Archivio per 9 novembre 2009

LIRICHE D’AMORE DALL’ANTICO EGITTO   1 comment

 

 
 
LIRICHE D’AMORE
CHE VENGONO DALL’ANTICO EGITTO
 
PAPIRO CHESTER BEATTY I
 
 

                            

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dal papiro Chester Beatty I

 

 new age

 

STANZA PRIMA (uomo)

 

 

L’unica, l’amata, la senza pari,
la più bella di tutte,
guardala,
è come la stella fulgente
all’inizio di una bella annata.
Lei, che splende di perfezione,                 
che raggia di pelle,
con gli occhi belli quando guardano,
con le labbra dolci quando parlano,
per la quale non c’è discorso superfluo;
lei, che lungo ha il collo,
il petto luminoso,
con una chioma di vero lapislazzuli,
le cui braccia superano lo splendore dell’oro,
le cui dita sono come calici di loto;
lei, che ha languide le reni,
strette le anche,
le cui gambe difendono la bellezza,
il cui passo è pieno di nobiltà
quando posa i piedi sul suolo,
con il suo abbraccio mi prende il cuore.
Essa fa che il collo di tutti gli uomini
si giri per guardarla.
Ognuno ch’essa abbraccia è felice,
si sente il primo degli uomini.
Quando esce dalla sua casa,
si pensa di vedere Colei che è unica.

(colei che è unica è epiteto di Hathor, ndt)

 

 

 

Scritti raccolti da Danny Fan – impagin. t.k.

– continua –

 
Ciao da Tony Kospan

ORSO TONY

Pubblicato 9 novembre 2009 da tonykospan21 in POESIE SUBLIMI

LA SFIDA DI PIERINO – SUPER STORIELLA COMICA   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
LA SFIDA DI PIERINO
AL DIRETTORE ED ALLA MAESTRA
 
(OVVERO LA FIERA DEI DOPPI SENSI)
 
 
SUPER STORIELLA COMICA
 
 
 
 
 
Nella scuola elementare una maestra della prima elementare ha dei problemi con uno dei suoi allievi. La maestra domanda: Pierino, qual è il problema?
Pierino risponde:
– Sono troppo intelligente per stare in prima. Mia sorella fa la terza ed io sono più intelligente di lei! Credo che dovrei andare anche io in terza!

La maestra ne ha abbastanza. Porta Pierino nell’ufficio del direttore.
Mentre Pierino aspetta nel corridoio la maestra spiega la situazione al direttore.

Il direttore dice alla maestra che metterà il ragazzo alla prova: gli farà una serie di domande, se lui sbaglia una qualsiasi delle risposte dovrà tornare in prima e comportarsi bene. La maestra è d’accordo.

Pierino viene fatto entrare, gli vengono spiegate le condizioni e lui accetta di sottoporsi alla prova.
Il direttore esordisce:
– Quanto fa 3 x 3?
Pierino:
– Nove!
– Quanto fa 6 x 6?
– Trentasei!
E così via con ogni domanda che il direttore presuppone che un allievo della terza debba conoscere. Il direttore guarda la maestra e le dice:
– Credo che Pierino possa andare in terza…

 
-La maestra dice al direttore:
– Posso fargli io qualche domanda?
Il direttore e Pierino acconsentono. Allora la maestra:
– Una mucca ne ha quattro ma io ne ho solo due, che cosa sono?
– Le gambe!

– Cosa c’è nei tuoi pantaloni ma non c’è nei miei?
Il direttore si domanda come mai la maestra faccia una simile domanda, ma Pierino risponde prontamente:
– Le tasche!
– Che cos’è che inizia per "C", finisce per "O", è peloso, saporito e contiene un liquido biancastro?
Gli occhi del direttore si spalancano prima che lui possa fermare la risposta…ma Pierino con tranquillità:
– Il cocco!


