Archivio per 24 settembre 2009

BUONANOTTE IN MINIPOESIA   Leave a comment


PUDORE
 
Antonia Pozzi
Se qualcuna delle mie povere parole
ti piace
e tu me lo dici
sia pur solo con gli occhi
io mi spalanco
in un riso beato
ma tremo
come una mamma piccola giovane
che perfino arrossisce
se un passante le dice
che il suo bambino e’ bello.

Pubblicato 24 settembre 2009 da tonykospan21 in SALUTI VARI

VOCE E’ NOTTE – MUSICA D’UN TEMPO… CHE VA OLTRE IL TEMPO….   Leave a comment

 

 
Sep27Sep27
Orso Tony

 VOCE E’ NOTTE

ATMOSFERE E NOTE DI UN TEMPO…
(Storia testo immagini e musica)
a cura di Tony Kospan
 
 

 Orso Tony
VOCE E’ NOTTE  
– MUSICA D’UN TEMPO… CHE VA OLTRE IL… TEMPO….-
 
Stavolta siamo nel 1903/1904…
centosette/centosei anni fa dunque…
 

e la canzone di cui parleremo e che sentiremo…
oltre ad essere una poesia densa di struggente ed immensa passione…
presenta una melodia… quasi musica classica…
 altrettanto dolce ed appassionata…
 
Si tratta dunque di grandissima musica e non per nulla
questa canzone è stata interpretata anche da grandi
cantanti lirici…
 

 Potremmo dire che il matrimonio tra versi e musica…
è un matrimonio che più riuscito di così non poteva essere…
 
Tony Kospan
 

Orso Tony

 
LA STORIA
 
Voce ‘e notte
(E.Nicolardi-E.De Curtis)
 
 
 
 
 
 
Questa canzone si potrebbe definire autobiografica.
Racconta di un disperato innamorato che canta sotto il balcone della sua innamorata
andata in sposa ad un’altro uomo.
Correva l’anno 1903 ed Eduardo Nicolardi, giovane poeta di 25 anni,
 
 
 
 

 

si innamoro’ di Anna Rossi l’esile e bellissima vicina di casa
figlia di un facoltoso commerciante di cavalli.
Quando questi dichiaro’ il suo amore ai genitori di Anna, questi lo cacciarono via.
La loro giovane figlia non poteva andare ad un giovane poeta dal futuro incerto,
ma a Pompeo Corbera, un ricco cliente del padre dalla veneranda eta’ di 75 anni.
Il destino, o l’età dell’anziano marito, volle che l’amore trionfasse.
Infatti dopo poco tempo dal matrimonio, Pompeo Corbera morì e
d i due poterono coronare il loro sogno d’amore
e noi avere una delle piu’ belle canzoni d’amore di tutti i tempi.
 
(dal web)
Orso Tony

 

TESTO E TRADUZIONE

 

Si ‘sta voce te scéta ‘int”a nuttata,
mentre t’astrigne ‘o sposo tujo vicino…
Statte scetata, si vuó’ stá scetata,
ma fa’ vedé ca duorme a suonno chino…

Nun ghí vicino ê llastre pe’ fá ‘a spia,
pecché nun puó sbagliá ‘sta voce è ‘a mia…
E’ ‘a stessa voce ‘e quanno tutt’e duje,
scurnuse, nce parlávamo cu ‘o "vvuje".

Si ‘sta voce te canta dint”o core
chello ca nun te cerco e nun te dico;
tutt”o turmiento ‘e nu luntano ammore,
tutto ll’ammore ‘e nu turmiento antico…

Si te vène na smania ‘e vulé bene,
na smania ‘e vase córrere p”e vvéne,
nu fuoco che t’abbrucia comm’a che,
vásate a chillo…che te ‘mporta ‘e me?

