LA BEFANA EPIFANIA IN POESIA E NON SOLO   13 comments

 
 
LA BEFANA EPIFANIA…
IN POESIA… (E NON SOLO)
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
Cari amici la poesia, come ben sapete, affronta ogni aspetto della nostra vita
 
L'Epifania è classicamente la festa che… tutte le feste porta via
e conclude un periodo dopo il quale riprenderà
nel bene e nel male la vita… “normale”.
 
 
 
 
 
 
 
 
Ma… che vuol dire Epifania?
 L'Epifania è una festa religiosa che deriva il suo nome
da un termine greco  – ἐπιφάνεια, epifaneia -
che significa rivelazione.
 
E', infatti, in questo giorno che Gesù bambino
si rivelò come figlio di Dio ai tre Magi.
 
 
 

 
 
La Befana è invece una festa laica tutta dedicata ai bambini…
 che si aspettano i doni o il carbone dalla terribile vecchietta ed un tempo,
quando Babbo Natale viveva soprattutto negli USA e nei paesi nordici,
 era attesissima dai bambini italiani… in quanto poi, alla fine,
si rivelava sempre buonissima…

 
L'Epifania quindi con la Stella Cometa ed i Re Magi
e con La Befana…  la mitica vecchietta
 non poteva non interessare da sempre i poeti… famosi e non…
 
 
 

 
Iniziamo dunque con una filastrocca carina sulla Befana
proseguendo con 2 poesie dedicate ai Re Magi
e quella di Edmond Rostand ci parla in modo sublime 
anche della Stella dei Re Magi… che è oggetto
anche di quella di Pasternak e concludiamo
con quella del Pascoli che è la più bella poesia sulla Befana
 
Come sempre mi piacerebbe leggere, sul tema, 
 poesie vostre o che piacciono  a voi… nel
FANTASTICO MONDO DELLA POESIA
 
 
 
 

 

 

E’ TORNATA LA BEFANA

Filastrocca popolare

 

E' tornata la befana
a cavallo di una scopa:
vola senza far rumore
nella notte nera nera

Sulle spalle ha tanti sacchi
e li posa sui camini
tira fuori sorridente
i regali per i bambini

Bambole e trenini
giostre e orsacchiotti,
dischi e grembiulini,
dolci e biscottini,
ma più bello ancora
essa sa donare
una grande gioia
che non si può scordare.

 

 

I MAGI
Angiolo Silvio Novaro

 

La carovana

non è lontana

dei Magi d'Oriente.

Scalpitìo di cavalli si sente,

suoni di pifferi, confuse

aria di cornamuse.

I re portano tesori

su cavalli bardati d'argento,

e i pastori a passo lento

ingenui cuori

 

 

 

 

LA STELLA
Edmond Rostand 

Persero un giorno la stella.
Com'è possibile perdere la stella?
Per averla fissata troppo a lungo…
I due re bianchi,
ch’erano due sapienti di Caldea,
col bastone tracciarono sul suolo grandi cerchi.

Si misero a far calcoli, si grattarono il mento…
Ma la stella era scomparsa
come sscompare un’idea,
e quegli uomini, l'anima dei quali
aveva sete di essere guidata,
piansero drizzando le tende di cotone.

Ma il povero re nero, disprezzato dagli altri,
disse a se stesso: “Pensiamo alla sete
che non è la nostra.
Occorre dar da bere, lo stesso, agli animali”.

E mentre reggeva il suo secchio,
nello spicchio di cielo
in cui si abbeveravano i cammelli
egli scorse la stella d’oro che danzava silente.

 

 

 

LA STELLA DI NATALE

Boris Pasternak


Era pieno inverno.
Soffiava il vento della steppa.
E tremava il neonato nella grotta
sul crinale della collina.

Il fiato del bue lo riscaldava.
Animali domestici stavano nella grotta,
sulla mangiatoia aleggiava un tiepido vapore.

 

E lì accanto, mai scorta fino allora,

più discreta d'un lucignolo

alla finestra d'un capanno,

riluceva una stella sulla via di Betlemme.

 

Una gran folla si assiepava presso la collina.

Albeggiava. Comparivano i tronchi dei cedri.

E a loro: “Chi siete?” chiese Maria.

Noi, stirpe pastori e messaggeri del cielo,

siamo qui per cantare lodi a voi due.

“Non si può, tutti insieme.

attendete sulla soglia”

 

Albeggia. Dalla volta celeste l'alba scacciava,

come granelli di polvere, le ultime stelle.

E dalla gran folla solo i Magi

Maria lasciò entrare nella grotta.

 

I Magi, nell'ombra, in quella stalla buia

bisbigliavano, trovando a fatica le parole.

A un tratto qualcuno, nell'oscurità,

con la mano trasse un pò a sinistra

dalla mangiatoia uno dei tre Magi;

e quello si volse: dalla soglia, come fosse in visita,

alla Vergine guardava la stella di Natale.

