


E’ TORNATA LA BEFANA
Filastrocca popolare
E' tornata la befana
a cavallo di una scopa:
vola senza far rumore
nella notte nera nera
Sulle spalle ha tanti sacchi
e li posa sui camini
tira fuori sorridente
i regali per i bambini
Bambole e trenini
giostre e orsacchiotti,
dischi e grembiulini,
dolci e biscottini,
ma più bello ancora
essa sa donare
una grande gioia
che non si può scordare.

I MAGI
Angiolo Silvio Novaro
La carovana
non è lontana
dei Magi d'Oriente.
Scalpitìo di cavalli si sente,
suoni di pifferi, confuse
aria di cornamuse.
I re portano tesori
su cavalli bardati d'argento,
e i pastori a passo lento
ingenui cuori

LA STELLA
Edmond Rostand
Persero un giorno la stella.
Com'è possibile perdere la stella?
Per averla fissata troppo a lungo…
I due re bianchi,
ch’erano due sapienti di Caldea,
col bastone tracciarono sul suolo grandi cerchi.
Si misero a far calcoli, si grattarono il mento…
Ma la stella era scomparsa
come sscompare un’idea,
e quegli uomini, l'anima dei quali
aveva sete di essere guidata,
piansero drizzando le tende di cotone.
Ma il povero re nero, disprezzato dagli altri,
disse a se stesso: “Pensiamo alla sete
che non è la nostra.
Occorre dar da bere, lo stesso, agli animali”.
nello spicchio di cielo
in cui si abbeveravano i cammelli
egli scorse la stella d’oro che danzava silente.

LA STELLA DI NATALE
Boris Pasternak
Era pieno inverno.
Soffiava il vento della steppa.
E tremava il neonato nella grotta
sul crinale della collina.
Il fiato del bue lo riscaldava.
Animali domestici stavano nella grotta,
sulla mangiatoia aleggiava un tiepido vapore.
E lì accanto, mai scorta fino allora,
più discreta d'un lucignolo
alla finestra d'un capanno,
riluceva una stella sulla via di Betlemme.
Una gran folla si assiepava presso la collina.
Albeggiava. Comparivano i tronchi dei cedri.
E a loro: “Chi siete?” chiese Maria.
Noi, stirpe pastori e messaggeri del cielo,
siamo qui per cantare lodi a voi due.
“Non si può, tutti insieme.
attendete sulla soglia”
Albeggia. Dalla volta celeste l'alba scacciava,
come granelli di polvere, le ultime stelle.
E dalla gran folla solo i Magi
Maria lasciò entrare nella grotta.
I Magi, nell'ombra, in quella stalla buia
bisbigliavano, trovando a fatica le parole.
A un tratto qualcuno, nell'oscurità,
con la mano trasse un pò a sinistra
dalla mangiatoia uno dei tre Magi;
e quello si volse: dalla soglia, come fosse in visita,
alla Vergine guardava la stella di Natale.

Viene viene la Befana
vien dai monti a notte fonda.
Come è stanca! La circonda
neve, gelo e tramontana.
Viene viene la Befana.
Ha le mani al petto in croce,
e la neve è il suo mantello
ed il gelo il suo pannello
ed il vento la sua voce.
Ha le mani al petto in croce.
E s’accosta piano piano
alla villa, al casolare,
a guardare, ad ascoltare
or più presso or più lontano.
Piano piano, piano piano.
Che c’è dentro questa villa?
Uno stropiccìo leggero.
Tutto è cheto, tutto è nero.
Un lumino passa e brilla.
Che c’è dentro questa villa?
Guarda e guarda…tre lettini
con tre bimbi a nanna, buoni.
guarda e guarda…ai capitoni
c’è tre calze lunghe e fini.
Oh! tre calze e tre lettini.
Il lumino brilla e scende,
e ne scricchiolan le scale;
il lumino brilla e sale,
e ne palpitan le tende.
Chi mai sale? Chi mai scende?
Co’ suoi doni mamma è scesa,
sale con il suo sorriso.
Il lumino le arde in viso
come lampada di chiesa.
Co’ suoi doni mamma è scesa.
La Befana alla finestra
sente e vede, e s’allontana.
Passa con la tramontana,
passa per la via maestra,
trema ogni uscio, ogni finestra.
E che c’è nel casolare?
Un sospiro lungo e fioco.
Qualche lucciola di fuoco
brilla ancor nel focolare.
Ma che c’è nel casolare?
Guarda e guarda… tre strapunti
con tre bimbi a nanna, buoni.
Tra la cenere e i carboni
c’è tre zoccoli consunti.
Oh! tre scarpe e tre strapunti…
E la mamma veglia e fila
sospirando e singhiozzando,
e rimira a quando a quando
oh! quei tre zoccoli in fila…
Veglia e piange, piange e fila.
La Befana vede e sente;
fugge al monte, ch’è l’aurora.
Quella mamma piange ancora
su quei bimbi senza niente.
La Befana vede e sente.
La Befana sta sul monte.
Ciò che vede è ciò che vide:
c’è chi piange e c’è chi ride;
essa ha nuvoli alla fronte,
mentre sta sul bianco monte.





























Bellissime poesie, grazie Mr. Tony
Trovo semplicemente stupenda questo angolo creato da te. Mi piacerebbe, per altre occasioni, postare le poesie dei miei alunni. Ti assicuro che sono bellissime.
Ciao Rosalinda Serenella
Se non sono numerosissime mandamele o indicami il sito o blog o altro dove trovarle per dedicar loro un post…
Ma indicami anche la scuola… classe etc e quando potrò… il tempo scappa sempre… ne farò un post…
Ciaooooooo
Puoi utilizzare a ciò anche la discussione aperta nel Fantastico Mondo della Poesia in facebook…
Ciaoooooooo
Bella idea per la Befana… bell’articolo e servizio Complimenti!!!
Il contributo di NotitiAE per la Befana al link:
http://notitiae.wordpress.com/2011/01/05/la-befana/
Veramente un bellissimo posti Tony sei proprio bravo e le poesie sono bellissime come anche il racconto bello e tradizionale dolce buona notte Tony e mille Auguri!!! Melissa!
Grazie Melissa… Ciaooooooooo
ARRIVEDERCI AL PROSSIMO ANNO O OO O O O OO…
CARE BEFANE….
…
COMPLIMNETI AL DISEGNATORE… DI BEFANE VOLANTI
… SONO MOLTO BELLE
BEFANA ARRIVEDERCI …
BUON ANNO 2011
………………………………………. ”BENITO”
…………………………………. BENITO
“The deep sky”
The deep sky/In the deep sky/Do I dance only?
I dance like crazy/I dance like crazy
In reality and a dream/I dance like crazy and dance like crazy
Among him among people/I dance like crazy
The deep sky/The deep sky/I dance like crazy
I dance like crazy/I dance and dance like crazy
The deep sky
Traduzione in italiano della poesia dell’amico giapponese Umezaki.
Se qualcuno può fare una traduzione migliore ne sarò grato.
Ringrazio Umezaki per averci donato la sua poesia…
“Il cielo profondo”
Il cielo profondo
Nel profondo cielo
Io ballo da solo?
Io ballo come un matto
io ballo come un matto
In realtà e in sogno
Io danzo come un matto
io danzo come un matto
Da solo e tra la gente
io ballo come un matto
Il profondo cielo
Il cielo profondo
io ballo come un matto
Il profondo cielo
It is concise, and your poetry is flexible.
The deepest sorrow is expressionless.
I can see the heart of the extreme state very calmly.
True loneliness is transparent darkness and is loneliness which does not become solitary.
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