Archivio per 18 ottobre 2008

IL GRIDO DI MAGO MERLINO – RACCONTO DEL MISTERO   Leave a comment

 

LE CRI DE MERLIN
Racconto del mistero di Omar Bunfai

E’ più facile, probabilmente, dire poco e scrivere da incazzati o da inaciditi:
ci si espone di meno, si fa meno fatica.
Io però, la mia scelta l’ho fatta e mi va di continuare così.
A me interessa che cosa di buono abbiamo su cui lavorare.”
Luciano Ligabue, introduzione alla canzone “Almeno credo”

 
 
 

Nell’antica foresta di Brocelandia, nella piccola Bretagna, sulla cima di una certa montagna, c’è una sorgente, circondata da noccioli e da elevati e frondosi cespugli di biancospino. Vicino alla fontana, campeggia un cartello, recante la scritta, dipinta in caratteri azzurro turchese e verde smeraldo:  “Chi beve questa pura acqua, rientra in se stesso .”
In mezzo al piccolo altipiano svetta l’Alta Torre, dimora di Merlino, l’incantatore, il consigliere di Re, Principi e guerrieri. Intorno alla piccola rocca di pietra, conosciuta come l’Esplumoir, il luogo della mutazione, il Mago aveva appeso a quattro enormi querce, dai rami che s’innalzavano fino al cielo, delle Arpe Eolie, strumenti a corde che, sfiorati dal vento o dai passi d’inopportuni visitatori non animati da buone intenzioni, emettono strane armonie, dette dal Veggente “Melodie d’avvertimento”.

Merlino era seduto nella Stanza Segreta dell’Alta Torre e contemplava dall’alto la massa di vegetazione della Foresta Azzardata, i giochi e le corse fulminee dei cinghiali, delle volpi, dei falchi e d’altre numerose bestie selvatiche. Da quella piccola finestra ascoltava la sua Voce interiore, che gli era stata restituita dall’acqua della fontana e dall’affetto e dalle cure di Viviana, la sua apprendista, dopo che era stato preda, in passato, di un difficile momento di velenosa malinconia.
Ascoltando la sua unica Voce, osservava dalla finestra e nei lucenti riflessi di un pesante cristallo, posto sul suo tavolo di quercia, i segnali del Cosmo divino e del mondo, il nostro microcosmo devastato e insanguinato.

Prese a sfogliare un Vangelo, posto su un leggio, accanto al tavolo.
“A che serve conquistare il mondo intero, se poi perdi la tua anima?”.
Poi rise, rise con tutta l’aria dei polmoni, e la sua lunga barba brizzolata ondeggiava su e giù, qua e là, tra le pareti di roccia della Stanza Segreta.
Alla base dell’Alta Torre, Viviana, la giovane donna che Merlino amava, e che voleva ad ogni costo impadronirsi dei segreti della sua magia, stava operando un potente incantesimo.
La sera prima gli aveva chiesto, appena finito di fare all’amore, con ardente passione, a malapena confinata nei piccoli occhi verdi:
“Insegnami come, senza catene né sbarre d’acciaio, io possa imprigionare un uomo, unicamente con la magia e in modo tale che non possa mai fuggirmi, a meno che non decida IO di liberarlo”.

In seguito alle sue istruzioni, Viviana aveva piantato, intorno al perimetro della Torre, una fitta ed elevata siepe di biancospino. Ora si era in Aprile ed era una bellissima giornata assolata, sovrastata da un cielo azzurrissimo. Gli estesi arbusti erano tutti ricoperti di piccoli ombrelli bianchi, i profumati fiori, e trapunti di minuscoli frutti rossi.
Viviana prese un lungo velo bianco, filato da una vergine, e lo avvolse intorno al cespuglio di biancospino. Usando le formule esoteriche che il Mago amato le aveva insegnato,camminò nove volte intorno alla vasta siepe, dentro un cerchio ermetico che lei stessa aveva tracciato; sussurrò altre nove volte le parole magiche necessarie, e, se lui, il celebre e potente incantatore Merlino, non fosse fuoriuscito dall’Alte Torre entro breve tempo, sarebbe rimasto imprigionato lì dentro per l’eternità.

