Archivio per 18 novembre 2009

GOOD NIGHT IN MINIPOESIA   1 comment

 

 


ALICANTE
Jacques Prevert
Un’ arancia sulla tavola
il tuo vestito sul tappeto
E nel mio letto tu
Dolce presente del presente
Freschezza della notte
Calore della mia vita.

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Pubblicato 18 novembre 2009 da tonykospan21 in SALUTI VARI

IL SILENZIO DELLA FILOSOFIA SUL MALE   1 comment

 

 

 

IL SILENZIO DELLA FILOSOFIA

SUL MALE

 

Parte dell’ intervento di Sergio Givone ad UmbriaLibri 
sul  Tema 
 "In fondo al male"
 
 
 

 

Un articolo interessante… un piccolo excursus sul
   concetto di male…  attraverso i secoli
che porto all’attenzione di chi… come me…  ama anche questi temi…
e che propongo alla vostra lettura…
 
 
 

 

NotaNEWAGE Nota

 

La filosofia tace sul male

 

Diceva David Foster Wallace, lo scrittore americano da poco scomparso: anche l’ aragosta "sa" il male, quanto meno lo sente. Basta prestare orecchio al rumore sordo delle chele che sbattono contro i bordi della pentola in cui è stata gettata viva. E non si dica che il suo è un sentire elementare, rozzo.
Se l’ aragosta non ha le parole per dire la sofferenza che prova e il tormento che le viene inflitto, forse noi le abbiamo? Si pensi alla filosofia.
Di fronte al male è stata reticente, ha balbettato.
Vero è che tutte le tradizioni da cui proveniamo traboccano di riferimenti al più inquietante dei molti misteri che ci circondano.
Non c’ è male che sia stato risparmiato a Giobbe. «Appena temo un male, questo mi colpisce». Inutile chiedere perché, avverte Qohélet.
Tutto è inutile. Tutto è vano.
E questo forse è anche peggio del male. «Sarebbe opportuno che noi ci radunassimo a piangere la casa nella quale qualcuno sia venuto alla luce, pensando ai molti mali della vita umana, ma a chi con la morte ha posto fine a gravi sofferenze, gli amici con lode e con gioia dovrebbero dare sepoltura», aveva scritto Euripide, rievocando l’ antica sentenza del Sileno (…) per cui la cosa migliore sarebbe non nascere, e in subordine morire al più presto.
Ma siamo sicuri che in quei testi si stia parlando del male e non di qualche cos’ altro?
Qualcosa che ha bensì a che fare col male, ma che nulla dice circa la sua natura?
Certamente le sciagure che senza tregua colpiscono gli uomini, con il loro corteo di sofferenze afflizioni pene e tormenti vari, per non parlare della morte e del nulla, sono dei mali.
Ma non lo sono necessariamente.
Tant’ è che hanno potuto presentarsi talvolta come forme di liberazione o di sollievo.
Il male sfugge alla presa. E si rifugia in una dimensione dov’ è difficilissimo stanarlo.
E’ la dimensione in cui il male appare strettamente legato alla colpa.
Anzi, non appare se non come colpa.
Ossia come qualcosa di cui l’ individuo deve rispondere.
Non importa a chi: se a Dio, alla propria coscienza, agli altri uomini.
Né importa se ciò di cui deve rispondere è un che di fatale, addirittura un destino.
C’ è autentico male dove c’ è assunzione (o rifiuto) di responsabilità per una colpa.
Ma quale colpa?
A questo proposito i greci hanno parlato di amartia.
I cristiani invece di peccato.
Si coglie qui la differenza nel modo in cui gli antichi e i moderni hanno concepito il male.
Per gli antichi la colpa appartiene all’ ordine delle cose.
E’ una specie di marchio, è il retaggio della nostra finitezza, come sostenne Anassimandro. Siamo mortali; lo siamo poiché ci siamo separati dall’ uno-tutto e siamo precipitati nel mondo della vita e del divenire.
Questa separazione è la nostra colpa. Da espiare con la morte.
Come se ci dicessero: sei venuto al mondo, hai goduto della luce del sole, e allora paga.
Anche per il cristianesimo la colpa è tutt’ uno con la nascita.
L’ uomo nasce portatore di un peccato d’ origine.
Però questo peccato non appartiene all’ ordine delle cose, come nel mondo classico, ma a quel principio spirituale che è l’ anima.
Donde la questione come possa essere imputabile all’ anima un peccato non commesso.
Il cristianesimo introduce allora l’ idea della solidarietà nella colpa.
Ricevendo la vita, ciascuno è tenuto a farsi carico di tutto ciò che la vita comporta, non solo nel bene ma anche nel male.
Un po’ come quando si riceve un’ eredità. Se la si accetta, i debiti connessi devono essere onorati.
C’ è dunque differenza, ma anche profonda affinità fra la nozione di colpa tragica e quella di peccato originale. (…)
Ma che cosa accade nel momento in cui, come oggi, la colpa perde credibilità filosofica?
Chiaro che se la colpa è sempre e soltanto della società, o non è che senso di colpa, di cui è bene disfarsi per igiene mentale, allora tanto vale rinunciare ad essa.
Salvo che, tolta la colpa, è tolto anche il male.
Non è certo un caso se la filosofia contemporanea, tranne pochissime eccezioni,
sul male ha taciuto. –
 

 SERGIO GIVONE

 

  Repubblica — 07 novembre 2008    sezione: CULTURA

IMPAGINAZIONE T.K.

