Archivio per 10 novembre 2009

FELICE NOTTE IN MINIPOESIA   2 comments

 

 
L’IMMAGINE
Almudena Grandes
Quando si svegliava pensava
ad Anita che si svegliava,
prima di addormentarsi pensava
ad Anita che si addormentava
e ad ogni passo vedeva
Anita che camminava,
si fermava, girava per casa
e quell’immagine dava un peso,
un senso al suo tempo.
 
 

Pubblicato 10 novembre 2009 da tonykospan21 in SALUTI VARI

LIRICHE D’AMORE DALL’ANTICO EGITTO – II STANZA   Leave a comment

 

 
 
LIRICHE D’AMORE
CHE VENGONO DALL’ANTICO EGITTO
 
PAPIRO CHESTER BEATTY I
 
 

 

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dal papiro Chester Beatty I

 

 new      age

 

STANZA SECONDA (donna)

 

 

Con la sua voce
il mio amato turba il mio cuore,
e fa che di me s’impadronisca la malattia.
Abita vicino alla casa di mia madre,
e tuttavia non so come andare verso di lui.
Potrebbe, per mia fortuna,
essere buona mia madre?
Oh, andrò a trovarla.
Ecco, il mio cuore si rifiuta
di pensare a lui,
anche quando mi prende l’amore di lui.
Ecco, è un insensato (il cuore, ndt)
ma io sono come lui.
Non conosce il mio desiderio d’abbracciarlo,
non sa che mi ha fatto andare da mia madre.
O amato,
forse ti sono destinata dalla Dorata dea delle donne!
(sempre Hathor, ndt)
Vieni a me,
che veda la tua bellezza,
che siano felici padre e madre,
che tutti gli uomini insieme ti facciano festa e ti festeggino,
o amato!

 

 

 

Scritti raccolti da Danny Fan-impagin. t.k.

 

– continua –

 
Ciao da Tony Kospan

Pubblicato 10 novembre 2009 da tonykospan21 in POESIE SUBLIMI

SEI UN VERO AMICO? – TEST   3 comments

 
 

 

 

 

TEST: SEI UN VERO AMICO ?

 

 

Scoprilo con questo rapido Test

 

Siete capaci di avere un rapporto profondo di amicizia, che sia al contempo anche solido e sincero ?


Oppure non credete nell’amicizia e magari la usate solo per convenienza, senza essere disposti a nessun sacrificio? Rispondendo con sincerità alle domande del test, scoprirete che ruolo occupa, nella scala dei vostri valori, l’Amicizia e scoprirete anche come siete visti dai vostri amici.

 

15-3.gif image by Fantasy and fantastic world

 

 Dopo averlo fatto… se ci va…

 

 

raccontiamo il responso…

 

 

 

Ciao da Orso Tony

 

Pubblicato 10 novembre 2009 da tonykospan21 in TEST E GIOCHI

IL GRANDE SPIRITO PARLA AL NOSTRO CUORE…   1 comment

 

 

IL GRANDE SPIRITO PARLA AL NOSTRO CUORE…

 

 

Un indiano Taos Pueblo incontrò un giorno il più famoso discepolo di Freud, Carl Gustav Jung, il quale era alla ricerca della propria ombra, e gli disse:
«I bianchi vogliono sempre qualcosa. Ma che cosa cercano? I bianchi vogliono sempre qualcosa. Sono sempre inquieti, turbati. Non sappiamo cosa vogliono. Non li comprendiamo. Pensiamo siano pazzi».
Nelle parole dell’indiano Jung trovò conferma di ciò che aveva già da tempo intuito: il mondo dell’uomo bianco è Koyaanisqatsi, un mondo disarmonico, privo di equilibrio.
Un mondo malato al quale la saggezza degli Indiani d’America può recare giovamento. Affinché l’uomo bianco possa vivere dentro le stagioni, nel cuore della vita, in armonia con se stesso e con la natura.

Nella cultura indiana il percorso di risanamento dell’anima ha delle tappe ben precise che devono essere rispettate: innanzitutto le quattro direzioni dei punti cardinali e, poi, il rapporto con la terra come madre dell’universo e con il cielo come dimora degli spiriti. Il processo si completa nel cerchio sacro, una forma che diventa il simbolo dell’armonia tra gli uomini e ciò che li circonda.
Questo viaggio senza fine, perché il miglioramento fisico, emotivo, mentale e spirituale non può mai essere completato, è lo scopo dell’esistenza di ogni Indiano, qualunque sia il gruppo tribale d’appartenenza.
 