 

 
 
LA BEFANA
Giovanni Pascoli
 
Viene viene la Befana
vien dai monti a notte fonda.
Come è stanca! La circonda
neve, gelo e tramontana.
Viene viene la Befana.
Ha le mani al petto in croce,
e la neve è il suo mantello
ed il gelo il suo pannello
ed il vento la sua voce.
Ha le mani al petto in croce.
E s’accosta piano piano
alla villa, al casolare,
a guardare, ad ascoltare
or più presso or più lontano.
Piano piano, piano piano.
Che c’è dentro questa villa?
Uno stropiccìo leggero.
Tutto è cheto, tutto è nero.
Un lumino passa e brilla.
Che c’è dentro questa villa?
Guarda e guarda…tre lettini
con tre bimbi a nanna, buoni.
guarda e guarda…ai capitoni
c’è tre calze lunghe e fini.
Oh! tre calze e tre lettini.
Il lumino brilla e scende,
e ne scricchiolan le scale;
il lumino brilla e sale,
e ne palpitan le tende.
Chi mai sale? Chi mai scende?
Co’ suoi doni mamma è scesa,
sale con il suo sorriso.
Il lumino le arde in viso
come lampada di chiesa.
Co’ suoi doni mamma è scesa.
La Befana alla finestra
sente e vede, e s’allontana.
Passa con la tramontana,
passa per la via maestra,
trema ogni uscio, ogni finestra.
E che c’è nel casolare?
Un sospiro lungo e fioco.
Qualche lucciola di fuoco
brilla ancor nel focolare.
Ma che c’è nel casolare?
Guarda e guarda… tre strapunti
con tre bimbi a nanna, buoni.
Tra la cenere e i carboni
c’è tre zoccoli consunti.
Oh! tre scarpe e tre strapunti…
E la mamma veglia e fila
sospirando e singhiozzando,
e rimira a quando a quando
oh! quei tre zoccoli in fila…
Veglia e piange, piange e fila.
La Befana vede e sente;
fugge al monte, ch’è l’aurora.
Quella mamma piange ancora
su quei bimbi senza niente.
La Befana vede e sente.
La Befana sta sul monte.
Ciò che vede è ciò che vide:
c’è chi piange e c’è chi ride;
essa ha nuvoli alla fronte,
mentre sta sul bianco monte.
 

 
 
 

 

 libro.gif Libro image by Arkanis74libro.gif Libro image by Arkanis74libro.gif Libro image by Arkanis74libro.gif Libro image by Arkanis74libro.gif Libro image by Arkanis74libro.gif Libro image by Arkanis74

SE AMI LEGGERE SCRIVERE O DISCUTER DI POESIE…
RAGGIUNGICI NEL GRUPPO DI FACEBOOK…

  

TONY KOSPAN

About these ads

13 risposte a “LA BEFANA EPIFANIA IN POESIA E NON SOLO

Iscriviti ai commenti con RSS .

  1. Bellissime poesie, grazie Mr. Tony

  2. Trovo semplicemente stupenda questo angolo creato da te. Mi piacerebbe, per altre occasioni, postare le poesie dei miei alunni. Ti assicuro che sono bellissime.

    • Ciao Rosalinda Serenella
      Se non sono numerosissime mandamele o indicami il sito o blog o altro dove trovarle per dedicar loro un post…
      Ma indicami anche la scuola… classe etc e quando potrò… il tempo scappa sempre… ne farò un post…
      Ciaooooooo

  3. Bella idea per la Befana… bell’articolo e servizio Complimenti!!!
    Il contributo di NotitiAE per la Befana al link:

    http://notitiae.wordpress.com/2011/01/05/la-befana/

  4. Veramente un bellissimo posti Tony sei proprio bravo e le poesie sono bellissime come anche il racconto bello e tradizionale dolce buona notte Tony e mille Auguri!!! Melissa!

  5. Grazie Melissa… Ciaooooooooo

  6. ARRIVEDERCI AL PROSSIMO ANNO O OO O O O OO…
    CARE BEFANE….

    COMPLIMNETI AL DISEGNATORE… DI BEFANE VOLANTI
    … SONO MOLTO BELLE

    BEFANA ARRIVEDERCI …
    BUON ANNO 2011
    ………………………………………. ”BENITO”
    …………………………………. BENITO

  7. “The deep sky”

    The deep sky/In the deep sky/Do I dance only?

    I dance like crazy/I dance like crazy
    In reality and a dream/I dance like crazy and dance like crazy
    Among him among people/I dance like crazy

    The deep sky/The deep sky/I dance like crazy

    I dance like crazy/I dance and dance like crazy

    The deep sky

    • Traduzione in italiano della poesia dell’amico giapponese Umezaki.
      Se qualcuno può fare una traduzione migliore ne sarò grato.
      Ringrazio Umezaki per averci donato la sua poesia…

      “Il cielo profondo”

      Il cielo profondo
      Nel profondo cielo
      Io ballo da solo?

      Io ballo come un matto
      io ballo come un matto
      In realtà e in sogno

      Io danzo come un matto
      io danzo come un matto
      Da solo e tra la gente
      io ballo come un matto

      Il profondo cielo
      Il cielo profondo
      io ballo come un matto

      Il profondo cielo

  8. It is concise, and your poetry is flexible.
    The deepest sorrow is expressionless.
    I can see the heart of the extreme state very calmly.

    True loneliness is transparent darkness and is loneliness which does not become solitary.

  9. Pingback: Ricominciamo dalla Befana « New Experience

  10. Pingback: Viva la Befana! | Il Club dei Lettori

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 2.873 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: