?   Leave a comment

   Sep43       Sep43

 
COSA BUTTERESTI E COSA SALVERESTI
DEL TUO PERSONALE 2009 ?
 
 
 

Sono passati pochissimi giorni dalla fine dell’anno…
 
Volgiamo un attimo lo sguardo all’anno appena trascorso…
 
Sono prevalsi nella tua vita gli aspetti negativi o quelli positivi?
 
Hai costruito o hai perso qualcosa… a cui tenevi molto?
 
Sono nati sogni nuovi o ne abbiamo smarriti di vecchi ?
 
Sono prevalsi i colori vivaci o quelli grigi?
 
Cosa dunque butteremmo nel dimenticatoio…
cancellandolo dal linìbro dei ricordi…
 
 
 
e cosa custodiremmo gelosamente?
 
 
 
Sep10          Sep10
 
 
Proviamoci a raccontarlo… se ci va…
 
Meglio se vieni a farlo nel gruppo di amici virtuali
 

PSICHE E SOGNO

 

dove possiamo dialogare meglio  
 
 
Ciao da Orso Tony
 

Pubblicato 5 gennaio 2010 da tonykospan21 in RIFLESSIONI AFORISMI FILOSOFIE

PROVERBI E MODI DI DIRE… SORRIDENTI…   Leave a comment

PER SORRIDERE
PROVERBI RIVISTI…
chi dorme……..si sveglia tardi
chi fa da se’…….non ha una donna
se Maometto non va alla montagna…
va al mare
chi dorme non piglia……sonniferi
paese che vai…..prenota l’albergo
mogli e buoi……..sono diversi
o mangi la minestra…..o salti il primo
occhio non vede…..le scritte piccole
rosso di sera…. mi metto la crema
uomo avvisato….. lo sa
chi arriva tardi….non aspetta
l’amico si vede nel momento…
che lo incontri
MODI DI DIRE… DISTRATTI…

Spezziamo un’arancia in favore della libertà
Sono piena di smanigliature sulle coscie

Il buco dell’orzoro
Non posso mangiare dolci, ho l’abete alto
Non bisogna piangere sul latte macchiato
Le vene vorticose
Non è tutto oro quello che illumina
I raggi ultraviolenti
Uniamo l’utero al dilettevole
Chiamate l’ostrica, mia moglie sta per partorire
Le api impallinano i fiori
Da vicino vedo bene, da lontano sono lesbica
Non sono fotoigienica
Attenzione ai branchi di nebbia
Il sapone clinicamente intestato
I catarro rinfrangenti
La tintura di odio
Ho la prospera ingrossata
Il bicarbonato di soia
La birra doppio smalto

snowball Pictures, Images and Photos

CIAO DA ORSO TONY

Pubblicato 5 gennaio 2010 da tonykospan21 in INTRATTENIM. UMORISMO

FELICE MARTEDI’ 5 GENNAIO IN POESIA E MUSICA…   Leave a comment

 

 
 
 
  

 
 

 

PROFUMO DI DONNA
Baldo Bruno

Nudo il tuo pensier d’anima
m’avvolge col tuo profumo di donna
…resto a guardarti per un istante
sotto il rintocco anomalo del mio cuore
e m’accorgo del tuo profondo incanto
ah …vorrei il tempo io fermar
sulle carezze del magico palpito…
guardo lo smalto delicato dei tuoi occhi
e la mia pelle s’inchina
all’esplodere dei tuoi baci
come l’aurora fa strada alle mani del sole
…vorrei il tempo io fermar
quando i nostri corpi  come rose
sono avvolti da trasparente rugiada
e  tremante la tua mano sfiora la mia
…la tua anima danza con la mia
in un abbraccio di silenzi immortali  

 

 

  

da Orso Tony

Pubblicato 5 gennaio 2010 da tonykospan21 in SALUTI VARI

BEFANA EPIFANIA – ORIGINE E TRADIZIONI   Leave a comment

EPIFANIA

ORIGINE E TRADIZIONI  

 

 

 

 

 

L’origine di questa figura va probabilmente connessa a tradizioni agrarie pagane relative all’anno trascorso, ormai pronto per rinascere come anno nuovo. Difatti rappresenta la conclusione delle festività natalizie come interregno tra la fine dell’anno solare (solstizio invernale, Sol Invictus) e l’inizio dell’anno lunare.[4]

L’aspetto da vecchia sarebbe dunque una raffigurazione dell’anno vecchio: una volta davvero concluso, lo si può bruciare così come accadeva in molti paesi europei, dove esisteva la tradizione di bruciare fantocci, con indosso abiti logori, all’inizio dell’anno (vedi ad esempio la Giubiana e il Panevin o Pignarûl, Casera, Seima o Brusa la vecia).