                      

Quella dimora di pietra, la siepe di biancospino ricamata di bacche rosse vermiglio,Viviana e il suo focoso e scalpitante amore, tutto quel sortilegio… sarebbero diventati il suo estremo Sepolcro. Ma per quale motivo, sarebbe dovuto uscire? Per quale senso recondito, avrebbe dovuto sciogliere l’incanto?
Per diventare anche lui come uno di quei boriosi cavalieri, assetati di ricchezze e conquiste, accecati dalla presunzione, sospinti perennemente per il pianeta, per cimentarsi in avventure e soprusi che non hanno mai fine, in una monotonia meschina e delimitante quanto il cerchio ermetico che la dilettante Viviana aveva dipinto intorno alla circonferenza dell’Alta Torre, per ghermirlo ?
         orso tony

                         

Merlino allenta la tensione delle spalle e reclina il capo sul petto. Si appoggia sul suo ampio letto e prende a parlare ad alta voce:
“Chi ama il potere fugge se stesso!
E’ quando ti credi arrivato che sei già rovinato !”
Si sistema un cuscino, imbottito di piume di falco, dietro la nuca e si corica a riposare.
Ma non smette di parlare:
“Nella misura un cui il mondo materiale è conquistato, la sua Anima viene dimenticata… Cavalieri, cosa state facendo alla nostra cara, vecchia e sempre nuova, mamma Terra? Dite di volerla sicura e ordinata e giusta, e invece la saccheggiate, la violentate, la scavate e la incendiate e le succhiate le midolla fino all’esaurimento!
Branco di diavoli! Il destino del mondo non è nelle vostre mani, tracotanti scimmie accecate dal potere, ma in Quelle di chi immagina, di chi porta rispetto ad ogni creatura, e, soprattutto, di chi ama.
Io, per esempio, non sono il potente stregone che credete!
Sono il più grande degli sciocchi, perché amo qualcun altro più di me stesso, e ho insegnato alla mia amata come legarmi a lei, e ora nessuno può liberarmi.
Vieni, Foresta Azzardata, accoglimi, inghiottimi dentro i tuoi alberi!
Io mi ritiro dentro di me, nella tua pace, nel silenzio della tua naturale magia…
Io non sono nato per salvare il mondo o per giudicare o comandare i miei simili. Sono nato per capire qual è il mio posto nel gioco della vita, per entrare nella dimensione del Senza Tempo, nell’estasi di questa siepe di biancospino che fiorirà per sempre, di quest’amore di Viviana che mi scalderà il cuore in eterno, di questo esplumoir che mi avvolgerà, come il mio mantello, all’infinito, con la sua ben nota serenità d’ogni giorno, calma ed equilibrata.
Ricordatevi: noi siamo solo immagini, noi siamo tutti un sogno, spezzato in miriadi di incubi.”
E si addormenta.
Viviana, disotto all’Alta Torre, in una nube di bianchi fiori, intonò un canto di gioia e di ringraziamento alla resa del Mago.
 Ai suoi piedi, un serpente s’attorcigliò, nel suo ultimo sonno, prima di svegliarsi dal letargo.
Dalla Foresta Azzardata si levò un sovrumano, agghiacciante grido: era lo spirito di Merlino.

 

“Ascoltate solo la vostra Voce, QUELLA INTERIORE!”
 
 

 

dal web – impaginazione Orso Tony

 

Pubblicato 18 ottobre 2008 da tonykospan21 in FAVOLE LEGGENDE RACCONTI DI SAGGEZZA

LA MAGIA NELLE IMMAGINI…   Leave a comment

 
 
 
 

Pubblicato 18 ottobre 2008 da tonykospan21 in PAESAGGI EDIFICI VIAGGI

LA MALINCONIA… IN POESIA E… NON SOLO…   1 comment

 
  
 
LA MALINCONIA… IN POESIA E… NON SOLO…
 
Tony Kospan

 
La malinconia come ben sappiamo è un sentimento…
Un sentimento certo non di gioia… nè di entusiasmo…
ma esso talvolta ci invade… ci prende… ci avvolge…
ci fa sentire la mancanza o il desiderio di qualcosa… di qualcuno…
 
 
Certo se essa diventa una costante può diventar ahimé
tremenda depressione…
ma se ci colpisce di tanto in tanto…
essa può esser una dolce nostalgica amica… un momento di pausa…
un terreno di coltura fertile che ci porterà poi a nuova vita…
a nuove esperienze… a nuove emozioni…

L’autunno… è considerato in genere…dopo il fulgore dell’estate ed in attesa dei freddi dell’inverno… la stagione in cui più di frequente essa può raggiungerci.

