Archivio per ottobre 2008

BUONANOTTE AMICI DEL BLOG…   Leave a comment

 
 
 
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TACI ANIMA STANCA DI GODERE…
(Camillo Sbarbaro)
 
Taci,anima stanca di godere
e di soffrire
(all’uno e all’altro vai rassegnata)

Nessuna voce tua odo se ascolto:
non di rimpianto per la miserabile
giovinezza ,non d’ira o di speranza,
e neppure di tedio.
Giaci come
il corpo, ammutolita, tutta piena
d’una rassegnazione disperata.
Non ci stupiremmo,
non è vero,mia anima,se il cuore
si fermasse,sospeso se ci fosse
il fiato………….
Invece camminiamo,
camminiamo io e te come sonnambuli.
E gli alberi son alberi,le case
sono case,le donne
che passano son donne, e tutto è quello
che è,soltanto quel che è.
La vicenda di gioia e di dolore
non ci tocca.
 
Perduto ha la voce
la sirena del mondo,
e il mondo è un grande deserto.
Nel deserto
io guardo con asciutti occhi me stesso..

 
 

      

   

Pubblicato 31 ottobre 2008 da tonykospan21 in SALUTI VARI

IMMAGINI CHE… COLPISCONO   Leave a comment

 
 

Pubblicato 31 ottobre 2008 da tonykospan21 in PAESAGGI EDIFICI VIAGGI

LA LONTANANZA IN POESIA E… NON SOLO…   Leave a comment

 
 
 
Care amiche ed amici amanti come me della poesia
stavolta parleremo di una particolare situazione
in cui molti si trovano o si sono trovati…
l’esser lontani dalla persona amata.
 
 
 
 
 
 
 
 
LA LONTANANZA IN AMORE...
POESIE DIPINTI AFORISMI CANZONI E…
a cura di Tony Kospan

 
 
Sarà perché spesso accade nel virtuale
d’innamorarsi di chi vive in altre località…
sarà perché spesso il lavoro costringe a cambiar città…
il tema della lontananza in amore è sempre molto sentito…
 
 
 

Angela Betta Casale

 
 
 
 
Tuttavia la lontananza oggi è facilmente attenuabile
grazie ai moderni mezzi di comunicazione audio-visivi
cosa che non era consentita ai nostri antenati…
ma quella fisica resta sempre uguale… oggi come ieri.
 
 
C’è anche da dire che alcuni ritengono
che stando lontani e quindi senza ripetitive abitudini
ci si può amare meglio e più a lungo.
(v.qui giù l’aforisma di Properzio poeta latino)
 

 

 

William Vincent Cahill

 
 
 
Altre volte poi la lontananza è non fisica ma psicologica…
ma in questo caso è chiaro che è la conseguenza
e non la causa della difficoltà di un rapporto d’amore…
 
 
In ogni caso essa ha sempre
una notevole influenza sull’amore che si vive…
sia in senso positivo che negativo…
 
 

Henri-Jean-Guillaume Martin

 
 
Prima di passare alle poesie ecco gli aforismi
scelti quest’anno.

 
 
 
 
 
 
 
Nessun posto è lontano.
Se desiderate essere accanto a qualcuno che amate
forse non ci siete già?
Enrico Brizzi
 
 
Le lettere d’amore si nutrono di lontananza.
Carlo Gragnani
 
 
Quando l’amante è lontano, più caldo si fa il desiderio;
l’abitudine rende fastidioso l’amato.
Sesto Properzio
 
La lontananza rimpicciolisce gli oggetti all’occhio,
li ingrandisce al pensiero.
Arthur Schopenhauer
 
Il cammino attraverso la foresta non è lungo
se si ama la persona che si va a trovare.
Proverbio Africano



 
 
 
 
 


Veniamo ora alle poesie prescelte 
e come sempre sarà bello leggere quelle (vostre o meno)
che sul tema piacciono a voi…
o tutto quel che vi va di esprimere.
 