Nel mondo cristiano il termine indica la festa religiosa che evoca oltre all’adorazione dei Magi anche vari avvenimenti della vita di Cristo, soprattutto la nascita, il battesimo, il primo miracolo operato a Cana, la sua venuta alla fine dei tempi.

Mentre in Occidente è ora nettamente distinta dal Natale e celebra la manifestazione di Gesù ai pagani, di cui i Magi furono i primi, nelle chiese orientali, l’Epifania è la festa del battesimo di Gesù nel Giordano. Per questo fin dal secolo IV si introdusse nel giorno dell’Epifania, la benedizione dell’acqua proprio in memoria del battesimo di Gesù.

In alcune chiese orientali è insieme la celebrazione del Natale, dell’adorazione dei Magi e del battesimo di Gesù.

 

 

L’Epifania, comunemente designata come "Adorazione dei Magi", contrapposta a quella dei pastori, è soggetto molto diffuso nella primitiva arte cristiana, alla quale perviene dalla rappresentazione del tributo dei barbari: i tre Magi, vestiti alla persiana, con anassiridi e berretto frigio, accorrono, sotto il segno della stella cometa, recando i loro doni al Bambino.

La festa dell’Epifania è salutata in molti paesi da manifestazioni di carattere folcloristico come accensioni di falò, elezioni di Re per burla, … da taluni riferite come eredità dei festeggiamenti che si tenevano durante i saturnali.

 

 

 

Nei paesi di tradizione cattolica vige il costume, come a Natale, di scambiarsi i regali e soprattutto di farne ai bambini ai quali la befana viene descritta come personificazione di una vecchia brutta ma buona che nella notte tra il 5 e il 6 gennaio lascia nelle calze dolciumi e doni ai bambini buoni e carbone a quelli che sono stati cattivi.

Secondo la poetica immagine la vecchia, che nella tradizione contadina entra nelle case attraverso la cappa del camino, viene dalle montagne a notte fonda, attraversa il cielo a cavallo di una scopa e con un grosso sacco ricolmo sulle spalle.

 

 

In varie città, come a Firenze, se ne faceva un fantoccio che veniva portato in giro per le vie e dispensava caramelle ai più piccini.

 

 

Nelle leggende anglosassoni e nordiche, la notte dell’Epifania, o dodicesima notte, è uno spazio di tempo favorevole ai presagi e ai prodigi, il più indicato per combattere le forze del male.

DAL WEB – IMPAGINAZIONE T.K.

 

 

SEGUE LA LEGGENDA DELLA BEFANA CRISTIANA

(CAT. LETTURE RACC…)

Pubblicato 5 gennaio 2010 da tonykospan21 in STORIA... IN SENSO AMPIO

LA LEGGENDA DELLA BEFANA CRISTIANA…   Leave a comment

 

 LA LEGGENDA DELLA BEFANA CRISTIANA…

 

 

I Re Magi sulla strada per Betlemme si fermarono nei pressi di una casa per chiedere informazioni. Bussarono e li accoglie una vecchietta che non sapeva nulla dell’evento e non poteva aiutarli con nessuna indicazione. Allora i Re Magi invitarono la vecchia ad unirsi a loro ma questa rifiutò perchè aveva molto lavoro da sbrigare.

 

 

Soltanto dopo che i Re se ne furono andati ella capì che aveva commesso un errore e tentò di ritrovarli per unirsi a loro e andare ad adorare il bambino Gesù. Li cercò per ore e  ore ma non li trovò, allora decise di fermarsi da ogni bambino con un dono nella speranza che questi fosse Gesù Bambino.

 

 

E così ogni anno, nella notte della vigilia dell’ Epifania, la vecchietta, a cavalcioni di una scopa, si mette in cammino alla ricerca di Gesù con un sacco colmo di doni e calandosi dai camini si ferma in ogni casa dove c’è un bambino per lasciare un dono, se è stato buono, o del carbone, se invece è stato cattivo.

 

Testo da vari siti – impagin. Tony Kospan

Pubblicato 5 gennaio 2010 da tonykospan21 in MITI TRADIZIONI LEGGENDE

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