Archivio per 24 novembre 2009

FELICE NOTTE IN MINIPOESIA   Leave a comment

 
 
PRESI LE BRIGLIE
Juan Ramon  Jimenez
 
Presi le briglie,
andai in giro a cavallo
dell’alba;
penetrai, candido, nella vita.
Come mi guardavano,
folli,
i fiori del mio sogno,
tendendo le braccia alla luna!

 

 Kathys Comments

 

Pubblicato 24 novembre 2009 da tonykospan21 in SALUTI VARI

LORENZO LOTTO – IL GENIO INQUIETO – II PARTE   1 comment

 
LORENZO LOTTO
IL GENIO INQUIETO
 
II PARTE
 
 
 

Andrea Odoni – Lorenzo Lotto

 
 
 
Per comprendere quanto si diceva prima
sul suo diverso modo di interpretare la vita e la pittura,
rispetto al conformismo dell’epoca, 
può essere davvero emblematica l’analisi di questo dipinto
che prelevo dal sito "Strange art". 
 
L’ELEMOSINA DI SANT’ANTONINO
 
 
 

santantonino

L’elemosina di Sant’Antonino di Lorenzo Lotto rappresenta un tema che dovrebbe, dico dovrebbe, esaltare la bontà di un santo, la sua capacità di assistere i deboli e gli ultimi, il suo grande cuore e il suo amore per il prossimo. Guardando con attenzione però il dipinto di Lorenzo Lotto non posso fare a meno di vedere un certo disincanto, quantomeno una certa ironia nel raffigurare il santo dedito appunto all’elemosina.
Più che un atto d’amore il dipinto sembra raffigurare un apparato in cui il santo vescovo è solo un grigio burocrate che decide chi aiutare e chi no. Proviamo a leggere l’opera partendo dalla parte bassa a destra (percorso di lettura anomalo ma illuminante). I poveri e i bisognosi consegnano le loro suppliche e le loro richieste al chierico che le raccoglie: notiamo il tocco realistico dell’uomo che mentre parla con una donna sotto di lui, fa cenno con la mano di aspettare a qualcuno al di fuori del quadro che richiama la sua attenzione.

Sant’Antonino è seduto più in alto in trono e legge le carte che gli passano i due chierici. Il suo aspetto dimesso ed annoiato trasmette l’idea di una routine quotidiana, di una cosa fatta senza passione alcuna. Due angeli parlano nelle orecchie a Sant’Antonino e gli suggeriscono le decisioni da prendere e a chi dare l’elemosina. Il chierico più in basso infine esegue gli ordini del suo vescovo e distribuisce i soldi alle persone da lui indicate.
Tutto funziona come un meccanismo, come una macchina per le elemosina e non c’è spazio per le emozioni. Siamo quindi di fronte ancora una volta ad un dipinto in cui il tema iconografico viene sviluppato dall’artista in modo parzialmente – o totalmente a seconda dei casi – contrastante rispetto alle intenzioni della committenza.

 

 
Lucretia – Lorenzo Lotto
 
Concludo il breve discorso su Lorenzo Lotto 
riportando quest’altra riflessione complessiva sulla sua arte…
e mostrando alcune sue famose pale.

 

Pala di Santa Cristina – Lorenzo Lotto

 

Raramente un artista sente la creazione come totale impegno interiore, così come il Lotto. Uomo indubbiamente colto — e soprattutto nelle cose di religione — il suo racconto non è soltanto fatto illustrativo, ma evento vissuto totalmente, come fenomeno della coscienza. La sua arte solo raramente è contemplativa, essendo invece inquieta ed inquietante : tale, ossia, da non permetterne una visione distaccata, ma invece da provocare un colloquio che rimane aperto, oggi ancora, fra l’artista e noi stessi. Voglio intendere che la sua pittura non chiede, per poterci entrare, un passaporto qualsiasi: neppure il nostro adeguarsi alla coscienza estetica del tempo. Essa ci viene incontro da sola, ci turba la serenità, ci pone dei problemi che sono vivi ed attuali. La sua arte è azione interiore, è impegno morale, senza soluzione temporale.   P. zampetti, Lorenzo Lotto. Libro di spese diverse, 1969

 

 

Crocifissione – Lorenzo Lotto

 

FINE

Ciao da Tony Kospan

IL SALOTTO DI SOGNO DI FACEBOOK? E’…  
 
 
  PSICHEESOGNO1RID.gif PSICHE E SOGNO picture by orsosognante
 
UNO SPAZIO VIRTUALE COMUNE D’ARTE POESIA
MUSICA RACCONTI LEGGENDE
SOGNI RICORDI BUONUMORE RIFLESSIONI
SCIENZE GIOCHI… ETC…  
 
TI ASPETTIAMO 
 
CIAO DA TONY KOSPAN
 

Pubblicato 24 novembre 2009 da tonykospan21 in ARTE

VEDERE ENTRAMBI I LATI – RACCONTO GIAPPONESE   1 comment

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                     

 

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VEDERE ENTRAMBI I LATI
Banana Yoshimoto
 
RACCONTO GIAPPONESE
 
 
 
 
 
 
 Io cerco dei vestiti che siano perfetti per me, ma non li trovo da nessuna parte forme, tessuti e colori capaci di esprimere tutto quello che ho dentro vestiti che dicano che sono viva qui, in questo momento provo a mettere insieme tutte le immagini che conosco, ma non funziona in questo paese, oggi, nemmeno i miei genitori riescono a trovarli.
 