 
 
 

 

 

 
 

Thomas Benjamin Kennington

 
 

NON POSSO RAGGIUNGERTI
~ Nadina Spaggiari Ascari ~
 
Non posso raggiungerti
ho ascoltato il silenzio, ma non ci sei,
ti ho chiamato nei canali aperti al tormento e non ci sei,
ti ho cercato nell’acqua,
nel vento che frusta il prato senza un briciolo di ragione,
ma non ci sei,
non rispondi nemmeno al mio grido verso il tramonto,
che spegne la luce negl’occhi e privo di compassione
porta la notte nel cuore, così, lasciandomi senza di te,
perché tu non rispondi, tu non ci sei.
Ti ho cercato nella luce del cuore e si è schiuso un sussurro,
come un piccolo abbraccio,
un soffio d’angelo, un bisbigliare sommesso,
che diventa presto uragano e mi catapulta sul mio desiderio
e mi dice che devo lasciarmi guidare, fuori da te.
Anima mia,
non posso più scorrerti dentro,
mischiarmi al tuo sangue così. Morirei.
E non è follia è soltanto la febbre che sale, è l’amore,
il mio amore per te.
Devo andarmene da questo delirio,
chiudere il pensiero, dimenticarmi di te.

 
 

Magritte

 
 

SENZA DI TE
~ John Keats ~
 
Non posso esistere senza di te.
Mi dimentico di tutto tranne che di rivederti:
la mia vita sembra che si arresti lì,
non vedo più avanti.
Mi hai assorbito.
In questo momento ho la sensazione
come di dissolvermi:
sarei estremamente triste
senza la speranza di rivederti presto.
Avrei paura a staccarmi da te.
Mi hai rapito via l’anima con un potere
cui non posso resistere;
eppure potei resistere finché non ti vidi;
e anche dopo averti veduta
mi sforzai spesso di ragionare
contro le ragioni del mio amore.
Ora non ne sono più capace.
Sarebbe una pena troppo grande.
Il mio amore è egoista.
Non posso respirare senza di te.


 

Marie Spartali Stillman

 

 
IL PRINCIPE
 ~ H. Hesse ~
 
Volevamo costruire assieme
una casa bella e tutta nostra
alta come un castello
per guardare oltre i fiumi e i prati
su boschi silenti.
Tutto volevamo disimparare
ciò che era piccolo e brutto,
volevamo decorare con canti di gioia
vicinanze e lontananze,
le corone di felicità nei capelli.
Ora ho costruito un castello
su un’estrema e silenziosa altura;
la mia nostalgia sta là e guarda
fin alla noia, ed il giorno si fa grigio
– principessa, dove sei rimasta?
Ora affido a tutti i venti
i miei canti arditi.
Loro devono cercarti e trovarti
e svelarti il dolore
di cui soffre il mio cuore.
Devono anche raccontarti
di una seducente infinita felicità,
devono baciarti e tormentarti
e devono rubarti il sonno –
principessa, quando tornerai?

 
 

 
Daniel Ridgway Knight

 
 
 
CHE STA FACENDO ADESSO?
~ Nazim Hikmet ~
 
Che sta facendo adesso
adesso, in questo momento?
E’ a casa? per la strada?
Al lavoro? In piedi? Sdraiata?
Forse sta alzando il braccio?
Amor mio
come appare in quel movimento
il polso bianco e rotondo!
Che sta facendo adesso
adesso, in questo momento?
Un gattino sulle ginocchia
lei lo accarezza.
O forse sta camminando
ecco il piede che avanza.
Oh i tuoi piedi che mi son cari
che mi camminano sull’anima
che illuminano i miei giorni bui!
A che pensa?
A me? o forse… chi sa
ai fagioli che non si cuociono.
O forse si domanda
perché tanti sono infelici
sulla terra.
che sta facendo adesso
adesso, in questo momento? 
 

 

Johann Heinrich Füssli
 
 
 
CHINO SULLE SERE…
~ Pablo Neruda ~
 
Chino sulle sere tiro le mie tristi reti
ai tuoi occhi oceanici.
Lì si distende e arde nel più alto fuoco
la mia solitudine che fa girare le braccia come un naufrago.
Faccio rossi segnali ai tuoi occhi assenti
che ondeggiano come il mare sulla riva di una faro.
Conservi solo tenebre, donna distante e mia,
dal tuo sguardo emerge a volte la costa del terrore.
Chino sulle sere getto le mie tristi reti
in quel mare che scuote i tuoi occhi oceanici.
Gli uccelli notturni beccano le prime stelle
che scintillano come la mia anima quando ti amo.
Galoppa la notte sulla sua cavalla cupa
spargendo spighe azzurre sul prato.
 