Si ‘sta voce, che chiagne ‘int”a nuttata,
te sceta ‘o sposo, nun avé paura…
Vide ch’è senza nomme ‘a serenata,
dille ca dorme e che se rassicura…

Dille accussí: "Chi canta ‘int’a ‘sta via
o sarrá pazzo o more ‘e gelusia!
Starrá chiagnenno quacche ‘nfamitá…
Canta isso sulo…Ma che canta a fá?!…"
 

 Se questa voce ti sveglia nella notte,
mentre ti stringi allo sposo tuo vicino…
Stai sveglia, se vuói star sveglia,
ma fai finta di dormir un sonno profondo…

Non avvicinarti alla finestra per vedere,
perché non puoi sbagliar questa voce è la mia…
E’ la stessa voce di quando noi due,
timidi, ci parlavamo col "voi".

 Se questa voce ti canta nel cuore
quello che non ti chiedo e non ti dico;
tutto il tormento d’un amore lontano,
tutto l’amore di un tormento antico…

Se ti viene voglia di voler bene,
un desiderio di baci corre nelle vene,
un fuoco che ti brucia proprio tanto,
bacia lui… che t’importa di me?

 Se questa voce, che piange nella notte,
sveglia il tuo sposo, non aver paura…
Vedi bene ch’è senza nome la serenata,
digli quindi di  dormire e di star sereno…

Digli cosí: "Chi canta in questa via
o sará pazzo o muor di gelosia!
Stará piangendo per qualche tradimento…
Canta da solo… Ma che canta a fare?!…"

(Traduz. di  Tony Kospan)

 

Ascoltiamola dunque in una versione… davvero classica…  

 

 

ed in una versione più moderna
ma comunque classicheggiante 
da Massimo Ranieri…

 

 

 

Pubblicato 24 settembre 2009 da tonykospan21 in CANZONI DI UN TEMPO...

IL BUON COMBATTIMENTO – BRANO SUBLIME DI PAULO COELHO   Leave a comment

 
 

 

 
 
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Questo, a parer mio, è un brano davvero sublime… di Coelho…
teso a farci comprendere l’importanza di lottare
per la difesa e la vitalità… dei nostri sogni…
 
Chi ama il sogno come amico… sostegno… dei nostri giorni
ed in quanto capace di arricchire la nostra vita…,
proponendoci mete realizzabili o meno…,
non potrà non apprezzarlo…
 
 
 
 
 
II Buon Combattimento

P. Coelho
 
(musica new age) 

