
La poesia indiana, all’inizio,
non è la poesia così come l’intendiamo noi…
bensì pensieri… riflessioni… preghiere…
che i capi… e gli anziani… delle tribù
proponevano al loro popolo.

Più tardi… in epoca quindi abbastanza recente…
è divenuta anche presso di loro
un fatto letterario
secondo i contorni classici della poesia
che conosciamo.




Esploriamo dunque questo particolare mondo…
che ha tanti estimatori nel web,
con una delle poesie scritte
(o tramandate oralmente e scritte successivamente)
nei secoli 18° e 19°.

TIME LINE – LINEA DELLA VITA
ANTICA POESIA PELLEROSSA
Ho trovato questa poesia solo in lingua inglese…
lingua inglese antica e per di più utilizzata da un nativo…
(molte parole infatti non sono nel vocabolario)
per cui chiedo
a chiunque sia in grado di fornire una traduzione
più corretta della mia… di aiutarmi… a migliorarla…
Per questo propongo anche la versione originale…
Ah, ora tu vieni ad ascoltare,
Tu non sarai l’ultimo che si lascia prendere dalla passione.
Tu non sarai, come potresti pensare,
il bianco bastone entrerà nella mia mano tesa.
Il fuoco del focolare sarà lasciato acceso per me

Chinook (Anonymous) (18th Century)
Ha, now thou hast come to listen, thou Long Human Being,
Thou never lettest go thy grasp from the soul.
Thou hast, as if it were, taken a firmer grasp upon the soul.
I originated at the cataract, not so far away.
I will stretch out my hand to where thou art.
My soul has come to bathe itself in thy body.
The white foam will cling to my head as I walk along the path of life,
The fire of the hearth will be left burning for me incessantly.
The soul has been lifted up successively to the seventh upper world.



SCRIVERLA… LEGGERLA…
