Come una bambola kokeshi
come un uovo sodo senza il guscio
come un feto in attesa di venire alla luce
aspetto qualcosa come un pulcino appena nato ancora bagnato
ho il presentimento delle cose lieti
e delle cose tristi che stanno per accadere
neanche questo riesco a esprimere in parole, non ancora
ma mi batte il cuore, sono viva.
 
In questo paese, indipendentemente da dove si nasce siamo pressati, incalzati, costretti in una forma anche nella più remota campagna , 챔 un susseguirsi di stradoni diritti e anonimi ed enormi negozi di cattivo gusto ma se guardo il verde delle montagne fitte di alberi mi vengono le lacrime agli occhi una piccola cascata che mi sembra un giocattolo il colore grigio del mare tranquillo come un lago amo questa natura delicata che c’è solo qui da noi.
 
 
Sono tempi in cui può accadere di tutto si organizzano con grande impegno convegni in difesa degli uccellini mentre i bambini uccidono i gatti la gente partecipa con gioia a un’antica festa popolare portando a spalle il palanchino sacro, e intanto qualcuno mette il veleno nel cibo di tutti molti dicono che non sanno più in cosa credere.
Forse non c’entra molto, ma c’è la madre di una mia amica che ha sempre le unghie perfettamente in ordine la sua cucina, che non viene mai usata, è tutta scintillante da loro si mangiano solo cibi comprati già pronti in raffinati negozi di gastronomia e pane francese che si fanno recapitare a casa appena sfornato ma la mia amica è amata.
Mia madre è di famiglia contadina, la mia cucina è sempre schizzata di grasso lei fa da mangiare riso bianco, tempura e verdure in salamoia, 챔 una cuoca fantastica anch’io sono amata. Più che gli aspetti negativi delle differenze conta la possibilità di coltivare l’amore e di capirsi l’uno con l’altro la possibilità di crescere in quest’epoca che si muove vertiginosamente, non faccio che vedere gente, tante persone tutte diverse e posso incontrarle senza paura, da qualunque posto vengano, qualunque sia il loro aspetto seguendo l’istinto, abbandonando i pregiudizi la nostra anima diventa sempre più meravigliosa.
 
Mi piace mangiare,
prendermela comoda,
stare in salute,
essere approvata dagli altri, il denaro,
evitare di vedere le cose brutte,
ma non è per questo che vivo.
Per fare quello che mi interessa davvero
posso anche non mangiare, avere guai,
ammalarmi,
essere criticata, restare senza un soldo,
vedere un sacco di cose brutte
fa lo stesso.
Sono fiera di questa mia convinzione, per infantile che sia vivere è vedere entrambi i lati delle cose non è mica roba da poco vorrei che tv e giornali smettessero di raccontare solo cose tristi in questo mio nuovo viaggio che è ancora appena all’inizio.
 
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Banana Yoshimoto (da Bambole Kokeshi)
 
 

Pubblicato 24 novembre 2009 da tonykospan21 in FAVOLE LEGGENDE RACCONTI DI SAGGEZZA

Uomo e scimpanzé in coppia per circa un milione di anni   1 comment

 
 
 
 
 
Studio di genetica Usa: procreati ibridi per un tempo
inaspettatamente lungo dalla loro comparsa sulla scena
 

 

Uomo e scimpanzé in coppia
per circa un milione di anni

 

 

ROMA – Gli uomini o gli scimpanzè o entrambe le specie potrebbero essersi originate da una popolazione di ibridi. Proprio così. Uomini e scimpanzè, o meglio i loro ‘antesignani’, sono rimasti ‘compagni di letto’ per circa un milione di anni, continuando a ‘far coppia’ e a procreare degli ibridi per un tempo inaspettatamente lungo dalla loro comparsa sulla scena a partire da un antenato comune fino alla separazione definitiva che ha dato origine alle due specie distinte.

 

La scoperta è stata fatta da David Reich della Harvard Medical School, Boston, che ha coordinato uno studio di genetica, e pubblicata sull’autorevole rivista scientifica Nature. L’antenato comune di queste due specie – emerge dalle ricerche – ha una nuova data di nascita, 5,4 milioni di anni fa, ed è quindi 1-2 milioni di anni più giovane di quanto supposto finora, cosa che ci ringiovanisce alquanto.

 

Il lavoro scioglie un enigma ormai datato spiegando perché le diverse parti del genoma umano non hanno tutte la stessa età come se alcune fossero originate più di recente di altre e suggerisce infine che è il cromosoma femminile il più giovane in assoluto, essendo almeno 1,2 milioni di anni più giovane degli altri nostri cromosomi.

 

 

da La Repubblica.it – impag. Tony Kospan

 

FELICE MARTEDI’ IN POESIA E MUSICA…   2 comments

 

 
 
 
 
AMORE NOTTURNO
 Alfonso Gatto
 
Una notte vicino alla sua casa
E dal balcone aperto nella mite
Notte del Sud, la donna che m’apparve
Golosa di risucchio come un’acqua
Gelata. E non avrà mai volto,
Sale la gola chiara, scende al buio
Degli occhi avidamente salda.

A bocca aperta nella pioggia, un nero
Grappolo le lasciava goccia a goccia
Sapore di città – disse – di vento.
 
 
 
 
 
 
da Orso Tony
 
 

 
 

Pubblicato 24 novembre 2009 da tonykospan21 in SALUTI VARI

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