Archivio per 16 novembre 2009

BUONANOTTE IN MINIPOESIA   1 comment

 
 
 
L’INCONTRO
Luigi Ederle
Del tuo pensiero
colgo l’attimo
e mi viene l’amore
come onda sul mare
Là oltre la sabbia
nasce il nostro domani
 
 
 

Pubblicato 16 novembre 2009 da tonykospan21 in SALUTI VARI

PAOLO E FRANCESCA – DANTE E… BENIGNI…   Leave a comment

 

 
 
Ecco il passo forse più famoso della Divina Commedia
e comunque quello per me più bello…
con la presentazione di Benigni 
ed infine il video con la sua geniale e coinvolgente lettura. T.K.
 
 
 
 
 
 
Roberto Benigni recita Dante
Inferno e Paradiso
Paolo e Francesca
 
 
 
 
 
Benigni: Omissis
"E’ un libro tutto al femminile la Divina Commedia, è un libro tutto sull’amore, basato tutto sull’amore. Ora, quando parla di Paolo e Francesca, che sono i passi più famosi, sentiamo che è il primo dannato con il quale parla, Francesca. E per la prima volta nella storia – un’invenzione di lui, uomo del Medio Evo – per descrivere tutto un personaggio, prende un momento della sua vita. Questa è un’idea che mi ha sempre affascinato. Prende un solo momento della sua vita e quel personaggio è scolpito per l’eternità. E’ un’invenzione di Dante Alighieri. Per Paolo e Francesca prende il momento in cui loro due non sapevano di essere innamorati e vengono trafitti dall’amore e quel momento rimarrà scolpito per sempre. Lui sceglie quel momento e sarà il momento dell’eternità. Mentre noi sentiamo Francesca che parla e piange e dice, soffriamo.
Mentre che l’uno spirto questo disse,
l’altro piangea; sì che di pietade
io venni men così com’io morisse.
E caddi come corpo morto cade.
Ma quando si sente: l’altro piangea, il cuore sobbalza, e quel verso che dice quando hanno scoperto… Dante vuol sapere come hanno fatto a capire che erano innamorati. Gli interessa a lui personalmente, è proprio la sua domanda: come accadde che voi vi scopriste innamorati? E lei dice:
Quando leggemmo il disiato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi basciò tutto tremante.
Sono versi che lasciano… (applauso)
Siamo nel primo girone dell’Inferno – il primo, vero – dove Dante ci ha messo (non a caso in quello dove si soffre meno, per modo di dire) quelli che sono morti per amore, i lussuriosi, ma anche quelli che sono morti per amore perché si amavano l’uno con l’altro. Proprio perché lui stesso c’aveva paura di andarci: “Meglio che faccio un posto un po’ meno sofferente!” Quindi in questo canto si parla di questa storia. Di questi due amanti che so’ stati presi mentre stavano leggendo una storia che li riguardava – erano quasi loro – un libro. La storia di Paolo e Francesca la sapete tutti, insomma che… lei doveva sposare Gianciotto Malatesta e naturalmente era bruttissimo, era anche zoppo. Gli è arrivato brutto e zoppo, ma brutto, una personaccia! Gli portò la cosa di matrimonio il su’ fratello che era bellissimo. Lei pensava fosse quello suo marito. Pensate quando è arrivato quell’altro, che era cattivo, brutto e zoppo, ma proprio ignorante come una capra e quindi… Non è che poi l’ha tradito, solamente che il primo afflato d’amore con il primo che vedi… magari se vedeva prima quell’altro si sarebbe innamorata. Ha visto prima quello, allora… Aspettava l’amore. Quando aspetti l’amore non si vede più niente, diventa tutto meraviglioso.
 
 
 
 
 
 
 
Questo afflato d’amore, Dante gli chiede, vuol sapere da loro come fecero a ‘nnamorarsi. Perché a Dante gli interessa come si fa a ‘nnamorarsi: “Voglio sapere come scatta questo mistero dell’universo dell’amore”, che può scattare tra chiunque, con chiunque e in qualsiasi momento. E quella è una cosa che dentro ci sono… c’è Semiramide, che era una talmente lussuriosa che aveva fatto un editto dove imponeva a tutti di fare all’amore per la strada dalla mattina alla sera, di modo che anche lei fosse normale. Siccome questa Semiramide faceva all’amore dalla mattina alla sera con tutti, ha fatto un editto… E’ come se anche qui in Italia si dovesse tutti… Non facciamo riferimenti che è sempre brutto e terribile…
C’è Minosse in questo canto, con tutte le similitudini…
“Vabbè Benigni, abbiamo capito, facci ‘sto canto”.
 