 

CIAO DA TONY KOSPAN

 

 

 

Pubblicato 18 novembre 2009 da tonykospan21 in RIFLESSIONI AFORISMI FILOSOFIE

MINI NOVEMBRINE MA CARINE   Leave a comment

 

 
 
MINI E NOVEMBRINE…
STANCHI ANNOIATI…?
TIRIAMOCI SU CON UN SORRISO
 

 
 
 
"Due barboni inglesi  che vivono sotto un ponte.
Uno dice all’altro: sei sordo? non mi senti quando ti chiamo?
L’altro gli risponde: scusami ma ero sotto la doccia…."

 
sms divertenti
 
 Rubate 100.000 lampadine… la polizia brancola nel buio
 
sms divertenti
 
" Un uomo molto importante ha fatto la pipì¬ ha letto e dice di aver sudato.
Cosa più strana anche i suoi amici dicono che ha sudato ".!!!
 
sms divertenti
 
Uccide la moglie a cornate.
Ancora ignoti i motivi del folle gesto 
  
 
sms divertenti
 

Il capo entra in ufficio:
– Vi ho già detto che quando si lavora non si fuma!!! –
 -E chi sta lavorando….  –
 
 
 
 
 

– Dottore, dottore quando parlo nessuno mi ascolta –
e il dottore:
– avanti un altro  –
 
 
sms divertenti
 
 

Totti in cartolibreria.
"Bongiorno dovrei regalà ‘na penna"
Il commesso: "A sfera?"
Totti: "No, a mi’ padre!"
 
 
sms divertenti
 
 
DONNE
– Quante donne hai avuto?
– Mah… una trentina…
– Così tante?!?
– No… 1… era di Trento! 
 
 
 
 
 
 CIAOOOOOOOOOOOOO 
 
TONY KOSPAN

 
 
 
 

Pubblicato 18 novembre 2009 da tonykospan21 in INTRATTENIM. UMORISMO

DELACROIX BEETHOVEN E FOSCOLO – ARTE MUSICA E… POESIA   Leave a comment

 
 
DELACROIX BEETHOVEN E FOSCOLO
MUSICA CLASSICA ARTE
E.. POESIA…
 

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Stavolta dunque il libero legame tra diverse forme d’arte di cui tratterò è a… tre…
 
 
 
 Nota

Eugène Delacroix – La liberté guidant le peuple

 
 
NOTTURNO
Ugo Foscolo 

Quando la terra è d’ombre ricoverta,
E soffia ‘1 vento, e in su le arene estreme
L’onda va e vien che mormorando geme,
E appar la luna tra le nubi incerta;

Torno dove la spiaggia è più deserta
Solingo a ragionar con la mia speme,
E del mio cor che sanguinando geme
Ad or ad or palpo la piaga aperta.

Lasso! me stesso in me più non discerno,
E languono i miei dì come viola
Nascente ch’abbia tempestata il verno;

Chè va lungi da me colei che sola
Far potea sul mio labbro il riso eterno:
Luce degli occhi miei, chi mi t’invola?

 

     

Delacroix… Beethoven e Foscolo 

 

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Ma cos’hanno in comune ?

 

 

IL ROMANTICISMO…

Eccone alcune definizioni ed aspetti…

in sintesi

 

 

I tratti comuni dei diversi movimenti romantici sono stati comunque molti: l’ideale della libertà creativa e della spontaneità; la concezione di una letteratura e di una poesia come espressione del sentimento; una polemica vivace contro i generi, le regole; una esaltazione della fantasia; uno spiccato interesse per il mito e i simboli; l’esplorazione del sogno e di altre manifestazioni dell’inconscio; la tendenza ad abolire le distinzioni tra poesia e prosa.

Il vocabolo "Romanticismo" deriva dal francese "roman" designante un racconto di avventure, in prosa o in versi. Nella seconda metà del ‘700, in Inghilterra, l’aggettivo "romantic" ebbe una connotazione negativa e fu adoperato per indicare cose fantastiche ed irreali evocanti motivi ed ambienti medievali.

Rousseau usò l’aggettivo "romantique" privato di ogni intendimento negativo, per indicare uno stato d’abbandono sognante dell’anima.

Anche in Germania il termine "romantisch", indicante il romanzesco ed il patetico della letteratura medioevale, perse, gradatamente, l’accezione negativa, senza però acquisire un preciso significato semantico. Solo nel 1798 Schlegel, nella rivista Athenaeum, definì lo "stato d’animo romantico" e la poesia che ne era emanazione: essa doveva combinare poesia e prosa, critica e genialità, arte e spontaneità, doveva essere sociale, viva, pregna delle istanze contemporanee e l’arbitrio del poeta non doveva subire costrizioni. (dal web)

 

 
 

 

Ciao da Orso Tony

FELICE MERCOLEDI’ IN POESIA E MUSICA…   Leave a comment

 

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NOTTE DI DANZE
Bigpaul
 
Notte di danze,
notte di canti,
notte di ombre
che arrivan festanti.
Notte cattiva,
notte invadente,
notte che arriva
ma che nessuno sente.
Una luce lontana
tu vedi piangendo,
quella luce è salvezza
nel tuo incubo orrendo.
Invano poi tendi
le mani a qualcuno,
invochi anche aiuto
ma non vedi nessuno.
Di botto poi gridi,
ti svegli,
hai paura.
Sei tutto sudato
è grande l’arsura.
Pian piano poi torni
al tuo sonno agitato
ma il delirio ti aspetta,
il delirio è tornato!
 

 
 

 

 

 

à tout le monde par l’Ours

Pubblicato 18 novembre 2009 da tonykospan21 in SALUTI VARI

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