 
 
 
 
 
 
 


Auguro a tutti d’esser sempre… 
vicini vicini…

Tony Kospan





UN MODO DIVERSO DI VIVER


LA POESIA E LA CULTURA


NELLA PAGINA FB



 

 

  

 

Fabian Perez – Letizia al pomeriggio


Il Giardino di Castello Ruspoli   Leave a comment

 

Il Giardino di Castello Ruspoli

Visitando le sale, i ritratti appesi alle pareti ci mostrano i volti di coloro che hanno scritto pagine importanti della storia di Vignanello. Lo splendido fregio monocromo che orna il salone principale risale al periodo di Beatrice e Ortensia Farnese come testimoniano i gigli dipinti negli stemmi, mentre i vivaci affreschi che abbelliscono le volte delle camere con il ciclo pittorico dedicato alle Virtù vennero realizzati in occasione della venuta di papa Benedetto XIII nel 1725, recano infatti lo stemma di Francesco Maria Ruspoli e di sua moglie Maria Isabella Cesi.

Giardino storico

Nel 1611 Ottavia Orsini, figlia di Giulia Farnese, decise di realizzare un giardino sulla dorsale del promontorio ad est del palazzo, articolato in varie parti: il Giardino di verdura, il Giardinetto segreto, posto ad un livello più basso, il Barchetto e il Barco posti sul lato sud del palazzo e usati per le battute di caccia.


Il Giardino di verdura costituisce certamente la parte più interessante e meglio conservata dell’intero complesso. Si sviluppa su uno spazio pianeggiante rettangolare posto in corrispondenza del lato orientale del palazzo.

E’ suddiviso in dodici parterre il cui perimetro è composto da siepi miste di alloro, lauroceraso, viburno tino e bosso, mentre i disegni interni sono formati da siepi di bosso meno alte; i parterre centrali racchiudono le iniziali di Ottavia Orsini e dei figli Sforza Vicino e Galeazzo.
Queste aiuole sono tra le meglio conservate che esistano in Italia perché il giardino appartiene tuttora alla famiglia Marescotti Ruspoli che ha tramandato nel tempo le tecniche di coltivazione e di manutenzione. Agli angoli di ogni parterre, negli antichi vasi di terracotta, spiccano le piante di limone. Al centro del giardino si trova una bella peschiera circondata da una balaustra in peperino.

 

Testo tratto da:
Anna Maria Pacelli. Castello Ruspoli a Vignanello.
Franco Maria Ricci. Milano 1999

Il Castello Ruspoli è aperto alle visite da Pasqua a fine ottobre, tutte le domeniche e i festivi, dalle ore 10.30 alle 18.00.
Per i gruppi durante la settimana è necessaria la prenotazione.

tel./fax 0761 755338
castelloruspoli@libero.it

Pubblicato 31 ottobre 2008 da tonykospan21 in TURISMO VIAGGI

FATTI REALI IN UN MONDO… VIRTUALE   Leave a comment

 
LEGGETE CARI AMICI INTERNAUTI…
QUESTE STORIE E…
MEDITIAMO…
 
 
 
Il reale carcere del mondo virtuale…
 
I

I fatti (reali) si svolgono nel mondo (virtuale) di Maple Story, un gioco di ruolo molto diffuso in Giappone.
Una donna di 43 anni conosce (virtualmente), un uomo (reale), se ne innamora (virtualmente) e nel gioco si sposano.
Quando lui (reale) la lascia, lei gli uccide il personaggio (virtuale).
Arrestata, rischia l’equivalente di 5000 mila euro di multa e fino a 5 anni di prigione per “accesso non autorizzato a un computer” (per uccidere
l’avatar e’ entrata nel gioco usando il login dell’ex-marito).
E’ stata fortunata che in Giappone non e’ in vigore la pena capitale per i mouse.
(Fonte: ZeusNews)
 
 
 