La maestra non demorde:
-Che cos’è che entra duro e rosato ed esce molle ed appiccicoso?
– La gomma da masticare!
– Che cos’è che un uomo fa in piedi, una donna da seduta ed un cane su tre zampe?
Gli occhi del direttore si spalancano ancora di più, ma Pierino candidamente:
– Stringere la mano!

La maestra sempre più presa dalla sfida:
– Ora ti farò alcune domande del tipo "Chi sono io", d’accordo?
– D’accordo!
– Infili dei paletti dentro di me. Mi leghi a terra prima di montarmi.

Sono bagnata prima che tu abbia finito.
– La tenda, signora Maestra!

– Un dito entra dentro di me. Giochi con me quando ti annoi.
Rimango con te per tutta la vita.
Il direttore guarda irrequieto e teso ma… Pierino:
– L’anello nuziale!
La maestra si sforza per pensare a delle domande difficilissime:
– Esisto in diverse misure. Quando non sto bene sgocciolo. Quando mi togli il liquido ti senti bene.
Pierino:
– Il naso!
– Ho un corpo affusolato e rigido. La mia punta è penetrante. Sto spesso in una custodia.
– La freccia!

Quale verbo inizia con "SC", finisce con "ARE" e significa un sacco di divertimento?
Pierino:
– Scherzare!!!

Il direttore tira un sospiro di sollievo e dice alla maestra:
– Sbattilo in quinta: le ultime dieci risposte le avrei sbagliate persino io!
 
 

 

CIAO DA TONY KOSPAN

Pubblicato 9 novembre 2009 da tonykospan21 in INTRATTENIM. UMORISMO

VENTESIMO ANNIVERSARIO CADUTA E PICCOLA STORIA DEL MURO DI BERLINO   1 comment

 

 

VENTESIMO ANNIVERSARIO CADUTA DEL MURO DI BERLINO 

 

muro_berlino

Il 9 novembre 1989 cadeva il Muro di Berlino.

Quel giorno segnò il definitivo tramonto della Guerra Fredda e dei blocchi contapposti Occidente – Impero Sovietico.

Grande festa a Berlino e oltre 100.000 persone sono nella capitale tedesca.

Per Angela Merkel, la Cancelliera, fu il  “giorno più felice della storia recente della Germania…. inclusa la mia vita”. Noi tedeschi – ha proseguito la Mewrkel -, non dimenticheremo i nostri vicini e i nostri alleati, che hanno reso possibile la strada verso la riunificazione”.

Hillary Clinton, l’ex leader sovietico Mikhail Gorbaciov, l’ex presidente della Polonia Lech Walesa e la Merkel  faranno una passeggiata simbolica sul ponte Boesebruecke, ex passaggio di confine della Bornholmer Strasse, che veniva utilizzato per l’ingresso dei cittadini della Repubblica federale a Berlino Est.

 

 

 

PICCOLA STORIA DEL MURO DI BERLINO

Per 28 anni, dal 1961 al 1989, il muro di Berlino ha tagliato in due non solo una città, ma un intero paese.

Fu il simbolo delle divisione del mondo in una sfera americana e una sovietica.

 Fu il simbolo più crudele della Guerra Fredda.

 

 

Le due Germanie


Come diretta conseguenza della seconda guerra mondiale e della guerra fredda, la Germania, nel 1949, fu divisa. Sul piano economico la Germania occidentale visse negli anni 50 un fortissimo boom, erano gli anni del cosiddetto "Wirtschaftswunder" (miracolo economico). Aiutata all’inizio dai soldi americani, la Germania Federale riuscì in breve tempo a diventare nuovamente una nazione rispettata per la sua forza economica.