“Ho combattuto il buon combattimento e ho mantenuto la fede”, dice Paolo in una delle sue epistole. E sarebbe bene ricordare questo tema, quando un nuovo anno si prospetta davanti a noi.
L’uomo non può mai smettere di sognare. Il sogno è l’alimento dell’anima come il cibo è l’alimento del corpo. Tante volte, nella nostra esistenza, vediamo i nostri sogni infranti e i nostri desideri frustrati, ma bisogna continuare a sognare, altrimenti la nostra anima muore e Agape non vi penetra. Agape è l’amore universale, quell’amore che è più grande e più importante del semplice “piacere” a qualcuno. Nel suo famoso discorso sui sogni, Martin Luther King ricorda il fatto che Gesù ci chiese di amare i nostri nemici, e non che essi ci piacessero. Questo amore più grande è quello che ci dà l’impulso per continuare a lottare malgrado tutto, per mantenere la fede e la gioia, e combattere il Buon Combattimento.
Il Buon Combattimento è quello intrapreso perché lo chiede il nostro cuore. In epoche eroiche, quando gli apostoli giravano nel mondo predicando il vangelo, o al tempo dei cavalieri erranti, questo era più facile: c’erano molte terre da attraversare e tante cose da fare. Al giorno d’oggi, però, il mondo è cambiato, e il Buon Combattimento è stato trasportato dai campi di battaglia all’interno di noi stessi.
Il Buon Combattimento è quello intrapreso in nome dei nostri sogni. Quando essi esplodono in noi con tutto il loro vigore – nella gioventù – noi abbiamo molto coraggio, ma non abbiamo ancora appreso a lottare. Dopo tanti sforzi, finiamo per apprendere a lottare, ma a quel punto non abbiamo più lo stesso coraggio per combattere. Perciò, ci rivolgiamo contro di noi e combattiamo noi stessi, finendo così per essere il nostro peggior nemico. Diciamo che i nostri sogni erano infantili, difficili da realizzare, o frutto della nostra ignoranza delle realtà della vita. Uccidiamo i nostri sogni perché abbiamo paura di intraprendere il Buon Combattimento.
Il primo sintomo che stiamo uccidendo i nostri sogni è la mancanza di tempo. Le persone più occupate che ho conosciuto in vita mia avevano sempre tempo per tutto. Quelle che non facevano nulla erano sempre stanche, non tenevano dietro a quel poco di lavoro che dovevano fare e si lamentavano continuamente che il giorno era troppo corto. In realtà, esse avevano paura di intraprendere il Buon Combattimento.
Il secondo sintomo della morte dei nostri sogni sono le nostre certezze. Poiché non vogliamo guardare alla vita come ad una grande avventura da vivere, finiamo per giudicarci saggi, giusti e corretti in quel poco che chiediamo all’esistenza. Guardiamo al di là delle mura del nostro quotidiano e udiamo il rumore di lance che si spezzano, l’odore di sudore e polvere, i grandi crolli e gli sguardi assetati di conquista dei guerrieri. Ma non avvertiamo mai la gioia, la Gioia immensa che c’è nel cuore di coloro che stanno lottando, giacché per questi ultimi non è importante la vittoria o la sconfitta, ciò che importa è solo intraprendere il Buon Combattimento.
Infine, il terzo sintomo della morte dei nostri sogni è la Pace. La vita diviene un pomeriggio domenicale, che non ci chiede grandi cose e non esige nulla di più di quanto noi possiamo dare. Riteniamo allora di essere “maturi”, di avere messo da parte le “fantasie dell’infanzia”, e raggiungiamo la nostra realizzazione personale e professionale. E siamo stupiti quando qualcuno della nostra età dice di volere ancora questo o quello dalla vita. Ma, nell’intimo del nostro cuore, sappiamo che ciò che è accaduto è che abbiamo rinunciato a lottare per i nostri sogni, a combattere il Buon Combattimento.
Quando rinunciamo ai nostri sogni e troviamo la pace, abbiamo un periodo di tranquillità. Ma i sogni morti cominciano a marcire dentro di noi e ad infestare tutto l’ambiente in cui viviamo. Noi cominciamo a diventare crudeli verso coloro che ci circondano, e infine passiamo a rivolgere questa crudeltà contro noi stessi. Compaiono le malattie e le psicosi. Ciò che volevamo evitare nel combattimento – la delusione e la sconfitta – diviene l’unico legato della nostra vigliaccheria. E un bel giorno, i sogni morti e ormai marciti rendono l’aria difficile da respirare e noi cominciamo a desiderare la morte, la morte che ci liberi dalle nostre certezze, dalle nostre occupazioni, e da quella terribile pace dei pomeriggi domenicali.
Per evitare tutto ciò, dunque, dobbiamo affrontare la vita con la riverenza del mistero e la gioia dell’avventura.
 
 

 

 Ciao da Tony Kospan

 

 

 

Pubblicato 24 settembre 2009 da tonykospan21 in FAVOLE LEGGENDE RACCONTI DI SAGGEZZA

FELICE GIOVEDI’ POMERIGGIO IN POESIA E MUSICA…   Leave a comment

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Cari amici pensavate d’avervela cavata
e di esservi risparmiati il mio saluto?
Invece no… anche se con ritardo…A bocca aperta
 

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Musiche d’autunno
G. KEATS

Dove sono i canti di primavera?
 Dove sono?
Non ci pensare: tu pure hai la tua musica
 quando nubi dolci avvolgono il giorno
che muore e tingon di rosa
 le pianure di stoppie.
Allora s’alza il coro lamentoso
dei moscerini
tra i salici del fiume, portati in alto
o abbassati
col respiro e il silenzio del vento;
e gli agnelli belano forte sulla collina;
cantano nelle siepi i grilli;
ed il pettirosso leva il canto acuto
da un giardino; e trillano nel cielo,
 raccogliendosi, le rondini.

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da Tony Kospan

Pubblicato 24 settembre 2009 da tonykospan21 in SALUTI VARI

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