II
 
Un efferato delitto…
 
Mi aveva imposto il divorzio senza neanche una parola di avvertimento": è ancora arrabbiata la maestra di piano di 43 anni, giapponese, mentre racconta alla polizia come sono andate le cose. E cioè che la improvvisa separazione decisa dal suo marito online – badate bene, il matrimonio era valido solo nel mondo virtuale di Maple Story – l’ha fatta andare fuori di testa. Al punto che ha aspettato che l’ex compagno, un impiegato di 33 anni, facesse logout dal gioco di massa coreano che sta facendo impazzire, letteralmente, il Giappone (ma non solo: dal 2003 anche migliaia di italiani ci hanno o ci stanno giocando), e subito è entrata nel mondo 2D fatto di mostri e punti esperienza con l’utenza dell’uomo. E lì ha compiuto l’"orrendo delitto": nei panni dell’avatar dell’ex marito ha compiuto nientemeno che un suicidio. Virtuale. Che però ora le può costare nel mondo reale fino a 5 anni di galera e una multa da 5 mila dollari per il furto di identità virtuale.
 
 

Storia davvero fortissima ma il rischio che cose del genere accadano sempre più di frequente… è reale… realissimo e vicino… vicinissimo… in questa ed in tante altre forme…
 
E’ una storia capace di farci riflettere… sul nostro mondo web… mondo che ci può assorbire al punto anche di perder di vista la realtà…
 
 
 
Orso Tony
 
 
Storie postate in Psiche da Angela  e da Dixy che ringrazio…

Pubblicato 31 ottobre 2008 da tonykospan21 in PC WEB BLOG INTERNET TECNOLOGIE

MA L’AMORE …. È …. LA VITA   Leave a comment

 
MA L’AMORE ….  È …. LA VITA

clicca sull’immagine

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QUALCUNO DICE:

NELLA VITA NON C’E’ SOLO L’AMORE!!

  MA L’AMORE E’… LA VITA

Eh sì, l’amore – è – la vita

    Platone in uno dei suoi più bei dialoghi, il Fedro, dove il filosofo ateniese spiega poeticamente le radici dell’uomo e dei suoi sentimenti, afferma quanto segue:

    Noi veniamo da un altro luogo, che Platone chiama “Mondo delle Idee”, i Cristiani “Paradiso” , ma che laicamente si può definire “Altra Dimensione". Siamo cioè anime incarnate che bramano di tornare  nel TUTTO da cui provengono e solo nell’amore ritrovano l’eco di quella magia rimossa ma non dimenticata.

 

La BELLEZZA, naturalmente non solo quella esteriore, risveglia il ricordo dell’ASSOLUTO e per un attimo ci fa librare lontano dalle miserie che fanno parte della nostra esperienza terrestre.

 

Insomma per Lui (Platone) l’amore è a tutti gli effetti un’esperienza mistica e l’atto sessuale il  momento in cui, per un assurdo solo apparente, l’uomo comune si avvicina di più al piacere connesso alla sua natura spirituale.

 

Perciò la rottura di una storia sentimentale, depurata da tutte le componenti meschine ed egoistiche, è uno strappo dell’anima, che si ritrova di nuovo privata del gancio con cui cercava di appendersi al cielo.

 

Ma prima o poi la cicatrice scomparirà.

 

 E così torniamo a metterci in viaggio, un pò più acciacccati  ma mai completamente disillusi, perché fino a quando avremo voglia di annusare il profumo dell’INFINITO da cui veniamo, non potremo smettere di innamorarci mai.

 

Liberamente elaborato da “cuori allo specchio” – Lo Specchio –  a cura di Massimo Gramellini che ringrazio

Orso Tony

 

Pubblicato 31 ottobre 2008 da tonykospan21 in RIFLESSIONI AFORISMI FILOSOFIE

BUENAS NOCHES… BLOG…   Leave a comment

 
        
 
 
 
 
 
 
NOTTE DI DANZE
Bigpaul
 
Notte di danze,
notte di canti,
notte di ombre
che arrivan festanti.
Notte cattiva,
notte invadente,
notte che arriva
ma che nessuno sente.
Una luce lontana
tu vedi piangendo,
quella luce è salvezza
nel tuo incubo orrendo.
Invano poi tendi
le mani a qualcuno,
invochi anche aiuto
ma non vedi nessuno.
Di botto poi gridi,
ti svegli,
hai paura.
Sei tutto sudato
è grande l’arsura.
Pian piano poi torni
al tuo sonno agitato
ma il delirio ti aspetta,
il delirio è tornato!
 