 Attlee, Truman e Stalin alla conferenza di Ptotsdam (1945)

La parte orientale faceva molto più fatica a riprendersi: era svantaggiata all’inizio per le pesanti richieste economiche fatte dall’Unione Sovietica per riparare i danni subiti nella guerra e per la mancanza di aiuti paragonabili a quelli che riceveva la parte occidentale. Inoltre la rigida struttura di pianificazione nazionale dell’economia non favorì lo stesso sviluppo come nella parte occidentale del paese. Più i due paesi si stabilivano al livello politico, più si facevano sentire le differenze per quanto riguarda lo standard di vita.

In quegli anni il confine tra est ed ovest non era ancora insuperabile e per tutti gli anni ’50 centinaia di migliaia di persone fuggivano ogni anno dall’est all’ovest, per la maggior parte erano giovani con meno di 30 anni e spesso persone con una buona formazione professionale, laureati, operai specializzati e artigiani, che all’ovest si aspettavano un futuro più redditizio e più libero. Questo continuo dissanguamento stava diventando un pericolo serio per la Germania dell’est ed era un’ulteriore causa delle difficoltà economiche di questo stato.

 

 
L’erezione del muro
 

Nelle prime ore del 13 agosto del 1961 le unità armate della Germania dell’est interruppero tutti i collegamenti tra Berlino est e ovest e iniziavano a costruire, davanti agli occhi esterrefatti degli abitanti di tutte e due le parti, un muro insuperabile che avrebbe attraversato tutta la città, che avrebbe diviso le famiglie in due e tagliato la strada tra casa e posto di lavoro, scuola e università. Non solo a Berlino ma in tutta la Germania il confine tra est ed ovest diventò una trappola mortale. I soldati ricevettero l’ordine di sparare su tutti quelli che cercano di attraversare la zona di confine che con gli anni fu attrezzata con dei macchinari sempre più terrificanti, con mine anti-uomo, filo spinato alimentato con corrente ad alta tensione, e addirittura con degli impianti che sparavano automaticamente su tutto quello che si muoveva nella cosiddetta "striscia della morte".

 

13 agosto 1961: viene eretto il muro di Berlino

 

Bloccato quasi completamente il dissanguamento economico dello stato, negli anni 60 e 70 la DDR visse anch’essa un boom economico. Tra gli stati dell’est diventò la nazione economicamente più forte e i tedeschi cominciarono a rassegnarsi alla divisione. Di riunificazione si parlava sempre meno e solo durante le commemorazioni e le feste nazionali.

 

 

La caduta del muro

Quello che infine, per la grande sorpresa di tutti e nel giro di pochissimo tempo portò alla riunificazione furono due fattori: l’arrivo di Gorbaciov (vedi la foto a sinistra) come leader dell’Unione Sovietica e le crescenti difficoltà politiche ed economiche dei paesi dell’est e specialmente della DDR. Con la "Perestroika", cioè la radicale trasformazione della politica e della economia e con la "Glasnost", che doveva portare alla trasparenza politica, Gorbaciov cominciò a cambiare strada all’Unione Sovietica.

I dirigenti della DDR videro questo processo prima con un certo imbarazzo e poi con crescente resistenza. Nel corso del 1989, i cambiamenti democratici, le piccole rivoluzioni nell’economia e nella politica in Polonia, in Ungheria e nell’Unione Sovietica riempivano ogni giorno i giornali in tutta l’Europa, solo nella DDR il tempo sembrava essersi fermato, ma molta gente adesso era impaziente e cominciò a protestare e manifestare apertamente.

 

Ogni tentativo di lasciare la DDR in direzione ovest equivaleva ancora a un suicidio, ma nell’estate del ’89 la gente della DDR trovò un’altra via di fuga: erano le ambasciate della Germania Federale a Praga, Varsavia e Budapest il territorio occidentale dove si poteva arrivare molto più facilmente! Cominciò un assalto in massa a queste tre ambasciate che dovevano ospitare migliaia di persone stanche di vivere nella DDR. Ma il colpo decisivo arrivò quando l’Ungheria, il 10 settembre, aprì i suoi confini con l’Austria. Ora, la strada dalla Germania dell’est all’ovest (attraverso l’Ungheria e l’Austria) era libera! La valanga di fuga stava diventando inarrestabile.