Dunque è la malinconia il tema che tratteremo stavolta… in poesia immagini e musiche…

 
ROSA MALINCONICA
Nicolas Guillén
 
L’anima vola e vola
cercandoti lontano,
oh Rosa melanconica,
rosa del mio ricordo.
Guardo poco a poco l’alba
la campagna inumidisce,
e il giorno è come un bimbo
che si sveglia nel cielo,
oh Rosa melanconica,
carichi gli occhi d’ombra,
dal mio povero lenzuolo
tocco il tuo solido corpo.
Quando già alto il sole
arde col suo alto fuoco,
quando la sera cade
dal ponente disfatto,
io nel mio lontano desco
il tuo ignoto pane osservo.
E nella notte gravida
d’appassionato silenzio,
oh Rosa melanconica,
rosa del mio ricordo,
dorata, viva e umida,
tu discendi dal tetto,
mi prendi la mano fredda
e resti li a guardarmi.
Io chiudo allora gli occhi,
ma pur sempre ti vedo,
là piantata, a fissare
il tuo sguardo sul mio petto,
lungo sguardo immobile,
come un pugnale di sogno.
 

 

 NON DOVRESTI CONOSCERE LA DISPERAZIONE
Emily Bronte
 
Non dovresti conoscere la disperazione
se le stelle scintillano ogni notte;
se la rugiada scende silenziosa a sera
e il sole indora il mattino.
Non dovresti conoscere la disperazione – seppure
le lacrime scorrano a fiumi:
non sono gli anni più amati
per sempre presso il tuo cuore?
Piangono, tu piangi, così deve essere;
il vento sospira dei tuoi sospiri,
e dall’inverno cadono lacrime di neve
là dove giacciono le foglie d’autunno;
pure, presto rinascono, e il tuo destino
dal loro non può separarsi:
continua il tuo viaggio, se non con gioia,
pure, mai con disperazione!
 
 
MALINCONIA
Giuseppe Ungaretti
 
Calante melinconia lungo il corpo avvinto
al suo destino
Calante notturno abbandono
di corpi a pien’anima presi
nel silenzio vasto
che gli occhi non guardano
ma un’apprensione
Abbandono dolce di corpi
pesanti d’amaro
labbra rapprese
in tornitura di labbra lontane
voluttà crudele di corpi estinti
in voglie inappagabili
Mondo
Attonimento
in una gita folle
di pupille amorose
In una gita che se ne va in fumo
col sonno
e se incontra la morte
è il dormire più vero
 
 
ALLA MALINCONIA
Hermann Hesse 
 
Nel vino e negli amici ti ho fuggita,
poichè dei tuoi occhi cupi avevo orrore,
io figlio tuo infedele ti obliai
in braccia amanti, nell’onda del fragore.
Ma tu mi accompagnavi silenziosa,
eri nel vino ch’io bevvi sconsolato,
eri nell’ansia delle mie notti d’amore,
perfino nello scherno con cui ti ho dileggiata. 
Ora conforti tu le membra mie spossate,
hai accolto sul tuo grembo la mia testa,
ora che dai miei viaggi son tornato:
giacchè ogni mio vagare era un venire a te.
 

Auguro dunque a tutti una domenica… senza malinconie
o solo con dolci maliconie…

Tony Kospan
 
IL MIO BLOGGHINO…
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In caso di eventuale copia… prego effettuarla integrale
senza omettere l’autore…
Grazie
 

IL RITORNO ED IL BUONGIORNO DI ORSO TONY   Leave a comment

 

Sono da poco tornato… a casa…
ma desidero in primis ringraziare tutti coloro
che hanno continuato a visitare …
questo blogghino… nonostante la mia assenza…
e che sono stati ancora molti…
      

 
ed in "secundis" direbbe Totò…
salutarli e dir loro che… il blog riparte… tra breve…
 
 
 
 
Ai nuovi dico… di visitare le "categorie"
dove troveranno trattati degli argomenti…
che penso possano interessare…
 
 
Orso Tony
 

Pubblicato 18 ottobre 2008 da tonykospan21 in SALUTI VARI

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