 

 

da Orso Tony
 

Pubblicato 30 ottobre 2008 da tonykospan21 in SALUTI VARI

OMAGGIO A DE ANDRE’…   Leave a comment

 

UN PICCOLO… OMAGGIO A DE ANDRE’…
 
 
 

« …pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
debba in qualche modo incominciare una chitarra.  »
(Fabrizio De André, Amico fragile)

 
 
 
 
 
Iniziamo con questo video de
"IL PESCATORE"
con una bella raccolta di immagini della sua vita…
 
 
e poi con quest’altro video ben più ampio…
vero long playng
ed antologia… del suo mondo musicale…
 
 
 
 
 
TONY KOSPAN
 

Pubblicato 30 ottobre 2008 da tonykospan21 in CANZONI DELL'ESTATE

UNA DOLCE FAVOLA RUSSA…   Leave a comment

  

UNA DOLCE FAVOLA RUSSA…

 
       
 
In una sperduta isba della steppa russa viveva un’abbastanza numerosa famiglia: il vecchio padre, due figli sposati con le relative spose, un terzo figlio, scapolo. Tanto erano intelligenti i due figli maggiori, quanto sciocco e fannullone il terzo. Infatti se ne stava tutto il giorno seduto in cima alla grande stufa di terracotta, occupato a sgranocchiar nocciole. Faceva spallucce se gli chiedevano aiuto per qualche lavoro in casa o fuori.
– Va’ a prendere acqua al fiume – gli ordinarono un giorno le cognate, seccate di dover sempre far tutto loro. – I tuoi fratelli sono andati al mercato a far compere, chissà che non abbiano qualche regalino per te se ti comporti bene.
Emelja – questo il nome del pigro ragazzo – scese a malincuore dalla stufa e andò al fiume. Non faceva molto freddo, ma l’acqua era già ghiacciata.
Emelja praticò una buca nel ghiaccio ed ecco affacciarsi all’apertura un bel luccio, grosso pesce voracissimo. Svelto, come non mai, il giovane l’afferrò, pensando alla buona zuppa di pesce che le cognate avrebbero preparato.
Ma il luccio parlò con voce umana:
– Ti prego, lasciami andare, in compenso esaudirò qualche tuo desiderio.
– Temo che tu abbia a ingannarmi – rispose Emelja. – Dammi una prova del tuo potere. Ora riempio i miei secchi di acqua, fammi vedere se gli stessi vanno a casa da soli..
. D’accordo, riempi i secchi e poi ripeti con me: "Per volontà del luccio e per mio desiderio andate a casa a portare l’acqua".
Emelja non aveva finito di pronunciare queste parole che già i due secchi si erano avviati.
L’indomani, visto che Emelja pareva ben disposto, le donne lo pregarono di andar nel bosco a spaccare legna.
Il giovane non fece una piega, si limitò a comandare: "Accetta, per volontà del luccio e per mio desiderio, va’ nel bosco e spacca legna".
L’accetta sgusciò di sotto la panca, prese la porta e si avviò. Non passò molto tempo e la legna arrivò in casa da sola, qualche pezzo saltò addiritturta nella stufa.
Qualche tempo dopo le cognate dissero che sarebbe stata buona cosa preparare in casa una buona scorta di legna. Presto sarebbe arrivato il grande freddo ed era meglio esser previdenti.
Emelja si accomodò sulla slitta senza bisogno di cavalli, per volere del luccio e suo, lanciò la slitta a corsa pazza nel bosco, attraversò il paese mandando a gambe levate gli incauti passanti che non si scansavano in tempo.
Nel bosco l’accetta lavorò a tagliare dagli alberi i rami secchi, che, da soli, si radunavano sulla slitta, già raccolti in fascine.
Quando la slitta fu carica, Emelja ordinò all’accetta di tagliargli un bel bastone.
Sulla via del ritorno, Emelja era atteso dai compaesani inferociti, desiderosi di punirlo per quei ruzzoloni indesiderati. Ma purtroppo il bastone attaccò una danza selvaggia sui gropponi dei malcapitati.
