IL FUTURO DEL FUTURISMO – II PARTE   Leave a comment

IL FUTURO DEL FUTURISMO
Dalla ‘rivoluzione italiana’ all’arte contemporanea.

Da Boccioni a Fontana a Damien Hirst

II PARTE

     

V • La società dello spettacolo.
I Futuristi compresero il ruolo dei mezzi di comunicazione e posero al centro della loro ricerca il pubblico, un pubblico non considerato come passivo ma attivo, in grado di interagire e rispondere alle provocazioni degli artisti. L’arte futurista, che attinge dalla comunicazione con commistioni di stili – slogan, manifesti, messaggi radiofonici – sposta l’attenzione dal piano della pura espressione a quella della comunicazione sfruttandola, anche attraverso lo scandalo ricercato. Allo stesso modo il pubblico è un universo mobile, non più identificabile che inizia a porre se stesso al centro, a farsi vedere più che vedere, preannunciando l’era dell’attuale società dell’immagine, fondata sull’apparire.
Artisti: Archizoom, Giacomo Balla, Luca Comerio, Tullio Crali, Fortunato Depero, Marcel Fabre, Keith Haring, Corrado Levi, El Lissitzkij (Lazar Markovich), Paul McCarthy, Aleksei Alekseevich Morgunov, Nam June Paik, Aleksandr Rodchenko, Mimmo Rotella, Gino Severini, Nadezhda Andreevna Udaltsova, Andy Warhol.

       

VIL’umano troppo umano
La sezione prende il titolo da un’opera di Nietzsche in cui il pensatore sostiene che il ruolo della filosofia, come quello dell’arte, è di dare il massimo significato possibile alla vita. Così le opportunità date dallo sviluppo tecnologico permettono all’uomo di estendere le sue potenzialità. La macchina prima, e la ricerca bio-tecnologica poi, rappresentano le nuove forme di sviluppo del limite umano, un passaggio dall’uomo-macchina celebrato dai Futuristi, all’umano troppo umano dove il corpo diventa centrale nell’arte e attualissimo dibattito etico della ricerca scientifica.
 Artisti: Umberto Boccioni, Sonia Delaunay-Terk, Nicolaj Diulgheroff, Fillia (Luigi Colombo), Gilbert & George, Gustav Klutsis, Robert Longo, Bruce Nauman, Enrico Prampolini, Mario Sironi.

     

VII • Il tempo con la tecnica.
Tutto il XX secolo è stato permeato da un’incrollabile fiducia nella scienza e nella tecnologia che ha creato nuove opportunità ed ha accelerato in maniera evidente i ritmi del vivere quotidiano. Nella vita come nell’arte si è passati dal mondo della creazione a quello della sperimentazione e della ripetizione ritmicamente serrata. La fiducia nel progresso come sfida continua, il passaggio da tempo circolare a tempo libero e quindi alla multitemporalità e sincretismo, hanno portato al superamento dell’applicabilità delle scienze esatte all’arte, mettendole in discussione e consentendo così la nascita della cosiddetta opera “aperta”.
Artisti: Getulio Alviani, Giacomo Balla, Henrych Berlewi, Toni Costa, Natalja Gončarova, Carsten Höller, Ivan Kudriashev, Julio Le Parc, El Lissitzkij (Lazar Markovich), Evgenia Markovna Magaril, Enzo Mari, Manfredo Massironi, Tatsuo Miyajima, László Moholy-Nagy, Bruno Munari, Kenneth Snelson, Michail Ksenofontovich Sokolov, Jesús Rafael Soto, Jean Tinguely, Léeon Tutundjan, Yuri Alekseevich Vasnetsov, Alexander Zeitlin.

   

VIII • La vita che corre.
Il culto della velocità e del dinamismo come emblema della modernità ha fortemente coinvolto gli artisti sino ai nostri giorni. L’idea di velocità per i Futuristi non è solo legata allo sviluppo dei mezzi di trasporto e di comunicazione, ma compete tutti gli aspetti della vita, di una vita che si muove tutto intorno, coinvolge e compenetra. Le reti finiscono così per diventare reti di relazione, informatiche quindi virtuali.
Artisti: Carla Accardi, John Armleder, Baldessari (Roberto Marcello), Carlo Carrà, Sandro Chia, Fortunato Depero, Piero Dorazio, Lucio Fontana, Gustav Klutsis, František Kupka, Maurizio Mochetti, Pippo Oriani con Tina Cordero e Guido Martina, Ivo Pannaggi, Gianni Piacentino, Ljubov Sergeevna Popova, Enrico Prampolini, Robert Rauschenberg, Aleksandr Rodchenko, Gino Severini, Tato (G. Sansoni), Emilio Vedova.

 

IXL’immaginazione senza fili.
E’ il titolo di un manifesto di Marinetti del 1913 “L’immaginazione senza fili e le parole in libertà”. In questa sezione sono presentate opere video che invitano alla riflessione sui media e la loro ricaduta estetica sulla società dell’informazione e che mediano tra noi e la realtà, tra integrazione e evasione. Il Futurismo fu il primo movimento che incorporò il tempo nell’espressione artistica sia sul piano dell’immagine sia nelle parole e suoni e nella rappresentazione; in questo senso il video può essere considerato come l’unione dell’immagine e dello scorrere del tempo con cui esplorare l’attuale civiltà senza fili dove i dati-informazione viaggiano nell’etere alla velocità della luce.
Artisti: Dara Birnbaum, Candice Breitz, Guy Debord, Jonathan Horowitz, Fernand Léger e Dudley Murphy, Len Lye. 


  

Dal web – impaginazione e coordinamento by Orso Tony

Pubblicato 9 novembre 2008 da tonykospan21 in ARTE

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