 
 
Le quattrocento nazioni originarie del continente nordamericano erano caratterizzate da differenze marcatissime a livello geografico, sociale, linguistico e culturale. I Lakota-Sioux si muovevano liberamente nel grande `oceano d’erba’, le praterie e pianure sconfinate che si estendevano dalla Valle del Mississippi alle Montagne Rocciose. Erano nomadi che, spostando le proprie tende (tipi), seguivano le migrazioni del bisonte in cerca di nuovi pascoli. Gli Zuni e gli Hopi, stanziati nell’arida terra del sud-ovest americano, ricavarono le loro case dal deserto. I Cherokee praticavano l’agricoltura. Avevano un sistema sociale preciso basato su principi democratici e si organizzarono in insediamenti piuttosto ampi. Gli Tsimshian vivevano sulle coste nordoccidentali del Canada. I Chippewa e i Wintu appartenevano al gruppo degli Indiani dei boschi.
Ma un filo comune emerge dalle loro parole, dal ricchissimo patrimonio orale di canti, miti, leggende, narrazioni sacre e profane: la consapevolezza che la Terra è madre e deve essere rispettata. La meta di questa avventura spirituale è la comprensione che l’uomo è parte integrante di un cerchio che comprende le piante, gli animali, i minerali, la Terra, il Cielo, l’acqua, le stelle, la notte e il giorno, la Luna e il Sole. Il corpo umano è tutt’uno con la terra che lo nutre e lo sostiene: «Noi siamo la terra. Noi le apparteniamo. Noi siamo una parte della terra e la terra fa parte di noi. I fiori profumati sono nostri fratelli. Il cervo, il cavallo, la grande aquila sono nostri fratelli. Le coste rocciose, il verde dei prati, il calore dei pony e l’uomo appartengono tutti alla stessa famiglia». Non c’è separazione tra mondo naturale e mondo umano. L’uomo non è il Signore del Creato e il mondo non è a suo beneficio. Ogni creatura ha un eguale diritto all’esistenza e merita rispetto semplicemente perché è viva. Il ritmo della natura porta la salute, l’equilibrio, l’armonia la bellezza. Il ciclo annuale delle stagioni è garanzia di ordine e di benessere: il tepore primaverile verrà sempre a riscattare il gelo invernale.
Non bisogna spezzare il fluire del cielo naturale, altrimenti ne deriveranno malattia, paura, incubi e insicurezza.
La natura batte il tempo, il suo orologio regola la vita del pianeta e dell’uomo.
L’uomo non stabilisce quindi solamente un rapporto equilibrato con la natura ma arriva a conoscere se stesso grazie a questa armonia.
 
Joseph Bruhac ci racconta una storia che riassume questo viaggio interiore: «Dopo che Wakan Tanka, il Grande Spirito, ebbe messo in ordine le altre sei direzioni, l’est, il sud, l’ovest, il nord, il cielo e la terra, restava sempre una direzione senza destinazione. Ma poiché la settima direzione era la più potente di tutte, in quanto racchiudeva la saggezza e la forza più grandi, Wakan Tanka, il Grande Spirito, desiderò metterla in un luogo dove non sarebbe stato facile trovarla.
 
Ecco perché la nascose nell’ultimo posto dove gli uomini generalmente pensano di guardare: nel loro cuore». 
Nonostante siano stati privati della propria terra, della propria cultura e della propria identità, gli Indiani d’America sono riusciti a trasmettere la loro fede in questo modo di vivere. Hanno parlato con il cuore, di padre in figlio, per indicare il sentiero che porta alla rigenerazione e la loro voce è rimasta.
 
Anche con queste parole:

 
 
Accanto alla montagna,
spianato
dai nostri passi,
il terreno del campo risuona.
Ti dice: la terra è un tamburo,
pensaci.
Noi, per seguirne il ritmo,
dobbiamo fare attenzione ai nostri passi.
 
 

                      
 
DAL WEB – IMPAGINAZIONE T.K.