La notizia di tante prodezze arrivò alla reggia. Lo zar ordinò a un ufficiale delle Guardie di andare a prendere Emelja e di portarglielo dinanzi. Ma il giovane rifiutò di recarsi a corte, disse che stava meglio a casa sua, seduto al calduccio della stufa.
Lo zar mandò allora un cortigiano. Questo, esperto uomo di mondo, si presentò a casa di Emelja con un vassoio di dolci: parlò prima con le cognate e poi col giovane:
– Il nostro sovrano vuole donarti un abito rosso, un cappello e un paio di stivali.
Allora Emelja ordinò alla stufa di recarsi alla reggia. Per poco lo zar non svenne quando lo strano veicolo entrò nella sala del trono. In quel momento s’affacciò alla porta la figlia dello zar ed Emelja, folgorato dalla bellezza della fanciulla – cadde in ginocchio dinanzi a lei. Giurò a se stesso che l’avrebbe sposata. Ma la principessa gli voltò le spalle senza degnarlo di un saluto.
Emelja ricorse al potere del suo amico luccio: desiderò che la bella principessa si innamorasse di lui. Cosa che puntualmente avvenne: la giovane si sentì ardere d’amore per Emelja e chiese al padre il permesso di sposarlo.
Mai più lo zar avrebbe acconsentito! Aver per genero uno zoticone simile! Ordinò al suo astuto cortigiano:
– Riportami qui vivo o morto quel fannullone, lo farò sparire.
Il cortigiano si recò alla casa di Emelja portando in dono un orcio di vino dolce e tanto ne fece bere al giovane che alla fine quello cadde in un sonno profondo, così poté farlo portare alla reggia dalle sue guardie.
Alla reggia era già stata preparata una grande botte ed Emelja vi fu chiuso dentro, solo che la principessa, venuta per caso a conoscenza del progetto paterno, volle condividere la sorte riservata al giovane di cui era innamorata. Entrò anche lei nella botte, senza che alcuno se ne accorgesse. A notte fonda la botte venne sigillata e gettata in mare.
Quando Emelja si svegliò, la principessa gli spiegò ciò che era avvenuto. E allora bastarono le poche arcinote parole magiche perché la botte approdasse a riva.
Ma quel tratto di spiaggia era deserto:
– Dove abiteremo, Emelja? Costruisci almeno una capanna.
Emelja borbottò le solite parole e non una capanna apparve, bensì un bellissimo palazzo.
– Ora non hai proprio più niente da chiedere al tuo luccio – sorrise la principessa. – Cioè, sì, un’ultima cosa: un’oncia di bellezza e due di intelligenza, per te, amore mio.
E così fu che Emelja divenne un bel giovane e quel che più conta intelligente.
Qualche tempo dopo lo zar, inconsolabile per la misteriosa sparizione di sua figlia, andando a caccia, passò da quelle parti e si meravigliò nel vedere il palazzo mai esistito prima.
Emelja lo accolse con grande signorilità.
– Ma chi siete, bel giovane? – domandò lo zar, incuriosito.
– Sono Emelja, non ricordate, Maestà?
In quel momento comparve la principessa:
– Padre mio! – e i due furono l’uno nelle braccia dell’altra.
Le nozze furono celebrate qualche giorno dopo con grande solennità.


dal web – impaginazione dell’Orso
 

Pubblicato 30 ottobre 2008 da tonykospan21 in FAVOLE LEGGENDE RACCONTI DI SAGGEZZA

FELICE NOTTE AMICI DEL BLOG…   Leave a comment

 
 

   

   

DOV’ERI?

 

Mahmoud K. Shahmirzadi

" Quando sentivo il bisogno di vederti
dov’eri?

Quando riflettevo nei miei pensieri
e vedevo che tu c’eri
dov’eri?

Mentre camminavo per le strade
sotto la pioggia
in quelle sere tristi

dov’eri?


Quando la speranza e l’attesa
mi dedicavano solo illusione
tu…
tu dov’eri?"
 

 

   

 
 
 
  
 
 

Scritte Buonanotte by Follettarosa

da Orso Tony

         

 

Pubblicato 29 ottobre 2008 da tonykospan21 in SALUTI VARI

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