 

Anche l’ultimo tentativo da parte del governo della DDR di salvare il salvabile, cioè il cambiamento dei vertici del partito comunista e del governo non servì a nulla.

 

 

Quando la sera del 9 novembre un portavoce del governo della DDR annunciò una riforma molto ampia della legge sui viaggi all’estero, la gente di Berlino est lo interpretò a modo suo: il muro doveva sparire. Migliaia di persone si riunivano all’est davanti al muro, ancora sorvegliato dai soldati, ma migliaia di persone stavano anche aspettando dall’altra parte del muro, all’ovest, con ansia e preoccupazione. Nell’incredibile confusione di quella notte, qualcuno, e ancora oggi non si sa esattamente chi sia stato, dette l’ordine ai soldati di ritirarsi e, tra lacrime ed abbracci, migliaia di persone dall’est e dall’ovest, scavalcando il muro, si incontravano per la prima volta dopo 29 anni.

 

 

STORIA DAL SITO – VIAGGIARE IN GERMANIA – IMPAGINAZ. T.K.

Pubblicato 9 novembre 2009 da tonykospan21 in STORIA... IN SENSO AMPIO

LA GAZZELLA ED IL CESPUGLIO – RACCONTINO DI SAGGEZZA   1 comment

 
 
RACCONTINO DI SAGGEZZA
 
 
 
 
LA GAZZELLA ED IL CESPUGLIO
P. Bargellini
 
 
 
 
 
Una gazzella era inseguita dai cacciatori.
 Passando vicino a un cespuglio verde,si raccomandò:
–  Nascondimi per carità. Vogliono  la mia morte. –
 Il cespuglio la lasciò entrare, poi si richiuse, in modo che
 la gazzella scomparve alla vista dei cacciatori.
 Passò qualche minuto.
La gazzella aveva il cuore in  tumulto.
Poi si quietò e incominciò a brucare le foglie del
 cespuglio.
– Ahi!-fece il cespuglio,-mi fai male. –
 -Ho corso tanto e mi è venuto appetito –
 rispose la gazzella ingrata.
 -Io ti ho nascosto volentieri, e tu ora mi strappi le foglie. –
 -Così è la vita- rispose la gazzella,
dando un morso  più violento al cespuglio.
 Ma fu subito punita della sua ingratitudine.
I cacciatori,
 che erano ancora nei dintorni,
vedendo il cespuglio  muoversi,
intuirono la presenza della gazzella.
 Spararono e l’uccisero.

 

 
 
 
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Morale
L’ingratitudine prima o poi si paga.
 
Ciao da Tony Kospan
 
 

Pubblicato 9 novembre 2009 da tonykospan21 in FAVOLE LEGGENDE RACCONTI DI SAGGEZZA

BUON INIZIO DI SETTIMANA IN POESIA E MUSICA   Leave a comment

 

ANCHE SE IL TEMPO E’ BRUTTO
DAPPERTUTTO

 

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FRA LE TUE BRACCIA
– Baldo Bruno –

Un brivido…
scivola inarrestabile
lungo la mia pelle…nella mia anima
e il tuo sguardo mi cattura
in quella follia del tempo
…fra le tue braccia
mi riempio del tuo respiro
annegando
nel  silenzio vibrante
e m’inondo
delle voci del tuo cuore
uniti…
 nella sete di attimi
smarriti nel sogno
…ancora
 stringiti a me
persa
e..abbatti quel muro d’ombra
avvolgimi
con le rose del tuo cuore
placa
le ali dei miei desideri
con le tue labbra… col tuo respiro
in  quel lampo d’estasi
 della nostra vita

 

Pubblicato 9 novembre 2009 da tonykospan21 in SALUTI VARI

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