Archivio per 4 gennaio 2010

AMOR AETERNUS – SHELLEY – MINIPOESIA DELLA NOTTE…   Leave a comment

 
 
 
AMOR AETERNUS
Percy Bysshe Shelley
 
 
Ricchezze e signorie scompaiono nella massa
del grande mare del giusto e dell’ingiusto umano,
quando è la volta che il nostro possesso scada;
ma l’amore, anche se maldiretto, è tra quelle
cose che sono immortali, e sorpassano
tutta quella fragile materia che saremo, o siamo stati.

 
 
 
 

Pubblicato 4 gennaio 2010 da tonykospan21 in SALUTI VARI

IL GIUGGIOLO – CHI E’ COSTUI?   Leave a comment

 

 

IL GIUGGIOLO…

QUESTO SCONOSCIUTO…

 

DESCRIZIONE – STORIA – MODI DI DIRE E USI

 

a cura di Tony Kospan

 

 

 

 

Quasi tutti conosciamo l’espressione “andare in brodo di giuggiole”

 E’ un’esclamazione che talvolta sentiamo pronunciare e pronunciamo per sottolineare un momento vissuto con grande soddisfazione.

Il “brodo di giuggiole” non è però uno strano modo di dire… bensì un antico e prelibato distillato… oggi difficilmente reperibile nei grandi mercati.

 

 

IL GIUGGIOLO

 

 

 

Il giuggiolo (Zizyphus vulgaris) è una pianta alta  dai 5 a i 12 metri originaria dell’Africa settentrionale e della Siria che in tempi antichissimi si diffuse in Cina e in India, dove viene coltivato da oltre 4000 anni. E’ per questo che viene anche chiamato “dattero cinese”.

Presenta un aspetto piuttosto contorto, con rami irregolari e spinosi. Le foglie di piccole dimensioni, sono d’un verde brillante con margini seghettati mentre i piccoli fiori sono gialli.

 

 

LA GIUGGIOLA

 

 

 

La giuggiola… il frutto… assomiglia ad una grossa oliva dal colore prima verdastro e poi rosso marrone scuro quand’è matura. La polpa di colore verde è soda ecompatta ma farinosa. Ha un leggero sapore dolce, Spesso il giuggiolo viene innestato nel melo per cui si ha un frutto… la giuggiola-mela…. di dimensioni cospicue e dalla polpa zuccherina e soda.

 

 

LA STORIA DEL GIUGGIOLO

 

 

 

 

Già per Erodoto,che definì le giuggiole simili ai datteri, esse potevano essere usate  per produrre un vino liquoroso ed inebriante. Però i Greci  le mangiavano anche come frutta.

 Narra Omero  nell’Odissea che Ulisse e i suoi uomini a causa di una tempesta, si ritrovarono sull’isola dei Lotofagi e che i suoi uomini, si lasciarono tentare dal frutto del loto un frutto che magicamente  fece loro dimenticare mogli, famiglie e la nostalgia di casa. Si ritiene che il loto di cui parla sia lo “Zizyphus lotus”, un giuggiolo selvatico.

 Una specie affine, lo “Zizypus spinachristi”, è ritenuto dalla leggenda una delle due piante che servirono a preparare la corona di spine di Gesù.

 

 

IL GIUGGIOLO IN ITALIA

 

 

 

 

 I romani per primi lo importarono  in Italiua chiamandolo”Zyzyphum” e per essi era simbolo del silenzio ed adornava i Templi della Prudenza. Il termine latino è rimasto nel dialetto veneto “zizoea”.

In Romagna in molte case coloniche era coltivato adiacente alla casa nella zona più riparata ed esposta al sole. Si riteneva che fosse una pianta portafortuna.

In Veneto ed in particolare a d Arquà Petrarca  i giuggioli sono ancora piantati nei giardini di molte abitazioni e le giuggiole sono variamente utilizzate in cucina ed in… cantina.

Oltre all’espressione di cui parlavo all’inizio una volta era diffuso anche dare del “giuggiolino” a bambini simpatici e grassottelli.

Nella medicina popolare è considerata uno dei quattro frutti “pettorali” con fichi, datteri e uvetta. Viene usata in infuso o in decotto per prevenire e curare i sintomi da raffreddamento e le infiammazioni alle vie respiratorie. 

 

 

L’USO ODIERNO

 

 

 

Le giuggiole si consumano sia fresche, appena colte dall’albero, sia quando sono un pò secche. C’è un solo nocciolo all’interno simile a quello delle olive. Si possono trasformare anche in marmellate e pure conservate sotto grappe. Si fanno anche tisane e sciroppi dolcissimi utilizzati contro la tosse ed anche il famoso brodo liquoroso.

 I frutti sono diuretici, emollienti e lassativi.

 

 

ANDARE IN BRODO DI GIUGGIOLE

 

 

 

 

L’espresione nasce a seguito di una ricetta con questo nome usata nei paesi intorno al Lago di di Garda e considerata una vera e propria prelibatezza. Viene riportata già nel 1612 nel Vocabolario degli accademici della Crusca e le viene dato il significato di  “godere di molto di chicchessia”. Poi essa si diffuse in tutta Italia e resiste bene ancor oggi… nel senso di “gran godimento“.

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN

 

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FELICE LUNEDI’ IN POESIA E MUSICA….   Leave a comment

 

 

 
 

 
L’ATTIMO ETERNO DELLA VERITA’
Giusy Maugeri

    

Dai lembi scuciti
     delle terre del cuore
riemergo
centellinando parole
soffocate
 dall’esplosione di voci assordanti
 del mondo delle banalità
E se colgo una stella
 nel vortice vivo
di vite sprecate
 fra inutili stupidità
 ne godo
di gemma rara
il bagliore
 e rinasco
come tenero germoglio
nutrito dal sole della vita.
Essa corre
come treno veloce
sui binari del mondo
e mi sfugge di mano
l’attimo eterno
della verità…

 
 
 
 
 
              
par Ours Antoine
 
 

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Pubblicato 4 gennaio 2010 da tonykospan21 in SALUTI VARI

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