 
 
 
 
INFERNO – CANTO V
OMISSIS
 
così vid’io venir, traendo guai,
ombre portate da la detta briga;

per ch’i’ dissi: "Maestro, chi son quelle

51 genti che l’aura nera sì gastiga?".
"La prima di color di cui novelle
tu vuo’ saper", mi disse quelli allotta,

54 "fu imperadrice di molte favelle.
A vizio di lussuria fu sì rotta,
che libito fé licito in sua legge,

57 per tòrre il biasmo in che era condotta.
Ell’è Semiramìs, di cui si legge
che succedette a Nino e fu sua sposa:

60 tenne la terra che ’l Soldan corregge.
L’altra è colei che s’ancise amorosa,
e ruppe fede al cener di Sicheo;

63 poi è Cleopatràs lussurïosa.
Elena vedi, per cui tanto reo
tempo si volse, e vedi ’l grande Achille,

66 che con amore al fine combatteo.
Vedi Parìs, Tristano"; e più di mille
ombre mostrommi e nominommi a dito,

69 ch’amor di nostra vita dipartille.
Poscia ch’io ebbi il mio dottore udito
nomar le donne antiche e ’ cavalieri,

72 pietà mi giunse, e fui quasi smarrito.
I’ cominciai: "Poeta, volontieri
parlerei a quei due che ’nsieme vanno,

75 e paion sì al vento esser leggeri".
Ed elli a me: "Vedrai quando saranno
più presso a noi; e tu allor li priega

78 per quello amor che i mena, ed ei verranno".
Sì tosto come il vento a noi li piega,
mossi la voce: "O anime affannate,

81 venite a noi parlar, s’altri nol niega!".
Quali colombe dal disio chiamate
con l’ali alzate e ferme al dolce nido

84 vegnon per l’aere dal voler portate;
cotali uscir de la schiera ov’è Dido,
a noi venendo per l’aere maligno,

87 sì forte fu l’affettüoso grido.
"O animal grazioso e benigno
che visitando vai per l’aere perso

90 noi che tignemmo il mondo di sanguigno,
se fosse amico il re de l’universo,
noi pregheremmo lui de la tua pace,

93 poi c’hai pietà del nostro mal perverso.
Di quel che udire e che parlar vi piace,
noi udiremo e parleremo a voi,

96 mentre che ’l vento, come fa, ci tace.
Siede la terra dove nata fui
su la marina dove ’l Po discende

99 per aver pace co’ seguaci sui.
Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,
prese costui de la bella persona

102 che mi fu tolta; e ’l modo ancor m’offende.
Amor, ch’a nullo amato amar perdona,

mi prese del costui piacer sì forte,

105 che, come vedi, ancor non m’abbandona.
Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense".

108 Queste parole da lor ci fuor porte.
Quand’io intesi quell’anime offense,
china’ il viso e tanto il tenni basso,

111 fin che ’l poeta mi disse: "Che pense?".
Quando rispuosi, cominciai: "Oh lasso,
quanti dolci pensier, quanto disio

114 menù costoro al doloroso passo!".
Poi mi rivolsi a loro e parla’ io,
e cominciai: "Francesca, i tuoi martiri

117 a lagrimar mi fanno tristo e pio.
Ma dimmi: al tempo d’i dolci sospiri,
a che e come concedette amore

120 che conosceste i dubbiosi disiri?".
E quella a me: "Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice

123 ne la miseria; e ciò sa ’l tuo dottore.
Ma s’a conoscer la prima radice
del nostro amor tu hai cotanto affetto,

126 dirò come colui che piange e dice.
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;

129 soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fiate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;

132 ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
esser basciato da cotanto amante,

135 questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu ’l libro e chi lo scrisse:

138 quel giorno più non vi leggemmo avante".
Mentre che l’uno spirto questo disse,

l’altro piangëa; sì che di pietade

141 io venni men così com’io morisse.
E caddi come corpo morto cade.

 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN
 

  

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ORSO TONY
 
 

Pubblicato 16 novembre 2009 da tonykospan21 in POESIE SUBLIMI

MA L’AMORE…. È…. LA VITA   Leave a comment

 

 

MA L’AMORE….  È…. LA VITA

 

QUALCUNO DICE:
NELLA VITA NON C’E’ SOLO L’AMORE!!

 

   MA L’AMORE E’… LA VITA

Eh sì, l’amore – è – la vita
 
    Platone in uno dei suoi più bei dialoghi, il Fedro, dove il filosofo ateniese spiega poeticamente le radici dell’uomo e dei suoi sentimenti, afferma quanto segue:
    Noi veniamo da un altro luogo, che Platone chiama “Mondo delle Idee”, i Cristiani “Paradiso” , ma che laicamente si può definire “Altra Dimensione". Siamo cioè anime incarnate che bramano di tornare  nel TUTTO da cui provengono e solo nell’amore ritrovano l’eco di quella magia rimossa ma non dimenticata.
 
