Delacroix Beethoven e Foscolo – Il romanticismo nelle varie arti…   Leave a comment

 
MUSICA CLASSICA ARTE E.. POESIA…
 

 

 

 

Delacroix… Beethoven e Foscolo

 

           

(musica di Beethoven)

Eugène Delacroix – La liberté guidant le peuple

Notturno

Ugo Foscolo 

Quando la terra è d’ombre ricoverta,
E soffia ‘1 vento, e in su le arene estreme
L’onda va e vien che mormorando geme,
E appar la luna tra le nubi incerta;

      Torno dove la spiaggia è più deserta
Solingo a ragionar con la mia speme,
E del mio cor che sanguinando geme
Ad or ad or palpo la piaga aperta.

      Lasso! me stesso in me più non discerno,
E languono i miei dì come viola
Nascente ch’abbia tempestata il verno;

      Chè va lungi da me colei che sola
Far potea sul mio labbro il riso eterno:
Luce degli occhi miei, chi mi t’invola?

 Cos’hanno in comune Delacroix… Beethoven e Foscolo…?

IL ROMANTICISMO…

Eccone alcune definizioni ed aspetti…

I tratti comuni dei diversi movimenti romantici sono stati comunque molti: l’ideale della libertà creativa e della spontaneità; la concezione di una letteratura e di una poesia come espressione del sentimento; una polemica vivace contro i generi, le regole; una esaltazione della fantasia; uno spiccato interesse per il mito e i simboli; l’esplorazione del sogno e di altre manifestazioni dell’inconscio; la tendenza ad abolire le distinzioni tra poesia e prosa.

Il vocabolo "Romanticismo" deriva dal francese "roman" designante un racconto di avventure, in prosa o in versi. Nella seconda metà del ‘700, in Inghilterra, l’aggettivo "romantic" ebbe una connotazione negativa e fu adoperato per indicare cose fantastiche ed irreali evocanti motivi ed ambienti medievali.

Rousseau usò l’aggettivo "romantique" privato di ogni intendimento negativo, per indicare uno stato dì abbandono sognante dell’anima.

Anche in Germania il termine "romantisch", indicante il romanzesco ed il patetico della letteratura medioevale, perse, gradatamente, l’accezione negativa, senza però acquisire un preciso significato semantico. Solo nel 1798 Schlegel, nella rivista Athenaeum, definì lo "stato d’animo romantico" e la poesia che ne era emanazione: essa doveva combinare poesia e prosa, critica e genialità, arte e spontaneità, doveva essere sociale, viva, pregna delle istanze contemporanee e l’arbitrio del poeta non doveva subire costrizioni.

Ciao da Tony Kospan

 

Pubblicato 24 novembre 2008 da tonykospan21 in MUSICA E DANZA CLASSICA

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