 

CIAO DA TONY KOSPAN

Pubblicato 10 novembre 2009 da tonykospan21 in PELLEROSSA NATIVI E ALTRE CULTURE

IL MIO AMICO – CANZONE POESIA   Leave a comment

 
 
 
 
 
IL MIO AMICO – CANZONE POESIA
 
 
 
 
 
 
 
Ecco una canzone poesia…
che non scopro certamente io…
ma che mi ha ancora una volta colpito ascoltandola…
 
 
 
 
 
Poesia per la bellezza del testo…
ma poesia anche per la serena ed affettuosa solidarietà a chi…
non può avere le normali possibilità di muoversi… e di vivere…
normalmente a causa di un handicap…
 
 
 
 
 
Il testo infatti si muove in modo gioioso e davvero amichevole
verso i nostri amici/fratelli che soffrono…
e dunque lontano dai soliti cliché lamentevoli… in materia…
e questo… rimuovendo inveterati tabù…
 
 
 
 
Non è di un cantautore triste anzi…
è di un cantante noto per poesie allegre
(ma talvolta anche imegnate)
come Morandi… e la cosa può stupire…
chi è portato ad etichettare le persone
solo dalle apparenze…
 
 
 
 
Quello che non capisco e che non depone affatto bene
per la nostra società…
è come sia stato possibile che una così bella canzone abbia avuto,
sì un buon successo, ma non certo clamoroso.
 
 
 
Cero qualcuno dirà,
con il cinismo che contraddistingue la nostra società,
che la canzone è stato creata
apposta per commuovere ma intanto…
come mai nessuno ci aveva pensato prima (nè dopo)?
 
Debbo dire che è una canzone che mi emoziona…
e mi fa sentir solidale con chi soffre…
 
 
 
 
IL MIO AMICO
Morandi – Falagiani

Il mio amico cammina che sembra un pendolo
attraversa la strada e tutti lo guardano
in questo mondo veloce si muove a fatica
ma tu guarda che razza di scherzi ti fa la vita

il mio amico è sempre stato cosi’ fino da piccolo
con la faccia bambina ed impaurita che sembra un cucciolo
quando parla il mio amico farfuglia piano
e le parole nell’aria si sciolgono come venissero da lontano

ma il mio amico è il mio amico e solo io so com’è
lui ha un cuore pulito che un altro non c’è
il mio amico quando è solo ascolta canzoni
e ad ogni nota riaffiorano in lui vecchie e nuove passioni

quando tu sei arreso e non sai cosa fare
lui ti dice addormentati e prova a sognare
vorrei essere anch’io cosi’ ingenuo e felice
invece corro e da sempre non trovo mai pace

il mio amico almeno è una bella persona
uno strano violino con le corde di seta
in un mondo distratto che cinico suona
questo grande concerto che in fondo è la vita

il mio amico non parla mai di odio e sfortuna
anzi dice era peggio non essere nato
non avrei mai potuto vedere la luna
e tutte le altre bellezze che Dio ha creato

Il mio amico a volte scompare e non lo vedo piu’
anche lui soffre mesi d’amore e non li manda giù
gli succede di solito con una sconosciuta
e ogni volta ancor prima che inizia è una storia finita

ma il mio amico è il mio amico e solo io so dov’è
se vuol farsi trovare, se ha bisogno di me
o se invece vuol stare per giorni a parlare
sulla spiaggia da solo con le onde del mare

il mio amico che gioca con gli occhi a pallone
ci incoraggia e soffre anche in allenamento
lui dai bordi del campo comanda l’azione
ondeggiando leggero come grano nel vento

dal mio amico ho imparato un milione di cose
per esempio ad amare senza essere riamato
a guardare la luna e i giardini di rose
e tutte le altre bellezze che Dio ha creato

Il mio amico è il mio amico e non lo cambierei
i ricordi piu’ belli ce li ho isieme a lui
in questo mondo veloce il mio amico si muove a fatica
proprio lui che mi aiuta a capire e ad amare la vita.


 
 
 
 
Ecco ora il video…
 
 

   http://images.multiply.com/multiply/multv.swf

 

Ciao da Tony Kospan

Pubblicato 10 novembre 2009 da tonykospan21 in MUSICA NEL MONDO...

BUON MARTEDI’ POMERIGGIO IN POESIA E MUSICA…   1 comment

 
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AGRODOLCE
~ Roberto Perin ~

Il mondo perfetto,
ideale: i ricordi.

Voglio vivere solo di piaceri,
il lampo di un bacio,
il fruscio di una carezza,
il temporale di una passione.

Ricordi di bimbo,
gli attimi di fantasia,
in sfide con il sole
nell’inventare ombre cinesi,
le urla nella notte
per spaventare i fantasmi.

In me bimbo,
in me uomo,
in me futura anima,
il desiderio di un mondo
senza ombre.

 
 


 
 
 
 
 
Data l’ora…pensavate d’averla scampata bella ma non potevo anche questo martedì venir meno al mio consueto saluto.
 

 
 
da Orso Tony

 
 

Pubblicato 10 novembre 2009 da tonykospan21 in SALUTI VARI

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