La BELLEZZA, naturalmente non solo quella esteriore, risveglia il ricordo dell’ASSOLUTO e per un attimo ci fa librare lontano dalle miserie che fanno parte della nostra esperienza terrestre.
 
Insomma per Lui (Platone) l’amore è a tutti gli effetti un’esperienza mistica e l’atto sessuale il  momento in cui, per un assurdo solo apparente, l’uomo comune si avvicina di più al piacere connesso alla sua natura spirituale.
 
Perciò la rottura di una storia sentimentale, depurata da tutte le componenti meschine ed egoistiche, è uno strappo dell’anima, che si ritrova di nuovo privata del gancio con cui cercava di appendersi al cielo.
 
Ma prima o poi la cicatrice scomparirà.
 
 
 
E così torniamo a metterci in viaggio, un pò più acciacccati  ma mai completamente disillusi, perché fino a quando avremo voglia di annusare il profumo dell’INFINITO da cui veniamo, non potremo smettere di innamorarci mai.
 
 
clicca sull’immagine
 
 
Liberamente tratto da “cuori allo specchio” – Lo Specchio –  a cura di Massimo Gramellini che ringrazio.
 
 
 Tony Kospan
 

Pubblicato 16 novembre 2009 da tonykospan21 in RIFLESSIONI AFORISMI FILOSOFIE

LEGGI E NON SENSE PER SORRIDERE   Leave a comment

 

LEGGI E NON SENSE PER SORRIDERE

 

LEGGE DI HADLEY SULL’ACQUISTO DEGLI INDUMENTI

 1. Se ti piace, non hanno la misura.

 2. Se ti piace e hanno la tua misura, non ti sta bene.

 3. Se ti piace, hanno la tua misura e ti sta bene, costa troppo.

 4. Se ti piace, hanno la tua misura e ti sta bene e te lo puoi

 permettere, la prima volta che lo metti, si rompe.

 

PRINCIPIO DELLA BANANA

 Se compri delle banane acerbe, le mangerai tutte prima che siano mature.

 Se le compri mature, marciranno prima che tu le mangi.

 

LEGGE DEI COMPAGNI DI LETTO

 Chi russa si addormenta per primo.

 

PRINCIPIO DI RUBY

 Le probabilità di incontrare qualcuno che conosci aumentano quando sei

 con qualcuno con cui non vuoi essere visto

 

PRIMO POSTULATO DI PARDO

 Le cose buone della vita sono illegali, immorali o fanno ingrassare.

 

COSTANTE DI MURPHY

 Le cose vengono danneggiate in proporzione al loro valore.

 

LEGGE DI GUMPERSON

 La probabilità che qualcosa accada è inversamente proporzionale alla

sua desiderabilità.

 

LEGGE SULLA GRAVITA’ SELETTIVA

Un oggetto cadrà sempre in modo da produrre il maggior danno possibile.

 

LEGGE DI YOUNG

 Tutte le grandi scoperte si fanno per sbaglio.

 

LEGGE DEL SELF-SERVICE

L’ultima porzione del piatto che avevate deciso di prendere, sarà

scelta dalla persona che vi sta davanti.

 

OSSERVAZIONE DI ZENONE

L’altra coda va piu veloce.

 

VARIAZIONE DI O’BRIEN SULL’OSSERVAZIONE DI ZENONE Se si cambia coda,

quella che si è appena lasciata diventerà immediatamente la più

veloce.

 

REGOLA DO FLUGG

Più è urgente il motivo per cui si fa una coda, più lento sarà

l’impiegato allo sportello.

 

LEGGE DI ROGER

Non appena la hostess serve il caffè, l’aereo incontra una turbolenza.

 

SPIEGAZIONE DI DAVIS

Il caffè è la causa principale delle turbolenze in alta quota.

 

QUINTA LEGGE DELL’ATTENDIBILITA’

Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto ci vuole un computer.

 

LEGGE DI MOSES

Quando non guardi la partita, segnano.

 

POSTULATO DEL PARCHEGGIO

Non appena hai deciso di parcheggiare a due chilometri di distanza,

quattro posti si libereranno simultaneamente sotto casa.

 

 

 

DAL WEB – IMPAGINAZIONE T.K.

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN

 

 
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Pubblicato 16 novembre 2009 da tonykospan21 in INTRATTENIM. UMORISMO

INTERVENTO SU FACEBOOK RIESCE A PROVARE L’INNOCENZA DI UN IMPUTATO   Leave a comment

 
 
Qualche giorno fa abbiamo parlato dell’assurdità, in alcuni casi, del prevalere di aspetti del virtuale sul reale al punto da sconvolgere la nostra vita.
Stavolta abbiamo un caso opposto.
Un’attività virtuale che agisce positivamente sulla nostra vita reale.
L’articolo è del quotidiano LA REPUBBLICA e lo riporto in modo integrale per correttezza e assoluto rispetto del lavoro giornalistico.
Tony Kospan
Impaginaz. T.K.
 
 
 Sentenza storica negli Stati Uniti assolto nel nome di Facebook
 

Repubblica — 13 novembre 2009   pagina 25   sezione: POLITICA ESTERA

NEW YORK – «Dove sono i miei pankakes?». Mai domanda fu più dolce alle orecchie di Rodney Bradfor, un 19enne di Harlem che grazie a quell’ interrogativo ha evitato di finire in gattabuia. Certo, non sappiamo se la frase scritta- sostiene il New York Times- in strettissimo slang nascondesse qualche messaggio in codice (si tratta proprio di pankakes?) ma per ora il giovane Rodney l’ ha sfangata. Dice l’ archivio digitale del social forum che il messaggio è stato postato, cioè inserito, alle 11:49 del mattino del 17 ottobre scorso dal computer dell’ abitazione del papà, al 71 West della 118esima strada, alle porte di Harlem: come avrebbe fatto Rodney a trovarsi alla stessa ora alle Farragut Houses, un complesso edilizio di Brooklyn, cioè dalla parte opposta di New York? Così il ragazzo è stato assolto dall’ accusa di furto. E per Facebook si è registrato un altro record: per la prima volta il forum più visitato del mondo (300 milioni di utenti) ha fornito la prova di un alibi. Dice John G. Browning, un avvocato di Dallas esperto di Internet e legislazione, che è una piccola rivoluzione. Mentre l’ America insegue su Internet le tracce criminali lasciate dalla mano assassina di Nidal Malik Hasan, lo psichiatra-killer di Fort Hood, la frequentazione del web viene utilizzata per la prima volta per scagionare qualcuno. I casi contrari non sono certo una novità. Sempre per un furto è stato incastrato proprio da Facebook un altro ragazzo. E’ accaduto per esempio nel settembre scorso a Martinsburg, Pennsylvania: dopo il furto, il disgraziato si è messo a chattare su Internet, ma quando ha finito ha dimenticato di fare il log out, e invece di "uscire" (dal computer) è finito dentro. Ma davvero ci si può fidare di un accesso a Facebook come prova? Nel caso del ragazzo di Harlem anche il papà aveva testimoniato sulla presenza a casa, ma vista la recidività del soggetto (Rodney è accusato anche di altri furti) il giudice sostiene di aver dato particolare importanza all’ alibi virtuale. La sentenza però fa discutere. Dice sempre al New York Times Joseph A. Pollini, un professore del John Jay College, che l’ assoluzione è stata impartita troppo in fretta. «Chiunque può accedere a qualsiasi sito utilizzando un nome e una password, chiunque può mettere nuovi dati su Facebook». Gioisce invece mamma Ernestine: «Solitamente gridiamo ai nostri figli di smetterla di stare al computer – ha detto la donna al New York Post – ma stavolta se non fosse per Facebook ora mio figlio non sarebbe più qui». © RIPRODUZIONE RISERVATA – DAL NOSTRO INVIATO ANGELO AQUARO
 

Pubblicato 16 novembre 2009 da tonykospan21 in Notizie e politica

FELICE INIZIO DI SETTIMANA IN POESIA E MUSICA…   Leave a comment

 

 

 

                    

 

 
 
 
MI VESTIRO’ DI TE

~ G. Xartam ~

 

Mi vestirò di te…..
dei tuoi caldi sguardi
e delle tue illusioni,
sarai per me il fresco cotone
per le giornate afose
oppure pura lana vergine
per quando il freddo
invaderà il cuore mio,
cucirò un foulard colorato
con la seta della tua pelle.

Mi vestirò di te….
delle tue notti insonni
e dei tuoi sogni più dolci
che saranno il mio pigiama,
sarai carezza lieve
sulla mia pelle nuda,
userò le fibre tue più calde
per mantenere il fuoco nel mio corpo,
userò tutta la stoffa che c’è in te
per fare capi unici.

Mi vestirò di te…..
perché senza di te 
è come se fossi nudo. 

aublupic.jpg picture by marciacamarinha

 

 

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a tutti dall’Orso
 

Pubblicato 16 novembre 2009 da tonykospan21 in SALUTI VARI

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